Il piccolo alchimista - esperimenti indelebili

I colori preferiti, le miscele sperimentate, le misture autoprodotte. Tutto sull'inchiostro che utilizzate nella vostra fedelissima stilografica!
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rizzi83
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Il piccolo alchimista - esperimenti indelebili

Messaggio da rizzi83 »

Buongiorno a tutti!

Come forse qualcuno ricorderà (https://forum.fountainpen.it/viewtopic.php?f=9&t=24037) sono alla ricerca di un inchiostro realmente indelebile da utilizzare quotidianamente al lavoro con la stilografica.

Le caratteristiche dell'inchiostro che vado cercando sono:
- scuro e bello "pieno", ma non nero (per distinguere al volo un originale da una fotocopia e anche per non essere troppo funereo!)
- utilizzabile senza troppi problemi su carte di diversa qualità (non sempre si può scegliere la carta da usare, specie quando si tratta di compilare dei moduli o scrivere su una stampa laser...)
- che presenti un minimo di shading (per me fa parte del piacere di usare la stilografica)
- che non crei problemi alla penna a lungo termine
- possibilmente certificato ISO 12757-2 per l'uso documentale o almeno notoriamente resistente (contro eventuali obiezioni all'uso della stilografica su documenti ufficiali)

Gli unici indelebili certificati che sono riuscito a trovare facilmente ad un costo ragionevole sono i Koh-I-Noor document ink (attenzione: solamente il nero è certificato ISO, mentre il blu non lo è!) ed i Rohrer & Klingner Dokumentus (disponibile in nero, marrone, magenta, verde, blu chiaro e blu scuro, tutti certificati); quindi sono partito da questi per fare un po' di esperimenti... i cui risultati ora comincio a condividere con voi, sperando che possano essere utili a qualcuno e che magari chi ha già maggiore esperienza in questo campo possa condividere i propri suggerimenti!
L'idea è quella di mescolarli per ottenere una tinta personalizzata, visto che in commercio si trovano soltanto il nero o colori decisamente sgargianti...

In generale ho subito notato alcune caratteristiche comuni, non molto adatte ai miei scopi.
Si tratta di inchiostri molto acquosi e credo che contengano un tensioattivo, perché appena si muove la boccetta compare una miriade di bolle. Quindi producono un flusso abbondante e tendono a bagnare parecchio. Se utilizzati su una carta porosa, asciugano molto rapidamente, allargano il tratto e sono piuttosto inclini allo spiumaggio; inoltre producono una resa piuttosto piatta e spenta. Le cose migliorano notevolmente se si utilizza una carta più compatta e patinata: sulla classica Rhodia Blank i tempi di asciugatura si allungano, ma la resa migliora notevolmente.
Credo che questi inchiostri abbiano anche una componente grassa: infatti ho notato che, inseriti in un contenitore di plastica o in una penna trasparente, tendono a ricoprirne le pareti e a distaccarsene più lentamente rispetto agli inchiostri tradizionali da stilografica. Ciò è molto evidente con gli R&K, meno con i K-I-N. Inoltre vedo che sono sensibili alla pulizia con alcol, il che è piuttosto inconsueto per gli inchiostri stilografici.

Ho anche notato che tendono a colorare diversi materiali con cui vengono a contatto, tra cui siringhe e provette di plastica, il fusto in resina vegetale della mia Noodler's Konrad, il lavandino. In alcuni casi questa colorazione si riesce a rimuovere abbastanza agevolmente con acqua e sapone o acqua e alcol, in alti casi no: quindi eviterei di utilizzarli su una penna trasparente.
Per quel che riguarda la pulizia della penna (alimentatore, depositi etc...) vi dirò più a vanti i risultati dei singoli esperimenti che ho fatto. In ogni caso mi sono limitato a tenere la mia Konrad di prova caricata per diverse settimane, utilizzandola in modo talora frequente e talora discontinnuo, ma senza arrivare a far seccare l'inchiostro. Come mi era stato consigliato nell'altra discussione, quindi, una modalità di utilizzo "normale" ma con un minimo di cautela, prevedendo un bagnetto ogni paio di mesi ed evitando di lasciare la penna aperta sul tavolo o inutilizzata per lungo periodo.

Dalle mani questi inchiostri si lavano via facilmente con acqua e sapone, anzi risultano molto meno tenaci degli altri inchiostri che possiedo, specialmente i Dokumentus. Invece è praticamente impossibile rimuoverli dai tessuti: ho macchiato accidentalmente una maglietta bianca di cotone e ho provato qualsiasi cosa senza ottenere il minimo scolorimento, la stoffa comincia a cedere ben prima dell'inchiostro. Quindi attenzione!

Fin qui le mie prime conclusioni generali... restate sintonizzati, perché molto presto arriveranno le prime prove pratiche con le pozioni del piccolo alchimista :)
rizzi83
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Messaggio da rizzi83 »

Eccoci qua con i risultati del mio primo esperimento: Rohrer & Klingner Dokumentus nero e magenta.

Gli inchiostri in questione sono abbastanza facilmente reperibili in Italia (anche presso un negoziante convenzionato col forum) e hanno un prezzo non proprio conveniente ma nemmeno esoso: circa 0,38 €/ml (per riferimento, i Diamine in confezione da 80ml stanno poco sopra ai 0,10 mentre gli indelebili Sailor vengono via con 0,56 €/ml). Sono disponibili in nero e in alcuni altri colori (un marrone scialbo e poi un rosso, un verde e due blu decisamente brillanti e non molto attraenti, ma) tutti certificati ISO 12757-2 per l'uso documentale; inoltre la casa produttrice mi ispirava una certa fiducia: gli inchiostri R&K sono generalmente noti come affidabili e poco problematici.

Nella discussione che ho linkato prima, l'utente stanzarichi aveva gentilmente segnalato alcune informazioni che aveva richiesto e ottenuto direttamente dal produttore circa la possibilità di mescolare i Dokumentus: R&K li indicava come mescolabili fra loro ma non con altri inchiostri, tuttavia paventando la possibilità di "pigment clogging" e consigliando quindi di limitarsi ad un utilizzo di breve durata seguito da un lavaggio appropriato.

Io ho scelto ovviamente il nero e poi il magenta: fra i colorati, mi pareva quello più saturo e forse l'unico capace di un po' di shading, a giudicare dalle prove pubblicate sul sito del venditore. Quindi ho provato a creare una sorta di red-black.
Purtroppo il magenta si è rivelato decisamente meno saturo e più uniforme di quanto avessi sperato; invece il nero è abbastanza profondo e quindi va centellinato. Il risultato è che se si usa poco nero si ottiene un inchiostro slavato e grigiognolo, mentre se se ne usa di più si ottiene un inchiostro ben poco colorato.
Il nero ha anche rivelato un sottotono freddo: in combinazione col magenta, si ottiene una tonalità sul prugna, abbastanza piacevole ma non calda; il colore rende al meglio su carte avariate/crema piuttosto che sul bianco.

Vi sottopongo subito i risultati: a voi giudicarli!
prova ReK dokumentus.jpeg
Per questa prova ho utilizzato uno di quei blocchi brandizzati che alcune ditte regalano: mi sembra una carta di media qualità, abbastanza compatta ma non patinata. Generalmente mi dà una resa accettabile con gli altri inchiostri, un comportamento intermedio fra le cartacce da fotocopia e i blocchi da stilografica.
Il nero 100% mi sembra un buon inchiostro, senza rilevanti problemi di spiumaggio e con una tonalità ben scura e apparentemente neutra (la nota fredda non è avvertibile, almeno non da me, nell'uso puro).
In un rapporto di diluizione di circa 2:5 l'inchiostro si mantiene molto scuro, però si capisce che non è nero e presenta qualche sfumatura. Credo che questo sia il risultato migliore.
Aumentando la percentuale di magenta, la nota di colore diventa più evidente e aumenta un poco anche lo shading, però l'inchiostro comincia a schiarirsi sensibilmente.
Ho accluso un confronto con il Diamine 150th regency blue, quindi un tradizionale inchiostro a base di colorante, per nulla indelebile, in una tonalità blu-black molto scura e molto satura, capace di un discreto shading. Non serve sottolineare che, quanto a resa generale, siamo tre scalini sopra...
prova rhodia ReK dokumentus.jpeg
Su carta Rhodia si notano maggiormente le caratteristiche cromatiche e lo shading. Ma usare questa carta in ufficio sarebbe costosetto e probabilmente poco compatibile con la stampa laser...
prova spiumaggio ReK dokumentus.jpeg
Ed ora alla prova sulla peggiore carta da spiumo che abbia incontrato negli ultimi mesi: una risma per fotocopie Sigma universal multifunctional da 80g/mq.
La performance del nero puro mi sembra tutto sommato poco criticabile, sebbene non lo si possa definire un inchiostro veramente universale.
Curiosamente, la prestazione peggiora con l'aggiunta del magenta: più ce n'é, più spiuma. Questo vale, in misura minore, anche su altri tipi di carta, tranne che con la Rhodia.
Il confronto col Diamine sembra più lusinghiero di quel che è: il Regency Blue è un inchiostro molto fluido e bagnatissimo, una vera macchina da spiumaggio, specialmente su una penna dal flusso abbondante come la Konrad.

La mia esperienza è piuttosto articolata anche per quanto riguarda la sicurezza di questa miscela.
Volendo riassumere: direi che non ci sono grossi problemi, a patto di utilizzarlo su una penna dall'alimentatore abbastanza generoso e senza parti trasparenti o in materiali delicati.
Nel calamaio Pineider in cui ho conservato l'inchiostro mescolato, ho notato dopo qualche tempo la formazione di piccoli grumi: non sembrano sabbietta, bensì minuscoli ammassi mollicci e irregolari... suppongo sia il "clogging" paventato da R&K. Suppongo pure che sia un materiale idoneo a intasare l'alimentatore; però all'atto pratico si lasciano rimuovere abbastanza facilmente, anche con sola acqua.
Ho notato qualche piccola concrezione nella Konrad e sulla bocca del calamaio Pineider presso la guarnizione in gomma, rimossa abbastanza facilmente con un cotton fioc imbevuto di alcol.
Sia il calamaio che la siringa utilizzata per i travasi si sono macchiati vistosamente di rosso, ma non di nero. La rimozione è stata abbastanza semplice dal calamaio (risciacquo con acqua e un po' di alcol) ma impossibile dalla siringa.

Ho tenuto il prodotto della mia alchimia nella Konrad per circa 2 mesi e mezzo, senza alcun lavaggio e con un uso discontinuo: talvolta un paio di pagine al giorno, talaltra solo due parole ogni tanto, compresa una settimana di riposo in verticale a pennino verso l'alto e qualche volta 10 minuti aperta sulla scrivania. Non ho mai sperimentato problemi di rilievo: al massimo qualche leggerissima difficoltà nella ripartenza (al massimo un paio di ghirigori per farla ripartire).
Il flusso è sempre stato generoso e sostanzialmente costante; ho spinto l'alimentatore nella posizione più arretrata possibile in modo da ottenere un flusso più magro, perché diversamente il tratto si allargava e i problemi di spiumaggio peggioravano.
La pulizia della penna e dell'alimentatore non è stata difficoltosa.

Ho provato anche con una Stipula Adagio dotata di pennino t-flex: qui il flusso è risultato più scarso e tendente a diminuire nel tempo, inoltre ho avuto maggiori problemi di ripartenza, anche in questo caso progressivi (se avete letto la mia recensione di questa penna, saprete che ho avuto questo problema anche con altri inchiostri su questa penna, ma con la miscela alchemica si fanno più evidenti).
In ogni caso la pulizia non è stata difficile e ha riportato la penna alle condizioni iniziali.

Mi sembrerebbe che l'uso normale su base quotidiana o quasi sia sostanzialmente sicuro, per lo meno su una penna dotata di un alimentatore non troppo schizzinoso, senza parti trasparenti e che si possa pulire con acqua e sapone o magari all'occorrenza con un po' di alcol. La Konrad mi sembra una scelta ideale, anche per la possibilità di intervenire sulla regolazione del flusso.
Però la formazione di grumi e gli iniziali sintomi di intasamento riscontrati sulla Adagio consigliano di evitare penne preziose, o con alimentatori problematici; e ovviamente di non lasciare mai seccare l'inchiostro all'interno della penna - cosa che mi sono ben guardato dal sperimentare.
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Messaggio da stanzarichi »

Mannaggia, va a finire che prima o poi mi metto a giocare con il vede e il nero!!! Grazie dei test, molto interessanti!!
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Messaggio da rizzi83 »

Grazie a te che hai lanciato l'idea... ;)
Qualcosa di interessante ce lo caveresti di sicuro, però dalle prove fatte finora mi sembra che ci siano alcuni limiti intrinseci: questi indelebili a pigmenti hanno una certa tendenza allo spiumaggio, i colori non sono molto saturi e la resa è piuttosto piatta.

Sto cominciando a sperimentare un blue-black Koh-I-Noor, ma prima di sottoporvi i risultati voglio testarlo per bene!
Ovviamente ci sono meno possibilità dal punto di vista cromatico, ma sembra che vada un po' meglio con la saturazione e forse anche con lo shading; in compenso sono preoccupato per lo spiumaggio. Un elemento interessante è sicuramente il prezzo!
...stay tuned...
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Messaggio da maylota »

rizzi83 ha scritto: giovedì 9 settembre 2021, 9:48
...stay tuned...
E' un argomento interessante e soprattutto trattato in modo molto interessante e strutturato.

Se l'alchimista fosse disponibile, non mi spiacerebbe leggere cosa succede a diluire in parte un bulletproof con un inchiostro "normale" con molto shading.

Voglio dire, il sospetto di cosa succeda, io ce l'avrei. E' la trattazione scientifica e strutturata del risultato che mi affascinerebbe leggere.
Cave ab homine unius libri
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Messaggio da rizzi83 »

Grazie della fiducia… però cominciamo col dire che l’alchimista in questione è molto fai-da-te e pure poco esperto in fatto di inchiostri: quindi “scientifico” mi pare proprio un parolone!

La R&K, come sopra riportato, dice che i Dokumentus non possono essere mescolati con altri inchiostri… e io gli credo sulla parola, visto che già mescolati fra loro qualche rogna la danno, conformemente al loro avvertimento.
Vero anche che provare non costa nulla: si accettano suggerimenti (o magari una boccetta da finire…) di inchiostri notoriamente sfumeggianti, antispiumo e non troppo liquidi!
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