e.. descrivere una nuova specie di pianta

Cosa si può fare con la stilografica? Scrivere e... disegnare e ... dipingere!
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fufluns
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Messaggio da fufluns » lunedì 10 aprile 2017, 3:46

Sí, scrivere, disegnare, dipingere e... descrivere una nuova orchidea!

Qui la mia Montegrappa Extra 1930 "Acque del Sile" é al lavoro preparando la descrizione botanica di una nuova specie di orchidea del genere Dichaea, una specie conosciuta sinora solamente da una sola raccolta realizzata in Costa Rica. Nella sua veste in celluloide "nero bambú", la Extra 1930 ha proprio l'aria di una penna da botanico...

La nuova orchidea é una pianta esile dalle foglie quasi aghiformi, con un fiore in miniatura che non supera i 7 millimetri di diametro.

Essendo l'unica specie del suo genere che si conosca a possedere un paio di "orecchie" alla base del petalo modificato – che tecnicamente si chiama labello –, la battezzerò Dichaea auriculata (la Dichaea con le orecchiette) e spero di pubblicarla nel trascorso di quest'anno.

Aque del Sile ha anche fatto lo schizzo sulla pagina sinistra del mio quadernetto, che illustra appunto il labello della nuova specie con le due caratteristiche auriculae alla base.

Montegrappa Extra 1930 and new orchid (4).jpg
Montegrappa Extra 1930 and new orchid (2).jpg

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Medicus
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Messaggio da Medicus » lunedì 10 aprile 2017, 11:12

Complimenti per la nuova scoperta e naturalmente per la penna.
:clap:
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Messaggio da SalvoN » lunedì 10 aprile 2017, 11:29

Magari avessi una scrittura così bella anche io...ci sto lavorando ma ancora sono anni luce lontano

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Messaggio da muristenes » lunedì 10 aprile 2017, 20:38

Fufluns, è sempre un piacere ammirare le tue foto deliziose :D

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Messaggio da dueller » lunedì 10 aprile 2017, 20:59

Le descrizioni botaniche d'epoca mi hanno sempre affascinato. Complimenti per aver creato questa atmosfera d'altri tempi...

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Messaggio da ciro » lunedì 10 aprile 2017, 22:19

Che delizia, Franco, il mondo con la sua varietà, la grandissima bellezza in un fiore così piccolo e questo tuo attacamento alle cose fatte alla vecchia maniera, con carta e penna.

Grazie. :)
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Messaggio da fufluns » martedì 11 aprile 2017, 19:00

Cari amici di penna:

grazie, come sempre, per i gentili complimenti.

Carta e penna sono, come ben dice Ciro, un approccio "alla vecchia maniera", ma nel mio caso carta e penna sono sempre a portata di mano, mentre il computer... e la tastierina elettronica del telefono davvero non é entrata nel mio modo d'essere e la trovo per lo più irritante!

Anche il latino della descrizione é destinato a diventare "vecchia maniera". Sino alla fine di dicembre del 2010, una descrizione (o almeno una descrizione comparativa corta, nota come "diagnosi") era obbligatoria, secondo il Codice di Nomenclatura Botanica, perché una nuova specie di pianta, o alga, fungo o pianta fossile, fosse validamente pubblicata per la scienza. Cosí era dai tempi di Linneo e, sebbene l'obbligo de latino debba essere sembrato un po' irritante a un botanico cinese (con una tradizione botanica e di gergo botanico millenaria), almeno il latino aveva il vantaggio che, essendo una lingua morta, era un idioma di nessuno, senza preferenze. Beh, forse chi usa quotidianamente una lingua romanza é avvantaggiato usando il latino rispetto a chi parli idiomi con radici differenti, ma ció non toglie che il latino era – per la botanica – una lingua neutra.

Dal primo gennaio 2011, il Codice ha stabilito che il latino non é più obbligatorio. Può usarsi, o essere sostituito da una descrizione o una diagnosi in inglese. Come immaginerete, per il latino é finita...

Io lo uso, e miei colleghi all'Orto Botanico Lankester della Universitá di Costa Rica – che lo hanno imparato – lo usano, ma suppongo che siamo tra gli ultimi a sostenere il baluardo della vecchia lingua franca della botanica. L'inglese, non v'é dubbio, é l'idioma più parlato nell'ambito delle scienze, ma ció non toglie che, essendo una lingua viva, é la lingua di qualcuno invece che di qualcun altro. Capisco la mossa, ma non la apprezzo.

Sono un dinosauro...

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Messaggio da Medicus » giovedì 13 aprile 2017, 11:20

Non sapevo che anche l' inglese potesse essere usato nelle descrizioni .
Uno dei miei "punti fermi" era che il latino fosse la lingua ufficiale in biologia; invece ora vengo a scoprire che non lo è più, o meglio non la sola e questo un pò mi rattrista.
Come dici tu il latino è una lingua superpartes, una lingua franca e invece l' "inglese" ( inteso anche come persona) ha messo lo zampino anche quì.
Non sei un dinosauro, ma uno degli, spero non ultimi, difensori delle belle cose di un tempo.
Quei libretti pieno di disegni sono un tesoro da difendere anche perchè, oltre alla bellezza, sono quasi l'unica testimonianza di specie che ormai sono estinte.
Grazie per quello che fai.
Non per niente a noi piacciono le stilografiche.
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Messaggio da domenicop » venerdì 19 maggio 2017, 10:55

Complimenti un bel pezzo, bella la calligrafia e naturalmente la penna

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Messaggio da Orlandoemme » venerdì 19 maggio 2017, 11:59

Complimenti, davvero ispirato.
E' incredibile come la vita crei delle coincidenze impensabili: proprio ieri facevo una ricerca su internet sui fiori del costa rica perchè a breve dovrò andare per lavoro.
Quando parto, porto sempre con me i miei acquerelli poichè amo fare degli schizzi dei luoghi che visito.
Spesso questi schizzi comprendono i fiori, che a mio parere sono tra i soggetti più belli da dipingere ad acquerello e che meglio indentificano dei luoghi.
Pensando ai tulipani ad esempio, che paese vi viene in mente :D ?
Durante la mia navigazione ho trovato proprio le orchidee del Costa Rica e la storia che riguarda la motologica nascita del fiore e del suo nome, che vi riporto, io non la conoscevo:

Il significato del nome Orchidea è dato da un’antica leggenda Greca che narra di un giovane bellissimo che si chiamava Orchide, nato particolare , uomo ma con seni da donna, un’ermafrodita.
Il ragazzo di nome Orchide crescendo, pur essendo nato maschio, assumeva sempre più le sembianze femminili diventando aggraziato come una donna.
La sua diversità era il motivo per il quale sia femmine sia maschi lo evitavano, trovandolo molto diverso da loro, e non capendo il suo malessere.
La sua ambiguità fisica si ripercuoteva nella sua vita sociale e personale , mutandone anche il carattere , rendendolo, alle volte molto timido e riservato , altre volte molto aggressivo e peccaminoso.
Ma un brutto giorno disperato si gettò da una rupe e morì, il sangue ricoprì la parete, dove cadde, e in quel luogo dopo la sua morte iniziarono a spuntare tantissimi fiori, diversi tra loro, per forme e colori ma simili nella bellezza e nella sensualità.
Questo tipo nuovo di fiore fu chiamato Orchidea , rendendo onore dallo sventurato Orchide.



Se sono andato OT, mi scuso ma mi è sembrata davvero una coincidenza singolare.
Complimenti ancora!
Orlando
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T'insegneranno a non splendere. E TU SPLENDI, invece.
P.P.Pasolini

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Messaggio da fufluns » domenica 21 maggio 2017, 7:33

Orlandoemme ha scritto:[...] la storia che riguarda la motologica nascita del fiore e del suo nome, che vi riporto, io non la conoscevo:
Gentilissimo Orlando:

Una ispirata attività quella di ritrarre ad acquarello le impressioni dei propri viaggi, e l'idea di aggiungervi degli schizzi della flora locale mi sembra semplicemente geniale! Certamente in Costa Rica non le mancheranno soggetti botanici per i suoi acquarelli!

Quanto alla storia della origine delle orchidee (o del loro nome), mi è parsa delicata e suggestiva, ma direi che è assolutamente apocrifa.

Il nome "orchis" per designare una specie di orchidea fu usato per la prima volta da Teofrasto (IV-III sec. a.C.), discepolo di Aristotele e considerato il "padre della botanica", nella sua opera "De Historia Plantarum". La parola greca ὄρχις (orchis) significa "testicolo" e in modo non molto poetico fa allusione alla forma delle radici tuberose di alcune specie del genere Orchis, comune in Grecia ma anche in Italia.

Buon viaggio in Costa Rica.

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