Vari tipi di converter e precauzioni per l'uso

L'ultimo ma non meno importante elemento coinvolto nella scrittura è la carta. Parliamone. E raccontiamo anche degli altri accessori che affianchiamo alle nostre penne.
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Re: Vari tipi di converter e precauzioni per l'uso

Messaggio da BufaloBill » martedì 15 marzo 2016, 22:22

vikingo60 ha scritto:Sì,i converter Delta sono a volte molto "duri" nello scorrimento, ma migliorano molto con l'uso.
Inoltre Delta è uno dei pochi marchi con i quali non ho trovato converter difettosi.
Grazie della risposta,
speriamo allora che il tempo lo "ammorbidisca" un po'.

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Re: Vari tipi di converter e precauzioni per l'uso

Messaggio da CarCarlo » martedì 3 maggio 2016, 14:37

Vorrei aggiungere un nuovo tipo di converter prodotto da Delta.
Si chiama Delta converter Plus e l'ho scoperto acquistando la mia Delta Magnifica Amalfi.
Alla base, il meccanismo di avvitamento alla sezione è del tutto affine ad un normale converter a vite.
La caratteristica sta nella sommità dell'elemento, in quanto la vite che fa salire e scendere lo stantuffo è più lunga del normale (e placcata in oro) ed è azionabile svitando il solo fondello della penna e non l'intero corpo.
Spero di essermi riuscito a spiegare... in tutti i casi allego qualche foto presa da internet per essere più chiaro :D
Allegati
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19DEF-800x533.jpg
Ultima modifica di CarCarlo il martedì 3 maggio 2016, 15:18, modificato 3 volte in totale.

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Re: Vari tipi di converter e precauzioni per l'uso

Messaggio da Phormula » martedì 3 maggio 2016, 15:11

In pratica è un converter normale, sul quale è stata inserita una ghiera cromata per farlo sembrare un meccanismo pistone.
La penna è stata modificata di conseguenza per consentire l'azionamento con un simil fondello.
Onore al merito a Delta, che lo fornisce come ricambio e lo chiama con il suo nome, a differenza di altri che nascondono un converter da due soldi incollandolo dentro il fusto di una penna e la vendono come penna con caricamento a stantuffo.
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Re: Vari tipi di converter e precauzioni per l'uso

Messaggio da CarCarlo » martedì 3 maggio 2016, 15:20

Phormula ha scritto:In pratica è un converter normale, sul quale è stata inserita una ghiera cromata per farlo sembrare un meccanismo pistone.
La penna è stata modificata di conseguenza per consentire l'azionamento con un simil fondello.
Si, è un converter tradizionale a tutti gli effetti.
Se devo esserti sincero fa un bell'effetto perché in qualche modo sembra più pregiato di un normale converter. A conti fatti, però, io non lo utilizzo mai svitando solo il fondello, ma smonto l'intero corpo della penna perché ho il vantaggio di vedere quanto inchiostro ho caricato, quanto ne è rimasto, etc.

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Re: Vari tipi di converter e precauzioni per l'uso

Messaggio da Phormula » martedì 3 maggio 2016, 15:34

CarCarlo ha scritto: Si, è un converter tradizionale a tutti gli effetti.
Se devo esserti sincero fa un bell'effetto perché in qualche modo sembra più pregiato di un normale converter. A conti fatti, però, io non lo utilizzo mai svitando solo il fondello, ma smonto l'intero corpo della penna perché ho il vantaggio di vedere quanto inchiostro ho caricato, quanto ne è rimasto, etc.
Infatti per lo stesso motivo, quando ho dato via la The Journal (che il nuovo proprietario ha modificato con caricamento a contagocce), poiché non lo voleva, me lo sono tenuto e l'ho montato su un'altra Delta. :)
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Messaggio da Contax1961 » martedì 13 settembre 2016, 22:54

Anche i cinesini hanno pensato bene di utilizzare una soluzione simile, per le false MB, concordo con CarCarlo sul fatto che sia poco pratico, anche se accattivante, senza alcuna finestra non si ha idea del livello di carica, quindi si deve comunque smontare il fusto..
Allegati
HTB1MtRALXXXXXcuaXXXq6xXFXXXN.jpg
Falsa 149 MB
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Messaggio da Contax1961 » domenica 25 settembre 2016, 11:53

Vorrei riaprire un attimo il post per capire se i converter che vi elenco sono utilizzabile nelle delta dolcevita Federico, le nuove vengono fornite salvo rare eccezioni,con il nuovo che ha già evidenziato CarCarlo, che sembra decisamente bene realizzato e conferisce solidità
Però visto che costa una cifra sicuramente adeguata alla qualità, mi chiedevo se in alternativa è possibile montare dei converter che su la carta sembrano uguali..
metto una serie di foto per chiarire meglio

Allora le ultime delta che montano il converter con passo a vite hanno questo:
delta-piston-converter-dolcevita-federico-rhodium-trim.jpg
delta-piston-converter-dolcevita-federico-rhodium-trim.jpg (11.85 KiB) Visto 1028 volte
decisamente ben realizzato e penso che ne comprerò sicuramente uno

la vecchia versione delta, da quello che ho potuto constatare è stata realizzata con due serie, entrambe con passo normale o a vite
delta-converter-1-2pcs.jpg
delta-converter-1-2pcs.jpg (23.16 KiB) Visto 1028 volte
$_57.JPG
k6 converter Schmidt
ora vedendo però i converter sopra nelle foto mi sembrano tutti molto simili al mitico K6 della Schmidt
40000310_1.jpg
delta converter
40000310_1.jpg (10.32 KiB) Visto 1028 volte
e al suo....gemello della visconti
V_Converter_L.jpg
V_Converter_L.jpg (4.32 KiB) Visto 1028 volte
la mia domanda è : possono essere intercambiabili? qualcuno ha fatto delle prove in tal senso?
Riccardo

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Messaggio da Siberia » giovedì 15 febbraio 2018, 22:06

Segnalo come i converter Visconti, i non filettati, siano degli Scmidht, come scritto piccolissimo sulla plastica nera. Pessimo converter. Mi ha dato molti problemi di bolle d'aria, suppongo a causa del restringimento vicino all' attacco della "cartuccia" dove il pistone non può arrivare a fondocorsa lasciando una sorta di camera di compressione. Ho risolto inserendo una micro pallina di plastica che si trova nelle cartucce Pelikan e simili: 1)Tagliare la cartuccia con un taglierino 2) Prendere la pallina in plastica trasparente e posizionarla sulla bocca del converter 3) Inserire il converter nella penna, spingendo come se fosse una cartuccia nuova. In tal modo la pallina entra nel serbatoio. L'inchiostro non resta più bloccato, adesso scivola da meraviglia. Sulla mia Rembrandt, inoltre, il converter era abbastanza lasco così l'ho riciclato per una Pelikan Jazz. In questa penna resta ben saldo, degno di uno stantuffo
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Messaggio da vikingo60 » giovedì 15 febbraio 2018, 22:29

Hai fatto bene. Purtroppo ho riscontrato anch'io che i modelli di converter economici durano dalla sera alla mattina. Non parliamo poi di quelli Parker e Waterman, realizzati con plastiche biodegradabili. Su una Waterman da me usata fino a poco tempo fa ne cambiavo in media uno al mese. Si deformavano e l'inchiostro passava dietro la testa del pistone. E costano anche abbastanza.
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Messaggio da Siberia » giovedì 15 febbraio 2018, 23:02

Sto equipaggiando tutte le penne con converter annullando le cartucce e ho notato il problema della sospensione dell'inchiostro con il Visconti_Schimdt: l'inchiostro non scivolava, forse anche a causa dello stesso materiale plastico che non fa scivolare l'inchiostro. Ho provato con vari lavaggi finché ho risolto solo con la pallina. Fino ad ora ho trovato buoni i Conklin a vite e gli Aurora (pistone) questi ultimi facilmente smontabili (la ghiera metallica si svita). Sulla mia Style, a causa dell'inutilizzo, il pistoncino era bloccato ed è stato sufficiente un velo di grasso di silicone. Li ritengo converter durevoli nel tempo. Ho varie penne Parker tipo Vector su cui proverò ad inserire i Lamy che mi sembrano buoni (sulle Safari funzionano)
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Messaggio da vikingo60 » giovedì 15 febbraio 2018, 23:35

Ottima idea.
Alessandro

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Vari tipi di converter e precauzioni per l'uso

Messaggio da LuMazzmarill » martedì 13 marzo 2018, 19:50

Grazie mille all'autore del post, esaustivo e molto esplicativo. Tuttavia, vorrei chiedere un consiglio un po' banale. Ma alla fine della fiera, tra tutti i converter "universali" qual è il migliore?
Facendo un esempio, su una Faber Castell Loom conviene installare il converter proprietario, o uno magari di un'altra marca ma di migliore qualità? Chiedo scusa in anticipo se la domanda fosse giù stata posta

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Messaggio da vikingo60 » martedì 13 marzo 2018, 20:44

Conviene sicuramente il converter Pelikan. Costa meno ed è molto migliore.
Grazie per gli apprezzamenti.
Alessandro

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Vari tipi di converter e precauzioni per l'uso

Messaggio da LuMazzmarill » mercoledì 14 marzo 2018, 15:25

Grazie a te, contributi simili sono i più apprezzati tra i neofiti (anche un po' imbranati) come me. :D :clap:

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Vari tipi di converter e precauzioni per l'uso

Messaggio da Siberia » domenica 15 aprile 2018, 22:55

Aggiorno le mie esperienze con i converter:
1) Kaweko a siringa (se così si può chiamare). Acquistato nuovo: immediati problemi di trafilaggio dell’inchiostro nella parte posteriore della guarnizione. Rimedio: svitare la ghiera metallica, estrarre il pistone, ingrassare le pareti laterali della guarnizione dello stantuffo con grasso siliconico (ho quello Twsbi); ma il trafilaggio continua... quindi ho risolto il problema soltanto applicando della gommalacca nella filettatura della ghiera. Ampiamente testato,ora funziona bene.
Vantaggi: è completamente smontabile e si adatta bene su penne irdium point dove resta ben serrato. Ideale per penne dalle piccole dimensioni. Dà una buona impressione estetica.
Svantaggi: non comodissimo da azionare e, soprattutto, autonomia ridotta, difficile superare le 5 facciate A4 con pennino medio dal flusso medio. Autonomia minore di una cartuccia.

2) Parker anni 70-80. È il migliore converter fin’ora da me utilizzato, precisamente i due presenti in foto. Dopo trent’anni non hanno necessitato di nessun intervento. Il caricamento è “areometric”, ovvero con un sacchettino in gomma di colore nero ma non saprei dire se è presente il tubicino interno come nelle Parker 51. Il converter è in metallo, molto resistente, ha l’imboccatura in plastica dura ed è incredibilmente stabile, fermo nella sezione, almeno in quella della Parker 45, 15 e 95 in mio possesso. L’autonomia mi pare più che buona: sono ad 8 facciate A4 con pennino medio, flusso abbondante. In effetti non ho ancora concluso la prova, ma credo che il quantitativo di una cartuccia sia stato già raggiunto.
Difetti: calza solo sulle Parker. Non si trovano facilmente a prezzo normale, ma solo al prezzo fatto da speculatori di mestiere.
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