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Sul cosiddetto "stantuffo Armando Simoni"
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Sul cosiddetto "stantuffo Armando Simoni"
Prendo spunto da una recente discussione su Omas e la sua storia per chiedere delucidazioni riguardo a un particolare tecnico:
Omas nella sua storia ha mai prevettato un particolare tipo di caricamento a pistone (escluso lo stantuffo tuffante, intendo solo un caricamento a pistone classico)? Quali date? Quali modelli?
Se sì, quali caratteristiche aveva? Un particolare sistema di costruzione? C'era qualcosa che lo rendeva particolare o semplicemente era un sistema di caricamento pensato appositamente per certi modelli?
Omas nella sua storia ha mai prevettato un particolare tipo di caricamento a pistone (escluso lo stantuffo tuffante, intendo solo un caricamento a pistone classico)? Quali date? Quali modelli?
Se sì, quali caratteristiche aveva? Un particolare sistema di costruzione? C'era qualcosa che lo rendeva particolare o semplicemente era un sistema di caricamento pensato appositamente per certi modelli?
Enrico
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Sul cosiddetto "stantuffo Armando Simoni"
I brevetti noti della Omas sono raccolti qui: https://www.fountainpen.it/Categoria:Omas_Patents
Come potrai notare quelli italiani sono senza immagine, questo perché da noi sono persi dio sa dove in qualche archivio statale, e nessuno ha mai pensato di digitalizzarli e pubblicarli come hanno fatto paesi con una storia industriale di primo livello come la Grecia (si, sono sarcastico, non me ne vogliano i greci, ma l'industria italiana mi pare sia stata di dimensioni un po' più grandi di quella greca).
Quelli che si possono consultare interamente lo sono solo perché richiesti in paesi con una attenzione alla propria storia industriale un po' meno insignificante della nostra. Fra questi non ve ne sono relativi ad un caricamento a stantuffo.
Gli altri sono citati perché reperiti o nelle stampigliature delle penne, o in qualche riferimento documentale. Non essendovi dati specifici, a parte quelli riconducibili in qualche modo a quelli pubblicati all'estero, non è dato sapere a cosa si riferissero.
Con una fortunata eccezione, però. Il brevetto n. 445846 che su trova riportato sulle Omas della serie 55x, in questo foglietto di istruzioni viene indicato come relativo al caricamento a stantuffo:

Non sappiamo, non avendo il testo del brevetto, in cosa si distinguesse da altri sistemi di caricamento simili usati all'epoca e quali fossero i vantaggi che indicava di avere (e non è detto si tratti di superiorità tecnica, molti brevetti attengono alla economicità di realizzazione). Ma quel meccanismo è ben noto, e francamente non ci vedo nessuna evidente superiorità rispetto agli analoghi usati da altre marche.
Va detto però che di brevetti noti che non si ha idea a cosa si riferiscono ce ne sono diversi, e che probabilmente ce ne sono ancora di più di ignoti, per cui non è assolutamente detto che il n. 445846 sia quello che si riferisce a questo cosiddetto "stantuffo Armando Simoni".
Simone
Come potrai notare quelli italiani sono senza immagine, questo perché da noi sono persi dio sa dove in qualche archivio statale, e nessuno ha mai pensato di digitalizzarli e pubblicarli come hanno fatto paesi con una storia industriale di primo livello come la Grecia (si, sono sarcastico, non me ne vogliano i greci, ma l'industria italiana mi pare sia stata di dimensioni un po' più grandi di quella greca).
Quelli che si possono consultare interamente lo sono solo perché richiesti in paesi con una attenzione alla propria storia industriale un po' meno insignificante della nostra. Fra questi non ve ne sono relativi ad un caricamento a stantuffo.
Gli altri sono citati perché reperiti o nelle stampigliature delle penne, o in qualche riferimento documentale. Non essendovi dati specifici, a parte quelli riconducibili in qualche modo a quelli pubblicati all'estero, non è dato sapere a cosa si riferissero.
Con una fortunata eccezione, però. Il brevetto n. 445846 che su trova riportato sulle Omas della serie 55x, in questo foglietto di istruzioni viene indicato come relativo al caricamento a stantuffo:

Non sappiamo, non avendo il testo del brevetto, in cosa si distinguesse da altri sistemi di caricamento simili usati all'epoca e quali fossero i vantaggi che indicava di avere (e non è detto si tratti di superiorità tecnica, molti brevetti attengono alla economicità di realizzazione). Ma quel meccanismo è ben noto, e francamente non ci vedo nessuna evidente superiorità rispetto agli analoghi usati da altre marche.
Va detto però che di brevetti noti che non si ha idea a cosa si riferiscono ce ne sono diversi, e che probabilmente ce ne sono ancora di più di ignoti, per cui non è assolutamente detto che il n. 445846 sia quello che si riferisce a questo cosiddetto "stantuffo Armando Simoni".
Simone
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Sul cosiddetto "stantuffo Armando Simoni"
Forse, e sottolineo il forse prima che qualcuno si inalberi per nulla, il recente parlare di "stantuffo Armando Simoni" è semplicemente un modo per chiarire di essere ritornati a un modello storico e di comprovata funzionalità, abbandonando quello sperimentato nelle penne Atelier Simoni.
Non so se quest'ultimo sistema, decisamente particolare, fosse stato brevettato.
Però all'epoca aveva suscitato perplessità, e successivamente aveva purtroppo mostrato punti critici.
Non so se quest'ultimo sistema, decisamente particolare, fosse stato brevettato.
Però all'epoca aveva suscitato perplessità, e successivamente aveva purtroppo mostrato punti critici.
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Sul cosiddetto "stantuffo Armando Simoni"
Grazie mille per le preziose informazioni! Quindi mi pare di capire che lo stantuffo delle Omas fosse un semplice stantuffo, con una costruzione particolare forse, ma pur sempre uno stantuffo.
Non sapevo di questa sperimentazione. Non era un semplice stantuffo quindi?
Enrico
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Sul cosiddetto "stantuffo Armando Simoni"
In alcune delle penne Atelier Simoni (dico alcune perché non so con precisione su quali modelli fosse montato e quali no) avevano sperimentato un sorta di stantuffo con diaframma protettivo e valvola di ritenuta.
Una cosa un po' strana.
Se fai una ricerca con "fountain pen atelier simoni" dovresti recuperare alcune discussioni su FPN in cui se ne parla.
E sul forum Pennamania c'è il report di intervento di restauro di una di queste penne.
So che c'era anche lo schema, forse brevettuale ma non ne sono sicura, ma non mi ricordo su quale forum. (O magari è su Reddit...)
Tieni conto che erano penne particolari e piuttosto costose, quindi dovrebbe essercene in giro un numero piuttosto limitato.
Una cosa un po' strana.
Se fai una ricerca con "fountain pen atelier simoni" dovresti recuperare alcune discussioni su FPN in cui se ne parla.
E sul forum Pennamania c'è il report di intervento di restauro di una di queste penne.
So che c'era anche lo schema, forse brevettuale ma non ne sono sicura, ma non mi ricordo su quale forum. (O magari è su Reddit...)
Tieni conto che erano penne particolari e piuttosto costose, quindi dovrebbe essercene in giro un numero piuttosto limitato.
Ultima modifica di Esme il venerdì 8 agosto 2025, 18:14, modificato 1 volta in totale.
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Sul cosiddetto "stantuffo Armando Simoni"
Beh, c'è una application americana 0076089 del 2011, inventore Marco Geminiani, assegnatario Gianluca Malaguti. Non ho cercato se poi il brevetto è stato assegnato o meno.
Mai vista una penna che lo usava (normale, la produzione moderna non mi interessa) ma in rete ci sono state parecchie lamentele sulla solidità e la durata. Comunque del caricamento a stantuffo non ha nulla, e a giudicare dallo schema dell'applicazione, mi fa tanto ufficio complicazione affari semplici.
Simone
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Sul cosiddetto "stantuffo Armando Simoni"
Quello delle 361 e delle 55x è un caricamento a stantuffo classico. Non ci vedo grandi particolarità, ma potrei non aver colto dettagli che lo rendono tale. Se ci sono comunque posso senz'altro affermare che non sono particolarmente evidenti.
Ma come detto potrebbe essere un riferimento anche a qualcos'altro. Solo chi l'ha citato può dirci di che si tratta; allo stato attuale posso solo concludere che è un "caricamento a stantuffo". Se magari chiarisse a quali modelli storici fa riferimento per indicarlo, si potrebbe capire di che si tratta.
Secondo me no, ma non c'è una definizione universale di cosa si intenda per caricamento a stantuffo, per cui qualcuno potrebbe anche insistere a chiamarlo tale.
Simone
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Sul cosiddetto "stantuffo Armando Simoni"
Sì, in effetti si fa un po' fatica a capire il perché di una tale complicazione.
Avevo pensato si trattasse di una sorta di vacumatic, ma a quanto ho capito non è così. Qualcuno diceva che la parte in silicone era sottoposta a torsione, cosa che già storicamente aveva mostrato i suoi limiti.
Nel caso di restauro raccontato su Pennamania, alla fine hanno proprio cambiato il sistema di carica, perché quello originale pare non fosse più recuperabile.
È per quello che io ho interpretato "stantuffo Armando Simoni" come una sorta di rassicurazione, anche perché il target di questa nuova produzione penso sia più o meno lo stesso di quello di Atelier Simoni.
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Ah capito, quindi qualcosa di diverso dallo stantuffo classico. Visti i probelmi ci sta che la "nuovissima Omas bolognese" abbia deciso in qualche modo di rassicurare i possibili acquirenti.
Ufficio complicazione affari semplici

Sì capisco, credo purtroppo che sia una "deriva del lusso": voglio dire, quando si iniziano a fare penne (o qualunque altra cosa, ma qui ci importa delle stilografiche) di alto livello e si rincorre l'esclusività a tutti i costi, spesso si finisce a usare materiali instabili e/o fragili, sistemi di caricamento inutilmente complessi (me ne vengono in mente un paio di Visconti e Pineider), montaggi strani che fanno molto effetto wow però rivelano magagne a lungo andare (vero, cappuccio magnetico?).
In ogni caso, qui stavamo parlando di questo stantuffo "Armando Simoni", e a tal proposito mi pare di capire che il buon Armando avesse ideato e brevettato un semplice stantuffo (o diversi tipi di stantuffo?) da mettere dentro le sue penne.
Enrico
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Sul cosiddetto "stantuffo Armando Simoni"
Lo stantuffo Armando Simoni sarà il nome di marketing per indicare lo stantuffo tuffante che usa un pistone (come il systema Touchdown della sheaffer) non per comprimere un sacchetto e succhiare l'inchiostro ma per succhiare l'inchiostro tramite un tubicino. In sostanza è un sistema a sfiatatoio.
La Omas poi ha anche usato un sistema a pistone classico senza tubicino di sfiato (paragon anni 80 e 90).
Non mi risulta che abbiano mai usato sistemi vacuum filler.
La Omas poi ha anche usato un sistema a pistone classico senza tubicino di sfiato (paragon anni 80 e 90).
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In verità credo proprio che qui si stia parlando di un sistema a stantuffo "classico", mi pare che sarà così per la nuova Omas bolognese. Proprio per questo avevo chiesto circa le peculiarità dello stantuffo Omas, escludendo lo stantuffo tuffante. La mia era una curiosità tecnica circa la realizzazione del pistone di Omas, se avesse qualcosa di particolare.Roland ha scritto: ↑domenica 10 agosto 2025, 8:52 Lo stantuffo Armando Simoni sarà il nome di marketing per indicare lo stantuffo tuffante che usa un pistone (come il systema Touchdown della sheaffer) non per comprimere un sacchetto e succhiare l'inchiostro ma per succhiare l'inchiostro tramite un tubicino. In sostanza è un sistema a sfiatatoio.
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Ho trovato il brevetto che dovrebbe essere alla base: US2015298487A1, assegnato nel 2015 alla Louis Vuitton e con Simone Malaguti tra gli inventori.
Le affermazioni iniziali sono sostanzialmente le stesse del brevetto US2012294668A1 a nome di Simone Malaguti e assegnato nel 2012, il cui schema era però più semplice e non prevedeva un pistone.
Ci sono anche due brevetti italiani del 2010, di cui però come al solito non è possibile leggere nulla.
Guardando le foto reperibili in rete delle penne Atelier Simoni, credo che la soluzione adottata sia più vicina al brevetto Vuitton.
Tra le affermazioni di motivazione del brevetto si legge anche
è stato osservato che quando il tappo viene aperto si verifica sempre una perdita di inchiostro, anche se minima
il flusso dell'inchiostro attraverso i vari elementi non è ottimale, il che può interferire con la fluidità della scrittura
Questo è lo schema principaleLa presente invenzione si propone di superare questi inconvenienti proponendo una penna stilografica che faciliti il passaggio dell'inchiostro durante la scrittura, pur essendo a tenuta stagna indipendentemente dalle condizioni a cui è esposta
C'è poi una lunghissima descrizione, ma in sintesi:
* la parte 32 è una valvola di ritegno con l'elemento principale in elastomero
* c'è poi un pistone che aziona un serbatoio flessibile 102
* il serbatoio flessibile realizzato in silicone è una sorta di sacchetto, ma anziché essere schiacciato lateralmente, viene compresso in senso longitudinale
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In pratica un sistema con caricamento a levetta dove la levetta è sostituita da un pistone. Boh a me pare un sistema complicato tanto per fare complicato.
Non capisco poi il senso della valvola di ritegno. Ma l'alimentatore non ha le lamelle di compensazione per appunto garantire un flusso uniforme?
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Grazie mille Esme, questo si che è interessante! Ma sembra solo a me o è inutilmente complesso?Esme ha scritto: ↑domenica 10 agosto 2025, 12:18 Ho trovato il brevetto che dovrebbe essere alla base: US2015298487A1, assegnato nel 2015 alla Louis Vuitton e con Simone Malaguti tra gli inventori.
Le affermazioni iniziali sono sostanzialmente le stesse del brevetto US2012294668A1 a nome di Simone Malaguti e assegnato nel 2012, il cui schema era però più semplice e non prevedeva un pistone.
[...]
C'è poi una lunghissima descrizione, ma in sintesi:
* la parte 32 è una valvola di ritegno con l'elemento principale in elastomero
* c'è poi un pistone che aziona un serbatoio flessibile 102
* il serbatoio flessibile realizzato in silicone è una sorta di sacchetto, ma anziché essere schiacciato lateralmente, viene compresso in senso longitudinale
Mi pare di capire che dal punto di vista dell'utente si azioni in maniera simile a un caricamento a stantuffo, giusto?
Enrico
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