Recensione Fountainpen.it Aleph

Presentazione e caratteristiche della Fp.it ℵ e delle iniziative ad essa collegate.
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Recensione Fountainpen.it Aleph

Messaggio da Irishtales » martedì 4 marzo 2014, 19:21

Grazie a tutti per gli interventi, per le richieste, per gli apprezzamenti.
Nell'attesa di sperimentare un altro inchiostro con caratteristiche ancora diverse, ho fatto un confronto come mi avete chiesto fra Twsbi Diamond 580 pennino F, Noodler's Ahab e Fountainpen.it Aleph-prototipo, con lo stesso inchiostro Diamine Salmander e carta Rhodia A4 bianca.
La Twsbi non ha pennino semiflessibile, molleggiato o di acciaio armonico, ma ha una leggera "morbidezza" e un tratto di base, senza pressione, più sottile di tutte, ma la differenza con la Ahab è poca. La Aleph ha invece un tratto-base un po' più spesso, siamo sul medio\fine direi, ma rispetto alla Ahab, anch'essa leggermente flex, permette uno shading maggiore a parità di pressione esercitata.
Non si tratta di pennini flessibili, ma occasionalmente, scrivendo con lentezza una lettera maiuscola o qualche parola in corsivo, quella piccola variazione di tratto aiuta ad ottenere un effetto molto gradevole.
Ciò che conquista della Aleph però è la sua scorrevolezza nella scrittura ordinaria; e poi è bello sapere che all'occorrenza può stupire con i suoi "effetti speciali"...
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Recensione Fountainpen.it Aleph

Messaggio da giovinda » martedì 4 marzo 2014, 19:56

[quote="Irishtales"]
...Il pennino ha una scorrevolezza sorprendente, sembra di seta, come di seta sembra il leggero suono che emette quando scorre sulla superficie della carta più porosa, e l'attrito generato dalla punta sul supporto risulta gradevole anche per chi come me preferisce le punte silenziose....

Ottima la recensione, con un taglio artistico molto gradevole. Hai aumentato sensibilmente i problemi di gestione dell'ansia di molti di noi... Un mese può essere mooolto luuungo. Ti pregherei, se riesci (puoi comunque cenare... :mrgreen: ) di approfondire un po' quel che riguarda il feedback in scrittura, quello che tu chiami felicemente "... il leggero suono che emette quando scorre sulla superficie della carta.." E' un argomento sensibile per me, e ogni osservazione a tale proposito è graditissima. Non mi piacciono per niente i pennini muti, tipo Sailor per intenderci, che sono talmente scorrevoli che... che... non sembra nemmeno di vergare della carta...ma di scrivere sul vetro con un pennarello. Non so se sono stato spiegato. Naturalmente la penna la ordino stasera, dopo cena naturalmente, ma se potessi deliziarmi con qualche tua osservazione ne sarei felicissimo.
Ciao e buon appetito !

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Messaggio da ghigo74 » martedì 4 marzo 2014, 21:34

La recensione é davvero bella ma ciò che mi ha colpito di più, Daniela (permettimi il breve OT) é la prima priva di scrittura. Uno stile grafico bellissimo, elegante, pulito, lineare e di immediata leggibilità.
Dove trovo qualche consiglio per seguire quello stile? :oops:

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Messaggio da Irishtales » martedì 4 marzo 2014, 21:39

ghigo74 ha scritto:La recensione é davvero bella ma ciò che mi ha colpito di più, Daniela (permettimi il breve OT) é la prima priva di scrittura. Uno stile grafico bellissimo, elegante, pulito, lineare e di immediata leggibilità.
Dove trovo qualche consiglio per seguire quello stile? :oops:
Grazie, sei molto gentile. Quella è la mia grafia normale.
Se ti va di provare, nella sezione Calligrafia spesso ci mettiamo alla prova (quasi una sfida con noi stessi) inserendo esempi della nostra grafia e cerchiamo di inventarne una che ci somigli di più o semplicemente, sia più di nostro gradimento ;)
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Messaggio da Irishtales » martedì 4 marzo 2014, 22:00

giovinda ha scritto:se potessi deliziarmi con qualche tua osservazione ne sarei felicissimo.
Ciao e buon appetito !
Ti rispondo volentieri :P
Di solito prediligo pennini silenziosissimi e tratti fini o molto fini. Capirai "sulla carta" quanto poco vantaggio avesse il bel pennino della Aleph...Ma una volta preso a scrivere, con quel tratto umido e corposo, è stato un colpo di fulmine. Il pennino tocca la pagina bianca sussurrando qualcosa, come quando dei lembi di seta scivolano gli uni sugli altri, generando un fruscio leggero. Suggestione che si lega con l'umidità del tratto di un pennino progettato per garantire una certa variabilità alla bisogna, e quindi che necessita di un flusso adeguato a non lasciare a secco la punta proprio durante uno svolazzo su un indirizzo scritto a mano.
Quel suono sconosciuto, che sembra suggerire, sussurrare qualcosa, legato ad un flusso che docilmente cambia col variare della grafia e della pressione, innescano il desiderio di scrivere anche quando non si ha nulla da dire. La mia scusa era però più che plausibile: fare una recensione! E allora via il nero e sotto con i colori, per stupirsi ogni volta di come, mutando grafia e velocità di scrittura, mutassero le tonalità e i chiaroscuri dell'inchiostro, in mille modi diversi esaltato e interpretato dallo stesso pennino.
Sembra sussurrare, dicevo, facendo attrito sulla carta. Eppure è fluidissimo questo pennino, levigatissimo, scorrevole. Come sia possibile che due caratteristiche che teoricamente dovrebbero escludersi, convivano invece felicemente, è un mistero racchiuso nell'unicità di un pennino innovativo e originale come la sua forma.
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Messaggio da giobatta » martedì 4 marzo 2014, 22:04

Grazie mille Daniela, la prova "flessibilità" mi sembra piuttosto interessante, forse un tratto leggermente più fine inizialmente renderebbe il tutto più evidente, ma devo dire che il tratto pieno di questa Aleph non mi dispiace affatto.
Nelle prove hai mai avuto "problemi" di railroading?

Giusto per chiarezza, la Aleph prototipo che hai ha un colore diverso da quella definitiva presentata da Daniele, giusto?

Una curiosità che ho li (ma decisamente poco importante), è come appare l'alimentatore con un inchiostro colorato :lol:

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Messaggio da Irishtales » mercoledì 5 marzo 2014, 14:50

Provo a risponderti partendo dall'ultima domanda.
Trovo che il bello del gruppo scrittura della FP.it Aleph non consista tanto nella particolarità dell'alimentatore trasparente, che con inchiostri colorati assume comunque leggeri riflessi cromatici, ma il pennino che con i suoi elaborati tagli sulle spalle, richiama la foggia dei pennini da intizione flessibili e semi flessibili di un tempo, in tutta la loro eleganza e snellezza. L'alimentatore durante la scrittura non perde la sua trasparenza e quindi i bei profili dell'originale pennino, su quello sfondo vitreo, risaltano in tutta la loro bellezza.

Il prototipo su cui è basata la prova è, come dicevo, in resina nera. Bellissimo, ma non vedo l'ora che inizino le consegne per apprezzare anche la livrea ufficiale :P

Railroading. Certo che ho avuto problemi di railroading! Anzi li ho proprio "cercati"... Non c'è penna o pennino da intinzione, flessibilissimi, semiflex o appena molleggiati con cui non l'abbia avuto. Il fenomeno non dipende in genere dalla penna ma dall'utilizzatore. Il flusso in una punta anche flessibilissima, deve risultare costante durante la scrittura normale, altrimenti (se si progetta un alimentatore con flusso tale da garantire un tratto continuo alla massima pressione e velocità di scrittura) si rischia che usandolo per scrivere normalmente, il foglio si inondi di inchiostro. Il difficile è bilanciare il flusso in modo tale da poter scrivere con un tratto pieno e uniforme in modo normale, e avere assicurata una certa autonomia quando si esercita pressione. Per fare in modo che il fenomeno non si manifesti, allora, bisogna agire sulla velocità di scrittura e rallentarla fino a trovare un equilibrio fra pienezza del tratto, pressione, velocità. In questo modo si permette all'alimentatore di rifornirsi di inchiostro e non produrre quel terribile effetto "binario".
Quindi la mia risposta è sì, perché con ogni penna o pennino a tratto variabile che provo, ho bisogno di capire qual'è il "regime" o qual'è la pressione massima che mi posso permettere per non avere problemi di sorta. Una volta capito come funziona l'alimentatore, conosciuti i limiti e i vincoli del mezzo, lo si può usare senza problemi. Naturalmente un inchiostro più fluido e liquido è preferibile per sfruttare la caratteristica flessibilità di alcuni pennini, anche se lo spessore del tratto normale con inchiostri del genere risulta più largo di qualche micron.
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Messaggio da PenninoM » mercoledì 5 marzo 2014, 23:48

Grazie per la bella ed utile recensione che di sicuro farà aumentare l'ingorgo nella casella di posta di Daniele, ma ti giro una domanda, il pennino della Aleph è più o meno flessibile rispetto al pennino della Noodler's Ahab? E nella "vecchia scala di misura della flessibilità dei pennini" questo pennino dove si collocherebbe? Poi il pennino è un F europeo? Oppure è proprio un medio-fine europeo, cioè mezza misura in più?
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Messaggio da Irishtales » giovedì 6 marzo 2014, 8:52

Perdonatemi se ripeto insistentemente che la recensione si basa su un prototipo. Detto questo, va aggiunto che il pennino al momento del lancio sarà unico, dal tratto medio-fine europeo e che essendo avvitato alla sezione, nel tempo potrà essere sostituito con altre misure in studio dall'azienda.
La flessibilità, in termini di pressione da esercitare per ottenere la stessa variazione di tratto, è molto simile a quella della Ahab, ma è un po' più flessibile l'acciaio armonico della Aleph.
Rispetto alle definizioni riportate sul Wiki alla pagina: http://www.fountainpen.it/Pennino cui credo tu ti riferisca, generalizzando lo definirei un semi-flessibile, ma è una definizione comunque non corretta. La differenza la fa il materiale innovativo, che ha una "morbidezza" tutta sua.

Piccolo nuovo test per evidenziare come la differenza fra i due gruppi scrittura (in particolare il modo di lavorare della punta e dell'alimentatore) di Ahab e Aleph portino ad evidenziare sfumature ed intensità diverse del colore a parità di carta e di inchiostro. Il primo test su carta economica di un blocco a righe A4 di carta riciclata; il secondo su carta Rhodia bianca
Ahab - Aleph con Diamine Salamander.jpg
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Messaggio da GGiovanni » giovedì 6 marzo 2014, 11:55

Stupenda recensione per una fantastica penna che ho appena prenotato.

Ciao,
Giovanni

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Messaggio da PenninoM » giovedì 6 marzo 2014, 17:13

Grazie per il test aggiuntivo, sì, mi riferivo alla scala riportata sul wiki, vedo inoltre che ha un flusso meglio regolato della ahab che appena si preme inonda il foglio buttando il colore di tre toni più giù.
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Messaggio da Dean82 » domenica 9 marzo 2014, 10:34

Irishtales/Daniela,
grazie mille per la recensione e per le delucidazioni date rispondendo alle domande degli altri utenti.
I miei veri complimenti, però, vanno alla tua grafia... Infatti ora, per migliorare la mia, mi dedicherò a qualche esercizio di scrittura in corsivo con la Millesimus.
;) ;) ;)
Grazie ancora per il lavoro svolto e per il contributo che hai apportato alla realizzazione della Aleph.

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Messaggio da Irishtales » domenica 9 marzo 2014, 15:17

Grazie Dino, grazie a tutti per l'apprezzamento.
(Guarda che ti aspetto nella sezione Calligrafia!!!)
Nei giorni scorsi ho di nuovo inchiostrato la Aleph con lo Sheaffer Skrip blu, inchiostro che adoro, oggi invece sono passata al Diamine Sepia, strepitoso colore che proprio con la Aleph rivela tutte le sue stupende gradazioni.
Senza dubbio utilizzare una bella penna è di stimolo a scrivere più lentamente e con ricercatezza, riscoprendo ogni volta il gusto della scrittura... ;)
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Messaggio da giobatta » domenica 9 marzo 2014, 17:13

Grazie ancora anche da parte mia, la tua recensione e le appendici sono state non solo precise, ma anche formative :clap:

E Aleph è davvero molto interessante!

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Messaggio da Irishtales » venerdì 28 marzo 2014, 13:43

Grazie Guido :P
In queste settimane ho utilizzato continuamente la Aleph, cambiando vari inchiostri e potendo contare su un'affidabilità ormai più che testata :angel:
Se è rimasto qualche indeciso è bene che si affretti, il nuovo gioiello stilografico del Forum è ancora prenotabile per soli quattro giorni....
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