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Messaggio da schnier » domenica 25 agosto 2019, 9:44

Nota moderazione: prosegue da qui
Certo che costicchiavano. 27000 L. era uno stipendio da buon impiegato negli anni 50.

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Messaggio da Ottorino » domenica 25 agosto 2019, 11:32

Quelle col tappo in oro massiccio. Quelle normali £ 6800. Un quarto del prezzo
C'è rimedio ? Perché preoccuparsi ? Non c'è rimedio ? Perché preoccuparsi ?

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Messaggio da jebstuart » domenica 25 agosto 2019, 11:41

schnier ha scritto:
domenica 25 agosto 2019, 9:44
Certo che costicchiavano. 27000 L. era uno stipendio da buon impiegato negli anni 50.

Oggi costano di più.
Considera che nel 1950 un chilo di carne di medio pregio costava 800 lire (dati dal web). Questo vuol dire che la 88 cappuccio d’oro massiccio costava quanto 27 kg di carne.
Posto che oggi il costo di un chilo di carne di medio pregio è di 17-18 euro (prezzo Auchan), ne deriva che una penna con cappuccio di oro massiccio dovrebbe costare circa 480 euro.

Se ne trovi a quel prezzo, prendine una anche per me, che poi ti faccio un Paypal :D :D :D
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Messaggio da schnier » domenica 25 agosto 2019, 21:13

jebstuart ha scritto:
domenica 25 agosto 2019, 11:41



Oggi costano di più.
Considera che nel 1950 un chilo di carne di medio pregio costava 800 lire (dati dal web). Questo vuol dire che la 88 cappuccio d’oro massiccio costava quanto 27 kg di carne.
Posto che oggi il costo di un chilo di carne di medio pregio è di 17-18 euro (prezzo Auchan), ne deriva che una penna con cappuccio di oro massiccio dovrebbe costare circa 480 euro.

Se ne trovi a quel prezzo, prendine una anche per me, che poi ti faccio un Paypal :D :D :D
28mila lire però era uno stipendio alto di un impiegato. Quindi ben più di 480. Sarebbe come 1500-2000 euro. Mentre quelle senza oro massiccio è come se costassero 300 euro, che forse è più accettabile trattandosi all'epoca di una novità assoluta. Ma credo vi abbia mandato OT.

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Messaggio da jebstuart » domenica 25 agosto 2019, 23:02

schnier ha scritto:
domenica 25 agosto 2019, 21:13
Ma credo vi abbia mandato OT.

Anzi. Credo che si tratti di considerazioni interessanti, che ci danno un'idea di come sia cambiato il nostro Paese.
Ho sempre pensto che collezionare oggetti vintage debbe accompagnarsi alla conoscenza del contesto storico-sociale in cui furono prodotti ed usati gli oggetti che arrivano fino a noi.
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Messaggio da analogico » lunedì 26 agosto 2019, 0:55

jebstuart ha scritto:
domenica 25 agosto 2019, 23:02
Anzi. Credo che si tratti di considerazioni interessanti, che ci danno un'idea di come sia cambiato il nostro Paese.
Ho sempre pensto che collezionare oggetti vintage debbe accompagnarsi alla conoscenza del contesto storico-sociale in cui furono prodotti ed usati gli oggetti che arrivano fino a noi.
Sono assolutamente d'accordo, è una consapevolezza fondamentale, senza la quale la cosa perde buona parte del suo interesse.

(Comunque il prezzo a listino per la cappuccio oro è di 22.000 Lit.)
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Messaggio da jebstuart » lunedì 26 agosto 2019, 11:31

analogico ha scritto:
lunedì 26 agosto 2019, 0:55
Sono assolutamente d'accordo, è una consapevolezza fondamentale, senza la quale la cosa perde buona parte del suo interesse.

Col permesso dei moderatori (che potranno spostare la discussione altrove se lo riterranno), credo valga la pena perseverare un attimo nell'OT e spendere una parola sul progressivo svilimento delle conoscenze storiche erogate dalla scuola.
A me sembra che oggi moltissime persone abbiano difficoltà a collocare eventi, periodi storici, tendenze musicali o architettoniche sulla linea del tempo.
E' stata per lungo tempo virale il video di una concorrente di un noto quiz che collocava al 1979 la morte di Hitler. Almeno il 50% dei giovani non sa indicare anno di inizio e fine delle due guerre mondiali. Un mio studente (di Medicina e Chirurgia, non della materna...) collocava Giuseppe Verdi nel Cinquecento.

E se 1989, 1945, 1914, 1861 e 1789 non sono altro che date anonime sommerse in un unico incolore pot-pourri di eventi, che senso avrà mai il recupero e la conservazione di oggetti antichi?
E sì che il collezionismo potrebbe dare un importante contributo alle conoscenze storico-geografiche dei ragazzi e dei giovani.
Ricordo nettamente come fosse diffusa negli anni '50-60 la filatelia tra i giovanissimi (la Astra Francobolli, scomparsa da tempo, Bolaffi junior, e così via), dando un piccolo ma significativo contributo ad una conoscenza realmente integrata della Storia e della Geografia, dando un volto ed un intervallo di tempo ai personaggi storici, o una precisa collocazione topografica a città e nazioni.

E d'altro canto, chissà quanti dei nostri bambini avrebbero piacere di partecipare a scuola, ma anche online a seminari sulle modalità di comunicazione precedenti all'avvento degli SMS e di WhatsApp (per la filatelia) o sulla storia della scrittura (per quel che riguarda la nostra passione).
E sarebbe così folle aiutarli a procurarsi per una decina di euro una 88 o una Auretta molto vissute, imparando così non solo ad usare la stilo, ma anche a possedere e gestire un oggetto per loro molto lontano nel tempo e privo della obsolescenza programmata cui sono ormai abituati, ma anzi creato per durare indefinitamente?
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Messaggio da schnier » lunedì 26 agosto 2019, 12:46

Visto che è diventato un thread a sé stante sarebbe interessante conoscere dai forumisti più esperti il valore che altre stilografiche celebri hanno avuto nella loro data di lancio. Anche la Parker 51 era costosa come l'Aurora? Sarebbe curioso scoprirlo.
jebstuart ha scritto:
lunedì 26 agosto 2019, 11:31


E d'altro canto, chissà quanti dei nostri bambini avrebbero piacere di partecipare a scuola, ma anche online a seminari sulle modalità di comunicazione precedenti all'avvento degli SMS e di WhatsApp (per la filatelia) o sulla storia della scrittura (per quel che riguarda la nostra passione).
E sarebbe così folle aiutarli a procurarsi per una decina di euro una 88 o una Auretta molto vissute, imparando così non solo ad usare la stilo, ma anche a possedere e gestire un oggetto per loro molto lontano nel tempo e privo della obsolescenza programmata cui sono ormai abituati, ma anzi creato per durare indefinitamente?
Ormai oggi si fa ampio uso dei tablet e della tecnologia scuola, dubito, purtroppo, che esista ancora una cura per la scrittura come decenni fa.
analogico ha scritto:
lunedì 26 agosto 2019, 0:55

Sono assolutamente d'accordo, è una consapevolezza fondamentale, senza la quale la cosa perde buona parte del suo interesse.

(Comunque il prezzo a listino per la cappuccio oro è di 22.000 Lit.)
Ok saremmo comunque sui 1000-1200 euro. Va bene è in oro, ma è un bel prezzo comunque.

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Messaggio da TeoJ » lunedì 26 agosto 2019, 14:09

Ci sarebbe anche da considerare il costo dell'oro nel tempo, a questo punto.
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Messaggio da Phormula » lunedì 26 agosto 2019, 14:55

Io ricordo di avere pagato 25 mila lire la mia PaperMate Chrome nel 1980.

Il confronto andrebbe fatto sul potere di acquisto medio o sull'inflazione, e non sul costo di altri prodotti.
Il prezzo di un prodotto può risentire dei cambiamenti nella filiera produttiva e distributiva (è il caso di molti prodotti alimentari, per effetto della meccanizzazione dell'agricoltura e dell'allevamento e dell'avvento della grande distribuzione), per le economie di scala, perchè cambiano i contenuti (le automobili oggi sono molto più complesse di quanto lo fossero trenta anni fa), senza contare che oggi su molti prodotti la pubblicità incide quasi come il costo di produzione.
La vita è troppo breve per usare inchiostri mediocri...

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Messaggio da orsobruno » lunedì 26 agosto 2019, 17:58

schnier ha scritto:
lunedì 26 agosto 2019, 12:46
Visto che è diventato un thread a sé stante sarebbe interessante conoscere dai forumisti più esperti il valore che altre stilografiche celebri hanno avuto nella loro data di lancio.
Salve. Io posso dire che l'Aurora Hastil che ricevetti come regalo di laurea nel 1975 costava, all'epoca, 25.000 lire che, secondo la rivalutazione fatta sulla base di questa tabella, https://www.oppo.it/tabelle/rivalutazio ... nuali.html corrispondono a circa 135.00 €

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Messaggio da analogico » lunedì 26 agosto 2019, 19:26

schnier ha scritto:
lunedì 26 agosto 2019, 12:46
analogico ha scritto:
lunedì 26 agosto 2019, 0:55

Sono assolutamente d'accordo, è una consapevolezza fondamentale, senza la quale la cosa perde buona parte del suo interesse.

(Comunque il prezzo a listino per la cappuccio oro è di 22.000 Lit.)
Ok saremmo comunque sui 1000-1200 euro. Va bene è in oro, ma è un bel prezzo comunque.
Non torna, secondo tutte la tabelle di rivalutazione le 22.000 lire del 1949 corrisponderebbero a poco più di 400 euro attuali.
Poi però se si consultano i dati sulle retribuzioni medie risulta che un operaio generico del Nord Italia nel 1950 portava a casa mediamente 22/24 mila lire al mese.
Quindi probabilmente è un fattore connesso al potere d'acquisto ed al prezzo dei beni se quest'operaio col proprio intero stipendio mensile poteva a malapena comprare una penna stilografica seppure col cappuccio in oro , ma probabilmente poteva sostenere se stesso e la propria famiglia per un mese, magari senza largheggiare troppo.
Di fatto io conoscevo personalmente una coppia di operai che aveva trascorso tutta la propria vita lavorativa in FIAT tra gli anni 40 e la fine dei 60, ebbene queste persone sono riuscite a comprare l'appartamento di famiglia più un altro bell' appartamento per il figlio in una cittadina della cintura torinese, e in più avevano anche ristrutturato la vecchia casa nel paesino del Sud Italia da cui provenivano.
Ai giorni nostri sarebbe fantascienza.
jebstuart ha scritto:
lunedì 26 agosto 2019, 11:31
omissis...
E sì che il collezionismo potrebbe dare un importante contributo alle conoscenze storico-geografiche dei ragazzi e dei giovani.
Ricordo nettamente come fosse diffusa negli anni '50-60 la filatelia tra i giovanissimi (la Astra Francobolli, scomparsa da tempo, Bolaffi junior, e così via), dando un piccolo ma significativo contributo ad una conoscenza realmente integrata della Storia e della Geografia, dando un volto ed un intervallo di tempo ai personaggi storici, o una precisa collocazione topografica a città e nazioni.
omissis.....
Non sono un collezionista di francobolli, ma ne ho tantissimi.
Questo è solo l'ultimo ritrovamento tra le vecchie cose di mio padre, sono quasi tutte quartine angolo di foglio
Ottimo passatempo per i prossimi fine settimana d'autunno
Allegati
IMG_20190826_194651.jpg
Ultima modifica di analogico il lunedì 26 agosto 2019, 20:10, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da schnier » lunedì 26 agosto 2019, 20:10

analogico ha scritto:
lunedì 26 agosto 2019, 19:26


Non torna, secondo tutte la tabelle di rivalutazione le 22.000 lire del 1949 corrisponderebbero a poco più di 400 euro attuali.
Poi però se si consultano i dati sulle retribuzioni medie risulta che un operaio generico del Nord Italia nel 1950 portava a casa mediamente 22/24 mila lire al mese.
Quindi probabilmente è un fattore connesso al potere d'acquisto ed al prezzo dei beni se quest'operaio col proprio intero stipendio mensile poteva a malapena comprare una penna stilografica seppure col cappuccio in oro , ma probabilmente poteva sostenere se stesso e la propria famiglia per un mese, magari senza largheggiare troppo.
CUT.
Io parlo di potere d'acquisto, inutile parlare di rivalutazione, dove la lira sarebbe indubbiamente deprezzata rispetto a euro, poi ci sarebbe inflazione etc.

Phormula ha scritto:
lunedì 26 agosto 2019, 14:55
Io ricordo di avere pagato 25 mila lire la mia PaperMate Chrome nel 1980.

Il confronto andrebbe fatto sul potere di acquisto medio o sull'inflazione, e non sul costo di altri prodotti.
Il prezzo di un prodotto può risentire dei cambiamenti nella filiera produttiva e distributiva (è il caso di molti prodotti alimentari, per effetto della meccanizzazione dell'agricoltura e dell'allevamento e dell'avvento della grande distribuzione), per le economie di scala, perchè cambiano i contenuti (le automobili oggi sono molto più complesse di quanto lo fossero trenta anni fa), senza contare che oggi su molti prodotti la pubblicità incide quasi come il costo di produzione.
Infatti c'è stato un piccolo equivoco, io non parlavo di cifre esatte ho citato i 1500 euro per rapportato allo stipendio di un buon impiegato di oggi. Di fatto ci voleva quasi uno stipendio di un buon impiegato degli anni 50 per comprare la 88 con oro massiccio, mentre un terzo o un quarto di stipendio per quella normale. Insomma se la facevano pagare la 88 a Torino.
Ultima modifica di schnier il lunedì 26 agosto 2019, 20:19, modificato 2 volte in totale.

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Messaggio da TeoJ » lunedì 26 agosto 2019, 20:10

analogico ha scritto:
lunedì 26 agosto 2019, 19:26
Non torna, secondo tutte la tabelle di rivalutazione le 22.000 lire del 1949 corrisponderebbero a poco più di 400 euro attuali.
Poi però se si consultano i dati sulle retribuzioni medie risulta che un operaio generico del Nord Italia nel 1950 portava a casa mediamente 22/24 mila lire al mese.
Quindi probabilmente è un fattore connesso al potere d'acquisto ed al prezzo dei beni se quest'operaio col proprio intero stipendio mensile poteva a malapena comprare una penna stilografica seppure col cappuccio in oro , ma probabilmente poteva sostenere se stesso e la propria famiglia per un mese, magari senza largheggiare troppo.
Di fatto io conoscevo personalmente una coppia di operai che aveva trascorso tutta la propria vita lavorativa in FIAT tra gli anni 40 e la fine dei 60, ebbene queste persone sono riuscite a comprare l'appartamento di famiglia più un altro bell' appartamento per il figlio in una cittadina della cintura torinese, e in più avevano anche ristrutturato la vecchia casa nel paesino del Sud Italia da cui provenivano.
Ai giorni nostri sarebbe fantascienza.
C'è anche da dire che una famiglia nel 49 in casa aveva qualche mobile, una radio, un frigorifero (non tutti) e 4 o 5 lampadine ad illuminare tutta la casa.

Oggi anche una famiglia di operai ha comunque una o due automobili, un paio di TV, smartphone cambiati ogni pochi anni con relativi abbonamenti, computer e/o consolle varie, abbonamenti a servizi di musica/cinema in streaming... le spese "ordinarie" al giorno d'oggi sono enormemente maggiori rispetto a quelle di 70 anni fa.
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Messaggio da analogico » lunedì 26 agosto 2019, 20:30

TeoJ ha scritto:
lunedì 26 agosto 2019, 20:10


C'è anche da dire che una famiglia nel 49 in casa aveva qualche mobile, una radio, un frigorifero (non tutti) e 4 o 5 lampadine ad illuminare tutta la casa.

Oggi anche una famiglia di operai ha comunque una o due automobili, un paio di TV, smartphone cambiati ogni pochi anni con relativi abbonamenti, computer e/o consolle varie, abbonamenti a servizi di musica/cinema in streaming... le spese "ordinarie" al giorno d'oggi sono enormemente maggiori rispetto a quelle di 70 anni fa.
Hai perfettamente ragione.

Ci sono stati cambiamenti radicali , oggi si vive in maniera sostanzialmente diversa, un tempo la gente faceva sacrifici spesso pesanti per la casa , gli studi dei figli e qualche piccolo svago quando possibile, goduto fino in fondo.
Oggi si fanno ingrassare finanziarie e prestasoldi di ogni genere per pagare a caro prezzo l'effimera illusione di vivere come i ricchi.
Ultima modifica di analogico il lunedì 26 agosto 2019, 20:30, modificato 2 volte in totale.
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