Converter auto costruito per Lamy Al Star

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fremodyna
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Converter auto costruito per Lamy Al Star

Messaggio da fremodyna » venerdì 28 luglio 2017, 9:51

Buongiorno a tutti voi del forum,

spero che questa sia la sezione giusta per parlarvi di un converter che ho realizzato per la mia penna.

Premetto che ho pensato di intraprendere questa sperimentazione con il solo obiettivo di cercare di ottenere una cartuccia più capiente di quelle date in dotazione, che, anche se sono piuttosto capienti di per sé, comunque costringono a cariche abbastanza frequenti, soprattutto se si scrive molto. La realizzazione di questo converter non è molto semplice, e richiede attrezzature che forse non tutti hanno, oltreché un certa manualità.
La descrizione della sua realizzazione sarà magari complicata da capire, così come complicata è la sua costruzione.
Il suo funzionamento è ispirato ai sistemi di caricamento basati sulla compressione diretta del serbatoio, e, per utilizzarlo, è indispensabile avere una penna con la sezione trasparente, come la mia Lamy Al-Star.

Per la realizzazione sono necessari:

- una cartuccia originale Lamy T10
- una pipetta Pasteur di gomma da 2ml
- filo di ferro zincato da 0.7mm diametro
- tubetto di colla termica
- saldatore a stagno
- stazione saldante "ad aria calda"


Realizzazione

Il converter è costituito da due metà, e per realizzarlo sono partito da una cartuccia Lamy originale, che ho tagliato per una lunghezza di circa 3.8mm a partire dall'innesto, come visibile in questa foto:
taglio cartuccia.jpg

come è possibile notare, sull'innesto in gomma nero c'è un filo di metallo avvolto. Si tratta di un rinforzo ideato per staccare e riattaccare più volte il converter alla penna, evitando che l'innesto crepi, facendo entrare l'aria e provocando fuoriuscite di inchiostro.
In questa foto un particolare del rinforzo:
rinforzo.jpg
realizzato avvolgendo tre spire di filo di ferro zincato avvolte con forza sull'innesto della cartuccia vuota, per poi rimuoverle dalla cartuccia e saldarle a stagno onde evitare che si allentino nel tempo.
Questa soluzione è ottima per chi ricarica le cartucce con la siringa, perché consente di riutilizzarle molto di più delle classiche 3 o 4 volte, prima che l'innesto ceda.

La seconda metà della cartuccia è stata realizzata a partire dalla pipetta Pasteur in gomma, simile a quella in foto:
pipetta pasteur.jpg
pipetta pasteur.jpg (129.19 KiB) Visto 314 volte

che ho sagomato con il getto di aria (250 °C) della stazione saldante ad aria calda. Per capire come la ho deformata, potete vedere la foto di un'altro prototipo.
taglio pipetta.jpg

Questa fase è la più complicata, ed è quella da eseguire con più cura e con mano ferma.
Innanzitutto ho tagliato la parte terminale della pipetta, quella da dove entra ed esce il liquido aspirato, per poi soffiare un po' di aria per restringerla quel tanto che basta per farla entrare nel corpo della penna (ricordate che lo scopo è ottenere una penna con la maggiore capacità possibile). Ogni volta che si riscalda la pipetta è importante ruotarla continuamente per riscaldarla uniformemente.
Fatto questo ho rimosso la parte terminale della pipetta appena ristretta perché tende a restringersi dippiù chiudendosi, per poi ottenere 1.7cm di pipetta a sezione costante, di circa 6mm, necessari a farla entrare nel corpo della penna.
Ho poi riscaldato molto la restante parte della pipetta, reggendola dallo stantuffo fino a quando la plastica da biancastra è divenuta trasparente, per poi immediatamente esercitare una leggera trazione restringendone molto la sezione. Questa operazione
deve essere fatta più volte, facendo molte prove fino ad ottenere un pezzo di tubo che possa entrare nella parte superiore del copro della penna, quella adibita alla parte da ruotare del converter a vite originale. In questa maniera si riesce a sfruttare "ogni angolo" del fusto, a seconda di quanto bravi siete stati a deformare la pipetta.
Ad ogni modo il risultato finale deve venire come in questa foto:
pipetta tagliata.jpg
Nell'immagine è possibile notare che la parte più stretta della pipetta è stata sigillata alla sua estremità, con un po' di colla
temrica, che deve essere dentro la pipetta per almeno 2mm.

In pratica ciò che si vuole ottenere è una cartuccia che riempia tutto lo spazio disponibile della penna, pur consentendo al pezzo di
cartuccia originale (prima metà) di entrare dentro la pipetta tagliata(seconda metà) per almeno 3mm, onde ottenere un buon incollaggio delle due parti, consentendo quindi una perfetta tenuta.
Per incollare le due parti ho ricoperto di colla termica gli ultimi 3mm della prima metà per poi immediatamente innestare la seconda
metà prima che la colla si raffreddi. Ho aggiunto poi un sottile strato di colla per uniformare la transizione delle due metà.
Nel fare questo non bisogna eccedere, onde evitare di imbrattare di colla la parte di cartuccia visibile attraverso la finestrella del fusto della penna. E' bene in ogni caso fare molte prove durante ogni fase della realizzazione.
Il converter auto costruito è così terminato, ed il risultato finale è visibile in questa foto:
cartuccia completa.jpg
Dopo aver controllato che il converter si innesti semza problemi nella sezione della penna, e che il corpo si avviti completamente senza intoppi, si può procedere con il collaudo.
Staccate il converter dalla penna, e comprimetene la parte di gomma (l'ex pipetta) per aspirare un po' d'acqua. Capovolgetelo con l'apertura verso il basso, e verificate che l'acqua non cada per gravità. Se ciò accade la tenuta dovrebbe essere perfetta, altrimenti ricontrollate l'incollaggio.

Il converter è ora pronto all'uso! Innestato nella penna appare così:
cartuccia completa con penna.jpg
Uso del converter

Per ricaricare la penna si può caricare semplicemente il converter, ma io vi propongo un'alternativa più interessante.
Dopo aver innestato il converter nella penna, è sufficiente porla sottosopra, come in questa figura, e premerne lentamente la
parte di gomma come in questa foto:
comprimere.jpg

L'aria verrà automaticamente espulsa dalla sezione senza fuoriuscite di inchiostro.

a questo punto, mantenendo premuto il converter come in foto, si immerge tutto il pennino nella boccetta del vostro inchiostro preferito, come quando si adopera il converter originale, e si lascia espandere la parte in gomma facendo entrare l'inchiostro nell'alimentatore e nel converter.
Qunado il canverter si sarà completamente espanso bisognerà far scolare le gocce rimaste attaccate sul pennino ponendolo a contatto con il bordo interno della boccetta di inchiostro.
Bisogna ora mantenere la penna come in questa immagine:
cadere inchiostro.jpg
e dare con l'altra mano qualche colpetto alla base del converter per far cadere l'inchiostro appena aspirato. In questa maniera, comprimendo lentamente il converter, è possibile far uscire dell'altra aria per ripetere l'operazionedi caricamento.
In questa fase è necessario guardare attraverso la sezione per vedere se l'inchiostro sta per risalire riempiendo l'alimentatore.
In caso affermativo sarà necessario ridare qualche colpetto al converter per far cadere tutto l'inchiostro aspirato, comprimendo poco e rilasciando il converter più volte, per far cadere linchiostro dall'alimentatore.

Le operazioni di caricamento devono essere ripetute almeno 4 volte; il risultato finale è questo:
cartuccia piena.jpg

Con questa realizzazione ho ottenuto una cartuccia che può contenere ben 1.5ml di inchiostro, contro gli appena 1.1ml della cartuccia originale.
Sebbene possa sembrare complicato il suo impiego è semplice e, dopo aver fato un po' di pratica, riuscirete a ricaricare la vostra penna in un paio di minuti, senza sporcare nulla e perdendo solo le poche gocce d'inchiostro rimaste sul pennino. Si eviterà così di sciacquare la siringa che avreste invece usato per ricaricare una cartuccia originale, (soluzione spesso adottata in alternativa al poco capiente converter Lamy) perdendo peraltro molto più di due goccie di inchiostro.
Dall'esterno la penna appare come una qualsiasi Lamy Al-Star, perché la parte visibile dalla finestrella del fusto è quella di una cartuccia originale. La penna resta peraltro bilanciata, e il mezzo millilitro in più non si percepisce come peso aggiunto alla vostra penna originale.

Un'ultima cosa: ho provato anche a realizzare un converter costituito unicamente da una pipetta Pasteur, ottenendo una capacità di quasi 2ml, ma questa prova ha dato esito negativo perché la cartuccia tendeva ad otturarsi. Le cartucce originali lamy infatti hanno le superfici interna ed esterna smerigliate, impedendo all'inchiostro di restare attaccato alle sue pareti interne per capillarità. Ciò accadeva invece con il mio primo converter, dove la superficie interna della pipetta Pasteur è liscia. Quando la cartuccia era quasi vuota l'inchiostro si attaccava alle pareti interne della base, vicino all'innesto, per poi asciugarsi quando la penna era posta orizzontalmente per molto tempo (es. una nottata) creando ostruzioni.
L'unica soluzione è quindi un converter costituito per metà su una cartuccia originale, che deve entrare nella seconda metà, e non il contrario, come avevo fatto nella mia precedente realizzazione, visibile nella foto della bozza che vi richiamo:
taglio pipetta.jpg

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