Il vintage vale di più?

I problemi che incontriamo nel mondo delle Penne, oltre quelli generali. Parliamone.
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Il vintage vale di più?

Messaggio da Miata » lunedì 26 febbraio 2018, 9:59

Ieri, a seguito della mancata vittoria di un'asta e-bay, mi è sorto un quesito amletico:

a parità di qualità (ideale) una penna vintage vale di più?

Vi spiego: nei giorni scorsi meditavo l'acquisto di una Platinum 3776 che tra costo della penna, spedizione, tasse etc verrebbe a costare all'incirca 140,00 (parlo della versione Nice); e stavo lì a sentire la mia conscienza che diceva "Florinda... ma non avevi detto che non avresti speso queste cifre per le penne? eh?". E quindi temporeggiavo. Poi mi sono imbattuta, grazie al forum, in due modelli Eversharp, la Skyline prima e la Doric poi, e ho perso la testa. Ieri appunto, ho perso anche un'asta per una Doric Junior poiché mi ero prefissata un limite massimo di spesa (con le aste e-bay o si fa così o si va in palazzo) e mi sono ritrovata a puntare senza pensarci molto, un totale di circa €137,00.
Da lì è nata la domanda: perché per una vintage non mi pongo troppo il problema mentre per una penna nuova si? È secondo voi un dato oggettivo dare più valore ad un oggetto di 80 anni ad uno nuovo perché ha tanta storia alle spalle, nonostante per questo stesso motivo si possa rivelare meno affidabile? Io ho senza dubbio una predisposizione verso gli oggetti più datati, quindi è forse questo che mi influenza, o qualcun'altro vive questo stesso dubbio?

p.s. una curiosità, una Doric o una Skyline nelle misure più piccole, quanto costavano quando sono uscite sul mercato? Per capire oggi a quale fascia di prezzo potrei paragonarle.
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Messaggio da LucaC » lunedì 26 febbraio 2018, 10:31

Quesito difficile, io possiedo sia penne vintage che moderne, entrambe mi danno soddisfazione e sono ottimi strumenti di scrittua. Ma le penne vintage hanno ai miei occhi un fascino particolare, vuoi per la storia che hanno alle spalle, vuoi per il piacere di ripararle e riportarle ai loro splendori e per la scrittura che regalano, i pennini vintage sono sicuramente imbattibili sotto questo punto di vista secondo me. Tutte le mie vintage sono anche un piacere per la vista e questo con le mie moderne non accade tanto spesso.

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Messaggio da Mauro78 » lunedì 26 febbraio 2018, 11:15

Le stilografiche vintage sicuramente hanno un fascino particolare perché ci immaginiamo la storia che hanno alle spalle. Oltre a questo hanno anche delle caratteristiche diverse, ovvero in genere pennini in oro flessibili che sulle penne moderne si trovano solo spendendo determinate cifre e che comunque, a mio giudizio, non hanno lo stesso livello di flessibilità.
Detto ciò ci sono anche i contro, ovvero eventuali difetti o problemi legati proprio al tempo e all'usura, mentre con il nuovo, invece, salvi difetti di fabbrica, si dovrebbe giocare sul facile.
La scriminante però rimane sempre il fattore emotivo perché una stilografica credo che comunque debba anche trasmettere un'emozione così come ciò dovrebbe fare anche un determinato inchiostro piuttosto che un altro.

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Messaggio da Siberia » lunedì 26 febbraio 2018, 12:13

Sulla Skyline e la Doric non so esprimermi ma ho tre vintage che, non a causa di problemi legati all'usura, bensì strutturali, non sono idonee all'uso quotidiano perché soffrono di gocciolamento facile (sufficiente uno scuotimento improvviso per perdere inchiostro). Le penne moderne sono carri armati: mi riferisco alle Parker 45, 51, 65, 61 o di altre marche e modelli degli anni 70. Le penne dei giorni nostri, a volte, fanno ridere. Per esempio i converter o i pennini e le stesse plastiche non sono all'altezza: non so... preferisco spendere 40 euro per una parker 45 che per una kaweko Student odierna. I converter parker dell'epoca sono ottimi, tra l'altro, appena posso ne parlo nell'apposito argomento..
Un'ultima nota sui pennini di oggi: ma non vi sembrano troppo simili tra loro? È abbastanza noto che, a parte Aurora , Pelikan e le giapponesi, gli altri sono Jowo, Bock, Smidth e basta. Insomma... per ora preferisco gli anni 60- 70!
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Messaggio da Miata » lunedì 26 febbraio 2018, 12:20

Credo che abbiate centrato il punto del problema: le emozioni. Immagino che un oggetto nuovo, per quanto bello (e ammirare la bellezza fa scaturire emozioni), non possa comparare ciò può trasmettere un oggetto più vissuto.
Il vantaggio dei pennini in oro (soprattuto nel mio caso, visto che ne cerco uno flessibile) mi è lampante nel caso delle vintage, ma il nocciolo della questione e del maggiore valore delle vintage, forse sta proprio tutte nelle emozioni.

@Siberia: Interessante il tuo punto di vista, dove tiri in ballo un vintage più recente (forse il vero vintage, le penne che ho citato io dovrebbero essere definite d'antiquariato :-D). Hai nominato due annate che in effetti non ho mai tenuto in grande considerazione per la ricerca di una vintage, perché sono inesorabilmente attirata da cose ben più stagionate. Tuttavia potrei sostituire la mia idea di penna moderna con un vintage anni '60/'70!
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Messaggio da TeoJ » lunedì 26 febbraio 2018, 16:24

C'è anche da tenere in considerazione il fattore "ora o mai più".

Una penna nuova, prezzo alto o basso che sia, sai che riusciresti a ritrovarla più o meno in qualsiasi momento nel medio termine.

Una vintage, magari una non proprio comune, sai che potresti non ritrovarla tanto facilmente, quindi ci può essere la tendenza a sopravvalutarla pur di portarsela a casa
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Messaggio da zoniale » lunedì 26 febbraio 2018, 17:31

Rispondo per conto mio.

Nel periodo di massimo splendore industriale della penna stilografica, ovvero dal dopoguerra al 1970, le penne erano attrezzi di lavoro. C'erano quelle scolastiche, quelle "professionali" e poche particolarmente lussuose.

Oggi le cose sono un po' cambiate, sopratutto in occidente: gli attrezzi da lavoro li fa la logitech. Sono rimaste penne entry level scolastiche europee o low-cost asiatiche e penne "da regalo di laurea" alquanto costose. In mezzo c'è una voragine, perchè manca il mercato.

Prendiamo due modelli che allora erano attrezzi da lavoro professionali: Aurora 88 e Pelikan 400. Oggi esistono una Aurora 88 ed una Pelikan M400. Sono la stessa cosa di allora? Direi di no. Persino la M400 ha aggiunto numerosi fronzoli per giustificarne il presso. Per me rientrano nella categoria dei regali di laurea,.. per cui mi interessano pochino.
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Messaggio da Miata » lunedì 26 febbraio 2018, 18:17

TeoJ ha scritto:
lunedì 26 febbraio 2018, 16:24
C'è anche da tenere in considerazione il fattore "ora o mai più".

Una penna nuova, prezzo alto o basso che sia, sai che riusciresti a ritrovarla più o meno in qualsiasi momento nel medio termine.

Una vintage, magari una non proprio comune, sai che potresti non ritrovarla tanto facilmente, quindi ci può essere la tendenza a sopravvalutarla pur di portarsela a casa
Possibile, anzi altamente probabile. E-bay l'ho sempre definito il mio "sport estremo": gli ultimi 40 secondi regalano scariche di adrenalina non indifferenti :-D
zoniale ha scritto:
lunedì 26 febbraio 2018, 17:31
Rispondo per conto mio.

Nel periodo di massimo splendore industriale della penna stilografica, ovvero dal dopoguerra al 1970, le penne erano attrezzi di lavoro. C'erano quelle scolastiche, quelle "professionali" e poche particolarmente lussuose.

Oggi le cose sono un po' cambiate, sopratutto in occidente: gli attrezzi da lavoro li fa la logitech. Sono rimaste penne entry level scolastiche europee o low-cost asiatiche e penne "da regalo di laurea" alquanto costose. In mezzo c'è una voragine, perchè manca il mercato.

Prendiamo due modelli che allora erano attrezzi da lavoro professionali: Aurora 88 e Pelikan 400. Oggi esistono una Aurora 88 ed una Pelikan M400. Sono la stessa cosa di allora? Direi di no. Persino la M400 ha aggiunto numerosi fronzoli per giustificarne il presso. Per me rientrano nella categoria dei regali di laurea,.. per cui mi interessano pochino.
Grazie Michele, questa era un'analisi che mi era del tutto sfuggita, e che cementa la mia propensione verso le vintage. :thumbup:

p.s. per Siberia. Ho dato un'occhiata veloce on line di farmi un'idea dei modelli anni 60/70: per me, esteticamente parlando, è mediamente una catastrofe; :( / :lol: me ne piacciono molto poche, ma devo approfondire sui vari modelli.
Florinda


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Messaggio da rsk80 » lunedì 26 febbraio 2018, 18:25

Miata ha scritto:
lunedì 26 febbraio 2018, 9:59
Ieri, a seguito della mancata vittoria di un'asta e-bay, mi è sorto un quesito amletico:
a parità di qualità (ideale) una penna vintage vale di più?
...
Da lì è nata la domanda: perché per una vintage non mi pongo troppo il problema mentre per una penna nuova si? È secondo voi un dato oggettivo dare più valore ad un oggetto di 80 anni ad uno nuovo perché ha tanta storia alle spalle, nonostante per questo stesso motivo si possa rivelare meno affidabile?
Ciao, non sono esperto di penne vintage, ma la mia passione è nata da quando mio padre mi regalò
la Waterman C/F a sua volta regalatagli da suo padre. Le penne vintage hanno sicuramente
un fascino estetico, ma anche un fascino un po' meno evidente all'occhio, più subdolo, che realizziamo
soltanto dopo: sono penne che nessuno produce più, quindi hanno il valore di qualcosa che sappiamo
non verrà più replicato. Fondamentalmente è questo che rende quelle penne importanti. Perdere oggi
l'occasione di comprare una Waterman Hemisphere, cosa sarà mai, la comprerò domani, o il mese
prossimo. Ma la Waterman Ideal 22 Taper-Cap con cui Einstein scrisse la sua Relatività.. nessuno
mai più la rifarà. E proprio le Waterman di un tempo avevano degli adorabili pennini flessibili che la
stessa Waterman ormai non produce più. Com'è stato detto, le stilografiche hanno conosciuto degli
anni "d'oro" e non immaginate quanto questo mi faccia male: da un lato, non capisco perchè
con le tecnologie odierne non si cerchi di ritrovare il piacere della scrittura, cosa che le penne a sfera
non possono dare, mentre gran parte delle penne stilografiche moderne sono una cattiva imitazione
dei gloriosi modelli che furono; dall'altro, come hai detto, anche a ritrovarsi con una bella penna vintage,
non è detto che sia funzionale al 100% e personalmente, invece di godermela ed essere contento..
avrei solo paura di rovinarla sapendo che ogni danno sarebbe in pratica irreversibile.

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Messaggio da Siberia » lunedì 26 febbraio 2018, 19:15

zoniale ha scritto:
lunedì 26 febbraio 2018, 17:31
Nel periodo di massimo splendore industriale della penna stilografica, ovvero dal dopoguerra al 1970, le penne erano attrezzi di lavoro. C'erano quelle scolastiche, quelle "professionali" e poche particolarmente lussuose.
L'esperienza di Michele conferma le mie impressioni da appassionato: sono penne per scrivere, molto funzionali. Per quanto riguarda gli anni 30-50 ho i miei dubbi sulla effettiva efficienza. Forse Michele potrà consigliarci meglio. Florinda, non disperare, una che ti piace uscirà fuori
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Messaggio da piccardi » lunedì 26 febbraio 2018, 21:32

Siberia ha scritto:
lunedì 26 febbraio 2018, 19:15
Per quanto riguarda gli anni 30-50 ho i miei dubbi sulla effettiva efficienza.
La Parker 51 la lanciarono in america nel 1941, ma uscì in Argentina nel 1939... Direi che dalla seconda metà degli anni '30 i problemi sono minori (hanno incominciato ad avere alimentatori sufficientemente compensanti). Su quelle più vecchie il problema si pone, ma conta parecchio anche il cambio nella formulazione degli inchiostri.

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Messaggio da MaPe » martedì 27 febbraio 2018, 0:30

Miata ha scritto:
lunedì 26 febbraio 2018, 9:59
Ieri, a seguito della mancata vittoria di un'asta e-bay, mi è sorto un quesito amletico:

a parità di qualità (ideale) una penna vintage vale di più?

Vi spiego: nei giorni scorsi meditavo l'acquisto di una Platinum 3776 che tra costo della penna, spedizione, tasse etc verrebbe a costare all'incirca 140,00 (parlo della versione Nice); e stavo lì a sentire la mia conscienza che diceva "Florinda... ma non avevi detto che non avresti speso queste cifre per le penne? eh?". E quindi temporeggiavo. Poi mi sono imbattuta, grazie al forum, in due modelli Eversharp, la Skyline prima e la Doric poi, e ho perso la testa. Ieri appunto, ho perso anche un'asta per una Doric Junior poiché mi ero prefissata un limite massimo di spesa (con le aste e-bay o si fa così o si va in palazzo) e mi sono ritrovata a puntare senza pensarci molto, un totale di circa €137,00.
Da lì è nata la domanda: perché per una vintage non mi pongo troppo il problema mentre per una penna nuova si? È secondo voi un dato oggettivo dare più valore ad un oggetto di 80 anni ad uno nuovo perché ha tanta storia alle spalle, nonostante per questo stesso motivo si possa rivelare meno affidabile? Io ho senza dubbio una predisposizione verso gli oggetti più datati, quindi è forse questo che mi influenza, o qualcun'altro vive questo stesso dubbio?

p.s. una curiosità, una Doric o una Skyline nelle misure più piccole, quanto costavano quando sono uscite sul mercato? Per capire oggi a quale fascia di prezzo potrei paragonarle.
Troverai chi ti dirà che le penne più belle, che scrivono meglio sono le vintage, altri ti risponderanno che preferiscono sia le vintage che le moderne ed altri ancora "Boh!" e se mi concedi una citazione "...la risposta è dentro di te. E però è sbagliata! " :lol:
Concordo: ci sono vintage che sono delle opere d'arte, ci sono vintage che hanno pennini che volano letteralmente sulla carta, ci sono vintage che hanno dei pennini flessibili che sono una vera gioia da usare. Come ci sono penne moderne, da "pochi" a "tanti" euro, che scrivono benissimo anche loro e che sono un piacere da usare.
Tralascio il discorso collezionismo perchè è una cosa un po' a parte ed anche lì le scuole di pensiero sono diverse.
L'unica cosa che ti posso dire per rispondere al titolo del tuo messaggio, l'ho imparato leggendo questo forum e non solo, è sintetizzata in maniera perfetta dalla firma di @maxpop55 :"Il valore di una stilografica non dipende dal costo, ma dal valore che noi le diamo."

Sul tuo p.s. ho delle riserve. Certo è possibile risalire al costo dell'epoca e sfruttando dei siti che ti fanno una conversione sul valore che avrebbero oggi quelle W-E ritengo che non possano essere paragonate a nessuna penna moderna.
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Messaggio da Miata » martedì 27 febbraio 2018, 12:18

MaPe ha scritto:
martedì 27 febbraio 2018, 0:30
.
..
...
...la risposta è dentro di te. E però è sbagliata! " :lol:

.
..
L'unica cosa che ti posso dire per rispondere al titolo del tuo messaggio, l'ho imparato leggendo questo forum e non solo, è sintetizzata in maniera perfetta dalla firma di @maxpop55 :"Il valore di una stilografica non dipende dal costo, ma dal valore che noi le diamo."

Sul tuo p.s. ho delle riserve. Certo è possibile risalire al costo dell'epoca e sfruttando dei siti che ti fanno una conversione sul valore che avrebbero oggi quelle W-E ritengo che non possano essere paragonate a nessuna penna moderna.

"Quelo" che mi dici è molto interessante :lol:

La firma di Maxpop dice praticamente tutto, è vero. In tal senso infatti penso che mirerò ad una penna nuova la cui "storia" sarò io a scriverla (letteralmente :D).

Una vintage, da usare con calma e tranquillità e che abbia il suo posto di riguardo sulla scrivania, verrà senza dubbio. Diciamo che gli ritaglierò utilizzi differenti.

Inoltre penso di essermi fatta un'idea, parte del valore aggiunto di una vintage, è come dice giustamente Teo, il fatto che siano ormai più rare e quindi più difficili da reperire.

Devo dire che questa chiaccherata è stata comunque molto interessante e mi avete dato spunti (le penne anni 60/70) che non avevo considerato ^_^
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Messaggio da Musicus » martedì 27 febbraio 2018, 18:09

Miata ha scritto:
martedì 27 febbraio 2018, 12:18
...
La firma di Maxpop dice praticamente tutto, è vero. In tal senso infatti penso che mirerò ad una penna nuova la cui "storia" sarò io a scriverla (letteralmente :D).

Una vintage, da usare con calma e tranquillità e che abbia il suo posto di riguardo sulla scrivania, verrà senza dubbio. Diciamo che gli ritaglierò utilizzi differenti.

Inoltre penso di essermi fatta un'idea, parte del valore aggiunto di una vintage, è come dice giustamente Teo, il fatto che siano ormai più rare e quindi più difficili da reperire.

Devo dire che questa chiaccherata è stata comunque molto interessante e mi avete dato spunti (le penne anni 60/70) che non avevo considerato ^_^
Sono in disaccordo praticamente su tutto, sia messo agli atti! :lol:
Penso di avere argomentato la mia opinione sulle penne d'epoca a sufficienza nelle mie luuuunghe recensioni, anche con impegnative prove sul campo o semplicemente portandole sempre con me anche in viaggio.
Florinda, dovresti provarne una: erano nate proprio per uscire di casa... :D
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Messaggio da LucaC » martedì 27 febbraio 2018, 20:17

Io porto a spasso molte vintage e non ho mai avuto problemi, anche una safety degli anni venti dopo che le ho cambiato il sughero è una fedelissima compagna ed è una di quelle che parte sempre immediatamente.

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