Picasso 915

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francoiacc
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Picasso 915

Messaggio da francoiacc » venerdì 3 agosto 2018, 21:44

Lo scorso anno quando ho iniziato ad avvicinarmi a questo hobby ho ovviamente avuto un certo timore reverenziale di fronte a penne di un certo livello e di un certo costo. La cosa più naturale per me è stata quindi iniziare a tastare il terreno guardando ad una produzione occidentale più abbordabile e il mercato cinese. Avevo da poco ordinato la mia prima Delta, una The Vintage presa nuova sulla baia e volevo provare qualche penna che non fosse la solita Jinhao o Hero da pochi dollari e che potesse darmi un’idea di quale potevano essere i “best buy “sul mercato cinese.
Questa Picasso è stata una delle primissime Cinesi che ho ordinato e tra queste è ancora oggi una tra le più interessanti e tra le mie preferite. Riceverla è stato un mezzo parto, ordinata nel lontano dicembre 2017, sul più noto sito di aste, si è inaspettatamente presentata alla soglia della mia porta in una uggiosa mattinata di fine marzo 2018.
La penna l’ho ordinata completa di scatola, cosa che ha comportato un leggero costo in più, ma in generale non amo ricevere penne in anonimi blister di plastica. La confezione si presenta essenziale e ben fatta come visibile dalle foto. All’interno della scatola troviamo un libretto scritto in cinese ed inglese (tradotto un po’ male), una card, due cartucce e la penna… in un blister di plastica!
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Ovviamente l'odioso blister l'ho incenerito
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Parte del fusto della 915 è realizzato in celluloide leggermente trasparente, in controluce si può vedere il converter nella penna. La penna è disponibile in diverse colorazioni, tra tutte ho preferito la rossa, sia perché la trovavo già dalle foto molto accattivante con un bell’effetto di profondità del materiale, sia perché era l’unica con le finiture dorate, che personalmente preferisco alle finiture rodiate. Oltre a questa parte di fusto in celluloide, la penna è realizzata in metallo con una laccatura nera lucida. La penna ha pertanto un bel peso, e la buona qualità costruttiva le conferisce un certo senso di solidità. Le dimensioni sono di una stilografica grande, parliamo di 14.5cm chiusa, 13 cm senza cappuccio e ben 17 cm incappucciata. Il fusto, di forma affusolata verso la coda, ha un diametro di 1.35 cm nel punto maggiore, dove si avvita la sezione. Quest’ultima, anche essa affusolata verso il pennino, ha un diametro che va da 1.2 cm a 1 cm. Il peso complessivo è di ben 55gr con il converter pieno di inchiostro, di cui il fusto è 28 gr.
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Il solo cappuccio, essendo interamente in metallo, pesa quasi metà penna, tuttavia ciò non comporta sbilanciamenti della penna quando impostato, per il semplice motivo che non serve farlo date le buone dimensioni della penna senza cappuccio. Visto il peso e le dimensioni è evidente che non è una penna indicata a mani piccole o a chi predilige strumenti più “delicati”, bensì a coloro che preferiscono penne di “sostanza”. Io per lunghe sessioni di scrittura l’ho trovata un po' affaticante nonostante il buon bilanciamento del solo fusto. La sezione peraltro ha un rivestimento rugoso disegnato per facilitarne l’impugnatura, specialmente se si hanno le mani che tendono a sudare.
Il cappuccio è a scatto, ma nonostante la chiusura si bella salda, in realtà non credo sigilli bene il gruppo scrittura in quanto se lasciata ferma per diversi giorni fa un po' di capricci a ripartire, ma una volta ripartita non si ferma più! La clip e la banda dorata sulla base del cappuccio sono entrambe di dimensioni generose, la clip è ben molleggiata mentre sulla banda dorata troviamo incisi una serie di cuoricini ed il logo Picasso.
La penna usa cartucce o converter ad attacco standard. Il converter è fornito in dotazione alla penna, come tutte le cinesi, ma questo è evidentemente di qualità superiore alla media dei suoi connazionali.
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Ma veniamo a quello che io reputo essere il pezzo forte di questa penna: il gruppo scrittura. La Picasso 915 l’ho ricevuta dopo che mi sono passate tra le mani diverse penne cinesi e non, e su molte specialmente appartenenti al primo gruppo, ho dovuto aggiustare il pennino. Su questa NO, non ho fatto altro che dargli una lavata con acqua fredda con qualche goccia di detersivo lavapiatti e una risciacquata, quindi dopo averla asciugata per benino l’ho inchiostrata ed ho iniziato a scrivere ed è stato un piacere fin dal primo momento. Quando scrivo ho un minimo feedback che non è assolutamente fastidioso, per il resto è non solo scorrevole, con un bel tratto medio ed un bel flusso generoso, ma ha anche un pennino che trovo particolarmente bello esteticamente e di dimensioni generose. A guardarlo sembra un po' più grande di un nr.6 standard, purtroppo però non sono mai riuscito a smontarlo per paragonarlo ad un nr. 6 JoWo. Sul pennino vi è incisa una colomba, il logo Picasso, la misura (M nel mio caso ma non mi risulta ce ne siano altre) e la scritta France, che assumo indichi la provenienza del pennino. Credo che questo possa spiegare la buona qualità del pennino caratterizzato da un tratto decisamente occidentale e ben regolato; io lo trovo più grosso anche del tratto Broad della mia Dolcevita.
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La penna mi è costata 27.18€ spedita, a questo prezzo decisamente superiore alla maggior parte delle cinesi, ho una penna che da un bel senso di solidità ben rifinita e che soprattutto scrive deliziosamente bene “out of the box”. I maggiori difetti che a parer mio affliggono questa penna sono il peso un po' troppo elevato, soprattutto in considerazione che parte del fusto è fatto in celluloide (dobbiamo fidarci… ma sarà vero?), il fatto che fatica un pò a ripartire se lasciata ferma per diversi giorni ed una estetica che non è delle più raffinate, ma quest’ultimo e pur sempre un aspetto molto soggettivo.

Ed ecco la prova di scrittura
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Francesco

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Messaggio da Bons » martedì 21 agosto 2018, 9:20

Povero Pablo. :?

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Messaggio da zoniale » martedì 21 agosto 2018, 10:36

Io certo branding non lo capisco proprio. Tralasciando un produttore di cartoleria cinese (i cinesi, bravi a produrre, sono ancora un pelo naif nel marketing), ci sarebbe anche la Citroen:
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Cosa mi vorranno significare? Che è l'ideale per trasportare tutte e 5 le signorine di Avignone?
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Messaggio da Bons » martedì 21 agosto 2018, 11:57

zoniale ha scritto:
martedì 21 agosto 2018, 10:36
Io certo branding non lo capisco proprio. Tralasciando un produttore di cartoleria cinese (i cinesi, bravi a produrre, sono ancora un pelo naif nel marketing), ci sarebbe anche la Citroen
Mi chiedo sempre quale legame possa esserci tra un innovatore rivoluzionario come Picasso e oggetti dal "design" piuttosto ordinario (a prescindere che possano essere o meno di aspetto gradevole).
Dalla sua, la Xara Picasso, almeno fu innovativa quando uscì, e la Citroën, nella sua storia, è stata spesso rivoluzionaria nelle soluzioni tecniche e stilistiche. Anche se, comunque, la domanda resta: che c'entra Picasso?

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Messaggio da solstizio71 » giovedì 23 agosto 2018, 22:39

Un marchio non deve avere necessariamente attinenza con il prodotto venduto. Si potrebbe chiamare trullallà e di fatto produrre stilografiche niente male e che scrivono bene, pur essendo un po' naif.

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