MOORE #92 - 1929

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MOORE #92 - 1929

Messaggio da Musicus » mercoledì 17 maggio 2017, 17:19

Affinità…
Ai mercatini non sai mai cosa troverai: li frequento proprio per questo.
Può capitare, così, di imbattersi in una penna prodotta a migliaia di chilometri di distanza, tanti decenni prima, che porta il nome di un oscuro musicista americano che divenne celebre alla fine dell’Ottocento per aver ideato un sistema di caricamento per stilografiche semplice ed efficace (Moore’s Non-Leakable), e di trovare proprio sul banchetto a fianco la deliziosa miniatura su rame di un sommo Maestro; ma la quadratura del cerchio mi attendeva a casa, quando ho scoperto che il pennino è ideale per il mio modo di scrivere Musica…
1. M92.jpg


La penna
MOORE #92 misura senior in celluloide nera, parti metalliche a vista laminate oro, pennino Moore’s in oro 14 Ct., caricamento a levetta, produzione The Moore Pen Co. - Boston U.S.A. - anno 1929.
2. MOORE 92.jpg
Le misure
Chiusa: cm. 13
3. M92. capped.jpg
Cappuccio: cm. 6
4. M92. open 1.jpg
Fusto: cm. 11,7 (pennino fuori di cm.1,7)
5. M92. open 2.jpg
Con cappuccio calzato: cm. 16,3 (pennino fuori di cm.1,7)
6. M92. posted 1.jpg
Diametro massimo (alla veretta): mm. 12,1
Diametro fusto all’iscrizione: mm. 11,0
Diametro medio all'impugnatura: mm. 9,8
Peso (a vuoto): gr. 15
Fusto: gr. 9
7. M92 and Wagner.jpg
Marca e Modello
Chi volesse conoscere l'interessante storia di questo Produttore potrà fare riferimento al nostro formidabile Wiki:
https://www.fountainpen.it/Moore
La cosa davvero curiosa è che l’inventore della penna, il violinista e insegnante Morris Woodbury Moore, vendette i diritti di sfruttamento della sua invenzione, e del suo nome (!!), ad altri che fondarono una Compagnia per la produzione di stilografiche, e mai ebbe a che fare con loro, anzi, brevettò e vendette ad altre compagnie ulteriori invenzioni che non sembra, però, siano mai state commercializzate…
In questa sede mi limiterò a cercare di fornire una datazione attendibile della penna, partendo dal nome della Marca. La Moore fu fondata nel 1899 a Boston come AMERICAN FOUNTAIN PEN COMPANY ma il grande successo commerciale del modello “Moore’s Non-Leakable” consigliò di riportare nella ragione sociale anche il nome della penna: e così, dal 1917 la Compagnia prese il nome di THE MOORE PEN COMPANY come possiamo leggere nel fotomontaggio seguente (la foto superiore è realizzata con lo scanner) che reca l’iscrizione
THE MOORE PEN CO.
- BOSTON – U.S.A. -
8. M92. inscription 1.jpg
Dall’anno seguente (1918) la Moore prese a diversificare l’offerta aggiungendo alla corazzata Non-Leakable (in produzione comunque fino alla fine degli anni Venti, trent’anni di onoratissimo servizio) delle più semplici stilografiche con caricamento a levetta (all’epoca conosciute commercialmente con il capzioso attributo di “self-filling”, “a riempimento automatico”) di rigorosa forma “flat-top” (impianto cilindrico con testina e fondello piatti) in ebanite, alle quali vennero imposti dei nomi per ogni ordine di grandezza [https://www.fountainpen.it/Moore_Flat-top ].
Tra il 1926 ed il 1927 vi fu il passaggio dall’ebanite alla celluloide di quasi tutti Produttori, e anche Moore aggiornò al nuovo materiale una parte consistente dei suoi modelli ricorrendo anche alla numerazione (L-x) come aveva fatto per la linea Tuscan.
Con il 1929 poi, sembra che venisse dismesso il “red dot” stampigliato sul cappuccio (introdotto nel 1925 a imitazione della garanzia “white dot” offerta da Sheaffer) e, importante soprattutto per l’oggetto della presente recensione, venisse introdotto il pennino MANIFLEX.
Subito dopo, dal 1930 in piena Grande Crisi, il mercato seguì in blocco la Parker e la Sheaffer che avevano affusolato le estremità della penna, e anche il disegno delle Moore cambiò in senso streamlined.
Quindi l’anno 1929 sembra essere la datazione più plausibile della penna in presentazione.
Purtroppo, la numerazione della Moore, oggetto di una discussione su FPN da me consultata, non è stata ancora sufficientemente approfondita pubblicamente per poter esprimere considerazioni riguardo al posizionamento del modello in presentazione all’interno di una linea omogenea: una penna lunga cm.13 è solitamente almeno una media e a volte anche una senior (come la Major in ebanite che l’aveva preceduta o la Tuscan L-92), non certo una oversize come la Moore’s Monarch.
9. M92. inscription 92.jpg
In ogni caso, la penna è per nulla comune nelle proporzioni, tanto lunga e sottile da risultare oltremodo slanciata, così da riuscire particolarmente adatta ai pensieri più acuminati… :ugeek:

Continua
Ultima modifica di Musicus il giovedì 18 maggio 2017, 0:15, modificato 3 volte in totale.

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Messaggio da Musicus » mercoledì 17 maggio 2017, 17:31

Elementi stilistici peculiari
10. M92. capped 2.jpg
La bella clip è l’elemento autenticamente originale del cappuccio (che mostra la caratteristica forma cilindrica con testa piatta), e rende riconoscibile la stilografica tra le innumerevoli flat-top dell’epoca.
11. M92. cap 3 sides.jpg
Esteriormente sono rispettati i canoni della clip triangolare con terminazione a sferetta (ripiegata a spicchi) adottata dalla Waterman e dalla Parker (Lucky curve, e poi Duofold), ma invece di impiegare il bloccaggio a rivetti o il fermaglio ad anello con testina avvitabile, la clip Moore (come orgogliosamente esibito in un cartiglio circolare contenente l’iscrizione THE MOORE CLIP) si lancia in una scenografica curvatura di considerevoli dimensioni che ripiega su se stessa per aderire al fusto, solo per un breve tratto, però, per poi tuffarsi repentinamente all’interno del cappuccio… :o
12. M92. cap and clip.jpg

{@Simone: non sono riuscito a trovare un brevetto che ne garantisse l’uso esclusivo}
Il fermaglio risulta tuttora perfettamente elastico e atto allo scopo.
Come si può vedere, appare davvero eccellente la qualità della doratura di tutte le minuterie metalliche, che riescono ancora oggi a disegnare nitidamente un raffinato gioco di richiami, più evidenti con cappuccio calzato (che potrà anche non piacere a qualcuno, ma è il modo in cui si presentavano/usavano le stilografiche d’epoca):
13. M92. trims design.jpg
vediamo così che la sferetta della clip e la paletta circolare della levetta risultano equidistanti dalla veretta (un centimetro, senza le aberrazioni della fotocamera), e ciò dona ritmo e ricercata eleganza d’insieme al manufatto.
La veretta, luminosa, di quasi mm.2 di larghezza è inserita a filo della celluloide, risultando pressoché impercettibile al tatto.
Siamo di fronte ad una decorazione minimale (se raffrontata con le esuberanze del passato più florido del Marchio Moore), il che avvicina questa 92 alle “Depression-pens” dell’epoca, ma la qualità della progettazione, la maestria della realizzazione e il fascino indiscutibile di questa penna suppliscono ad abundantiam alla mancanza di orpelli: sono ben altre le “penne depresse & deprimenti” (alcune devo averle anche presentate io… :lol: ).
Il cappuccio si serra sul fusto con un avvitamento completo e presenta due fori di aerazione speculari ricavati a mezza altezza, al di sotto del controcappuccio a cui è ancorato internamente il fermaglio, che rimane simmetricamente al centro.

Il sistema di caricamento è il lever-filler, azionato da una classica levetta con una gradevole terminazione a paletta circolare che riposa in un’ansa ellissoidale di ricercato disegno e pregevole fattura.
14. lever filler.jpg
Il pennino in oro è il secondo e decisivo punto di forza di questa stilografica. Adeguatamente assistito da un alimentatore preciso e generoso in ebanite dalla forma a scaletta, il pennino ha un tradizionale foro a cuore ed è marchiato
MOORE’S (su un arco)
MANIFLEX
15. M92. nib and feeder.jpg
MANIFLEX” è un nome commerciale introdotto dalla Moore che richiama la possibilità di usufruire di due caratteristiche strutturali invero antitetiche: quella del pennino MANIFOLD, rigido e adatto al ricalco, e quella del pennino FLEXIBLE…
Il pennino, deturpato da una frattura da stress importante, ma del tutto irrilevante in fase di scrittura (ma non in fase di acquisto… :mrgreen: ), è capace di un’alchimia straordinaria fra precisione (EF è la punta base) e flessibilità (tanta!!) che lo rende per me il compagno ideale per scrivere musica…
16. M92. writing sample.jpg
E poi, volete mettere? E’ piaciuta anche a Wagner

Grazie per l'attenzione! :thumbup:

Giorgio

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Messaggio da maxpop 55 » mercoledì 17 maggio 2017, 20:02

Giorgio lo so sono sempre sintetico, ma cosa devo dirti davanti ad una bella penna così ed al tuo spettacolare modo di recensirla?. non ho parole.
Solo un piccolo disaccordo, certo scrivendo con attenzione e mano leggera lo spacco del pennino influisce poco, ma sicuramente lo rende molto, ma molto più flex.
Il valore di una stilografica non dipende dal costo, ma dal valore che noi le diamo.

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Messaggio da Musicus » giovedì 18 maggio 2017, 0:42

maxpop 55 ha scritto:Giorgio lo so sono sempre sintetico, ma cosa devo dirti davanti ad una bella penna così ed al tuo spettacolare modo di recensirla?. non ho parole.
Solo un piccolo disaccordo, certo scrivendo con attenzione e mano leggera lo spacco del pennino influisce poco, ma sicuramente lo rende molto, ma molto più flex.
Ciao Massimo, ti ringrazio per i complimenti! :thumbup:
Per le mie considerazioni generali sulla bontà dei pennini Moore della serie Maniflex mi sono anche basato sulla puntuale disamina offerta da uno dei siti indicati da Simone in bibliografia, in una sottosezione al seguente indirizzo
http://www.rosspens.com/moore1.htm
che definisce i Maniflex fine anni Venti tra i migliori in assoluto della pur eccellente produzione Moore.
Anche in questo caso trattasi di giudizio personale dell'estensore dell'articolo, ovviamente.
Che quello in mio possesso possa avvantaggiarsi della fenditura posteriore più che tanto, non saprei confermartelo con certezza: sarà che li provo tutti sull'unghia prima di acquistarli, ma ultimamente ho trovato solo dei gran flessibili, anche se mai rotti... Quello che ci tenevo a comunicare è che una Moore Maniflex nib fine anni Venti potrebbe essere, secondo testimonianze altrui sufficientemente documentate, un'eccellente flessibile da acquistare e nella mia esperienza con uno di questi pennini anche un'ottima "penna da musica".
Se poi lo spacco posteriore producesse sempre delle grandi prestazioni, penso che lo avrebbero riprodotto/brevettato da un pezzo...:D
:wave:

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Messaggio da DerAlte » giovedì 18 maggio 2017, 1:38

Musicus ha scritto: Il pennino, deturpato da una frattura da stress importante, ma del tutto irrilevante in fase di scrittura (ma non in fase di acquisto… :mrgreen: ),
Incuriosito, ho letto questo appunto dal sito di Richard Binder:

Maniflex - A range of very attractive but otherwise ordinary lever-filling celluloid pens produced by Moore in the late 1920s and the 1930s. These pens’ nibs, imprinted with the MANIFLEX name, are good semiflexible nibs but are greatly prone to cracking upward from the base.
Musicus ha scritto: è capace di un’alchimia straordinaria fra precisione (EF è la punta base) e flessibilità (tanta!!) che lo rende per me il compagno ideale per scrivere musica…
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Messaggio da Musicus » giovedì 18 maggio 2017, 1:48

DerAlte ha scritto:
Musicus ha scritto: Il pennino, deturpato da una frattura da stress importante, ma del tutto irrilevante in fase di scrittura (ma non in fase di acquisto… :mrgreen: ),
Incuriosito, ho letto questo appunto dal sito di Richard Binder:

Maniflex - A range of very attractive but otherwise ordinary lever-filling celluloid pens produced by Moore in the late 1920s and the 1930s. These pens’ nibs, imprinted with the MANIFLEX name, are good semiflexible nibs but are greatly prone to cracking upward from the base.
Musicus ha scritto: è capace di un’alchimia straordinaria fra precisione (EF è la punta base) e flessibilità (tanta!!) che lo rende per me il compagno ideale per scrivere musica…
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Ciao Nicolò! :thumbup:
Non posso che rinviarti al link che ho citato più sopra e alle considerazioni espresse poc'anzi a Massimo.
;)

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Messaggio da maxpop 55 » giovedì 18 maggio 2017, 8:36

Ciao Giorgio, non metto in dubbio la bontà e la flessibilità di questi pennini sicuramente eccezionale, ma poichè spesso ho trovato pennini rotti con spacchi che continuavano oltre il foro ho notato che questo tipo danno ne aumentava considerevolmente la flessibilità.
Se hai due pennini della stessa marca uno sano ed uno spaccato potrai costatarlo tu stesso.
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Messaggio da Ottorino » giovedì 18 maggio 2017, 8:50

Giusto. E' dovuto alla lunghezza dei rebbi che in quelli rotti si allunga.
Fate caso che spesso i flessibili hanno rebbi piu' lunghi e sottili, ovvero spalle del pennino molto meno marcate dei non flessibili.

I pennini da contabile, per contro, hanno taglio corto e spalle larghe (e se cadono in terra ne soffrono meno )
C'è rimedio ? Perché preoccuparsi ? Non c'è rimedio ? Perché preoccuparsi ?

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Messaggio da maxpop 55 » giovedì 18 maggio 2017, 8:57

Ti mostro due pennini Omas, uno a freccia non flex che grazie allo spacco lo diventa ed un Omas Flex che grazie allo spacco aumenta considerevolmente la sua flessibilità
Allegati
DSCF0024.JPG
DSCF0025.JPG
DSCF0027.JPG
DSCF0026.JPG
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Messaggio da Musicus » giovedì 18 maggio 2017, 9:12

Ringrazio anche Ottorino per l'intervento! :thumbup:
@Massimo: il problema non è solo se un pennino retrospaccato, diciamo così, si fletta in posizioni estreme, ma se da queste posizioni estreme sia ancora capace di tornare immediatamente alla posizione di partenza e, soprattutto, se sia garantito il perfetto equilibrio di erogazione con l'alimentatore, che nel mio caso è (credo solo casualmente e per mia fortuna, a questo punto :D ), come si vede dalla prova di scrittura, praticamente perfetto.
Non sono sicuro che il secondo pennino da te mostrato non produrrebbe "binari" in scrittura, ma mi fido del tuo giudizio. :thumbup:

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Messaggio da maxpop 55 » giovedì 18 maggio 2017, 9:22

Il secondo pennino come ha giustamente notato la geometria è sballata, ma ritorna al posto suo,anche se geometricamente non corretto.
Questo era un esempio, solo per dire che lo spacco aumenta la flessibilità. non so se hai notato che questo è un trucco usato alcuni pennini moderni (cinesi) che per dare flessibilità usano spacchi molto lunghi, anche senza foro.
Allegati
imges.jpg
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Messaggio da Musicus » giovedì 18 maggio 2017, 9:44

maxpop 55 ha scritto:...
Questo era un esempio, solo per dire che lo spacco aumenta la flessibilità. non so se hai notato che questo è un trucco usato alcuni pennini moderni (cinesi) che per dare flessibilità usano spacchi molto lunghi, anche senza foro.
Senza scomodare i cinesi, mi ero già fatto un'idea con questo... :D
12. ET. nib 1.jpg
12. ET. nib 1.jpg (48.21 KiB) Visto 825 volte
https://forum.fountainpen.it/viewtopic.php?f=15&t=12553

:thumbup:

:wave:

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Messaggio da maxpop 55 » giovedì 18 maggio 2017, 9:49

Se ti do uno stiloforo cinese mi dai quello che hai mostrato, lo userò per una semplice comparazione. :lol: :lol: :thumbup: :wave:
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Messaggio da lucre » giovedì 18 maggio 2017, 11:33

Giorgio,
grazie per la dettagliatissima presentazione e le belle foto a corredo.
Luigi

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Messaggio da Musicus » giovedì 18 maggio 2017, 13:40

lucre ha scritto:Giorgio,
grazie per la dettagliatissima presentazione e le belle foto a corredo.
Grazie a te, Luigi, per il commento!! :thumbup:
Chissà se mai troverò una Non-Leakable al mercatino... :roll: In Italia, probabilmente no. Ma altrove, chissà...
:wave:

Giorgio

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