Dieci anni dopo

La storia della grafia quotidiana dagli esempi di quaderni e scritti del passato
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Dieci anni dopo

Messaggio da ooti » sabato 26 marzo 2016, 13:41

Ciao a tutti, nel titolo, intendo dieci anni dopo rispetto all'età del quaderno della discussione precedente.
Appena l'ho scritto, mi sono accorto di aver messo, in italiano, il nome di una mitica Blues-Rock Band inglese
(Ten Years After) attiva quando ero giovincello (la vedete/sentite anche nel film: Woodstock).

Bando agli ooti’s OT, ho appena recuperato al mercatino, bancarella dello stesso venditore precedente, un altro quaderno,
questa volta del 1921. Sono temi svolti da un allora ragazzo del Corso 3° (roba svizzera). Se siete d'accordo, mi comporto
come per l’altro. Segue esempio. Ciao, sandro.
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Re: Dieci anni dopo

Messaggio da Irishtales » sabato 26 marzo 2016, 18:19

Fantastico!!! Se riesci a digitalizzare il quaderno - nessuna fretta - sarà anch'esso un'altra chicca nella Libreria Condivisa ;)
ooti ha scritto:Ten Years After
:thumbup:
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Re: Dieci anni dopo

Messaggio da JohnCAN » domenica 27 marzo 2016, 0:02

Nei giorni festivi questo si svegliava alle sei del mattino, vinceva il sonno, buttava via le coperte e con un salto balzava fuori dal letto.
Alle sei, nei giorni festivi. Però!
Quello che colpisce, leggendo questi quaderni secondo me è l'ordine, ordine nella calligrafia ma che è anche il riflesso, la conseguenza, di un ordine morale nei valori e nel comportamento.
Oggi questo si è perso. I valori? Che roba sono? L'importante è trovare scorciatoie, soldi facili, evitare sacrifici e lavoro. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Chi si lamenta è accusato, quando va bene, di essere "antico", quando va male è accusato di essere un fascista reazionario.
Eppure entrambi i quaderni sono stati scritti prima dell'era fascista, in altre parole si può benissimo amare l'ordine senza per questo dovere essere fascisti. Oggi si scrive sempre meno sui quaderni...ci sono le slides, i computer...i powerpoint...oggi si scrive non sui quaderni ma sulla pelle (tatuaggi) oppure sui vagoni dei treni (vandalismo). Progresso? Boh... :think:
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Re: Dieci anni dopo

Messaggio da analogico » domenica 27 marzo 2016, 0:53

Uno stile di vita rigoroso purtroppo non è garanzia di una vita contraddistinta da comportamenti virtuosi.
Personalmente anche io mi sento più vicino ad un certo tipo di condotta formale, ma è accertato che sia tra i rigorosi maniaci dell'ordine formale che tra i più inclini alla vita sregolata, ci siano stati e ci sono portatori di danni di ogni genere per i propri simili.
Purtroppo la generazione che ha diretto il Paese in tutti i sensi prima di quella attuale, mi riferisco a quelli nati tra la fine degli anni 20 e i 30/40 , è stata una generazione venuta su a base di valori, disciplina, culto dell'ordine formale e morale eppure ha portato il Paese allo sbando totale erigendo a sistema proprio le cose di cui tu scrivi: scorciatoie , corruzione, raccomandazioni, ruberie, familismo amorale, vilipendio della meritocrazia ecc. ecc.
Antonio

Tutte le persone conoscono il prezzo delle cose ma soltanto alcune ne conoscono il valore.
(O.Wilde)

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Re: Dieci anni dopo

Messaggio da ooti » domenica 27 marzo 2016, 0:56

Tieni presente che all'epoca, soprattutto d’inverno, alle sei di sera, erano probabilmente già in cuccia (non c'era mica carosello veh!).
Oltretutto da quanto scritto sul quaderno sembrerebbe che abitasse in un paesino di montagna (dalle parti di Lugano, dice Google maps)

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Re: Dieci anni dopo

Messaggio da JohnCAN » domenica 27 marzo 2016, 1:33

Si, immagino! Sopratutto in campagna e in montagna (ma anche nelle città), niente televisione ancora, e poi la gente lavorava duro e la sera era stanca anche fisicamente.
Io sono contento che oggi con l'alta velocità e le linee aeree low cost possiamo andare da una parte all'altra dell'Italia in poche ore, sono contento per il mio smartphone, e anche per questo forum: non sono contro il progresso, né intendo riportare indietro il tempo. Però, viaggiando lontano dall'Italia ho avuto modo di trovare una educazione e un decoro che qui ci sono stati, fino agli anni settanta, poi però sono andati via via perdendosi mentre in altre nazioni (alcune più ricche della nostra e altre più povere) sono ancora in voga. Riempire il proprio corpo per il 70% di scritte e disegni in Italia è legale e normale, riempire le pareti dei treni di scritte e disegni è ufficialmente non legale ma nella pratica tollerato e accettato. Bene, a questi artisti, che usano la pelle del proprio corpo o le pareti dei treni per esprimersi io vorrei solo dire: cari ragazzi, esprimersi è un vostro diritto, perchè non vi procurate una bella penna stilografica, qualche bel inchiostro colorato e non cominciate a scrivere e a disegnare su qualche bel quaderno? Ma già so che sono il solito antico/reazionario con questo mio punto di vista. Pazienza, l'incomprensione fa parte della vita.

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Re: Dieci anni dopo

Messaggio da Irishtales » domenica 27 marzo 2016, 10:14

Moderatrice dice: fine OT.
Siamo nella sezione Calligrafia, cerchiamo di fare interventi pertinenti.
Grazie ;)
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Re: Dieci anni dopo

Messaggio da Irishtales » lunedì 28 marzo 2016, 21:59

Grazie a Sandro che lo ha ottimamente digitalizzato e reso disponibile per la condivisione, il quaderno è ora nella Libreria Condivisa:
https://www.fountainpen.it/File:Composi ... _1921.djvu
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Re: Dieci anni dopo

Messaggio da vivalapenna » mercoledì 30 marzo 2016, 14:29

Tornando al manoscritto, come suggerisce Irishtales, vi sono alcune note interessanti da considerare, salvo il fatto che ovviamente occorrerebbe visionare l'originale... il carattere utilizzato è il solito inglese pendente sembrerebbe qui scritto utilizzando una stilografica, le titolazioni sono oltremodo interessanti non tanto perchè sono in carattere rotondo (alternativa normale nelle titolazioni) quanto perchè presentano una leggera pendenza a sinistra, mentre quel carattere è normalmente diritto! Altro elemento interessante è l'utilizzo della rigatura a "quadrotta" normalmente utilizzato per la computisteria (ossia per i calcoli ragionieristici). Per il resto, trattandosi di un quaderno svizzero, bisognerebbe pertanto riferirsi ai canoni della tradizione scolastica elvetica che potrebbero essere diversi dai nostri.

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