Alla ricerca di un Flex (seconda parte)

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fufluns
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Alla ricerca di un Flex (seconda parte)

Messaggio da fufluns » domenica 5 agosto 2018, 3:05

Ed eccomi dunque qui, a proseguire un argomento che, come dichiarato nella Prima parte di “Alla ricerca di un flex”, doveva necessariamente averne almeno una Seconda. Credo che già possiate immaginare: non si tratta di un relato breve. Ma prometto che avrà molte fotografie, per renderlo sopportabile…

Nella prima parte vi avevo presentato la bella Omas Milord Grigioperla Deco band, che ho ricevuto grazie alle attenzioni del grande Paolo della Zona. La mia prima penna legittimamente vintage (1967) e il mio primo pennino legittimamente flessibile! Devo però ammettere, ahimè, che fu la mia prima deroga alla regola di non ficcare il naso nel vaso di Pandora delle stilografiche d’epoca…

Ve la mostro ancora una volta qui, in tutta la bellezza delle sue sfumature perlate:

Omas Milord Grigioperla Deco band, ca. 1967.jpg
Durante i miei primi giorni come proprietario della Milord Grigioperla mi sono dedicato assiduamente a provare il suo pennino flessibile esercitandomi nella grafia corsiva inglese, tipo Copperplate e variazioni affini. In passato mi ero sporadicamente cimentato con questa grafia con poveri risultati. Ma ora, con un vero pennino flessibile, anche senza eccellere mi é parso che fosse più facile, quasi immediato, sentire il ductus corretto, quando fare una leggera pressione sui rebbi del pennino e quando rilasciare la tensione, in un movimento rotondo e quasi di danza del braccio e della mano. Sembra sciocco dirlo, ma il pennino corretto mi ha fatto da insegnante! Di fatto, grazie alla esperienza con il pennino flex della Milord, mi sembra di essere ora in grado di scrivere una decente grafia corsiva inglese anche con gli altri pennini fini ed extra-fini del mio arsenale, e persino con i pennini e stub.

Omas Milord Grigioperla writing English cursive.jpg
Corsiva con vari pennini.jpg

Certo, il vero pennino flessibile rende le cose più semplici e i risultati sono migliori. Ho provato alcuni pennini cosiddetti “flessibili” moderni, e ne possiedo uno montato su una penna Stipula, ma mi sembra di poter dire che questi pennini sono morbidi piuttosto che flessibili. Al contrario, descriverei invece un vero flessibile come un pennino rigido ed elastico, che oppone una minima resistenza alla pressione ma ritorna prontamente alla sua condizione “di riposo”. In nessun modo lo definirei morbido.

Il vero flessibile è contagioso... nelle pause tra un foglio di prove e l’altro, mi trovavo più spesso di quanti volessi a gironzolare in rete curiosando tra le penne Omas con pennino flessibile. Ora, è interessante – e forse più che casuale – come per la mia esperienza gli oggetti di un certo tipo si trovino in rete “per ondate”, frequenti a volte, rari e impossibili in altre occasioni. Nei primi giorni della mia febbre da flex, l’ondata era in piena e ho avuto modo di vedere molto modelli di Omas vintage Grigioperla, alcuni dei quali addirittura corredati da brevi filmati con prove di scrittura eseguite da una mano esperta e sicura. I prezzi, però…

Poi, su una pagina locale di vendite in linea, scovai una penna fantastica. Una Omas Grigioperla Deco band, ma nella sua versione piccola, “per signora”, chiamata Dama: la legittima sorella minore della mia Milord, anch’essa targata circa 1967. Le foto di presentazione erano orribili, riprese con il telefono e il flash, cosicché l’unica cosa sicura era che si trattasse di una Dama Grigioperla, per via della celluloide e dell’anello con la greca, ma in quali condizioni era un vero mistero. Richiesi altre foto, arrivarono peggiori. Il prezzo della penna, considerando che era la sorellina della mia, continuava però a sembrarmi irresistibile... e non resistetti!

Ho già scritto su questo forum che le penne Omas con l’anello decorato “alla greca” rappresentano ai miei occhi la quintessenza di Omas, e mi ripeto dicendo che il motivo greco di Omas è forse il più bello è semplicemente “intricato” tra quelli che conosco. Ma c’è ancora un’altra ragione che rendeva la Dama Grigioperla Deco band quasi necessaria alla mia collezione. Faccio un passo di lato in questa storia.

Mia figlia Carlotta è una appassionata di penne stilografiche grigie. Il suo colore preferito è il nero (e lo é sempre stato, da quando era una infante), ma la celluloide grigia scura, screziata, le risulta irresistibile. Per il suo ultimo compleanno e per la sua meritatissima ammissione a un Master in arpa barocca a L'Aia, le avevo regalato una Omas Dama in celluloide grigia perlata e finiture in oro rosato. È una penna elegantissima, assolutamente classica nella sua forma dodecagonale, con l’anello alla greca e la clip a ruzzolina, ma resa più contemporanea dagli accenti rosati dell’oro impiegato per le finiture, perfetta per una ragazza nei suoi vent’anni. Le fotografie istituzionali e pubblicitarie della penna la presentarono con finiture in un oro quasi rosso, ma nella realtà la doratura é di un colore splendido e dolce, appena rosé. Omas presentò questa bellissima creazione proprio poco prima di chiudere i battenti, credo nel 2015, in una edizione limitata di 131 sets, che comprendevano anche una penna biro nella stessa livrea. Io fortunatamente sono riuscito a trovare la sola penna, probabilmente un pezzo di prova della tiratura limitata, giacché non reca impresso né sul fusto né sul cappuccio alcun numero di limitazione.

Alla fine dello scorso marzo ho approfittato di un congresso di botanica che mi ha avvicinato alla casa avita per passare qualche giorno con Carlotta e provare un nuovo obiettivo Micro Nikkor 55mm f2/8 per la sua Nikon. Carlotta ha fotografato la sua penna per i miei archivi, con un “ritratto” che mi piace moltissimo per la scelta monocromatica che fa particolarmente risaltare le finiture nel tenue oro rosato della sua Dama:

Omas Dama Grigioperala oro rosato ©Carlotta Pupulin.jpg
Fine dell’excursus. Capirete dunque che non potevo mancare l’occasione per affiancare alla mia Milord la sorellina piccola, nello stesso materiale e della stessa epoca, e “completare” cosí le Dame in celluloide grigioperla. Ve la presento qui:

Omas Dama Grigioperla Deco band raffinata ©FP.jpg
Ed eccola accanto alla sorella maggiore:

Omas Milord Grigioperla and Dama Grigioperla capped ©FP.jpg
Come saranno.jpg
La Dama Deco band misura da chiusa 114 mm, cioè 5 millimetri meno della lunghezza dichiarata da Omas per la sua riedizione con finiture rosé. La “rosé” di famiglia l’ha Carlotta, e non posso confermare la sua misura reale.

La fotografia della mia Dama qui sopra é stata ritoccata con Photoshop per sostituirle il pennino, un lavoro che, nella realtá di celluloide e metallo della penna vera, spero potrà realizzarmi il grande Paolo una volta che io passi dalle sue parti in quel di Torino. Perché le ho sostituito il pennino con Photoshop? - vi starete probabilmente chiedendo. Ricordate che le foto della mia Dama non erano un granché? Molti riflessi del flash? Ebbene, quando infine ricevetti la penna potei constatare che, curiosamente, montava un pennino in acciaio fabbricato da Tibaldi. Esattamente, questo:

Omas Dama Grigioperla Tibaldi Extra Iridal nib ©FP.jpg
Cosí come la sua sorella maggiore Milord, la mia Dama appartiene a una serie introdotta intorno al 1967. Fu prodotta anche in in celluloide nera (Jet black) in un’altra serie che, oltre alla piccola penna per signora, comprendeva anche un modello grande (Gentlemen) e uno di dimensioni medie (Milord). Curiosamente, il pennino Extra Lucens che avrebbe dovuto essere originalmente in dotazione alla Dama, nel mio esemplare è stato ad un certo punto sostituito con uno molto più vecchio prodotto da Tibaldi. Si tratta di un pennino che, secondo una pubblicità di Tibaldi pubblicata nell’ottobre 1942 sull’Almanacco Italiano (informazione originale fornita da Simone Piccardi), veniva montato su una penna della serie “Impero”, precisamente sul “Modello 40 da Signora”, a riempimento automatico. È un pennino in acciaio, che Tibaldi definisce “Tibaldi-Iridal” e che dal 1941 sostituisce l’originale pennino in oro 750 con puntale in iridio della Impero. Quando, come e in quali circostanze un pennino di Tibaldi degli anni ’40 sia andato a finire sull’alimentatore (originale) di una Omas della fine degli anni ’60, sarà probabilmente per me sempre un mistero. Peró, ho pensato, la penna é cosí bella che prima o poi dovrò restituirla al suo splendore originale con un pennino Extra Lucens originale.

Detto, fatto. Vi ho detto che erano “giorni di piena” delle Omas Grigioperla? Non feci neppure in tempo a iniziare a cercare il pennino, che dovetti letteralmente scegliere tra varie possibiltá. Optai per una penna da signora Omas, sfaccettata, in celluloide Grigioperla, degli anni ’50, della quale non conosco il nome esatto. L’ho trovata offerta come Omas 555-F e come Omas 1930. L’incisione sul fusto della penna non reca nessuno di questi nomi, ma, in grande, la scritta OMAS (con la S anni ’30), una incisione in caratteri più piccoli "Extra 445846", e una seconda incisione con il brevetto 4644552. Ha la clip “a diamante” e un solo anello prima del labbro del cappuccio. Monta un pennino Omas Extra Lucens dal tratto fine, flessibile. Eccola qui:

Omas Extra 555-F Grigioperla con distinzione ©FP.jpg
Ed eccola, accanto alla Deco band del 1967:

Omas Dama grigioperla and 555-F grigioperla 1950s.jpg
Et voila, la mia terza vintage! Bella? Di più! Bellissima! Troppo bella per cannibalizzarla togliendole il pennino per restituirlo alla mia Dama… Che fare? Che fare?

(continuerá...)

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fufluns
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Messaggio da fufluns » domenica 5 agosto 2018, 3:16

Giá, dicevo, che fare?

Davvero, non restava altro da fare che mettersi a caccia della quarta vintage! Non ho quasi dovuto cercare per scovare una Omas Dama contemporanea della mia Grigioperla, ma in celluloide nera. L’ho vinta a un’asta, per un prezzo che credo irrisorio. Ha persino la sua scatola originale, con la scritta "OMAS dama” (minuscolo) stampato sul raso bianco che riveste il coperchio della scatola. Non vi presento una fotografia di questa penna perché non l’ho ancora vista dal vero (é approdata in Italia, ma chissà quando passerò di là….), ma dalle fotografie dell’asta si vede che monta un pennino Extra Lucens, con il suo caratteristico foro di sfiato “a casetta”. Sarà, se non cambierò idea al vederla dal vivo, il pennino che completerà la mia Dama Grigioperla Deco band.

Ecco qui una carrellata di alcuni pennini Omas per le sue penne “da signora”, dagli anni ’50 alla fine del secolo scorso (gli ultimi due a destra appartengono, rispettivamente, a una Princess e a una Dama del 1994):

Omas small nibs.jpg
Come vi dicevo, erano i “giorni della piena” e ho avuto fortuna. Ora, ogni tanto, do un’occhiata alla casa d’aste, ma non ci sono Milord né Dame, né Grigiorperla né nere…

Quanto al pennino di acciaio (Iridal) di Tibaldi, ha una punta extra-fine ed é, onestamente, un pennino duro. Come, suppongo, la maggior parte dei pennini dell’epoca, non manca però di una certa elasticità, e aumentando la pressione della mano se ne può comunque ricavare una grafia corsiva dalla variazione non indecente.

Omas Dama grigioperla and Tibaldi nib utilizzabile.jpg
Certo, niente a che vedere con la docile flessibilità del pennino Extra Lucens della Omas, che é un vero piacere da usare. Il pennino Omas ha una punta fine, come quello della mia Milord. Di fatto, questo piccolo pennino mi ha insegnato che, quanto a flessibilità, “la misura non conta”: i due pennini Extra Lucens, anche se di taglia diversa, si comportano in modo pressoché identico sulla carta. Lezione appresa.

Omas 555-F un'altra categoria.jpg

Grazie per l'attenzione e per la pazienza.

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Messaggio da netosaf » domenica 5 agosto 2018, 7:20

Ciao fufluns,
Condivido assolutamente con te la malattia del flex e quindi anche di Omas.
Una domanda: ho una dama come la tua prima a dx nella foto. Anche la tua ha il pennino rigido?
Complimenti per gli acquisti

Stefano

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Messaggio da Cex71 » domenica 5 agosto 2018, 13:04

Ho letto con grande piacere i due interventi (prima e seconda parte), grazie.
Bellissimi acquisti, complimenti! Di un fascino senza tempo
Cesare

musicamusica
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Messaggio da musicamusica » domenica 5 agosto 2018, 13:55

Complimenti per tutto come sempre.
Racconto, racconto fotografico e calligrafia. ....e pure per le penne bellissime che possiedi
ciao !

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fufluns
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Messaggio da fufluns » lunedì 6 agosto 2018, 17:46

netosaf ha scritto:
domenica 5 agosto 2018, 7:20
Ciao fufluns,
Condivido assolutamente con te la malattia del flex e quindi anche di Omas.
Una domanda: ho una dama come la tua prima a dx nella foto. Anche la tua ha il pennino rigido?
Complimenti per gli acquisti

Stefano
La maggior parte delle mie Omas sono moderne (dagli anni '90 in avanti) e, senza eccezione, hanno pennini con appena un po' di elasticità. Ne ho alcuni fatti da Omas e altri fatti da Bock. Hanno una rigidità diversa, ma sono entrambi rigidi. Non lo dico come una critica, perché dal mio punto di vista ogni pennino ha un'anima adatta a un certo uso e non ad altri. Ma i pennini Omas moderni sono certamente rigidi.

Cex71 ha scritto:
domenica 5 agosto 2018, 13:04
Ho letto con grande piacere i due interventi (prima e seconda parte), grazie.
Bellissimi acquisti, complimenti! Di un fascino senza tempo
Grazie, Cesare, per i complimenti alle penne. Il grigio perlato é uno dei miei colori preferiti. Sono stato li a pensarci troppo quando era uscita la versione commemorativa "Icons" per il 90esimo anniversario, con tre stupende penne grigio perla, e il tempo m'é passato sotto il naso e non sono più stato capace di scovare il set a un prezzo umano.
A me piaceva nella versione con le finiture dorate, e ogni tanto guardo le fotografie in rete e mi struggo...
A volte ho pensato che avrei potuto avere solamente quelle tre penne, ma poi cerco d'essere serio e so che non é vero!

musicamusica ha scritto:
domenica 5 agosto 2018, 13:55
Complimenti per tutto come sempre.
Racconto, racconto fotografico e calligrafia. ....e pure per le penne bellissime che possiedi
ciao !
Ciao, amico di penna, e grazie!

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