Stilografica con pennino flessibile

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Messaggio da shinken » venerdì 13 aprile 2018, 14:35

bienne60 ha scritto:
venerdì 13 aprile 2018, 13:43
Scusate ma i pennini SF che monta la Platinum century 3776 non sono anch'essi flessibili?
Sono Soft non flessibili.
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Messaggio da piccardi » sabato 14 aprile 2018, 0:03

shinken ha scritto:
venerdì 13 aprile 2018, 7:19
In che periondo è cessata la produzione dei pennini flessibili ?
Quelli superflessibili hanno incominciato a sparire dagli anni '30. Il Lifetime della Sheffer, vantato strarobusto e garantito a vita è del 1920, e ha fatto tendenza. I superflex sono delicati. Dei flessibili li producono ancora (il falcon della Pilot lo è), ma è comunque lontano dai livelli dei superflex.


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Messaggio da MaPe » sabato 14 aprile 2018, 1:19

bienne60 ha scritto:
venerdì 13 aprile 2018, 13:43
Scusate ma i pennini SF che monta la Platinum century 3776 non sono anch'essi flessibili?
Diciamo semiflessibile...
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Messaggio da shinken » sabato 14 aprile 2018, 9:29

piccardi ha scritto:
sabato 14 aprile 2018, 0:03
shinken ha scritto:
venerdì 13 aprile 2018, 7:19
In che periondo è cessata la produzione dei pennini flessibili ?
Quelli superflessibili hanno incominciato a sparire dagli anni '30. Il Lifetime della Sheffer, vantato strarobusto e garantito a vita è del 1920, e ha fatto tendenza. I superflex sono delicati. Dei flessibili li producono ancora (il falcon della Pilot lo è), ma è comunque lontano dai livelli dei superflex.


Simone
Sarrebbe corretto quindi dire che i pennini flessibili sono al momento in produzione , mentre quelli non più prodotti sono i super-flessibili?
Se si una possibile risposta alla domanda iniziale potrebbe esser per esempio Pilot Custom 742 FA ?
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Messaggio da Stormwolfie » sabato 14 aprile 2018, 14:48

Luigi, ieri sono andato dal mio negoziante di fiducia qui a Roma. Ho provato una Pilot FA ed una Falcon SFM.
La FA ha il tratto fine decisamente grosso a differenza della Falcon SFM che ha un tratto piu' fine ma il pennino è più rigido.
Quindi la questione sta sul tratto fine, a parer mio è quella la caratteristica che può rendere un pennino moderno vicino ad un vintage.
Credo che la questione sia relativa al fatto che entrambi i pennini possono scrivere in condizioni flessibili o meno.
Mi chiedo quanto sia dispendioso in termini economici costruire un centinaio di superflex con caratteristiche identiche ad un vintage.

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Messaggio da shinken » sabato 14 aprile 2018, 15:11

Stormwolfie ha scritto:
sabato 14 aprile 2018, 14:48
Luigi, ieri sono andato dal mio negoziante di fiducia qui a Roma. Ho provato una Pilot FA ed una Falcon SFM.
La FA ha il tratto fine decisamente grosso a differenza della Falcon SFM che ha un tratto piu' fine ma il pennino è più rigido.
Quindi la questione sta sul tratto fine, a parer mio è quella la caratteristica che può rendere un pennino moderno vicino ad un vintage.
Credo che la questione sia relativa al fatto che entrambi i pennini possono scrivere in condizioni flessibili o meno.
Mi chiedo quanto sia dispendioso in termini economici costruire un centinaio di superflex con caratteristiche identiche ad un vintage.
Io uso ogni giorno una Custom 74 SF (Soft) per scrivere normalmente, ho una mano molto leggera quindi per me è una F, e mi soddisfa, penso sia una si tratta di un pennino adatto a quasi tutto
L' FA della Pilot è un medio fine flessibile, le scelte su questo pennino sono state fatte in base a specifiche richieste di un gruppo di calligrafi giapponesi, e ha il suo perchè in termini di potenziale mercato e probabilmente anche in termini di immagine della Pilot rispetto al mercato nazionale ( sul secondo punto vado di fantasia, la collaborazione dei calligrafi invece è documentata).
Per un Flessibile EF o un SuperFlessible EF invece la domanda è quanti se ne possono vendere in un anno? .
(La domanda vale per qualsiasi azienda ovviamente)
Il punto è quello,progettare un prodotto costa, allestire una linea di produzione costa, e il costo si riversa sul prodotto finale,e in un mercato già di nicchia rende ancora meno semplice vendere.

Edit
provocazione, parlando del mercato orientale , in oriente esiste un ottima alternativa alla stilografica e sarebbe il pennello cinese da scrittura.
Volete una penna che si comporti come un pennello, comeratevi un pennello
Non pensate che sia meno elegante, o più economico, e gli inchiostri invecchiati e le pierte da inchiostro possono costare una follia...
:lol:
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Questa invece è una via di mezzo tra una penna e un pennello.
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Messaggio da piccardi » domenica 15 aprile 2018, 15:21

shinken ha scritto:
sabato 14 aprile 2018, 15:11
provocazione, parlando del mercato orientale , in oriente esiste un ottima alternativa alla stilografica e sarebbe il pennello cinese da scrittura.
Volete una penna che si comporti come un pennello, comeratevi un pennello
Non pensate che sia meno elegante, o più economico, e gli inchiostri invecchiati e le pierte da inchiostro possono costare una follia...
:lol:
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Questa invece è una via di mezzo tra una penna e un pennello.
Avendo provati entrambi ti posso dire che la differenza è abissale. Questo è un pennello, ed è praticamente impossibile fare una linea fine a mano libera, non è questione di quantità di pressione, non c'è proprio resistenza. L'altro è un pennino, e non scrive come un pennello, ma come un pennino (superflessibile, ma pennino), e se non premi (basta avere la mano leggera) scrivi fine e basta.

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Messaggio da Stormwolfie » domenica 15 aprile 2018, 16:45

A parte la provocazione di Luigi, insisto sul fatto che il dilemma del flex o superflex che dir si voglia è rappresentato a mio parere dal tratto fine. E' il tratto fine che rende la questione spinosa. I pennini moderni di cui abbiamo parlato non rappresentano certo un tratto fine. Per me il tratto fine è quello dello Zebra G o forse comunque quello dei vintage, ma avendone provati solo un paio non ho le competenze per dire se il tratto fine è più o meno dello Zebra.

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Messaggio da Musicus » domenica 15 aprile 2018, 17:27

Stormwolfie ha scritto:
domenica 15 aprile 2018, 16:45
A parte la provocazione di Luigi, insisto sul fatto che il dilemma del flex o superflex che dir si voglia è rappresentato a mio parere dal tratto fine. E' il tratto fine che rende la questione spinosa. I pennini moderni di cui abbiamo parlato non rappresentano certo un tratto fine. Per me il tratto fine è quello dello Zebra G o forse comunque quello dei vintage, ma avendone provati solo un paio non ho le competenze per dire se il tratto fine è più o meno dello Zebra.
Siccome i post senza immagini mi inducono “horror vacui” :mrgreen: , proviamo a fare così.
A breve aprirò un argomento indicando i parametri obbligatori per il confronto della flessibilità:
- carta millimetrata;
- segno lasciato “con il solo peso” della penna;
- segni “sotto pressione”;
- superficie di cm.10x10 da scannerizzare e poi "ritagliare";
- foto ravvicinata del pennino su una porzione della prova di scrittura (per le proporzioni).

Io inizierò con una decina delle mie vintage.

E quella potrà diventare una buona sede per i confronti, un po’ come (e magari anche meglio) avevamo fatto qui per il tratto EF :D :
https://forum.fountainpen.it/viewtopic.php?t=9988

:thumbup:

Giorgio

P.s.: io una foto in questo deserto ce la devo infilare...
3. S413. wet noodle 1.jpg
:lol:

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Messaggio da demogorgone » domenica 15 aprile 2018, 18:52

... quando si dice "giocare l'Asso di Briscola" ...

Per curiosità: che inchiostro è?

Ciao,
Daniele

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Messaggio da Stormwolfie » domenica 15 aprile 2018, 18:53

Va bene Giorgio, mi sembra la cosa più consona per comprendere veramente le differenze. Io contribuisco con quelle due cosette che ho:-)

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Messaggio da HoodedNib » domenica 15 aprile 2018, 19:19

Ne ho solo una e mi manca la carta millimetrata ma contribuiro', se mi riesce.
“Ankh-Morpork had dallied with many forms of government and had ended up with that form of democracy known as One Man, One Vote. The Patrician was the Man; he had the Vote.”

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Messaggio da Musicus » domenica 15 aprile 2018, 19:28

demogorgone ha scritto:
domenica 15 aprile 2018, 18:52
... quando si dice "giocare l'Asso di Briscola" ...

Per curiosità: che inchiostro è?
Ciao, Daniele! :thumbup:
L'inchiostro è il Sailor Nioi Sumire:
viewtopic.php?f=43&t=15098

La carta millimetrata era una Favini (non ricordo più la grammatura) ma non ero soddisfatto (a lei imputerei lo spiumaggio). Da qualche tempo sono passato alla Canson 90g/m2 e la resa è nettamente migliore, e quest'ultima personalmente consiglierei.
:wave:

Giorgio

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Messaggio da Musicus » domenica 15 aprile 2018, 19:32

Stormwolfie ha scritto:
domenica 15 aprile 2018, 18:53
Va bene Giorgio, mi sembra la cosa più consona per comprendere veramente le differenze. Io contribuisco con quelle due cosette che ho:-)
Ciao Stefano! :thumbup:
Tutti abbiamo iniziato con due cosette...E guarda alcuni dove sono finiti... :D
Ogni contributo sarà importante, se permetterà a chi legge di farsi un'idea precisa.
;)

Giorgio

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Messaggio da shinken » domenica 15 aprile 2018, 20:24

Musicus ha scritto:
domenica 15 aprile 2018, 17:27

A breve aprirò un argomento indicando i parametri obbligatori per il confronto della flessibilità:
- carta millimetrata;
- segno lasciato “con il solo peso” della penna;
- segni “sotto pressione”;
- superficie di cm.10x10 da scannerizzare e poi "ritagliare";
- foto ravvicinata del pennino su una porzione della prova di scrittura (per le proporzioni).

Io inizierò con una decina delle mie vintage.
Occorrerebbe stabilire una rosa di inchiostri di riferimento e fare più la prove con inchiostri con caratteristiche differenti 8-)
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