Diamine Registar's Ink Archival (ferrogallico)

Le recensioni: impressioni d'uso e valutazioni direttamente dagli utenti
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GGiovanni
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Diamine Registar's Ink Archival (ferrogallico)

Messaggio da GGiovanni » domenica 23 marzo 2014, 11:39

Ciao a tutti,
dopo un periodo di assenza dal forum torno con la recensione di un inchiostro ferrogallico, il Diamine Registar's Ink.

Questo inchiostro è venduto in un semplice calamaio da 30 ml al prezzo di 10,50 €. Il calamaio, a sua volta è contenuto in una scatola di cartoncino senza imbottiture. Io prediligo le confezioni minimaliste e senza sprechi, tuttavia la forma semplice del calamaio potrebbe rendere difficile lo sfruttamento delle ultime gocce di inchiostro costringendo al travaso.

Qui sotto una foto del calamaio, notate la polverina bianca che si vede nelle aree più scure, ci torneremo più avanti, per adesso vi dico che non ho problemi di forfora :problem:
calamaio.png
Il calamaio dalla forma semplice. Notare le tracce di polverina bianca.
calamaio.png (2.89 MiB) Visto 2174 volte
Saturazione: appena steso è un blu-nero piuttosto blu, con il passare dei minuti scurisce a causa dell'ossidazione e diventa un grigio scuro con residui blu. Il processo è molto veloce nei primi 5 minuti, poi prosegue per giorni e il risultato finale dipende in parte anche dal tipo di carta. Un processo affascinante!

Qui sotto una foto con due strisciate fatte a distanza di pochi minuti, le tonalità appaiono più scure che nella realtà causa foto.
evoluzione.png
Un inchiostro vivo
evoluzione.png (1.67 MiB) Visto 2174 volte
Asciugatura: al max 7 secondi, su molte carte è molto più veloce.

Spiumaggio: assente sulla maggior parte delle carte, è possibile scrivere anche su carta di qualità molto scadente.

Sanguinamento: assente sulla maggior parte delle carte, è possibile scrivere anche su carta di qualità molto scadente.

Flusso/scorrevolezza: è un inchiostro abbastanza secco. Consiglio di usarlo su penne dal flusso dal medio in su e con pennino già scorrevole di suo. A quanto leggo questo è tipico di molti ferrogallici.

Resistenza all'acqua: molto buona già dopo pochi secondi migliora ulteriormente con il passare del tempo.
acquisisci2.jpg
Prova standard
acquisisci2.jpg (812.84 KiB) Visto 2174 volte
Sicurezza per le penne: con i ferrogallici per penne stilografiche (attenzione che non siano solo per pennini a intinzione) bisogna stare attenti all'acidità e alla possibile precipitazione di sali.
Per quanto riguarda l'acidità, se usato in una penna contemporanea, dalle plastiche attuali, e con pennino d'oro o di acciaio moderno, non mi crea preoccupazioni.
Per quanto riguarda la precipitazione di sali, beh, ricordate la polverina sul calamaio? Sono sali che ho trovato nel filetto del tappo dove era asciugato un po' di inchiostro.Per questo ho letto da più parti che sarebbe buona regola dare una sciacquata alla penna ad ogni serbatoio di inchiostro, stiamo parlando di una stantuffata d'acqua non di un lavaggio completo con smontaggio della penna!

Io, comunque, mi sono immolato per amor della scienza e ho fatto tre serbatoi alla mia M200 senza lavaggi intermedi. In un caso, causa trasferta, la penna è anche stata ferma per più di due settimane. Alla fine del terzo serbatoio il fluidissimo pistone della M200 mi è parso un po' meno dolce del solito, per cui ho lavato la penna e ho lasciato il serbatoio pieno d'acqua per una notte. Alla fine è tornato come sempre e non sono rimaste tracce di inchiostro nella penna. In ogni caso non ho mai avuto segni di intasamento durante l'esperimento. Comunque DON'T TRY THIS AT HOME! :ugeek:
Provascrittura.png
Prova scrittura
Provascrittura.png (2.28 MiB) Visto 2174 volte
Conclusioni: non diventerà il mio inchiostro tutto-giorno, il flusso secco e il colore blu-nero non mi fanno impazzire, tuttavia è un inchiostro affascinante che va sicuramente provato almeno una volta! Inoltre le caratteristiche di resistenza all'acqua e l'essere adatto a modulistica redatta sulle carte più schifose lo rende adatto a diverse situazioni. Lo consiglio! :thumbup:

Nel caso abbiate dubbi sulla sicurezza per la penne una Safari con converter e pennino M o superiore, o una Dollar 717i, e passa la paura.

Ciao,
Giovanni

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Messaggio da Irishtales » domenica 23 marzo 2014, 12:11

Grazie Giovanni per l'ottima recensione, era già candidato ad essere uno dei nuovi acquisti e dopo la tua bella recensione, diventa un inchiostro da avere assolutamente!
"Scrittura e pittura sono le due estremità della stessa arte e la loro realizzazione è identica" - Aforisma di Shitao
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Messaggio da eriel89 » giovedì 27 marzo 2014, 11:04

Grazie per la recensione :mrgreen: insieme al salix è uno degli inchiostri che voglio prendere per sperimentare nuovi inchiostri oltre all'aurora black.

Gli inchiostri permanenti/resistenti all'acqua mi fanno paura per le parti trasparenti o le demonstrator... Consiglieresti questo inchiostro per queste stilografiche o c'è il rischio di macchiarle?
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Messaggio da Resvis71 » giovedì 27 marzo 2014, 13:05

Ciao Giovanni, grazie per l'ottima recensione :thumbup:
Un altro bellissimo ferrogallico da avere.

@ariel89 - Ciao Filippo, col Salix vai tranquillo.
Massimiliano

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Messaggio da GGiovanni » giovedì 27 marzo 2014, 15:27

Non credo che ci siano problemi di macchie sulle plastiche, tuttavia in caso di timori penne a converter o molto economiche (Dollar, Reform, ecc).

Suggerisco lavaggi frequenti come scritto sopra.

Ciao,
Giovanni

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Messaggio da GGiovanni » sabato 4 ottobre 2014, 13:00

Aggiorno la recensione in quanto ultimamente lo sto usando molto nella Aleph.
Il flusso abbondante della penna e il pennino che definirei "burroso" sono un'accoppiata ideale con questo inchiostro, infatti mitigano la sensazione di secchezza che ho provato con altri pennini (pennini al di sopra di ogni sospetto in quanto estremamente scorrevoli con altri inchiostri).
Quindi con la Aleph questo inchiostro diviene molto piacevole da usare, inoltre il feathering e il Bleed Through inesistenti aiutano a tenere sotto controllo il flusso abbondante della penna :thumbup:

Dopo il tempo trascorso confermo i seguenti punti:
- nessun rischio per le penna, ma è necessario sottoporle a lavaggi frequenti anche se non si cambia inchiostro. Sembra che i vantaggi e il piacere derivante dall'uso dei ferrogallici non possa prescindere da una manutenzione assidua.
- il calamaio è scomodo man mano che il livello di inchiostro scende. Io ho risolto travasando in un calamaio TWISBI, ma anche un banale flacone di Pelikan 4001 vuoto va benissimo.

Ciao,
Giovanni

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Re: Diamine Registar's Ink Archival (ferrogallico)

Messaggio da moonchild96 » lunedì 8 febbraio 2016, 18:10

Qualche appunto dopo mesi di utilizzo:
Con questo inchiostro si può scrivere OVUNQUE: feathering e bleed through ridottissimi, come già segnalato, consentono di scrivere anche su carte estremamente economiche e porose. Non riesco a farne a meno: averlo in accoppiata ad una stilografica con pennino fine e flusso abbondante è una sicurezza quando si è costretti a sperimentare una nuova carta senza fare pasticci.

Nonostante ne faccia un uso regolare nel tempo, non lo consumo in fretta e la mia Dollar 717i demonstrator ne sta risentendo molto: il corpo è macchiato in maniera molto visibile e il semplice lavaggio con acqua non ha migliorato troppo le cose, anche quando accompagnato da qualche passata di cotton fioc e successivi bagni d'acqua e sapone per piatti. Appena finisco la carica provo diluendo un po' di candeggina in acqua. Stessa sorte è toccata alla finestrella d'ispezione della FPR Indus, che per giunta è già molto difficile da pulire.
A meno che non consumiate ricariche molto (ma molto) in fretta, vi sconsiglio di usare questo inchiostro su penne con parti trasparenti a contatto con l'inchiostro. Certo, le Dollar non contano, ma non è comunque una cosa bella da vedere.

Altro tipo di penne off-limits (per quanto riguarda la mia esperienza, naturalmente; voi potete fare quello che vi pare ^^) sono quelle in cui il gruppo pennino-alimentatore non è separabile: in particolare una Hero carenata su cui già l'Asa Blue dava qualche problema di asciugatura mi si è irrimediabilmente intasata.

Nonostante tutto amo questo inchiostro per la variazione di colore durante l'asciugatura è qualcosa di fantastico. L'odore metallic dell'inchiostro (non ricordo se sia stato già segnalato) potrebbe dare fastidio, ma personalmente non me ne curo più di tanto.

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Re: Diamine Registar's Ink Archival (ferrogallico)

Messaggio da Monet63 » martedì 9 febbraio 2016, 14:24

Ricordo benissimo questa recensione, che mi spinse a provare questo inchiostro eccezionale, strettamente imparentato col Salix.
Lo uso su 2 penne diverse, tra cui proprio una dollar demo, e confermo quanto detto da moonchild.
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Messaggio da Stormwolfie » lunedì 12 febbraio 2018, 19:43

Riporto la mia impressione.Ho acquistato questo inchiostro qualche giorno fa, un flacone di plastica nero da 100ml con etichetta di carta Diamine Registrar's ink - Blue/Black.Inizialmente l'ho provata su una Sailor con pennino F e la scorrevolezza della penna rispetto all'Aurora Black ne risente significativamente. Tutto diventa molto pastoso e poco incline allo scivolamento. Il colore rimane un blu tendente ad un grigio medio, ma ha un fascino inequivocabile, un colore cangiante che si fa notare. Ho poi caricato una VAC 700 TSWBI con pennino B e la musica è cambiata rapidamente. La penna scivola benissimo, il flusso è abbondante e l'inchiostro diventa di un blu intenso. I ferrogallici hanno un fascino evidente :-)

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