Il vintage vale di più?

I problemi che incontriamo nel mondo delle Penne, oltre quelli generali. Parliamone.
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Il vintage vale di più?

Messaggio da Miata » martedì 27 febbraio 2018, 20:32

AHAHAH Mi sa proprio che allora le sottovaluto, le vintage.

Anche se dovrei imparare dalle macchine fotografiche: la mia Zenza Bronica degli anni '60 non perde un colpo; la Zenza del '95 invece l'eblema dell'inaffidabilità :lol:
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Messaggio da Siberia » martedì 27 febbraio 2018, 22:25

anche con impegnative prove sul campo o semplicemente portandole sempre con me anche in viaggio.
Non ho penne d'epoca di prestigio: una Elmo Montegrappa, una Atena, una Burnham e una Olo. Sono tutte e quattro uguali: basta scendere le scale in fretta e lasciano inchiostro nel cappuccio, non hanno tenuta di inchiostro. Non credo si possano utilizzare quotidianamente. Evidentemente non è un problema di tutte le vintage ma, a parte la 51, non saprei cos'altro comprare. La Skyline mi piace molto ma non saprei cosa farci nel caso fosse incontinente
Luca (renitente alla sfera, sempre)

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Messaggio da Silemar » giovedì 1 marzo 2018, 11:16

Musicus ha scritto:
martedì 27 febbraio 2018, 18:09
1922-06-Waterman-Vacanze.jpg
Questa immagine è davvero bellissima! Grazie Musicus. A volte mi sembra che l'eleganza e la raffinatezza siano valori incastonati nel passato. Per me alcune penne vintage, recensite in questo forum, hanno quel qualcosa in più di armonioso, ricercato, che nel moderno non riesco a percepire. Però non credo che riuscirei mai a comprarne una perché sono troppo consapevole dei miei limiti. Apprensiva e maldestra, non saprei prendermene cura in modo dignitoso.
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Messaggio da Musicus » giovedì 1 marzo 2018, 13:32

Siberia ha scritto:
martedì 27 febbraio 2018, 22:25
anche con impegnative prove sul campo o semplicemente portandole sempre con me anche in viaggio.
Non ho penne d'epoca di prestigio: una Elmo Montegrappa, una Atena, una Burnham e una Olo. Sono tutte e quattro uguali: basta scendere le scale in fretta e lasciano inchiostro nel cappuccio, non hanno tenuta di inchiostro. Non credo si possano utilizzare quotidianamente. Evidentemente non è un problema di tutte le vintage ma, a parte la 51, non saprei cos'altro comprare. La Skyline mi piace molto ma non saprei cosa farci nel caso fosse incontinente
Ciao Luca!
Se darai un'occhiata alla mia ultima recensione sulle penne francesi di metà anni Venti, vedrai che alcune penne nascono per essere trasportate "a testa in su", altre possono essere capovolte e sballottate finchè si vuole (le davano ai soldati o le "gettavano" in borsetta). La clip, e i portapenne da valigetta aggiungerei, sono lì proprio per questo...
Prova una Waterman 52 nel taschino o in borsa/valigetta/zaino (sempre nell'apposito scomparto che la tenga diritta!!) e non credo avrai problemi: le probabilità che si stacchi il sacchetto sono inferiori a quelle di qualunque converter non fissato a vite, secondo me... ;)

:wave:

Giorgio

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Messaggio da Musicus » giovedì 1 marzo 2018, 13:46

Silemar ha scritto:
giovedì 1 marzo 2018, 11:16
Musicus ha scritto:
martedì 27 febbraio 2018, 18:09
1922-06-Waterman-Vacanze.jpg
Questa immagine è davvero bellissima! Grazie Musicus. A volte mi sembra che l'eleganza e la raffinatezza siano valori incastonati nel passato. Per me alcune penne vintage, recensite in questo forum, hanno quel qualcosa in più di armonioso, ricercato, che nel moderno non riesco a percepire. Però non credo che riuscirei mai a comprarne una perché sono troppo consapevole dei miei limiti. Apprensiva e maldestra, non saprei prendermene cura in modo dignitoso.
Cara Laura, e se ti dicessi che sono loro, le penne, a prendersi cura di noi?!?
Lo vedo quando le estraggo dalla loro custodia, con la loro umile o gloriosa storia, ma con quell'eleganza eroica dei tempi in cui le cose succedevano per la prima volta...come nella vita delle persone: i primi giorni di scuola, le prime gioie e le prime amarezze...Il primo Amore...
Quando le guardo, mi sento riguardato, e mi dispongo ad impugnarle con cura, ma anche con passione, e poi via libera ai pensieri!
Non si rovinano, sai, anzi gioiscono nell'essere tue complici e di volare sul foglio ancora una volta...
:wave:

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Messaggio da Godowsky1930 » giovedì 1 marzo 2018, 14:14

Il problema delle piccole succussioni con certe vintage effettivamente esiste. A volte basta tenere la vintage in mano interrompendo la scrittura per esplicare qualcosa alla persona che si ha di fronte muovendo leggermente la mano per trovare il pennino pieno di inchiostro o la macchia sul foglio alla ripresa della scrittura. In questo momento mi succede con una safety non blasonata (problema iniziale della guarnizione in sughero?) e con una wahl Eversharp Gregg. Fisiologia da accettare come limite o patologia correggibile ? Mi piacerebbe conoscere l'opinione degli esperti. umberto

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Messaggio da Silemar » giovedì 1 marzo 2018, 16:12

Musicus ha scritto:
giovedì 1 marzo 2018, 13:46
Cara Laura, e se ti dicessi che sono loro, le penne, a prendersi cura di noi?!?
Lo vedo quando le estraggo dalla loro custodia, con la loro umile o gloriosa storia, ma con quell'eleganza eroica dei tempi in cui le cose succedevano per la prima volta...come nella vita delle persone: i primi giorni di scuola, le prime gioie e le prime amarezze...Il primo Amore...
Quando le guardo, mi sento riguardato, e mi dispongo ad impugnarle con cura, ma anche con passione, e poi via libera ai pensieri!
Non si rovinano, sai, anzi gioiscono nell'essere tue complici e di volare sul foglio ancora una volta...
:wave:

Giorgio
Ancora una bellissima immagine, questa volta fatta di parole appassionate. Un'immagine su cui riflettere. Grazie. :wave:
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Messaggio da Musicus » venerdì 2 marzo 2018, 10:06

Godowsky1930 ha scritto:
giovedì 1 marzo 2018, 14:14
Il problema delle piccole succussioni con certe vintage effettivamente esiste. A volte basta tenere la vintage in mano interrompendo la scrittura per esplicare qualcosa alla persona che si ha di fronte muovendo leggermente la mano per trovare il pennino pieno di inchiostro o la macchia sul foglio alla ripresa della scrittura. In questo momento mi succede con una safety non blasonata (problema iniziale della guarnizione in sughero?) e con una wahl Eversharp Gregg. Fisiologia da accettare come limite o patologia correggibile ? Mi piacerebbe conoscere l'opinione degli esperti. umberto
Ciao, Umberto! :thumbup:
La rientrante non dovrebbe gocciolare per definizione: estratto correttamente il pennino, il fusto è sigillato: controlla quindi con cura l'accoppiamento pennino/alimentatore e il loro inserimento nella coppetta. Perdite a causa del sughero deteriorato avvengono dal fondello.
Per le eyedropper, così come per le lever filler ed anche parecchie modernissime, escludendo anche qui difetti di accoppiamento, quando il serbatoio è quasi vuoto c'è il rischio che si formino goccioloni assassini: basta "prendere le misure" alla penna (ricordarsi quante parole/pagine ha già scritto in rapporto alla capienza) e verificare che la base dell'alimentatore non si stia inumidendo eccessivamente. Nel caso della Wahl (le mie sempre in servizio MAI perdono alcunchè) ti suggerisco comunque di cambiare l'abbinamento penna/inchiostro scegliendo tra quelli meno lubrificati suggeriti nella sezione apposita (provare un Pelikan 4001 nero come extrema ratio).
Agitare e scuotere la penna non è mai privo di conseguenze meccaniche, qualunque sia il modello... :mrgreen:

:wave:

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Messaggio da Godowsky1930 » venerdì 2 marzo 2018, 11:56

Grazie Giorgio
anch'io come te subisco il fascino delle rientranti e mi ha appassionato la recensione della tua Uhlmann's Eterno ( o magari ne hai più di una). ne ho cercato una sul noto sito: risultato: secondo me non è una Uhlmann's perché non ha il logo che tu hai mostrato molto bene che ricorda non tanto alla lontana un simbolo massonico. Il pennino è un vero Uhlmann's eterno di straordinaria flessibilità . Anche a me risultava che la perdita legata alla guarnizione di sughero poteva avvenire solo dal retro Per quanto riguarda le Wahl seguirò i tuoi consigli per evitare i goccioloni assassini cercando di non arrivare a fine carica. Non è proprio semplice in quanto ne uso parecchie in contemporanea. Umberto

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Messaggio da Musicus » venerdì 2 marzo 2018, 13:03

Godowsky1930 ha scritto:
venerdì 2 marzo 2018, 11:56
Grazie Giorgio
anch'io come te subisco il fascino delle rientranti e mi ha appassionato la recensione della tua Uhlmann's Eterno ( o magari ne hai più di una). ne ho cercato una sul noto sito: risultato: secondo me non è una Uhlmann's perché non ha il logo che tu hai mostrato molto bene che ricorda non tanto alla lontana un simbolo massonico. Il pennino è un vero Uhlmann's eterno di straordinaria flessibilità . Anche a me risultava che la perdita legata alla guarnizione di sughero poteva avvenire solo dal retro Per quanto riguarda le Wahl seguirò i tuoi consigli per evitare i goccioloni assassini cercando di non arrivare a fine carica. Non è proprio semplice in quanto ne uso parecchie in contemporanea. Umberto
Caro Umberto, mi dispiace per me :D , ma credo che tu ti stia riferendo allo splendido esemplare (e all'adeguata recensione) di Luigi/Lucre:
https://forum.fountainpen.it/viewtopic.php?t=15586
Quanto alla presenza dell'occhio onniveggente, quando c'è il marchio Uhlmann's Eterno (o solo Eterno) sul fusto o sulla laminatura, non possono esservi dubbi...
La mia piccola (che scrive benissimo e ha da poco trovato compagnia)
20180302_124354.jpg
fu presentata anni fa, su una provocatoria "Nave dei folli":
https://forum.fountainpen.it/viewtopic.php?t=9202
:wave:

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Messaggio da Godowsky1930 » venerdì 2 marzo 2018, 14:39

Ciao Giorgio
hai ragione, l'età gioca qualche brutto scherzo . Preferisco che succeda riferndomi a una recensione che nel lavoro professionale ! Altrimenti sarebbe il momento di ...smettere e di.. incrociare le stilografiche.Scherzi a parte anche la tua è molto bella e le vostre recensioni ( e foto) sono per me irraggiungibili , anche se si può migliorare. Non so se la Uhlmann ha prodotto in un certo periodo delle penne rientarnti che non marcava in alcun modo o perlomeno solo il pennino. Ritengo molto più probabile che sia una rientrante anonima rivestita da qualche artigiano orafo su cui è stato montato un pennino Uhlmann's eterno. Magari un giorno la fotografo perché tu e altri possiate esprimere il vostro parere.Umberto

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Messaggio da valerio50 » lunedì 19 marzo 2018, 23:24

Se per valere intendi costare, forse il vintage, almeno certo vintage ed anche in buono stato, costa pure di meno. Non è infrequente imbattersi su una bancarella di un mercatino in ancora validissime penne di 70 e più anni fa (es. Parker 51, Aurora 88 etc.) vendute a bassi prezzi . Se però intendi il verbo valere nel senso di avere valore, indipendentemente dal costo, allora il vintage ha il fascino particolare di poter impugnare e scrivere al giorno d'oggi in era tecnologica e digitale con un attrezzo di 70, 80,90 anni fa. Senza contare, per chi si diletta di riparazioni, di portare in vita una penna che sarebbe stata destinata alla raccolta differenziata.
Valerio

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