Criteri di collezionismo stilografico

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Aineias
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Criteri di collezionismo stilografico

Messaggio da Aineias »

ASTROLUX ha scritto:
giovedì 15 agosto 2019, 19:55
Io non colleziono...al massimo raccolgo. :lol:
Il collezionista ha degli obiettivi chiari, si prefigge di possedere una serie di oggetti che seguono un filo logico, come un perido storico, una particolare marca o una determinata funzionalità.
Io seguo i miei desideri ondivaghi, compro oggetti che mi danno un raggio di felicità nel grigiore della routine quotidiana. Sto bene così, con buona pace di chi spende i suoi soldi in altra maniera, cosciente che il suo obiettivo non è dissimile dal mio, anche se lui non lo sa. :lol:
.... :clap: :wave:
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Linos
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Messaggio da Linos »

ASTROLUX ha scritto:
giovedì 15 agosto 2019, 19:55
Io non colleziono...al massimo raccolgo. :lol:
Il collezionista ha degli obiettivi chiari, si prefigge di possedere una serie di oggetti che seguono un filo logico, come un perido storico, una particolare marca o una determinata funzionalità.
Io seguo i miei desideri ondivaghi, compro oggetti che mi danno un raggio di felicità nel grigiore della routine quotidiana. Sto bene così, con buona pace di chi spende i suoi soldi in altra maniera, cosciente che il suo obiettivo non è dissimile dal mio, anche se lui non lo sa. :lol:
:thumbup: idem, aggiungo, spendendo il meno possibile aumenta il piacere :D

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Messaggio da Spiller84 »

Non so se quello che faccio possa definirsi collezionare o raccogliere, fatto sta che acquisto penne stilografiche ed orologi (ma anche vari tè, ma quelli si bevono e finiscono, risulta difficile accumularli) seguendo dei semplici criteri: mi devono trasmettere qualcosa di positivo a livello estetico, devono funzionare bene, devono avere una storia alle spalle (anche breve, purché significativa) e devo potermeli permettere al momento dell'acquisto. Indebitarsi o avere difficoltà economiche per un hobby per me significherebbe passare da hobby a patologia. Che poi gli altri non la pensino come me, o non approvino i miei hobby, è solo segno della variabilità del mondo, quindi come tale non si può biasimare,solo non condividere il pensiero.

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Criteri di collezionismo stilografico

Messaggio da Gargaros »

ASTROLUX ha scritto:
giovedì 15 agosto 2019, 19:55
Io non colleziono...al massimo raccolgo. :lol:
Il collezionista ha degli obiettivi chiari, si prefigge di possedere una serie di oggetti che seguono un filo logico, come un perido storico, una particolare marca o una determinata funzionalità.
Io seguo i miei desideri ondivaghi, compro oggetti che mi danno un raggio di felicità nel grigiore della routine quotidiana. Sto bene così, con buona pace di chi spende i suoi soldi in altra maniera, cosciente che il suo obiettivo non è dissimile dal mio, anche se lui non lo sa. :lol:
Idem.

Il collezionismo purtroppo non è permesso a tutti... ci vuole una certa disponibilità economica...

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Messaggio da stilofilo »

Mi fa piacere leggere le vostre risposte e i vostri pareri che sono sempre un'utile occasione di confronto.

Sono pienamente d'accordo con tutto quanto è stato da voi espresso, ma voglio aggiungere un'ultima osservazione: se i miei colleghi sono così lontani dall'apprezzare e dal capire la passione nei confronti delle penne stilografiche, forse ciò è dovuto in larga parte alla tirannia dell'automazione, del digitale e dell'informatizzazione in quasi tutti gli ambienti lavorativi.
Io sarei estremamente felice se potessi quotidianamente svolgere il mio lavoro munito solo di carta e penna stilografica; purtroppo ciò non è possibile e mi ritrovo a passare buona parte delle mie giornate davanti a uno schermo collegato in rete e ad una tastiera. Oramai ci siamo disabituati alla scrittura manuale, non sappiamo più scrivere neanche un biglietto di auguri (tanto esistono whatsapp o facebook...la carta non serve più e si fa pure più in fretta); viviamo in un era in cui certi interessi e certi modi di fare vengono inevitabilmente connotati come "antichi" (se non vecchi, superati) e dunque privi di interesse. Cosa ben diversa sono invece gli smartphone, le borse, le scarpe e i vestitini delle mie colleghe...gli apericena, il ristorantino etnico (oggi dal peruviano, domani dal magrebino, dopodomani dall'etiope...), i viaggi all'estero, i weekend fuori col marito o il fidanzato. Quelli sono interessi legittimi, quelli sono soldi ben spesi. I valori si sono rovesciati, bisogna prenderne atto.

Ma non vorrei sembrarvi polemico, dunque la chiudo qui. Venendo ai criteri di collezionismo concordo sulle varie visioni che da voi sono state fornite: la storia, l'innovazione tecnica, ma anche la bellezza, il fascino di questi magnifici strumenti ci invogliano a conoscerli, a scoprirli (e riscoprirli), a rincorrerli, a possederli e ad utilizzarli con piacere ogni giorno.

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Ottorino
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Messaggio da Ottorino »

Gargaros ha scritto:
venerdì 16 agosto 2019, 18:12
Il collezionismo purtroppo non è permesso a tutti... ci vuole una certa disponibilità economica...
Si torna all'equilibrio che uno si sceglie
Deve essere qualcosa che sia raggiungibile da quello che uno ritiene essere opportuno come spesa
Io caccio da sempre le Sheaffer Nononsense, e mai mi sognerei di iniziare una collezione di OMAS in celluloide o di MB con la stella rossa.
C'è rimedio ? Perché preoccuparsi ? Non c'è rimedio ? Perché preoccuparsi ?

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Messaggio da Polemarco »

Giorni fa ho acquistato una Duo Cart. Solo quando l’ho avuta in mano, confrontanda con una 88 k e con una 888 ho capito il motivo del raddoppiamento dell’anello che collega il fusto con la sezione, quello della riduzione della lumghezza del cappuccio e la ragione della rastrematura del fusto in prossimità della sezione. Ci sono dei particolari che non si apprezzano vedendo delle foto e non si capiscono se non si confronta un modello con quelli precedenti e successivi. Il collezionismo non è solo e non sempre compulsione ossessiva e smania di possesso. A volte può essere studio e approfondimento.
Vi faccio un esempio, se il diametro di una penna si riduce oltre una certa misura il materiale elettivo diventa il metallo e il sistema di caricamento più idoneo la cartuccia o il converter: dalla Aurora 88 alla 98 alla Hastil.
Ma queste idee giuste o sbagliate che siano le ho formulate dopo aver messo insieme una dozzina (e più ’) di Aurora ordinandole secondo gli anni. Come vedete, si tratta di un approccio razionale .

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Messaggio da mistermike »

Vi rispondo con una frase di Gino Paoli: "Mi piace possedere ciò che amo". Di tutto il resto chi se ne fotte, aggiunge mistermike. :D

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Messaggio da stilofilo »

mistermike ha scritto:
domenica 18 agosto 2019, 9:20
Vi rispondo con una frase di Gino Paoli: "Mi piace possedere ciò che amo". Di tutto il resto chi se ne fotte, aggiunge mistermike. :D
Sottoscrivo!!! :clap: :lol:

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analogico
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Messaggio da analogico »

Quello del collezionismo è un argomento su cui molto spesso si parla e straparla, e francamente la cosa non mi appassiona.
Tuttavia, pur riconoscendo che esiste una declinazione patologica della cosa, il cui approfondimento lascio volentieri agli esperti della materia, ricordo a tutti ed a me stesso, che generalmente i collezionisti sono persone normalissime, molto spesso con conoscenze e livello culturale superiore alla media.
Senza l'opera benemerita di queste persone, la memoria di molte delle cose del nostro passato che ancora possiamo usare ad ammirare ai giorni nostri, sarebbe andata irrimediabilmente perduta.
E ciò dicendo, mi riferisco anche a manufatti ed opere artistiche e dell'intelletto che oggi fanno parte del nostro patrimonio culturale condiviso.
La tendenza generale dell'uomo è quella di usare , consumare e distruggere/sostituire, e purtroppo ai nostri tempi questa tendenza viene stimolata , se non imposta , come mai in nessuna altra epoca che ci ha preceduto, chi va in controtendenza e quindi conserva, custodisce e tramanda ai posteri, qualsiasi cosa, dovrebbe godere di grande apprezzamento.
Antonio

"L'unico uomo felice è il collezionista."
( J.W. Goethe )

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stanzarichi
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Messaggio da stanzarichi »

stilofilo ha scritto:
giovedì 15 agosto 2019, 11:03
Con mio profondo dispiacere però ho notato da parte loro l'assoluto disinteresse non solo nei riguardi delle stilografiche (affermano di trovarsi più che bene con le BIC da 1,50 euro) ma più in generale verso la pratica del collezionismo, giudicata inutile, insensata, dispendiosa.
Mi è stato anche detto, con una certa spocchia, che il collezionismo è una sorta di patologia, un bisogno inconscio di accumulare oggetti per compensare carenze affettive e altre baggianate di questo tipo; e che in fondo basta possedere una sola penna per poter scrivere, senza necessariamente doverne acquistare altre.
Credo che i signori in questione si siano lasciati andare al qualunquismo più sfrenato, qualcuno direbbe "non ti curar di loro". Io, più candidamente, sostengo che ognuno spende i propri soldi come più gli aggrada :)
Riccardo

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fufluns
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Messaggio da fufluns »

L'esistenza degli esseri umani, e chissá forse quella di tutti i viventi, è essenzialmente ricerca della felicità. Segue molte strade, assume molte forme, cambia con frequenza di direzione. Per noi che ci troviamo a chiacchierare qui, oggi, c'è certo una contentezza nelle penne. Altri avranno altre cose, noi stessi ne avremo forse altre. I più lo sanno, e alcuni no, ma ciò nondimeno cercano la felicità a loro modo.

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