ZEMAX Lady honey & pearl - 1930s

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ZEMAX Lady honey & pearl - 1930s

Messaggio da Musicus » domenica 7 dicembre 2014, 20:53

Il Prologo
Come ho già avuto modo di raccontare, trovandomi per qualche giorno a Milano due settimane orsono, fortunosamente mi ero imbattuto in una Universal-Cavaliere unica: nella circostanza, non avevo saputo resistere al sirenico richiamo di questa piccina di gran classe... :mrgreen:

La penna
ZEMAX misura piccola (lady / vest-pocket) in celluloide miele perlata, tornita da barra piena, sezione in celluloide nera, pennino originale Zemax in oro 14 ct., caricamento a pulsante di fondo, seconda metà degli anni 1930.
Z1. capped.jpg
Z1. capped.jpg (377.25 KiB) Visto 2804 volte
Il nome del marchio, ZEMAX, è l'acronimo di cognome e nome del fondatore: Zeme Massimo (o Massimiliano), con l'aggiunta di una "x" finale. Secondo molti commentatori questa "x" finale donerebbe al brand una sfumatura "straniera": tuttavia, poichè il marchio fu depositato all'incirca nel 1934, a mio avviso sarebbe politicamente oltre che lessicalmente corretto per l'epoca ritenere che l'aggiunta della "x" sia un omaggio alla parola più in auge al momento della creazione dell'azienda: una parola che proveniva dall'antica Roma e conteneva una "x" (come tante altre parole latine, senza scomodare l'Inglese americano): dux...
Chi fosse interessato ad approfondire, troverà nel nostro ricchissimo Wiki le informazioni utili a conoscere questa eccellente Firma del panorama stilografico italiano d'anteguerra, la cui produzione è documentata per non più di una quindicina d'anni soltanto...
In questa sede basterà ricordare che la Zemax fu fondata a Torino, produsse all'inizio anche per conto terzi e si distinse nel panorama stilografico italiano per una ricercatezza dei modelli, dei materiali e della lavorazione superiori alla media. La produzione, tuttavia, non sopravvisse alla competizione ed alle continue innovazioni del mercato post-bellico, che vide la Zemax patire una graduale caduta nella qualità del prodotto e dello stile, e chiudere definitivamente i battenti con la cessazione delle attività alla fine degli anni quaranta.
Z2. open.jpg
Z2. open.jpg (422.13 KiB) Visto 2804 volte
Le misure
Chiusa: cm. 10,3
Cappuccio: cm. 5,0
Fusto: cm. 8,2
Con cappuccio calzato: cm. 11,6
Diametro massimo (agli anellini): cm. 1,3

Peso (a vuoto): gr. 12
Cappuccio: gr. 5
Fusto: gr. 7
Z3. Zemax x 4.png
Z3. Zemax x 4.png (1.8 MiB) Visto 2804 volte
Il cappuccio
1- La testina è costituita da un cosiddetto "gioiello", che ha un corrispettivo simmetrico all'altro capo della penna, sul fondello svitabile che nasconde il pulsante di caricamento.
Z4. capped and open.png
Z4. capped and open.png (1.26 MiB) Visto 2804 volte
Il gioiello è su tre livelli circolari concentrici: quello superiore è in celluloide (ricavata dalla stessa barra da cui è stata ricavata la penna, della quale quindi condivide il colore), ed ha la forma di una cupolina che vuole ricordare una pietra preziosa tagliata a "cabochon".
Discendendo, troviamo due livelli digradanti in metallo dorato, entrambi formati da una parte cilindrica in alzata e da un leggero piano inclinato di raccordo (tronco di cono appena accennato).
La doratura dei due gioielli è la sola parte della penna che non ha resistito perfettamente all'usura del tempo.

2- La clip (fermaglio), a forma di freccia, fuoriesce da una fenditura obliqua nel cappuccio, a buona distanza dal gioiello, e costituisce, con le dimensioni importanti e la perfetta laminatura d'oro, l'elemento decorativo principe della penna: lunga ben più della metà della lunghezza complessiva del cappuccio, la freccia è attraversata da una nervatura centrale in rilievo che le conferisce tridimensionalità, ha due alette ben pronunciate caratterizzate da un'ampia superficie perfettamente liscia per riflettere al meglio la luce, e termina con una punta elegantemente disegnata e definita.
Z5. cap.jpg
Z5. cap.jpg (404.29 KiB) Visto 2804 volte
Nella vista laterale: dopo lo stacco ben pronunciato dal cappuccio la freccia conserva costantemente lo stesso spessore, per aumentarlo solo in corrispondenza della punta, dove il metallo viene a formare un cuneo che contrasta efficacemente il distacco accidentale della clip dal suo ancoraggio, quando la stilografica si trovi inserita nel taschino.

3- Il cappuccio vero e proprio è a tronco di cono e presenta per l'aerazione due fori in linea, a mezza altezza, non disposti simmetricamente rispetto al fermaglio.
Gli anellini sottili alla base del cappuccio partecipano con tutta evidenza della svolta stilistica che vide le verette (grecate o meno) sostituite dagli anellini sui modelli di punta dei principali Produttori nella seconda metà degli anni 1930: gli anellini su questo esemplare non sono perfettamente uguali tra loro, e ciò denuncia una (per me positiva) rifinitura della lavorazione di tipo semi-artigianale. Questa tipologia di decoro, aggiungerei, non sembra molto comune sulle stilografiche Zemax. Ma, come sempre, collezionisti esperti del Forum potranno commentare questa mia osservazione ;)
Proseguendo verso il basso, con un leggero restringimento si raggiunge il labbro, caratterizzato da una suggestiva trasparenza.
Il cappuccio si avvita al fusto compiendo un giro e mezzo sulla filettatura.
Nella foto seguente: finalmente si riesce a guardare ad occhio nudo all'interno di un cappuccio... :D
Z6. cap lip.png
Z6. cap lip.png (1.03 MiB) Visto 2804 volte
Il fusto
La linea del fusto è caratterizzata da una leggera bombatura nel tratto prossimo al fondello (terzo inferiore della penna) che ben si bilancia, a penna chiusa, con la bombatura data dal fermaglio (terzo superiore della penna), nell'altra metà della stilografica.
Verso l'alto si ha un repentino restringimento in prossimità della filettatura che si salda alla sezione.
Verso il basso troviamo il fondello, che nasconde il pulsante di fondo. Di forma affusolata (tronco conica), il fondello termina, come già abbiamo avuto modo di osservare, con un gioiello simile a quello che si trova sulla sommità del cappuccio: il cabochon di celluloide è perfettamente identico per dimensioni a quello sulla testina, mentre decisamente più piccoli risultano i due livelli circolari digradanti in metallo dorato.
Al fusto spetta il compito di identificare il marchio del Costruttore della penna ma non il nome del modello, secondo una costante tradizione in casa Zemax.
Il logo è formato da una Z (con la linea inferiore arrotondata) inscritta in una M (con le gambine esterne arrotondate): il tutto a formare un elegante cartiglio.
Rimarchiamo il curioso vezzo di "doppiare" il logo/monogramma con le iniziali:
MZ ZEMAX MZ
Z7. barrel's inscription.jpg
Z7. barrel's inscription.jpg (318.73 KiB) Visto 2804 volte
Il sistema di caricamento
Classico pulsante di fondo, perfettamente funzionante.
Z8. button filler.jpg
Z8. button filler.jpg (398.13 KiB) Visto 2804 volte
Il Pennino
La sezione, molto corta, è in celluloide nera: si restringe digradando verso il pennino per poi allargarsi repentinamente a delimitare con precisione la zona utile per l'impugnatura.
Il pennino, con particolare foro di aerazione "a goccia" (asimmetrica), è in oro 14 ct. e reca inciso
ZEMAX
MZ (il monogramma è inscritto in un cerchio)
585 (la percentuale dell'oro è inscritta in un rombo)
Z9. nib, feeder and section.png
Z9. nib, feeder and section.png (1.13 MiB) Visto 2804 volte
Il tratto è un preciso F(EF), dalla straordinaria flessibilità, come si potrà apprezzare dalla prova di scrittura. L'elasticità del pennino (che fa' sì che il tratto si riassesti non appena si smette di premere) è pressoché assoluta.
L'alimentatore in ebanite è capace di resistere ad ogni più ardita sollecitazione dello scrivente, rifornendo il pennino con un flusso sempre adeguato alle sollecitazioni. Una piccola variazione del comportamento si ha con il sacchetto dell'inchiostro quasi-vuoto: un flusso leggermente maggiore rispetto alla norma dell'erogazione segnala che l'inchiostro nel sacchetto sta per terminare: e ciò funziona ottimamente da avviso di ricarica...
Concludendo, il gruppo-scrittura è semplicemente esaltante!!!
z10. writing sample.jpg
z10. writing sample.jpg (775.78 KiB) Visto 2804 volte
La prova di scrittura è stata condotta con inchiostro Waterman Serenity Blue su carta A.G. Spalding & Bros. (grammatura non indicata).

Conclusioni
Secondo alcuni commentatori, la Zemax produsse nella seconda metà degli anni 1930 penne stilografiche con elevate pretese estetiche: "penne-gioiello" aspiravano ad essere, e alcune di esse tali riuscirono...
Che sia il caso anche di questa bella piccina?! ;)

Grazie per l'attenzione!

Giorgio
Ultima modifica di Musicus il lunedì 8 dicembre 2014, 9:43, modificato 6 volte in totale.

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Messaggio da Musicus » domenica 7 dicembre 2014, 20:56

Ah, quasi dimenticavo: terminate le sue mirabolanti evoluzioni, la piccola Zemax torna a dormire nella sua scatolina... ;)
Z11. box.jpg
Z11. box.jpg (461.67 KiB) Visto 2802 volte
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Messaggio da sanpei » domenica 7 dicembre 2014, 21:41

Bella penna, bella recensione bravo, Le Zemax dei tempi d'oro erano penne di altissimo livello,
molti anni orsono ebbi occasione di conoscere e parlare con la figlia di Zeme in più occasioni,
la quantità di marchi per/con i quali produssero è enorme ed insospettabile.

Una curosità, Max era il nomigniolo del padre, come veniva chiamato in casa e dalgli amici.

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Messaggio da piccardi » lunedì 8 dicembre 2014, 1:26

Complimenti per l'altra notevole acquisizione, sull'unica che possiedo purtroppo c'è un warranted anonimo, e pure rigido. Da quel che vedo quella che hai ha un flessibile da favola, deve essere un piacere scriverci.

Simone
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Messaggio da Sergjei » lunedì 8 dicembre 2014, 1:43

Veramente molto bella Giorgio, complimenti e grazie per la condivisione :thumbup:
Sergio

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Messaggio da Musicus » lunedì 8 dicembre 2014, 9:46

Sergjei ha scritto:Veramente molto bella Giorgio, complimenti e grazie per la condivisione :thumbup:
Grazie, Sergio! E' piaciuta parecchio anche alla mia dolce metà, quindi la serratura di casa è salva... :lol:

Giorgio

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Messaggio da Musicus » lunedì 8 dicembre 2014, 9:58

sanpei ha scritto:Bella penna, bella recensione bravo
Rispondo, imbarazzato e riconoscente, in puro stile Zemax:
GM GM
Grazie Mille Gran Maestro!!!
:oops:
sanpei ha scritto:Una curosità, Max era il nomigniolo del padre, come veniva chiamato in casa e dalgli amici.
Niente di più semplice, quindi... :problem:
E, comunque, derivante anche dall'autarchico Maximus... :lol:
sanpei ha scritto:...molti anni orsono ebbi occasione di conoscere e parlare con la figlia di Zeme in più occasioni,
la quantità di marchi per/con i quali produssero è enorme ed insospettabile.

Potresti, per favore, citarne qualcuno?
sanpei ha scritto:... Le Zemax dei tempi d'oro erano penne di altissimo livello...]
DSCN2748.jpg
DSCN2748.jpg (132.8 KiB) Visto 2746 volte
Questa tua, ancor più che un gioiello, ha la regalità di uno scettro!!! :o

Grazie!

Giorgio

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Messaggio da Musicus » lunedì 8 dicembre 2014, 12:05

piccardi ha scritto:Complimenti per l'altra notevole acquisizione
Grazie, Simone!!! :thumbup:
piccardi ha scritto:Da quel che vedo quella che hai ha un flessibile da favola, deve essere un piacere scriverci
Sarà merito del particolare forellino di aerazione "a goccia asimmetrica" sul pennino? :problem:
Allego una prova di scrittura un po' più estesa: devo ancora prenderci la mano, ma già mi diverto un sacco :lol:
Z14. writing sample.jpg
Z14. writing sample.jpg (570.71 KiB) Visto 2733 volte
Visto che una lady's size si può utilizzare ancora meglio con il cappuccio calzato, allego anche una foto della penna "posted" che avevo tralasciato.
Z13. posted.jpg
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:wave:
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Messaggio da piccardi » lunedì 8 dicembre 2014, 18:48

Musicus ha scritto: Sarà merito del particolare forellino di aerazione "a goccia asimmetrica" sul pennino? :problem:
Penso sia semplicemente molto buono il pennino e valido l'alimentatore. Trovare un'accoppiata buona per i due non è facile, perché è oggettivamente difficile gestire la notevolissima variazione di flusso con un flessibile di quel livello. Quando la trovi però scriverci diventa un piacere puro...

Simone
PS aggiunta anche la nuova foto, grazie per il contributo, e visto che me n'ero dimenticato, pure per la bellissima recensione.
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Messaggio da maxpop 55 » martedì 9 dicembre 2014, 9:46

Davanti acerti capolavori non ci sono parole :clap: :clap:
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Messaggio da Medicus » martedì 9 dicembre 2014, 10:17

Magnifica recensione ( come sempre ) e magnifiche penne.
Proprio ieri non ho fatto offerte per questa Zemax e me ne sono pentito amaramente; pazienza ci sarà un' altra occasione. L' hanno vinta per TRENTA EURO !!!!!
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Messaggio da Musicus » martedì 9 dicembre 2014, 12:04

maxpop 55 ha scritto:Davanti acerti capolavori non ci sono parole :clap: :clap:
Grazie Max!!! :oops:
Seguendo il filo della bellezza - e non soltanto del blasone - non si sbaglia mai!
Il dito indica la Luna!!! :thumbup:

:wave:

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Messaggio da Musicus » martedì 9 dicembre 2014, 12:15

Medicus ha scritto:Magnifica recensione ( come sempre ) e magnifiche penne.
Proprio ieri non ho fatto offerte per questa Zemax e me ne sono pentito amaramente; pazienza ci sarà un' altra occasione. L' hanno vinta per TRENTA EURO !!!!!
Grazie, Medicus!
Ti auguro miglior fortuna, la prossima volta!!!
Marchi "minori" alla riscossa!!! :lol:
Ma, se leggiamo attentamente quello che riporta il Gran Maestro, la Zemax era tutt'altro che un laboratorio artigiano... Vera Fabbrica (con numerosi lavoranti e maestranze molto competenti) che produceva anche per altri marchi ben più conosciuti... :problem:
Grazie al Wiki (che le organizza e rende disponibili a tutti) e al Forum (dove possiamo discuterne) crescono le informazioni per una conoscenza condivisa di spaccati molto interessanti di storia dell'industria e del design italiani. :thumbup:
:wave:

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Messaggio da Medicus » martedì 9 dicembre 2014, 15:19

E' vero bisogna rivalutare i marchi minori . Spesso lavoravano in condizioni economiche inferiori rispetto ai grandi ( anche per loro però non mancavano le disavventure ) eppure producevano penne stilografiche degne di tale nome; adesso mi viene in mente la Artus con la Favorit, oppure come non citare la Reform con la 1745 e poi basta vedere queste Zemax per non sottovalutarli.
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