Fabriano Fedrigoni, un altro pezzo d'Italia che se ne va

I problemi che incontriamo nel mondo delle Penne, oltre quelli generali. Parliamone.
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Monet63
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Fabriano Fedrigoni, un altro pezzo d'Italia che se ne va

Messaggio da Monet63 » domenica 24 dicembre 2017, 18:29

Sono in pieno accordo con Simone e AinNithael.
Io ho fatto un esempio - quello della carta Roma, eccellenza assoluta nel mondo del disegno artistico - solo perché lo conosco bene, ma quel genere di atteggiamento è ricorrente, e non solo per Fabriano. Anche io, come Simone, non sono interessato alla nazionalità del produttore, ma esclusivamente alla qualità; in particolar modo se si tratta di materiale con cui lavoro e mi guadagno da vivere. L'essere italiani, per me, non costituisce un merito di per se', anche se sono ovviamente contento (e orgoglioso) quando la "mia" gente fa cose buone.
All'epoca la scelta della Fabriano Roma fu dettata da precise caratteristiche, che ne facevano un prodotto unico nel suo genere, realmente usata ed esportata in tutto il mondo, la cui qualità era tale da giustificarne ampiamente il prezzo non proprio amichevole.
Vabbé, stiamo a vedere che succede.
L’opera d’arte è sempre una confessione.
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Fabriano Fedrigoni, un altro pezzo d'Italia che se ne va

Messaggio da Mightyspank » domenica 24 dicembre 2017, 22:19

Secondo me, visto che da anni c'era l'idea della vendita, i propretari hanno semplicemente preferito realizzare portandosi a casa un capitale che farà vivere bene loro e le generazioni a seguire.
Il libero mercato prevede che succedano queste cose. Nessuno di noi si scandalizzerebbe se un'azienda italiana acquistasse quote di società estere, come peraltro avviene.
Tanto per restare nel mondo della scrittura, la famiglia Aquila si è ricomprata pochi anni fa Montegrappa dal Gruppo svizzero del lusso Richemont.
Piuttosto speriamo che i nuovi azionisti perseguano politiche di crescita e valorizzazione e mantengano l'impiego dei lavoratori.
Oggi sono stato nella Boutique Fabriano di Milano, dove mi reco spesso, e le commesse qualche comprensibile incertezza sul futuro l'hanno manifestata.

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fufluns
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Fabriano Fedrigoni, un altro pezzo d'Italia che se ne va

Messaggio da fufluns » martedì 2 gennaio 2018, 10:44

Di solito, quando compare una cosa come "Fabriano Boutique", é segno che le cose vanno così bene che vale la pena di griffare anche le trovatine più leggere, oppure che le cose vanno così male che il core business di una azienda non ha più la forza di mandare avanti il marchio da solo.

Anche come semplice appassionato della carta Fabriano (che con i miei acquisti non cambio una virgola nei bilanci dell'azienda), devo dire che conseguirla non é facile. Il sito di Fabriano-Fedrigoni non vende. Non resta che cercare qua e là dove si trova qualcosa. Io compro da un'azienda tedesca efficacissima che ha un magazzino (o forse anche un negozio) di belle arti in quel di Trento.

Cari miei, siamo alle solite. Bisogna capire se il mercato della bellissima carta Roma é sufficiente per mandare avanti la baracca. Se le belle carte da stampa (dove, credo, sta il business maggiore) sono competitive per qualità e prezzo con altri marchi. A me, personalmente, la "Fabriano Boutique" é sembrata uno sforzo collaterale un po' sproporzionato, nella maggioranza dei casi lontano dal "cuore" cartiero dell'azienda: non un buon segno.

I proprietari nuovi qualcosa dovranno cambiare, per far funzionare un'azienda che se stesse già funzionando bene non sarebbe stata messa in vendita. Speriamo che cambino in una direzione che piace anche a noi (dal mio punto di vista, più belle carte, in tanti formati, e meno pelletteria molto costosa), e speriamo che non facciano troppi sacrifici con la gente che lavora in azienda.

Polemarco
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Fabriano Fedrigoni, un altro pezzo d'Italia che se ne va

Messaggio da Polemarco » martedì 2 gennaio 2018, 15:35

Come già scritto, le ragioni della crisi aziendale sono da ricercarsi nelle sorti della commesse di carta filigrana per le banconote. L'Europa ha deciso di non avvalersi più di un unico fornitore e ha diviso la commessa tra Italia e Francia. L' India ha subordinato la continuazione dei rapporti commerciali alla dislocazione dell'attività produttiva di quanto richiesto nel suo territorio.

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