Una Etiopia particolare

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piccardi
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Una Etiopia particolare

Messaggio da piccardi » domenica 4 aprile 2010, 22:17

Come già accennato nel resoconto sul Pen Show di Firenze, una delle penne più interessanti fra le molte che si sono viste in giornata, è stata una Aurora Etiopia dotata di un pennino assai particolare.

L' Etiopia è una penna assai particolare, dato che viene considerata, nella mia opinione assolutamente a torto, una delle più rare e preziose penne prodotte in Italia. Essa viene spesso descritta come la penna creata per gli ufficiali della campagna d'Etiopia, ma è dato ormai per assodato che questa è una delle tante bufale che girano nel mondo della stilografica, come quella della macchia di inchiostro di Lewis Edson Waterman.

Ma questa storia comunque la ha resa famosa (cosa che probabilmente era lo scopo principale della storia stessa), e risulta uno dei modelli più ricercati e costosi, pur non essendo, nella versione ordinaria color avorio di cui si ha notizia fin dal 1936, una penna poi così rara (ne ho viste una praticamente a tutti i Pen Show italiani a cui ho partecipato).

La versione comparsa a Firenze ha però una particolarità, illustrata nelle foto che seguono e cioè il pennino, che invece di essere il solito Aurora di misura 2½ che si trova normalmente su questa penna, è caratterizzato dall'incisione di un'Aquila e reca solo le indicazioni della caratura.

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(le versioni ad alta risoluzione sono disponibili sul wiki a partire da http://www.fountainpen.it/Etiopia#Materiale_disponibile)

La particolarità del modello non ha mancato, mi dicono, di suscitare discussioni, arrivate fino a porre in dubbio l'autenticità della penna o in subordine del pennino stesso. Ricordo però, molti anni fa ad uno dei primi Pen Show a cui partecipai, sempre a Firenze, discussioni simili al riguardo di una Etiopia verde marmorizzata, dichiarata allora da alcuni un palese falso, perché detto colore non esisteva...

Personalmente non sono un grande esperto di Aurora, e ancora meno di Etiopia, che come ho già avuto occasione di dire reputo una penna di assoluta insignificanza tecnica (altro non può essere, nel 1936, un caricamento a contagocce con pastiglie di inchiostro) e di altrettanto scarso rilievo stilistico o pratico. Questo comunque non la rende una penna trascurabile dal punto di vista collezionistico, e dal punto di vista storico l'esistenza di un pennino che richiama chiaramente la decorazione sul cappuccio della penna (l'aquila littoria del regime fascista) apre una serie di interrogativi riguardo la sua origine.

L'esperienza di Fabio Moricci (Il pennaio), restauratore professionista e grande esperto di stilografiche, possessore dell'esemplare in questione ed autore delle foto che gentilmente ci ha messo a disposizione, testimonia l'autenticità della penna, ed il fatto che il pennino sia della stessa epoca della stessa. Resta da chiarire se questo possa essere una variante prodotta dalla casa (un esemplare di pre-produzione, come ipotizzava Fabio), un sostituto o qualcos'altro. L'esistenza di altri esemplari analoghi sarebbe una chiara indicazione di una produzione non casuale.

Alla fine una buona serie di domande, e spero che qualcuno che conosce l'azienda e questo modello meglio di me, possa aggiungere informazioni utili a trovare una qualche risposta.

Ciao
Simone
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Re: Una Etiopia particolare

Messaggio da sanpei » lunedì 5 aprile 2010, 13:58

Io non sono esperto di Aurora come altri blasonati e famosi collezionisti,
semplicemente mi piacciono le penne della casa torinese, le raccolgo da tempo qualcosa di curioso negli anni mi è capitato,
c'erano ancora le lire quando acquistai l'esemplare di cui inserisco un paio di immagini e che ho gia mostrato a Simone,
si rìtratta dello stesso pennino purtrtoppo un pochino piegato,
sullo stesso modello di penna, siamo gia a due, non traggo conclusioni ma espongo dei fatti, opinioni?

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Re: Una Etiopia particolare

Messaggio da fabbale09 » lunedì 5 aprile 2010, 18:55

Il saggio dice che un indizio è un indizio, due indizi sono due indizi, tre indizi sono una prova

A questo punto troviamo la terza ed è fatta, anche se personalmente mi fido già "abbastanza" di Fabio e Sanpei e non credo che per la loro esperienza si mettano a trattare "farlocchi".

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Re: Una Etiopia particolare

Messaggio da italywrite » lunedì 5 aprile 2010, 23:48

PER LA PRECISIONE LA PENNA è UNA ETIOPIA ORIGINALE AL 100%. IL PENNINO è SOLIDALE ALLA PENNA AL 1000 X 1000. PER EVENTUALI CHIARIMENTI RIVOLGERSI ALLA SIG.na SOFIA -AURORA DUE CHE FORNIRA' TUTTE LE INFORMAZIONI DEL CASO. NE POSSEDEVO 2 DI CUI UNA MOLTO RARA PERCHE' POSSEDUTA ALL'ORIGINE DAL GEN. GRAZIANI ( IL LEONE DEL DESERTO) DI UN COLORE ROSSO MARBLED MA MI SONO STATE RUBATE ALCUNI ANNI FA CON ALTRE PENNE. UN 'ETIOPIA DI UN COLORE ROSSO VIVO SEMPRE CON IL PENNINO RAFFIGURANTE L'AQUILA IMPERIALE ERA IN POSSESSO E SPESSO ANCHE USATA DAL GEN. BADOGLIO. EBBI MODO DI VEDERE LA PENNA NEL 1988 QUANDO VISITAI IN FORMA PRIVATA LA VILLA DI FAMIGLIA DEL GEN. A GRAZZANO BADOGLIO. COMUNQUE A PARTE I RIFERIMENTI STORICI L'ETIOPIA DI MAGGIOR PREGIO E VALORE RESTA QUELLA DI COLORE BIANCO IN SPECIAL MODO IN ASSENZA DI DISCOLORAZIONE. E QUI VOGLIO RISPONDERE IN PARTICOLARE A CHI SCRIVE DI QUESTA PENNA QUALIFICANDOLA " DI ASSOLUTA INSIGNIFICANZA TECNICA". CHI HA SCRITTO QUESTO DIMOSTRA UN 'ASSOLUTA IGNORANZA TECNICA! PURTROPPO OGGI IN ITALIA CI SONO TROPPE PERSONE CHE PUR DI APPARIRE SCRIVONO DI TUTTO . MALATTIA DI PROTAGONISMO DISINFORMATO, QUALUNQUISMO ECC. VEDIAMO DI SPIEGARE A QUESTA E ALTRA PERSONA CHE GIA' IN ALTRA PARTE DEL FORUM HANNO RIMARCATO IL LORO SAGGENTE QUALUNQUISMO. L'AURORA ETIOPIA BIANCA è UNA PENNA DI ASSOLUTO VALORE TECNICO PERCHE' E' BIANCA. LA CELLULOIDE BIANCA ERA ED E' LA PIU' DIFFICILE DA CREARE CON ALTI COSTI E INCERTI RISULTATI. LA DITTA MAZZUCCHELLI DI CASTIGLIONE OLONA -VARESE- PRODUTTRICE PRIMARIA DI CELLULOIDE GIA' DAGLI ANNI TRENTA PER TUTTE LE MARCHE DI PENNE STILOGRAFICHE SIA IN ITALIA CHE ALL'ESTERO E TUTT'ORA PRESENTE E ATTIVA NEL SETTORE DELLE MATERIE PLASTICHE HA APERTO UN MUSEO DEDICATO ALLA CELLULOIDE. INVITO PERTANTO QUELLE PERSONE CHE TANTO SCIOCCAMENTE ELARGISCONO PARERI E GIUDIZI SENZA UNA MINIMA BASE DI FARE UNA VISITA. ALLORA FORSE COMINCERANNO A CAPIRE NON QUANTO POSSA ESSERE PREZIOSA UNA ETIOPIA BIANCA MA LA DIFFERENZA TRA USO E ABUSO (UTINONABUTI). L'ETIOPIA QUI RAFFIGURATA SE RISULTERA' DA UN ATTENTO ESAME ORIGINALE AL 100% COME A PRIMA VISTA SEMBRA HA OGGI UN VALORE DI COLLEZIONISMO INTORNO AI 3.000 EURO ANCHE SE NON SI CHIAMA MONTBLANC. LE PENNE ITALIANE PRODOTTE NEL PERIODO D'ORO E ANCHE NEL DOPO GUERRA IN SPECIAL MODO DA AURORA NON HANNO NIENTE DA INVIDIARE A NESSUN ALTRO MARCHIO. INOLTRE OGGI AURORA è RIMASTO L'UNICO MARCHIO A PRODURRE ANCORA TUTTO IN PROPRIO E IN SPECIAL MODO IL PENNINO CHE è OFFERTO IN 13 GRADAZIONI DIVERSE. NON HO ALCUN INTERESSE VERSO AURORA, HO INVECE INTERESSE VERSO UN'ONESTA E PONDERATA RIVALUTAZIONE OBBIETTIVA DEL LAVORO UMILE, SERIO E ONESTO DEI NOSTRI " PADRI "QUANDO LE PAROLE AVEVANO UN PESO E UN VALORE CHE OGGI SEMBRA NON ESISTA PIU'. IL LORO POSTO E' STATO PRESO DA TANTI QUAQUARAQUA'.

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Re: Una Etiopia particolare

Messaggio da piccardi » martedì 6 aprile 2010, 0:33

Premessa: scrivere in maiuscolo equivale, per convenzione assunta da tempo immemore nl mondo di internet, ad urlare. Rende inoltre di difficile lettura i messaggi. Quindi per favore cerchiamo di scrivere normalmente.

Detto questo l'affermazione di insignificanza tecnica dell'etiopia l'ho fatta io e ne rivendico la validità, almeno per come io intendo il significato di tecnica, che per quanto mi riguarda attiene al funzionamento tecnico di una penna, cioè come scrive e come si carica, e per quanto riguarda i materiali, concerne al più le relative caratteristiche tecniche (come infrangibilità, impermeabilità, stabilità, ecc.). Il colore per quanto mi riguarda non rientra nelle caratteristiche tecniche ma solo in quelle estetiche.

Pertanto per quanto possa essere raro e difficile ottenere una celluloide bianca, così come può essere raro e difficile eseguire una decorazione Maki-E, nella mia concezione entrambe le cose sono del tutto insignificanti rispetto alle qualità tecniche di una penna, che riguardano altri aspetti. Per quanto mi riguarda poi, ma è questione di puro gusto personale, non avrei alcun dubbio su cosa scegliere fra un Maki-E ed una celuloide bianca.

Simone
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Re: Una Etiopia particolare

Messaggio da piccardi » martedì 6 aprile 2010, 0:44

Ah, dimenticavo,

questo è un forum di appassionati, non un'arena dove confrontarsi e per mostrare chi è il più bravo o la sa più lunga. Le differenze di opinioni ed il contraddittorio sono benvenuti perché arricchiscono la conscenza di tutti, come le informazioni preziose che hai riportato e che sono molto interessanti.

Gli assalti verbali (ignorante, protagonismo disinformato, qualunquismo, quaquaraqua tanto per citarne alcuni di quelli presenti nel tuo messaggio precedente) invece non sono affatto benvenuti, e questo modo poco rispettoso di affrontare le discussioni con chi ha opinioni diverse dalle tue non è accettabile. Sei pertanto cortesemente inviato a smetterla: se non riesci a mantenere i tuoi messaggi nei limiti del confronto civile puoi evitare di mandarli.

Saluti
Simone
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Re: Una Etiopia particolare

Messaggio da italywrite » martedì 6 aprile 2010, 3:22

LA TUA RISPOSTA E' LA CONFERMA DI QUANTO HO SCRITTO. UN ULTIMO CONSIGLIO : LASCIA PERDERE IL MAKI-E ( E' UNA DECORAZIONE ). IL MAKI-E CHE INTENDI TU STA AL VERO, ORIGINALE MAKI-E COME UN TAPPETO PERSIANO DI OGGI STA AD UN TAPPETO PERSIANO DI CENTO ANNI FA. IN GIAPPONE GLI INTENDITORI DICONO CHE TUTTE LE VOLTE CHE OGGI SI PARLA DI MAKI-E KUOAMI DOUCHOU SI GIRA NELLA TOMBA. CONTINUI INTRODURRE ARGOMENTI SENZA UNA BASE SPECIFICA . CAPISCO ANCHE DAL TUO RESOCONTO PERCHE' UN PENSHOW FATTO IN ITALIA VEDI FIRENZE è RISULTATO SQUALLIDO. SE CHI PARTECIPA HA LE TUE STESSE OPINIONI SULLE PENNE ITALIANE ( LEGGERE IL TUO RESOCONTO), IN PARTICOLARE SULLA AURORA ETIOPIA CHE INVECE E' APPREZZATA CON PROVATE ARGOMENTAZIONI COME UNA DELLE PENNE PIU' SIGNIFICATIVE DEL COLLEZIONISMO DALLA MAGGIORANZA DEI COLLECTORS MONDIALI, IL RISULTATO DI QUESTI INCONTRI NON PUO' ESSERE CHE SQUALLIDO OPPURE GIRANDOLA IN BURLA SI PUO' CITARE QUELLO CHE CANTAVANO GLI UNIVERSITARI FIORENTINI DI CHIMICA CIRCA 40 ANNI FA: " IL PROF. BURONZO LA CHIMICA INSEGNANDO S'ACCORSE CHE LO STRONZIO PRECIPITA FUMANDO" LA VERITA' E' UN'ALTRA : DEVI SAPERE CHE DA ANNI COMPRO, VENDO, SCAMBIO PENNE IN TUTTO IL MONDO E TUTTO GIRA INTORNO A UNA PIU' CHE CONSOLIDATA REPUTAZIONE RECIPROCA. E FUORI DA INTERNET O EBAY. ORMAI E' UN RAPPORTO DI RECIPROCA STIMA. IL PARERE TUO SULLA ETIOPIA E' IL PARERE SOGGETTIVO CHE SI PUO' DARE SU UNA ESCORT O UNA LETTERINA PER INTENDERCI. QUI SI PARLA DI COLLEZIONISMO STORICO. CHE PIACCIA O NO ESPERTI PIU' CHE QUALIFICATI HANNO DA TEMPO ATTRIBUITO UNO SPECIFICO VALORE A QUESTA PENNA E IN PARTICOLARE SULLA DIFFICOLTA' DI UTILIZZO DELLA CELLULOIDE BIANCA. (QUANTE ALTRE PENNE CONOSCI COSTRUITE CON IL MEDESIMO MATERIALE E CON LE STESSE CARATTERISTICHE DI FUNZIONAMENTO?) TE LO DICO IO: UNA E UNA SOLA. LA MARCA E' O.D.O., E' TEDESCA, ED E' STATA PUBBLICIZZATA ALLORA COME LA PENNA DELL 'AFRIKA CORP. (NE POSSIEDO UNA IN CATTIVE CONDIZIONI). VALORE OGGI AL MEGLIO DELL'OGGETTO EURO 350-500. PERCHE' IL MATERIALE E' SCADENTE IN CONFRONTO ALL'AURORA ETIOPIA. MI AUGURO CHE QUANTO SCRITTO SERVA A TUTTI COLORO CHE CON MODESTIA E PASSIONE TENGONO VIVO QUESTO NOBILE SETTORE DEL COLLEZIONISMO. MENO PACCIARDI CHE CONTINUERA' A CONTRADDIRE, PUNTUALIZZARE, SENZA AVERE BASI SOLIDE E OBBIETTIVE. DA PARTE MIA MI FERMO QUI PER BUONA PACE DI PACCIARDI E DEL PROF. BURONZO.

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Re: Una Etiopia particolare

Messaggio da piccardi » martedì 6 aprile 2010, 12:10

Vedo che gli inviti a mantenere un tono civile nelle discussioni risultano completamente inutili. Anche quelli ad evitare di urlare scrivendo in maiuscolo.

Se io sia competente o meno è cosa che lascio giudicare agli altri sulla base di quello che ho fatto (nel caso specifico fountainpen.it). Riguardo ai temi sollevati è ormai evidente che continuare a discutere con te non serve a niente, se non ad aumentare il livello di livore e maleducazione.

Siccome nel possibile cerco di essere una persona educata non mi abbasso a rispondere ad un tale livello. Siccome sono anche l'amministratore del forum non intendo tollerare il persistere di un tale atteggiamento.

Finora il buon senso e la buona educazione degli utenti han reso inutili gli strumenti di moderazione e di ban, ma sia ben chiaro che il prossimo messaggio di questo tono sarà anche l'ultimo.

Simone
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Re: Una Etiopia particolare

Messaggio da roberto v » martedì 6 aprile 2010, 17:34

Non capisco perchè ci si debba scaldare tanto sui gusti collezionistici degli altri utenti.

Penso sia sotto gli occhi di tutti il fatto che ognuno di noi collezioni ciò che gli piace in base a personalissime idee e/o gusti: c'è chi colleziona solo penne in celluloide, chi laminate, chi penne con caricamento particolare; chi è attratto da penne purchè mai usate e chi invece le vuole usae tutti i giorni e le cerca già vissute; chi non tollera le personalizzazioni e chi invece se ne frega altamente, chi cerca i pennini extra fini e chi quelli superlarghi... mi sembra ce ne sia per tutti, no?

Il giudizio di Simone sull'Etiopia è in gran parte condivisibile: il caricamento con pastiglie d'inchiostro non è certo una novità (le trench pens prodotte dalla Parker per i soldati della Prima Guerra mondiale, ad esempio) e certo, il colore bianco sarà anche difficile da produrre (ma non erano di celluloide bianca anche i tasti dei pianoforti e le palle da biliardo?), ma ho la discreta impressione che se sulla penna non ci fossero la scritta e l'aquila con il fascio littorio, essa avrebbe un ben minore impatto collezionistico.

Se la confrontiamo poi - tanto per restare in casa Aurora - con una Asterope e il suo complicatissimo sistema di funzionamento, funzionale però all'apertura della penna con una sola mano, ecco che dal punto di vista tecnico-ingegneristico siamo lontani anni luce dalla Etiopia.

Comunque, ad ognuno il suo. Mi pare ci sia spazio per tutti, no?
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Re: Una Etiopia particolare

Messaggio da italywrite » mercoledì 7 aprile 2010, 2:00

RISPONDO PER L'ULTIMA VOLTA AL SIG. PICCARDI E POI PER PACE SUA TOLGO L'INCOMODO DAL SITO "PICCARDI PEN.IT".
1- RISPOSTA ALL'AMMINISTRATORE SIG. PICCARDI:
IL MOTIVO PER CUI IO SCRIVO IN CARATTERE MAIUSCOLO E' DETTATO DAL FATTO CHE PURTROPPO FACCIO FATICA A LEGGERE SUL MONITOR ANCHE SE PORTO OVVIAMENTE OCCHIALI SPECIFICI AVENDO PROBLEMI DI VISTA. BASTAVA CHE LEI MI CHIEDESSE IL PERCHE' E IO NON AVREI AVUTO PROBLEMI A SPIEGARMI E NON INVECE TRARRE CONCLUSIONI CON PARAGONI IRRISPETTOSI TIPO " IL SUO SCRIVERE MAIUSCOLO E' IRRITANTE, E' COME VOLER GRIDARE ECC.) PURTROPPO E' IL SUO MODO DI AGIRE, COME NEL DARE PARERI SUL COLLEZIONISMO-
ALLEGO UN SUO MESSAGGIO DA LEI INVIATOMI IN FORMA PRIVATA:
"Visto che non riesci a fare a meno di essere maleducato ed offensivo ti invio anche questo come ultimo avvertimento.

Questo è un forum pubblico, non sei a casa tua. Se non sei capace di relazionarti in maniera serena con le persone senza aggredirle e dargli dell'ignotante, dello stupido ecc. sono problemi tuoi, ma quando vai ad urlare improperi in pubblico sono anche problemi altrui.

Per il momento la cosa si è limitata ad un richiamo, ma come già detto nella mia ultima risposta, un altro messaggio qualsiasi nello stesso tono sarà l'ultimo.

Simone"
QUESTO E' UN MODO PUERILE DI CORRISPONDERE. DA PARTE MIA TUTTO QUANTO HO SCRITTO E' SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI E MI ASSUMO LA RESPONSABILITA' DI TUTTO QUANTO ESPRESSO.
NON HO USATO IL TERMINE " STUPIDO" NEI SUOI CONFRONTI. E' UNA SUA LIBERA INTERPRETAZIONE. A PROVA DI CIO' LA PREGO DI INFORMARSI SUL SIGNIFICATO DEL TERMINE "STUPIDO"
HO USATO IL TERMINE "IGNORANTE". A QUESTO PROPOSITO IO AFFERMO DI ESSERLO PIU' DI LEI MA CON UN DISTINGUO: LA SUA IGNORANZA E' LA CONDIZIONE DI CHI NON CONOSCE IN MODO ADEGUATO UN FATTO O UN OGGETTO. LA MIA E' UN'IGNORANZA SOCRATICA PERCHE' SONO CONSAPEVOLE DI SAPERE DI NON SAPERE. MI SPIEGO: PURTROPPO E' DA PIU' DI 50 ANNI CHE MI OCCUPO DI COLLEZIONISMO DI PENNE STILOGRAFICHE E MI ACCORGO OGNI GIORNO CHE PASSA CHE PIU' SO E PIU' SO DI NON SAPERE. POI ARRIVA IL SIG. PICCARDI CHE SENZA ALCUNA TITUBANZA QUALIFICA IN QUESTO CASO UN 'AURORA ETIOPIA "DI ASSOLUTA INSIGNIFICANZA TECNICA". PENSO CHE LE SUE CONVINZIONI SIANO DA RISPETTARE SE RIMANESSERO NEL PRIVATO MA QUANDO VENGONO DA LEI PUBBLICATE ALLORA E' GIUSTO INTERVENIRE ANCHE DA PARTE DI UN IGNORANTE SOCRATICO COME ME.
E' LA PRIMA VOLTA CHE INTERVENGO IN UN FORUM ITALIANO. ED E' ANCHE L'ULTIMA PER BUONA PACE DEI TANTI PICCARDI CHE OGGI " GIRANO" SU INTERNET.
PER CORTESIA MI ILLUSTRI COME FARE PER ANNULLARE LA MIA ISCRIZIONE OPPURE MI CONFERMI CHE BASTA NON ENTRARE PIU' NEL SUO SITO. ALL THE BEST.

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Re: Una Etiopia particolare

Messaggio da italywrite » mercoledì 7 aprile 2010, 3:58

A PROPOSITO DI COLLEZIONISMO: ( a fatica scrivo in minuscolo per buona pace del sig. Piccardi)
oggi girando in internet si evidenzia spesso la confusione che tante persone fanno tra collezionismo e gusti personali esprimendo pareri spesso infantili. A me gli impressionisti e in particolare Van Gogh non piacciono, non mi danno alcuna emozione. Invece davanti a quadro di Caravaggio che è un tipo di pittura totalmente diversa nel 1970 in una basilica di Siracusa l'emozione fu tale che mi sorpresi a piangere. Ero un ragazzino e non sapevo niente di Caravaggio e tanto meno cosa raffigurasse la pala che avevo di fronte. Questione di gusti o di sensazioni personali. Ciò non toglie che giustamente l'impressionismo abbia una sua precisa valenza artistica e in ambito collezionistico una strameritata collocazione comprovata da innumerevoli esperti e da una moltitudine di estimatori. Basta visitare il Museo d' Orsay per rendersene conto. Per le penne stilografiche è la stessa cosa. Un oggetto può piacere o meno ma è saccenteria pura ( ingrediente primario dell'ignoranza ) esprimere un parere come quello dell'amministratore sig. Piccardi in questo caso e in molti altri nella veste di semplice interlocutore. L' Aurora Etiopia ha una sua ben precisa collocazione nel collezionismo come comprovato in decine di siti a livello mondiale e non per il mero valore rappresentato dal periodo storico ma dall'utilizzo di un preciso materiale costruttivo. A riprova di quanto sopra scritto c'è chi paragona una palla di biliardo o i tasti del pianoforte al medesimo materiale dell 'Etiopia. Questa persona si è chiesta perchè esistono penne di celluloide di tutti i colori e miscele mentre sono rarissime quelle bianche? Consiglio questa persona se veramente ha la giusta passione verso questi oggetti di chiedere per esempio un parere a Visconti o alla stessa Aurora. Qualche mese fa Her Tom Westerich aveva in vendita un 'Etiopia bianca che ( non vorrei sbagliarmi) aveva il pennino con la comune incisione del marchio e della gradazione e il colore mostrava una marcata discolorazione specialmente sul barrel. L'ha venduta se non sbaglio per 1500 -1800 Euro. Perchè comprare una penna di "assoluta insignificanza tecnica" a questo prezzo? Esistono varie versioni di Etiopia, alcune con la section nera e a button filler. Mi è capitato sotto mano anche una rara versione a pistone e Aurora mi ha confermato che tutte "potrebbero essere originali" ma l'unica riconosciuta di valore collezionistico è quella classica. Recentemente un collezionista giapponese ha acquistato un 'Etiopia bianca, con pennino raffigurante l'aquila imperiale, l'accluso tubetto sempre in celluloide bianca per la scorta delle pastiglie di inchiostro e il relativo box, il tutto nelle condizioni del nuovo per 6.500 Euro. Consiglio i possessori di questa penna di farla certificare da Aurora o da un loro consigliato collezionista come originale. Dopo il suo valore crescerà sempre in dispetto dei saccenti e puerili pareri dei tanti sig. Piccardi. Visto che in questa discussione qualcuno ha tirato in ballo l'Asterope allora da ignorante socratico affermo che l'Asterope sta all'Etiopia come la Ferrari di Formula Uno sta ad una Ferrari da strada. Ho venduto nel 1982 una Asterope a un great collector australiano per la mostruosa cifra di 18.000.000 di Lire. Conosco un collezionista che possiede una Asterope ma penso che oggi non la venda neanche per 40.000 Euro. Questo è il collezionismo. Concludo questo mio intervento affermando che la mia precisa e caparbia puntualizzazione è stata fatta con il solo scopo di fare chiarezza tra il collezionismo e il semplice ma bellissimo interesse verso questo settore. A coloro che iniziano a provare interesse e passione verso questo oggetto di scrittura dico: diffidate di tutti quelli che malati di protagonismo pensano che aprendo un forum automaticamente diventano depositari di pareri e consigli. Oggi il vero, unico penshow è su Ebay! Con pazienza navigate sul sito internazionale delle penne ( quello italiano è puerile e sterile), inviate domande ai vari seller e piano piano potrete fare acquisti veramente convenienti. Sappiate che tutti i migliori collezionisti sono presenti (potrei farne i nomi, tra l'altro ci sono un paio di italiani formidabili) ma puntate solo sulle aste libere e su chi accetta la restituzione dell'oggetto, è la forma più onesta e reale per veramente dare un valore all'oggetto. E' la mia modesta ma onesta conclusione a cui sono giunto e che consiglio a tutti coloro che iniziano ad entrare nel mondo delle penne. Sono a disposizione di tutti coloro che OBBIETTIVAMENTE desiderano un parere da un ignorante socratico (PRECISO CHE IO NON VENDO NIENTE). Dopo 50 anni di consumata passione penso che sia mio dovere consigliare chi adesso comincia riconoscente verso coloro che l'hanno fatto con me. Email= italywrite@hotmail.it. GRAZIE

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Re: Una Etiopia particolare

Messaggio da roberto v » mercoledì 7 aprile 2010, 8:49

Ho venduto nel 1982 una Asterope a un great collector australiano per la mostruosa cifra di 18.000.000 di Lire. Conosco un collezionista che possiede una Asterope ma penso che oggi non la venda neanche per 40.000 Euro. Questo è il collezionismo.
No, questo non è collezionismo, questo è mercato.

Il collezionista, caro signore (tra l'altro le faccio notare che Simone Piccardi ci mette nome e cognome e non resta celato dietro un nickname....) è colui che cerca, nell'ambito del proprio personale interesse, di scoprire quante più cose è possibile in merito ad una marca/modello di penna/ecc e quindi cerca e valuta anche gli aspetti della produzione minore. Il collezionista non si basa sui prezzi di vendita delle penne per valutare la rarità/importanza delle proprie penne.

Mi pare invece che qui ci si basi piuttosto su di un gran esibizionismo (e l'Etiopia rossa, e l'Asterope, ecc ecc) ma poco supportato da una volontà di far conoscere la storia dei modelli e delle Case. A me, sinceramente, delle difficoltà a produrre la celluloide bianca, non me ne può fregare di meno e dovendo scegliere tra una Etiopia e una Omas Lucens blu perfetta, ho preferito la seconda. E questo sicuramente è un aspetto del collezionismo, cioè comprare quello che piace - e non commercio, che è comprare nell'ottica di fare un investimento monetario che aumenterà nel tempo. Così come è collezionismo svendere delle Montblanc d'anteguerra per cercare di comprare una Decoband della Wahl Eversharp rosso corallo (se sa di cosa sto parlando).

Il lavoro di Piccardi di mettere insieme le risorse di tutti per avere materiale on line su cui trovare informazioni - spesso sconosciute o indedite - sulle penne che ci interessano: anche questo è collezionismo. Le faccio notare che anche raccogliere pubblicità, manuali d'istruzione e simili è collezionismo...

Ora lei mi consentirà di dire quanto segue: io personalmente non la conosco nè lei si è presentato al forum. Nei suoi pochi post lei ha vantato decenni di collezionismo pennaceo, cui dovremmo credere sulla fiducia, ma al contempo ha trovato modo di fare commenti assai saccenti e poco cortesi sia sull'utente fabbale che su piccardi. Non ritiene che il suo atteggiamento da unico illuminato possa dar fastidio?
Qualche mese fa Her Tom Westerich aveva in vendita un 'Etiopia bianca che ( non vorrei sbagliarmi) aveva il pennino con la comune incisione del marchio e della gradazione e il colore mostrava una marcata discolorazione specialmente sul barrel. L'ha venduta se non sbaglio per 1500 -1800 Euro. Perchè comprare una penna di "assoluta insignificanza tecnica" a questo prezzo?
Perchè, secondo lei le penne si comprano solo per la "significanza tecnica"? A me le penne in tinta unita (nere, rosse o bianche che siano) non piacciono, ma ciò non toglie che per completare alcune serie (tutti i colori delle Duofold, per esempio, delle Omas Lucens, delle Wahl Eversharp) abbia comprato anche quelle. E con questo?
Ho venduto nel 1982 una Asterope a un great collector australiano per la mostruosa cifra di 18.000.000 di Lire.
Sono a disposizione di tutti coloro che OBBIETTIVAMENTE desiderano un parere da un ignorante socratico (PRECISO CHE IO NON VENDO NIENTE).
Non sono in constrasto, queste due affermazioni?
Oggi il vero, unico penshow è su Ebay! Con pazienza navigate sul sito internazionale delle penne ( quello italiano è puerile e sterile), inviate domande ai vari seller e piano piano potrete fare acquisti veramente convenienti. Sappiate che tutti i migliori collezionisti sono presenti (potrei farne i nomi, tra l'altro ci sono un paio di italiani formidabili) ma puntate solo sulle aste libere e su chi accetta la restituzione dell'oggetto, è la forma più onesta e reale per veramente dare un valore all'oggetto.
Ma se dobbiamo comprare le penne dai migliori collezionisti su eBay, perchè allora non comprare dagli stessi presenti nei Pen Shows, avendo anche modo di vedere le penne dal vivo e magari provarle?

Cordialmente,
Roberto Vetrugno
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Re: Una Etiopia particolare

Messaggio da piccardi » mercoledì 7 aprile 2010, 16:32

italywrite ha scritto:A PROPOSITO DI COLLEZIONISMO: ( a fatica scrivo in minuscolo per buona pace del sig. Piccardi)
oggi girando in internet si evidenzia spesso la confusione che tante persone fanno tra collezionismo e gusti personali esprimendo pareri spesso infantili.
Vedo che nonostante i proclami del precedente messaggio (che doveva essere l'ultimo) continui a scrivere in maniera maleducata ed offensiva.

A questo punto, sia pure a malincuore, mi sono visto costretto ad usare gli opportuni strumenti di moderazione, ed assicurarmi che questo sia davvero l'ultimo messaggio. Riguardo a chi sia davvero infantile, ignorante, miserevole, saccente, puerile, sterile (tutti aggettivi usati da te nei confronti di altri) lascio decidere ai lettori, che hanno a disposizione tutto quanto è stato scritto.

Da parte mia la decisione è che non intendo permettere questo tipo di degenerazione nelle discussioni, e che visto che non riesci mantenere i tuoi messaggi nei limiti del confronto civile, da qui in avanti potrai andare ad esercitare la tua maleducazione altrove.
italywrite ha scritto: Un oggetto può piacere o meno ma è saccenteria pura ( ingrediente primario dell'ignoranza ) esprimere un parere come quello dell'amministratore sig. Piccardi in questo caso e in molti altri nella veste di semplice interlocutore. L' Aurora Etiopia ha una sua ben precisa collocazione nel collezionismo come comprovato in decine di siti a livello mondiale e non per il mero valore rappresentato dal periodo storico ma dall'utilizzo di un preciso materiale costruttivo. A riprova di quanto sopra scritto c'è chi paragona una palla di biliardo o i tasti del pianoforte al medesimo materiale dell 'Etiopia. Questa persona si è chiesta perchè esistono penne di celluloide di tutti i colori e miscele mentre sono rarissime quelle bianche?
La celluloide bianca è una delle produzioni più comuni di celluloide. Nella sua storia il materiale nasce dalla ricerca di un sostituto dell'avorio per le palle da biliardo e nella sua produzione è stata ampiamente utilizzata proprio in questo colore. Questa fantomatica difficoltà tecnica della produzione di celluloide bianca pertanto la sento nominare solo in questo caso e per la prima volta. Non l'ho mai sentita citare in nessuna delle molteplici recensioni della penna che si trovano sia nei testi sulle stilografiche che sul web, dove invece ci si spende ad illustrare la storia della stessa come legata alla campagna d'Etiopia o si fanno affermazioni assai azzardate sulla rarità della stessa (vedi http://www.stylophilesonline.com/archiv ... 05vint.htm).

Il fatto che la celluloide bianca che sia usata ampiamente per decenni per produrre palle da biliardo e tasti di pianoforte (ben prima che venisse impiegata per le stilografiche) dimostra abbastanza chiaramente che non è affatto difficile produrla in questo colore (come confermato anche da un amico chimico). Non si capisce allora per quale motivo la produzione del materiale diventerebbe così difficile quando lo si va ad impiegare per una penna mentre è normale per una palla da biliardo.

Di certo il fatto che siano rare le penne prodotte in celluloide bianca non costituisce una prova dell'assunto, dato che la cosa può essere spiegata molto più semplicemente con il fatto che già le penne in tinta unita si erano dimostrate poco gradite dal pubblico e che come tinta unita il bianco non sia molto gradito in generale.

Nel caso dell'Etiopia l'uso del colore (avorio più che bianco a voler esser pignoli) faceva comunque parte della strategia della promozione della penna come associata alla campagna d'Etiopia, ed assume per questo un senso preciso. Ma il senso è appunto estetico e commerciale, e non certo tecnico, piano sul quale la penna resta di una assoluta insignificanza (produzione del materiale compreso, che risulta appunto quello più comune).

Dopo di che se ci fosse stata un po' più di educazione ed una maniera civile di rapportarsi all'interlocutore, si sarebbe potuto discutere davvero sulle ragioni che stanno dietro all'interesse collezionistico di questa penna, che non ho mai negato. Ma questo non è stato possibile.

Simone
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Re: Una Etiopia particolare

Messaggio da sbroglia » mercoledì 7 aprile 2010, 17:27

sia come sia la discussione mi piace!

è comunque molto interessante perchè comunque il bello è che ognuno di noi la pensa diversamente!

sono d'accordo che i toni potrebbero essere piu' pacati e allo stesso tempo non sono d'accordo nel bannare chichessia

sta ad ognuno di noi poi nel valutare la persona per quello che esprime e nel modo in cui lo fa per trarne la propria opinione personale.

mi permetto da neofita (visto che qui lo sono tutti ) di fare qualche considerazione:

1) ma l'aquila del pennino siamo sicuri sia buona:
a)dal tratto si vede che non è di un punzone (quindi traete voi la conclusione)
b)l'aquila sembra seduta su un bidet
c)perchè mai mettere il 585 e il 14 kt? (per di piu' mai nessuna Aurora ha mai avuto la losanga con il titolo 585)

2)Nessun catalogo Aurora ha mai riportato questo pennino (ma cio' non vuol dire che non esista)

3) il catalogo originale a colori Aurora (mi sembra del 1938, vado a memoria, non ho voglia di tirarlo fuori) riporta i colori bianco,verde marmorizzato e viola marmorizzato (ma anche questo non vuol dire che rosso non sia esistito).

4)L'Etiopia è una penna tecnicamente insignificante anche se quando l'ho trovata la prima volta ho avuto un attacco di tachicardia e ancor oggi quando la vedo mi piace (ed eccome mi piace!). Ma anche la Lucens blu perfetta è di grandissimo godimento. Ergo ognuno di noi ha le proprie preferenze e questo è un bene altrimenti addio scambi...


5)se qualcuno ha un cliente che paghi così tanto per una Asterope (grandissima penna, forse la numero 1)si faccia avanti: ce n'era una su ebay di un italiano a 6.800 dollari se non sbaglio e non se la è filata nessuno!!che peccato....

evvivadio che esistono discussioni così
cordiali saluti a tutti

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Re: Una Etiopia particolare

Messaggio da apollinare » mercoledì 7 aprile 2010, 17:42

Premetto che in fatto di stilo sono "ignorantissimo ",pero' i discorsi sull'etiopia mi hanno sempre interessato fin da quando anni fa lessi un articolo circa un ' asta dove veniva battuta questa ricercata e rara stilo.Poi sempre a giro per il web mi sono imbattuto nelle varie opinioni circa l'originalita' ,la bonta' del sistema ecc..........
Quindi secondo me ,se la discussione restasse entro certi limiti di buona creanza pur continuando ad essere "accesissima ed infuocata " la cosa sarebbe interessante per tutti. Un saluto apollinare

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