FPR Himalaya (flex) - Recensioni a Mazzi

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FPR Himalaya (flex) - Recensioni a Mazzi

Messaggio da HoodedNib » mercoledì 1 agosto 2018, 14:44

Salve a tutti e finalmente vi scrivo di questa penna che ho da un pochino dopo averla provata, rimaneggiata, pulita, smontata e rimontata, cambiato colori ed essermela rigirata per un po, una Fountain Pen Revolution modello Himalaya, variante Taj Mahal (si riferisce al colore della stessa) con pennino "flex".

Dimensioni (copio dal loro sito):
Lunghezza da chiusa : 13.4cm
Lunghezza con cappuccio : 15.2cm
Diametro sezione: 1cm
Diametro corpo: 1.2cm
Peso (vuota): 16gr

Questa e' una penna abbastanza ben fatta, indiana e non particolarmente costosa, l'ho presa 30 euro da un negozio in Olanda. Ha una certa varieta' di pennini a disposizione ma io l'ho presa proprio perche' avevo sentito parlare del suo pennino flessibile accompagnato da un alimentatore di ebanite decente e del fatto che per averlo in acciaio bastava aggiungere tre euro al prezzo (differente storia se lo si voleva d'oro) e sono stati quei tre euro in piu' che mi hanno fatto prendere la penna.
E in effetti la penna scrive piu' che decentemente, ha una buona variazione di tratto (vedere prova di scrittura) e tiene anche abbastanza bene senza fare troppo "binario", il pennino e' elastico ma non troppo, bisogna mettere la giusta forza per azionarlo e ritorna presto alla sua posizione originaria. L'alimentatore in ebanite scavata fornisce tutto l'inchiostro che serve e in abbondanza, infatti questa penna BEVE ed ha la tendenza ad essere un discreto innaffiatoio.
La scrittura e' scorrevole quando non si flette e anche quando si flette non e' male, non s'impunta e non fa salti quando si curva una lettera mentre flette.
Viene fornita in 7 varianti in acrilico (mi sembra che sia tornita dal pieno) alcune molto belle secondo me piu' 2 in ebanite rippled. Il corpo e il cappuccio di questa Taj-Mahal e' semi trasparente e mi viene da pensare che sia cosi' in molti delle varianti acriliche.

La penna viene fornita con un converter a siringa molto semplice da usare, il converter si avvita alla sezione scrivente quindi non credo si possano usare cartucce di alcun tipo, a meno che non ne esistano a vite ma e' comodo da usare ma decisamente poco capiente per l'uso flex. Ma d'altra parte la penna e' facilmente convertibile ad eye-dropper, basta un po di grasso al silicone sulla vite e il gioco e' fatto e nel serbatoio ci stanno dentro 3 ml buoni (forse anche 4) di inchiostro.

Cosa non va nella penna: premetto che e' la mia prima indiana e non ho idea di come siano generalmente queste penne a livello di qualita' visto che se ne parla meno delle cinesi, quindi quello che segue riguarda la penna che ho per le mani.
Avendo montato e smontato la penna piu' e piu' volte per pulirla, infatti non era libera da grassi di lavorazione e ho dovuta lavarla e spazzolarla diverse volte prima di convincere l'inchiostro a scorrere come doveva, mi sono accorto che per quanto sia facile montare e smontare pennino e alimentatore la penna e' sensibile a come si posiziona la coppia pennino-alimentatore nello chassis della penna: se premi l'alimentatore troppo in fondo (a fine corsa, diciamo) quest'ultimo non riceve abbastanza inchiostro dal serbatoio ma per qualche motivo la stessa cosa succede se lo metti troppo avanti, se il pennino viene messo troppo indietro la fessura tra rebbi finisce sotto lo chassis e quindi la penna ticchetta o flette male. Se si mette l'alimentatore troppo indietro rispetto al pennino (e basta poco) la penna smette di scrivere in ogni modo.

Altra cosa la qualita' di scrittura e' molto sensibile all'inchiostro che viene usato, deve avere una buona lubrificazione e non essere troppo liquido, se manca una delle due la penna scrive ma fa fatica a lavorare in flessione, nel primo caso "si trascina" un po' troppo la carta mentre nel secondo letteralmente allaga il foglio finendo dall'altra parte. Ne ho provati diversi e alla fine mi sono assestato su questo KWZ Walk over Vistula.
Anche la carta, se e' troppo lucida (tipo la Oxford Optik), tende a dare problemi usando la penna in flessione visto che tende a formare una micropozza alla fine dei tratti curvi quando la penna si stacca dal foglio (tipo sulle "a") mentre e' piu' che ottima se la si usa come una penna normale. Con altre carte, come questa Fabriano EcoQua va ottimamente, cosi' come anche in altre carte meno porose.
Allegati
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Prova Scrittura
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Penna con converter montato
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Messaggio da Syrok » martedì 16 ottobre 2018, 3:39

Complimenti bella penna e bei colori io le ho tendenzialmente viste tipo eyedrop in stile bambù e mi piacciono per il loro stile splice, questa invece ricorda più le cinesi decorate con motivi classici.
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Messaggio da HoodedNib » martedì 16 ottobre 2018, 8:28

I colori della penna sono molto belli e hanno molta "profondita'". Provandola risulta una buona penna, molto flessibile con qualche problema di posizionamento di pennino pero, bisogna perderci un attimo di tempo per posizionarlo a dovere quando si estrae dalla sezione.

Ho provato ad usarla come eyedropper ma nel mio caso la cosa non funzionava. Ho ingrassato (sia col silicone che con la cera) la vita ma alla fine passava sempre abbastanza aria da dare una perdita nel cappuccio, invece col converter a siringa va tutto bene. Per ora la uso con il Diamine Moon dust, un grigio shimmer, abbastanza carino, non da problemi con questa penna.
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Messaggio da blaustern » martedì 16 ottobre 2018, 8:35

Grazie per la recensione! Dettagliata ed esauriente e di scorrevole lettura. :thumbup:
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