Stilografica con pennino flessibile

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Messaggio da Stormwolfie » giovedì 12 aprile 2018, 19:54

Sono assolutamente d'accordo sulla questione riguardante gli Zebra G.
Sono pennini economici di breve durata, dopo qualche tempo si slabbrano e si consuma la punta.
Sulle stilografiche adeguate funzionano alla grande ma vanno sostituiti con frequenza.
Comunque,gli Zebra G in titanio durano sei volte più dei normali.
https://forum.fountainpen.it/download/f ... w&id=45537

Quindi secondo voi la carenza produttiva riguarda la difficoltà a realizzare un prodotto di cui si è persa la memoria?
In fondo per un'azienda di stilografiche basterebbe chiedere ai produttori dello Zebra G.
Potrebber creare un pennino con le caratteristiche di resistenza alla corrosione, durabilità e flessibilità , come quelli che tuttora resistono sulle vintage.
Sarei curioso di conoscere dagli esperti del settore tecnico quali costi dovrebbe affrontare un azienda che produce pennini per realizzare un flessibile "old times".
Allegati
Zebra G Titanium_30.jpg

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Messaggio da shinken » giovedì 12 aprile 2018, 22:15

Stormwolfie ha scritto:
giovedì 12 aprile 2018, 19:54
Quindi secondo voi la carenza produttiva riguarda la difficoltà a realizzare un prodotto di cui si è persa la memoria?
No, esistono sia materiali che tecniche di analisi e lavorazione che 100 anni fa neppure si sognavano.
La memoria? Nessuna azienda distrugge i progetti vecchi, si tiene sempre tutto in archivio.
Quello che manca dietro un pennino veramente flex sono le palanche, mercato praticamente zero.
E allora i pennini Pilot FA ? IMHO La Pilot ha fatto un pennino che poteva avere mercato, concepito sulla base di specifiche esigenze,andare oltre avrebbe probabilmente creato più problemi di vendite.
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Messaggio da Stormwolfie » giovedì 12 aprile 2018, 23:43

E' proprio sul mercato che mi stupisco.
In fondo c'è un rilancio incredibile della Calligrafia in questo periodo, tutte le aziende hanno i loro calligrafici.
Pensa quanto avrà speso la Pilot per le Parallel, eppure non ha un flex degno di questo nome, e ripeto, parliamo di Pilot, un colosso.
Credo che tutti noi appassionati alla fine sbarchiamo sul mondo vintage, soprattutto per i flex abbinati ad oggetti irripetibili.
Quanto costerà realizzare una produzione di pennini flex?

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Messaggio da piccardi » venerdì 13 aprile 2018, 0:12

shinken ha scritto:
giovedì 12 aprile 2018, 22:15
No, esistono sia materiali che tecniche di analisi e lavorazione che 100 anni fa neppure si sognavano.
La memoria? Nessuna azienda distrugge i progetti vecchi, si tiene sempre tutto in archivio.
Davvero? La mia esperienza dice esattamente il contrario.

In europa quelli delle ditte principali sono tutti spariti, o perché son sparite le ditte, o perché son spariti (sotto le bombe) gli archivi. E anche di quelle americane, che io sappia si sono salvate solo parte di quelli della Parker e solo per la passione di un fondatore. La carta vecchia e inutile, relativa ad un processo produttivo completamente dismessi d anni, è altamente probabile venga eliminata al primo passaggio di proprietà. Alcune cose distrutte pure per evitare che qualche concorrente possa pensare di appropriarsene. Ed inoltre all'inizio del 1900 la conoscenza in molti casi non era neanche codificata su carta, ma trasmessa direttamente delle persone nelle officine.

Che oggi si possano rifare le stesse cose non c'è il minimo dubbio, ma ho seri dubbi che li si rifaccia andando a frugare negli archivi di 100 anni fa.

Simone
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Messaggio da shinken » venerdì 13 aprile 2018, 7:19

piccardi ha scritto:
venerdì 13 aprile 2018, 0:12
In europa quelli delle ditte principali sono tutti spariti, o perché son sparite le ditte, o perché son spariti (sotto le bombe) gli archivi. E anche di quelle americane, che io sappia si sono salvate solo parte di quelli della Parker e solo per la passione di un fondatore.
Ero convinto che durante la seconda guerra mondiale i flex fossero in produzione e quindi i disegni non appartenessero ad archivi storici, ma ad uffici e a officine, pensavo fossero tramontati dopo il 1950.
In che periondo è cessata la produzione dei pennini flessibili ?
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Messaggio da Stormwolfie » venerdì 13 aprile 2018, 8:20

Considerate le tue parole Simone, il mio stupore si rafforza e mi faccio ulteriori domande.
Una tra le tante è come mai il Giappone non produce un flex, in fondo sono loro che li producono per i disegnatori di Manga. E poi secondo me ci sono più appassionati calligrafi che disegnatori di Manga. Perché Pilot non si butta a produrre un vero flexi? Secondo voi è solo una questione di richiesta da parte del pubblico?
In fondo se ci pensate la realizzazione dei pennini Falcon e Justus è stata fatta per indurre consumatori come noi ad avere nuove esperienze di scrittura, mi chiedo perché non replicare un esperienza storica di tale portata. È poi così dispendioso realizzare un Flexi?

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Messaggio da shinken » venerdì 13 aprile 2018, 8:38

Stormwolfie ha scritto:
venerdì 13 aprile 2018, 8:20
Perché Pilot non si butta a produrre un vero flexi? Secondo voi è solo una questione di richiesta da parte del pubblico?
Ho visto la recensione di una Pilot degli anni 30 con un flex incredibile, anche la penna era piuttosto bella.
http://www.fountainpennetwork.com/forum ... ib-review/
post-123226-0-15061400-1449245651.jpg
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Messaggio da Bons » venerdì 13 aprile 2018, 9:11

Non è che il Giappone sia l'unico produttore di pennini flessibili da intingere e di disegnatori di fumetti, per esempio, in Germania, vengono ancora prodotti i leggendari Brause e di disegnatori non giapponesi, nel mondo, ce ne sono alcune migliaia.
Quasi tutti i disegnatori, ormai, preferiscono i pennarelli.

I pennini veramente flessibili appartengono ad un'epoca in cui c'era la cultura dello scrivere e, conseguentemente, l'educazione all'uso dello strumento a disposizione.

Io appartengo alla prima "generazione Bic" ma saper tenere correttamente in mano una penna faceva ancora parte dei fondamentali e veniva insegnato alle elementari. Come anche a scrivere in maniera leggibile.

Quale mercato avrebbe una stilografica con pennino super flessibile in un'epoca in cui la penna viene sempre più impugnata e maneggiata come un bulino o una forchetta?

E' molto più redditizio produrre chiodi a punta piatta con cui chiunque possa dilettarsi con la calligrafia.

I pennini e le penne sono strumenti e sta a noi adeguarci a quel che ci offre il mercato e cercare quelli con cui ci troviamo meglio (o meno peggio).


Ciao
Angelo

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Messaggio da Stormwolfie » venerdì 13 aprile 2018, 9:21

La Pilot 30’s è meravigliosa!!!!!
Ho letto che il fusto era realizzato dalla Raden in India. Un design molto occidentale per quei tempi. Capisco bene che gli interessi possano essere bassi rispetto ad un flexi vintage, ma convieni con me che il mercato stilografico ci propone comunque variabili diverse di prodotti, partendo dalle dimensioni, dallo stile, dal materiale, senza entrare nel merito dei pennini che vengono realizzati in diverse dimensioni con finiture diversissime. Forse come prossima penna del forum potremmo provare a realizzarne una con pennino flexi!

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Messaggio da Bons » venerdì 13 aprile 2018, 9:38

shinken ha scritto:
venerdì 13 aprile 2018, 8:38
Ho visto la recensione di una Pilot degli anni 30 con un flex incredibile, anche la penna era piuttosto bella.
Ellapeppa! :o Le Pilot anni 30 avevano linee più moderne e gradevoli delle attuali. :thumbup: (Non è che ci voglia molto... :twisted: )

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Messaggio da Mightyspank » venerdì 13 aprile 2018, 10:21

shinken ha scritto:
venerdì 13 aprile 2018, 7:19
Ero convinto che durante la seconda guerra mondiale i flex fossero in produzione e quindi i disegni non appartenessero ad archivi storici, ma ad uffici e a officine, pensavo fossero tramontati dopo il 1950.
In che periondo è cessata la produzione dei pennini flessibili ?
Sono certo perché ne posseggo uno e ne ho provato un altro che Pelikan producesse pennini flessibili fino alla caduta del Muro.
Esistono delle M600 dell'88 con pennini superflex 18k spettacolari.
Puoi trovare le foto della mia nelle recensioni.
Credo che vi sia una nicchia talmente piccola di utilizzatori che per ora nessuna azienda abbia voluto cimentarsi nel dedicare una linea di produzione.
Brian Goulet sosteneva che a sua sensazione nemmeno l'1 % degli americani usa la stilografica. E di questi quanti il flessibile?
PROPOSTA: Fondiamo una newco per la produzione di pennini flessibili e penne in celluloide. E poi aggiungo una linea in resina "pregiata" a prezzi calmierati. Sempre flessibile però! 8-)

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Messaggio da Bons » venerdì 13 aprile 2018, 10:33

Stormwolfie ha scritto:
venerdì 13 aprile 2018, 9:21
Capisco bene che gli interessi possano essere bassi rispetto ad un flexi vintage
Stiamo parlando di percentuali dello 0,0...%, roba da produzioni artigianali del tipo "stilografica con pennino super flessibile in adamantio finitura in palladio e oro rosa con corpo e cappuccio in cuoio di yak conciato mediante masticazione".
Mightyspank ha scritto:
venerdì 13 aprile 2018, 10:21
PROPOSTA: Fondiamo una newco per la produzione di pennini flessibili e penne in celluloide. E poi aggiungo una linea in resina "pregiata" a prezzi calmierati. Sempre flessibile però! 8-)
:lol:

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Messaggio da shinken » venerdì 13 aprile 2018, 10:42

Mightyspank ha scritto:
venerdì 13 aprile 2018, 10:21
PROPOSTA: Fondiamo una newco per la produzione di pennini flessibili e penne in celluloide. E poi aggiungo una linea in resina "pregiata" a prezzi calmierati. Sempre flessibile però! 8-)
Considerando che sarebbe perennemente in perdita occorre un filantropo che finanzi l' operazione
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Messaggio da Musicus » venerdì 13 aprile 2018, 12:03

Bons ha scritto:
venerdì 13 aprile 2018, 10:33
Stormwolfie ha scritto:
venerdì 13 aprile 2018, 9:21
Capisco bene che gli interessi possano essere bassi rispetto ad un flexi vintage
Stiamo parlando di percentuali dello 0,0...%, roba da produzioni artigianali del tipo "stilografica con pennino super flessibile in adamantio finitura in palladio e oro rosa con corpo e cappuccio in cuoio di yak conciato mediante masticazione".
Mightyspank ha scritto:
venerdì 13 aprile 2018, 10:21
PROPOSTA: Fondiamo una newco per la produzione di pennini flessibili e penne in celluloide. E poi aggiungo una linea in resina "pregiata" a prezzi calmierati. Sempre flessibile però! 8-)
:lol:
La cosa buffa è che tutto quello che ti viene in mente anche sparandole grosse (brain-storming) è già stato fatto davvero, Bons, quando le penne stilografiche si davano battaglia sul serio (prima della II Guerra Mondiale): pennini superflessibili con scrittura da ambo i lati in oro e platino, penne rivestite in pelle di pitone o di elefante (veri)...
Il vintage è bello proprio per questo!!! :thumbup:
Compratevi una Waterman 52, leggete il Wiki, crescete e...moltiplicatevi!!! :mrgreen:

:wave:

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Messaggio da bienne60 » venerdì 13 aprile 2018, 13:43

Scusate ma i pennini SF che monta la Platinum century 3776 non sono anch'essi flessibili?

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