KWZ IG Green #3 (Ferrogallico) - Recensione

Le recensioni: impressioni d'uso e valutazioni direttamente dagli utenti
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Monet63
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KWZ IG Green #3 (Ferrogallico) - Recensione

Messaggio da Monet63 » domenica 14 gennaio 2018, 23:42

PROLOGO
Sono venuto in contatto con questi inchiostri perché due di essi (quello oggetto di questa recensione e il suo fratello ferrogallico Blu n° 6) mi sono stati proposti a meno della metà del prezzo di listino dal mio negoziante di fiducia. Io, vero e proprio drogato di inchiostri, non ho potuto assolutamente resistere, specialmente dando un’occhiata alle caratteristiche: ferrogallico (capirai, partiamo col botto…), fatto a mano (amo moltissimo l’artigianato in generale e quel genere di approccio), prezzo irresistibile, ottime recensioni in giro per il web. Una volta acquistati ci ho giocato per un mezzo pomeriggio, senza però caricarli mai realmente in una stilografica, per un utilizzo reale. Poi, un mesetto fa, sistemando le boccette, mi è caduto lo sguardo su questo verde e, senza starci su a pensare, ho afferrato due penne economiche (una Preppy 0,3 e una Faber Castell School con pennino M) e le ho caricate entrambe. Ad oggi sono alla terza cartuccia siringata per la Preppy, e addirittura alla quinta - sempre siringata - per la Faber Castell. Parliamo quindi di un uso che mi ha permesso di farmi un’idea sufficiente di ciò che ho per le mani, e quindi mi sono sentito pronto per la recensione.

NOTIZIE GENERALI
Gli inchiostri KWZ (Google translator ci dice che la pronuncia polacca esatta è “KAVUZET”, con una zeta morbida a metà strada tra “zeta” ed “esse”) vengono prodotti in Polonia da una coppia (lui chimico) di appassionati di scrittura e stilografiche. Volendo approfondire, in giro per il web si trovano molte notizie su di loro e sulla loro piccola azienda, interamente a conduzione familiare. Tra le cose che mi sono parse interessanti c’è il fatto che, prima di essere messi in vendita, i nuovi inchiostri vengono concretamente testati a lungo, in varie configurazioni penna/carta, da essi stessi. Chiaramente, a parità di inchiostro, le combinazioni carta/penna sono ancora molto numerose, però a livello di approccio mi è stato molto gradito e mi induce a considerare positivamente il prodotto, prima ancora di toccarlo.

CONFEZIONAMENTO E PREZZO
Gli inchiostri KWZ vengono venduti in bottigliette cilindriche, col collo più stretto del corpo ma tale da poter caricare agevolmente le penne più grandi, di vetro scuro marrone, allo scopo di proteggere il contenuto dall’azione della luce. Un’ulteriore protezione è costituita dalla scatola in cartone leggero (ma ben fatta e facile da aprire) che contiene la boccetta stessa, che ha una capacità di 60 ml. Il tappo chiude molto bene e regge tranquillamente i capovolgimenti, a patto di serrarlo a dovere; il motivo per cui ho potuto acquistare l’inchiostro a metà prezzo è stato proprio una boccetta non perfettamente chiusa, la cui perdita - seppur minima - aveva macchiato due confezioni vicine, impedendo al negoziante di metterle in vendita. L’intera boccetta è avvolta accuratamente in una pellicola trasparente tipo Domopak, prima di essere inserita nella scatoletta di cartone. Il prezzo varia a seconda della tipologia: siamo orientativamente intorno ai 16 euro per i ferrogallici, 12 euro per i tradizionali. Ecco un disegnino della boccetta che ho eseguito quando, a inizio utilizzo, ho deciso di vedere la resa su carta da disegno (in questo caso una Fabriano Ingres da 90 gr/m2, la mia preferita quando devo usare gli inchiostri).
KWZ IG Green #3 LR.jpg
PREPARAZIONE
L’apertura della boccetta produce subito un impatto non comune, dovuto al particolarissimo odore che l’inchiostro emana: dolciastro, farmaceutico, per me molto piacevole (ma potrebbe risultare fastidioso ad altri), di certo ben presente e impossibile da ignorare, percepibile anche annusando il pennino e scrivendo (seppur in modo minore). Avendo a disposizione solo due ferrogallici non sono in grado di dire se gli inchiostri tradizionali della casa hanno lo stesso odore; i due a mia disposizione (questo verde e il blu ferrogallico n° 6) odorano entrambi allo stesso modo. Come già accennato le cariche sono state effettuate in penne economiche, una precauzione che adotto sempre con inchiostri potenzialmente aggressivi che non conosco, siringando l’inchiostro in cartucce vuote. Entrambe le penne sono partite al volo senza il minimo problema, e le varie ricariche sono state effettuate senza lavaggi intermedi, neanche minimi; in pratica ho messo inchiostro quando finiva, e nient’altro.

APPROFONDIMENTI UTILIZZO E IMPRESSIONI
L’uso delle due penne ha previsto varie carte, da scrittura e da disegno. Da scrittura: Fabriano Ecoqua, Rhodia, quaderni Clairefontaine, quaderni Oxford, quaderni scolastici anni 60, blocchi United Office, carta da fotocopie Fabriano Copy 1, un taccuino Quo Vadis, carta sciolta Tomoe River leggera (circa 50 gr/m2), carta da lettera Fabriano Writech, carta da lettera Minerva (qualità premium, confezionata in bauletto di cartone). Da disegno: Fabriano Ingres da 90gr/m2, Canson C à Grain 224 gr/m2, Lana Dessin 150 gr/m2, Arches Esquisse 105 gr/m2.
Il colore è mutevole, come è lecito aspettarsi da un inchiostro con componente ferrogallica, ovvero scurisce col tempo. Il viraggio verso un tono più profondo e nerastro comincia subito dopo l’asciugatura; già dopo un quarto d’ora è più scuro, e scurisce progressivamente per almeno due giorni, limite oltre il quale non ho notato (per ora) cambiamenti di una qualche rilevanza. Appena steso, ancora bagnato, ha un deciso colore verde-nero saturo, con la componente verde molto ben individuabile; una volta asciutto comincia il viraggio che vedrà una progressiva diminuzione della componente verde (ovvero la parte colorante non ferrogallica) producendo un verde nerastro che, a seconda della carta e del flusso proprio della penna utilizzata, si stabilizzerà tra il verde nero profondo (penne abbondanti) e il verde-grigio scuro (penne più “avare” e carte ricche di sbiancanti ottici). Le penne più generose produrranno uno scritto poco distinguibile, di primo acchito, da uno eseguito con comune nero non nerissimo. Tutto ciò, se da un lato rende utilizzabile questo inchiostro anche in occasioni formali (una lettera importante, un compito in classe, etc), fa perdere un po’ del fascino insito nella tinta iniziale, ovvero un bel verde profondo, vagamente bruciato, con sfumature nere calde. Tuttavia, considerando che il comportamento dei ferrogallici è tipico e ben noto, non vedo reali motivi di lamentela circa questo aspetto.
Confronto scritture.jpg
Inserisco la scansione di alcune righe con le quali ho voluto quantificare, empiricamente e visivamente, le percentuali (colorante e ferrogallica) in gioco, eseguendo un vero e proprio test di lavaggio in acqua corrente, durante il quale la parte colorante è stata eliminata in modo pressoché totale, lasciando visibile la sola componente ferrogallica.
Test lavaggio.jpg
La composizione cromatica, desumibile dall’allegata cromatografia, indica l’uso di 3 elementi: un colorante blu/verde (probabilmente a base di ftalocianina, considerando la saturazione), un colorante giallastro (visibile ma non chiaramente distinguibile perché si è sovrapposto senza separarsi del tutto) e la parte ferrogallica.
Cromatografia.jpg
Il flusso delle due penne sulle quali l’ho caricato è aumentato, particolarmente sulla Preppy che è sempre stata molto misurata; ciò può comportare alcuni problemi di spiumaggio o di attraversamento (bleed-through) nelle carte meno adatte all’uso con stilografica, come moltissime carte porose odierne. Tuttavia se appena decenti il problema non si pone (vedi test Rhodia e Fabriano Copy1 allegati), e tutte quelle che mi sono passate tra le mani in questo mesetto non mi hanno dato il minimo problema.
Spiumaggio Rhodia.jpg
Spiumaggio Copy1 Fabriano.jpg
Per tali motivi l’uso su penne generose dovrebbe, secondo me, essere valutato con attenzione e adottato a ragion veduta, soprattutto considerando i propri gusti personali: ad esempio, se mi piacciono i flussi sostenuti, ho una Pelikan M800 e amo la carta Rhodia, ho appena trovato gli inchiostri della mia vita.
L’inchiostro ha un discreto effetto lubrificante, che personalmente trovo piacevole e adeguato alla maggior parte delle situazioni. Non risolverà i problemi di un pennino messo male, o di un pistone inchiodato, ma mitigherà facilmente piccole “asperità” di utilizzo.
Le sfumature sono percepibili, ma non si può dire che siano il punto forte di questo inchiostro; oltretutto sono ancora meno evidenti in caso di tratti particolarmente fini, complice lo scurimento del colore.
Per quanto riguarda i tempi di asciugatura, si va dai 5 secondi per la maggior parte delle carte ai circa 10 secondi per le patinate (Rhodia, Oxford, etc); si tratta di valori di tutto rispetto, in ogni caso da prendere a titolo indicativo. Siamo comunque di fronte a un inchiostro adatto a chi necessita o gradisce tempi di asciugatura non troppo lunghi.
Il comportamento in caso di contatto con acqua è quello peculiare di un ferrogallico moderno contenente coloranti non idroresistenti: in caso di lavaggio la parte a base di coloranti viene via, lasciando inalterata la sola componente ferrogallica, di colore grigio caldo. Allego una scansione che, laddove ce ne fosse bisogno, chiarisce molto bene la questione. In definitiva non è un inchiostro indelebile nel senso stretto del termine, ma uno studente che venga colto da un temporale avrà sempre la certezza di poter leggere ancora i suoi preziosi appunti.

CONCLUSIONI
Indubbiamente siamo di fronte a un inchiostro di qualità, con molte frecce al suo arco. Personalmente ne sono stato rapidamente affascinato, grazie ad aspetti specifici che me l’hanno fatto letteralmente amare. Pur necessitando di un minimo di manutenzione in più rispetto a inchiostri standard, specialmente con stilografiche dotate di pennini in acciaio, i ferrogallici moderni non sono così aggressivi come si immagina, soprattutto se si ha l’accortezza di caricarli in penne dotate di pennino in oro, molto meno sensibili all’azione corrosiva. Il mio giudizio finale si piazza tra il “da avere” e “ottimo”; non ho assegnato il massimo solo perché un po’ povero a livello di sfumature, ma si tratta comunque di un bel “9” pieno. Presto testerò allo stesso modo il fratello blu, ma questo particolarissimo verde è entrato di prepotenza nella rosa dei miei inchiostri preferiti. Complimenti al produttore.
Allegati
Recensione.jpg
L’opera d’arte è sempre una confessione.
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KWZ IG Green #3 (Ferrogallico) - Recensione

Messaggio da AinNithael » domenica 14 gennaio 2018, 23:52

Ricca recensione, grazie. :thumbup:

Avendo il suo "fratello" blu intatto, attendo la sua recensione :)
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Messaggio da Siberia » lunedì 15 gennaio 2018, 11:25

Colore molto affascinante, grazie Monet
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KWZ IG Green #3 (Ferrogallico) - Recensione

Messaggio da Miata » lunedì 15 gennaio 2018, 12:21

Grazie per la completissima recensione!

p.s. Il disegno è incredibile :clap:
Florinda


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Messaggio da Orlandoemme » lunedì 15 gennaio 2018, 13:52

Bello l''inchiostro, bella la recensione ma soprattuto bello il disegno.
Hai la mano felice e si vede subito.
Orlando
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KWZ IG Green #3 (Ferrogallico) - Recensione

Messaggio da efreddi » martedì 16 gennaio 2018, 9:58

Bella e dettagliatissima recensione e disegno spettacolare, complimenti!


Ciao
Elia
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Messaggio da MaPe » martedì 16 gennaio 2018, 15:50

Chiedo venia, ma dopo aver visto il disegno la recensione dell'inchiostro è passata in secondo piano. Dovevi metterlo alla fine!!!
Ottima recensione, inchiostro interessante, calligrafia molto piacevole disegno superlativo :clap:
Massimo

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KWZ IG Green #3 (Ferrogallico) - Recensione

Messaggio da Stilo18 » martedì 16 gennaio 2018, 16:26

Bella recensione: col disegno, precisione fin nei dettagli chimici dell'inchiostro....e poi lavaggio in acqua corrente :wtf:

Grazie davvero, il tuo servizio al forum è unico!! :thumbup:

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Messaggio da Maruska » martedì 16 gennaio 2018, 16:45

bel colore e bellissima calligrafia
Maruska
L’egoismo non consiste nel vivere come ci pare ma nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi.
(Oscar Wilde)

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