Buffetti Handle.

Le recensioni: impressioni d'uso e valutazioni direttamente dagli utenti
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AskTheDust
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Il mio inchiostro preferito: Pelikan 4001 Dark Green.
Misura preferita del pennino: Medio
Località: Parma.
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Buffetti Handle.

Messaggio da AskTheDust » martedì 2 ottobre 2018, 21:15

Introduzione.
Eccomi qui, emozionato e petulante - come da copione -, nel tentativo di portare il mio contributo a questa gentilissima comunità.
Sono ormai passati un mese e spiccioli da quando ho scoperto sia le stilografiche che il Forum. Un mese e spiccioli in cui ho avuto modo di destreggiarmi, con una certa regolarità, fra differenti pennini, tipologie di carta e inchiostri di vario genere; il tutto, accompagnato dal fertile influsso positivo della curiosità, dalle piacevolissime letture informative che ho qui scovato e dagli utilissimi consigli scambiati in privato con alcuni utenti che ringrazio tuttora - Claudia e Mimmo in particolare.
Un mesetto da principiante stilografico, quindi, ed è proprio da principiante che mi appresto a fare la prima recensione, recensione di una penna, appunto, per principianti: abbordabile, pratica e poco impegnativa. Ma cominciamo dal principio, non vi pare? (va bene, i giochi di parole finiscono qui, perché non fanno ridere se non della stupidità di chi scrive).

Sono sempre stato legato alla scrittura, prima in modo catastrofico - anni fa scrivevo male, controvoglia, affondando la biro con violenza nella carta, quasi a volerla ferire per vendicarmi di un torto. Disordinato e pasticcione, impugnavo male qualsiasi strumento di scrittura, e la mia mano sudaticcia e impacciata finiva con il cancellare l'inchiostro subito dopo averlo steso. Traumi a non finire, insomma. Poi, pian piano, mi sono adattato, mi ci sono abituato, e la necessità di scrivere moli sempre crescenti di appunti, da studentello diligente, mi ha portato a correggere e perfezionare il tutto, fino a far nascere in me una vera passione-ossessione. Anni trascorsi. Bic divorate, perse, lanciate in testa a compagni e professori - già, sono più bravo a scrivere che a calcolare le traiettorie di lancio, il che è tutto un dire. Pagine e pagine. Appunti. Note sui libri. Appunti. Promemoria. Cartoline. Lettere. Palinodie. Lettere al Padre. Studio. Appunti, appunti, appunti. Le mie mani sono anche diventate meno sudaticce e impacciate, a forza di scrivere.
Comunque, a un certo punto ho sentito il desiderio di avere una penna da portare sempre con me, da personalizzare. Perché non una stilografica? ma ero completamente ignorante - nel mondo scolastico-universitario non penso di averne mai viste di utilizzate, ma potrei essere stato troppo attento a seguire la lezione piuttosto che guardarmi intorno. Ho provato a cercare qualcosa con cui iniziare, qualcosa di economico, per capire se, effettivamente, questo mondo facesse al caso mio o meno. Ho trovato una Buffetti Handle.

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(i due colori Buffetti Handle in commercio)

Non mi dilungherò troppo sulle panoramiche riguardanti la casa produttrice e la marca distributrice, perché ho già scritto abbastanza righe sui miei vaniloqui personali e finirei per appesantire decisamente il tutto. La penna è distribuita e firmata da Buffetti - società italiana che si occupa di forniture per l'ufficio -, ma è prodotta dalla Schneider Pens - azienda tedesca specializzata, principalmente, nel campo industriale degli articoli di scrittura.
E' possibile, per chi fosse interessato, trovare tutte le informazioni necessarie su queste due ditte sul web, o anche in alcune discussioni proprio qui sul Forum (si vedano la "Prova su Carta - Schneider ID" e, consigliatissima per gli interessati, la "Prova di Durata - Schneider Base" effettuate da Phormula).

Linea, estetica e dimensioni.
Ora, finalmente, concentriamoci un po' sulla penna.
Iniziamo dall'aspetto: un lungo fusto cilindrico che si allarga verso il cappuccio per poi chiudersi in una clip decisamente particolare.
L'estetica è molto semplice, quasi minimalista. Banale, se non fosse per la sua clip sinuosa, che si ripiega su se stessa e aggiunge un tocco di leggerezza e freschezza.
La penna è progettata per un uso scolastico e d'ufficio. Semplice nelle forme e nei materiali; giovanile, ma non eccessivamente sgargiante; intrigante, a suo modo.

Se devo essere sincero, inizialmente non mi aveva particolarmente attratto, anzi, la trovavo piuttosto grottesca, con questa forma più da pennarellone per lavagna che da stilografica. Acquistata per convenienza di prezzo (€5.90 da listino), mi sono poi ricreduto - vuoi per il legame nato dall'utilizzo, vuoi per il mio carattere un po' lunatico, vuoi per le prestazioni del prodotto -, tanto da acquistarne anche una seconda.
E' possibile trovare la penna in due colori: blu e verde. A cambiare sono la clip e il fondello, mentre fusto e cappuccio restano sempre di un nero lucido. La misura del pennino è media, non ci sono varianti.

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(confronto fra le dimensioni della stilografica, un pennarello grande e una classicissima biro)

Le dimensioni sono generose, ma non invadenti, e richiamano quelle della Schneider Base e tutta la galassia di penne scolastiche targate Schneider Pens. In relazione alla forma, il peso è contenuto.
Di seguito qualche dato (approssimazioni).

Lunghezza chiusa: 14.5cm.
Lunghezza aperta senza cappuccio calzato: 13.3cm.
Lunghezza con cappuccio calzato: 16.3cm.
Diametro medio impugnatura: 1.3cm.
Peso totale (scarica): 15g.
Peso senza cappuccio (scarica): 9g.

Componenti, materiali e qualità.
Come già accennato, la penna è molto semplice, ed è costituita da: clip, cappuccio, fusto, fondello, pennino, alimentatore e impugnatura - con relativo rivestimento. Viene venduta con all'interno una falsa cartuccia, alloggiata, e una cartuccia Schneider di colore blu, sigillata, posizionata all'interno del fusto - e questo per entrambe le versioni, quindi il colore della penna non incide sul colore della cartuccia di prova.

Tutto è in plastica o derivati, escluso il pennino in acciaio: rigido, a punta tonda e per nulla flessibile.
Fusto, cappuccio e impugnatura, in nero lucido, sono costituite da un polimero differente rispetto a quello di clip e fondello, che sono invece più ruvidi al tatto. La chiusura è a pressione (sufficientemente sigillata, il pennino non si asciuga, ma ovviamente non fa gridare al miracolo: fa il compitino).
L'impugnatura è in gomma e, sebbene presenti tre gruppi di scanalature, di forma cilindrica.
Sia il pennino che l'alimentatore sono sicuramente prodotti Schneider Pens e condivisi con altri modelli della marca stessa, come le Schneider Base - ma credo che tutta la penna sia di fabbricazione Schneider, anche se non sono riuscito a trovare informazioni a riguardo.

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(le singole parti della penna)

Materiali economici, che però non peccano più di tanto nella qualità. Dopo un mese di intenso utilizzo, di smontaggi, di rimontaggi, esperimenti vari ed efferati trasporti - in tasca ogni giorno e ovunque, insieme agli altri accessori, senza tanti complimenti (in particolare il modello a clip verde, la prima che ho utilizzato) - ho potuto solo notare qualche graffietto sul fusto a livello del fondello, e un lievissimo scolorimento della plastica. Normali segni d'usura, considerato che la utilizzo sempre con il cappuccio calzato, sfilandolo e rinfilandolo di continuo.
Penso sia perfetta da tenere in un astuccio o sulla scrivania nel mare caotico di altre penne e oggetti, che sicuramente non teme.
Non mi è mai caduta, ma credo possa resistere a qualche volo accidentale. Sono molto più scettico per quanto riguarda la resistenza a pressione: meglio non sedercisi sopra o calpestarla.

Scrittura, comodità e manutenzione.
Passiamo alla pratica, ovvero il campo di effettivo giudizio di tutte le stilografiche nate per macinare chilometri e chilometri di carta.
Ho utilizzato la penna soprattutto su carte economiche (quaderni e blocchi note) con finitura ruvida, su fogli per fotocopie e post-it (incredibilmente stressanti per le stilografiche - o meglio, per gli inchiostri -, a quanto ho notato).
L'azzurra è sempre stata caricata con inchiostro Schneider Blu (non il più scorrevole degli inchiostri, a mio parere, ma economico e funzionale - tra l'altro, ci vuole un po', all'inizio, per avviare il flusso: non demordete, una volta partita non la ferma più nulla), mentre la verde ha visto passare per l'alimentatore numerosi inchiostri, per lo più Waterman (e, lasciatevelo dire, con gli inchiostri Waterman - ma anche con il Pelikan 4001 Royal Blue - il pennino vola sulla carta).
Il piacere della scrittura non è mai venuto meno. Vero, non è il pennino più morbido e scorrevole che ci sia, ma credo che, in combinazione con l'alimentatore, esegua più che discretamente il proprio compito - l'inchiostro fa tanto, a dirla tutta: quello economico della Schneider tende ad allargare il tratto ed essere leggermente più viscoso nella stesura, ad esempio, del Waterman Harmonious Green (attualmente caricato nella penna verde).
Altra nota positiva è il flusso, che non ha mai arrancato nemmeno durante lunghe sessioni di scrittura. La collaborazione pennino-alimentatore restituisce un bellissimo tratto medio tendente al fine. L'afflusso di inchiostro è costante e controllato.
Alimentatore e pennino, molto solidi, sono (come già detto) di stampo Schneider Pens. Garanzia tedesca assicurata. Precisi e solidi. Non sgarrano e resistono a ogni tipo di maltrattamento senza perdere colpi. Io ho una mano carina, piccolina, ma vergata da anni e anni di Bic, quindi, per nulla gentile. Pesante e severa. Poco delicata. Queste stilografiche non hanno mai fatto una piega.

La comodità è spesso relativa. Io trovo che l'impugnatura rotonda sia preferibile a quella spigolosa e piramidale. Sicuramente la scanalatura nel rivestimento in gomma permette una presa più sicura (ho tanto odiato i rivestimenti lisci delle penne a sfera, un incubo). Inoltre, non ho più la mano sudaticcia di un tempo - già -, però non ho mai riscontrato alcuna scivolosità.
Ho più volte macchiato con vari inchiostri, durante i miei esperimenti personali, il rivestimento di gomma, che si è sempre lasciato pulire senza difficoltà e senza manifestare cicatrici: dopo un mese di utilizzo, è ancora lindo e liscio come all'inizio.
La stilografica è compatibile con cartucce internazionali sia lunghe che corte, ed è possibile inserire nel fusto una seconda cartuccia corta di scorta, oltre a quella in uso. L'ho anche utilizzata con un convertitore internazionale e non ho mai avuto problemi, nemmeno nell'immergere la penna nell'inchiostro e nel pulirla poi (piccola nota: non è compatibile con gli standard ''internazionali'' delle cartucce cinesi, che sembrerebbero avere un attacco troppo largo per calzare).
Penso possa essere anche resa un Eyedropper, con un minimo di lavoro - bisognerebbe sigillare il fondello oltre all'aggancio. A quel punto il serbatoio diventerebbe alquanto capiente.
Una menzione speciale va alla clip, decisamente resistente, ampia e affidabilissima.

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(dalla prima riga all'ultima: carta Pool Over 80g Extra White, carta quaderno Favini 80g, foglio generico A4 per fotocopie, carta Moleskine taccuino A5, carta Pignastyl, carta Post-It)

E' possibile smontare completamente la penna, e la pulizia risulta facile e veloce. Non penso abbia comunque bisogno di troppa manutenzione, a meno che non abbiate la mania di variare spesso inchiostro come me e occorrano lavaggi approfonditi e vari - ho pulito la versione blu, caricata costantemente con lo stesso inchiostro, una sola volta, poi mai più.

Conclusione.
Ricapitolando, la Buffetti Handle si presenta e si comporta per quello che è: una modestissima penna scolastica e da ufficio senza pretese o vanità, ma affidabile, funzionale e dinamica.
Vista l'economicità, la facile reperibilità e la compatibilità con le cartucce internazionali, sento di consigliarne l'acquisto a chi si avvicina al mondo della stilografica, chi desidera uno strumento scolastico affidabile, o chi vuole semplicemente aumentare il proprio assortimento in ufficio - senza paura di furti, smarrimenti o rotture per sforzo.
Spero, inoltre, che la mia panoramica possa essere di aiuto a chi cerca esperienze e pareri legati a questo prodotto.

Volendole dare qualche valutazione generale (giudicandola esclusivamente nel contesto delle penne scolastiche), i punteggi totalizzati sarebbero i seguenti:

Estetica: Particolare, ma non speciale. La clip la salva dall'anonimato. (3/5)
Componenti: Economici, ma affidabili. (3/5)
Scrittura: Bilanciata e puramente funzionale - è una penna per appunti. (4/5)
Manutenzione: Facilmente smontabile. (5/5)
Rapporto qualità/prezzo: Difficile da battere per un prodotto europeo. (5/5)
Voto globale: Scolastica di tradizione tedesca ad un prezzo davvero alla portata di tutti. (20/25)

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(un ultimo sguardo alle penne)

Caro lettore, se sei arrivato fino a qui, complimenti! mi accorgo di aver esagerato un tantino, ma penso siano stati l'euforia della prima recensione, l'entusiasmo mistico e l'attaccamento emotivo che si creano nei confronti della propria prima stilografica. In cuor tuo, non potrai che perdonarmi e comprendermi.

Un caloroso saluto.
Luca.

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Messaggio da ASTROLUX » martedì 2 ottobre 2018, 21:26

Sarò fissato ma le impugnature in gomma non le sopporto...diventano appiccicose.

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Messaggio da diegok54 » mercoledì 3 ottobre 2018, 1:04

Bellissima e poetica recensione (non c’è presa in giro: scrivi benissimo).
Penna umile e interessante. Grazie!

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Messaggio da AskTheDust » giovedì 4 ottobre 2018, 10:34

Molte grazie Diego, sia per i complimenti che per la lettura. :)
ASTROLUX ha scritto:
martedì 2 ottobre 2018, 21:26
Sarò fissato ma le impugnature in gomma non le sopporto...diventano appiccicose.
Più che una fissazione è più la realtà dei fatti. Hai ragione. :lol:
Ho comunque notato che molte volte la cattiva esperienza con l'impugnatura in gomma deriva dal fatto che non c'è nessun cappuccio a coprirla, e quando la penna viene riposta (specialmente se insieme ad altri oggetti, o in un astuccio in tela) tende ad attrarre la sporcizia e la polvere, tipo calamita.
Nonostante la scanalatura, che potrebbe dare l'impressione opposta, è veramente molto semplice da pulire - nel caso dovesse diventare oltremodo appiccicosa. Capisco che sia però una seccatura.

:wave:

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Messaggio da Normie » giovedì 4 ottobre 2018, 11:44

Bellissima recensione, con le impugnature in gomma odi et amo purtroppo, la mia frontier ne sa qualcosa :mrgreen:

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Messaggio da Monet63 » giovedì 4 ottobre 2018, 12:41

Normie ha scritto:
giovedì 4 ottobre 2018, 11:44
Bellissima recensione, con le impugnature in gomma odi et amo purtroppo, la mia frontier ne sa qualcosa :mrgreen:
Nelle Frontier (anche sfera) il problema è facilmente aggirabile: il rivestimento dell'impugnatura è sottilissimo, e viene via tipo "gratta e vinci". Dopo di che si ha un'impugnatura un po' più lucida ma ancora saldissima.

Nelle Schneider Smart, e in tutte le penne che usano quel tipo di gruppo, compresa quindi la Handle, non ho invece mai notato problemi di appiccicosità.
:wave:
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Umberto Saba

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Messaggio da Monet63 » giovedì 4 ottobre 2018, 12:43

Normie ha scritto:
giovedì 4 ottobre 2018, 11:44
Bellissima recensione, con le impugnature in gomma odi et amo purtroppo, la mia frontier ne sa qualcosa :mrgreen:
Nelle Frontier (anche sfera) il problema è facilmente aggirabile: il rivestimento dell'impugnatura è sottilissimo, sostanzialmente una patina, e viene via tipo "gratta e vinci" anche con una monetina. Dopo di che si ha un'impugnatura un po' più lucida ma ancora saldissima.

Nelle Schneider Smart, e in tutte le penne che usano quel tipo di gruppo, compresa quindi la Handle, non ho invece mai notato problemi di appiccicosità.
:wave:
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Umberto Saba

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