Jinhao 1200

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piobove
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Jinhao 1200

Messaggio da piobove » mercoledì 18 ottobre 2017, 16:49

Un paio di mesi fa acquistai su internet una penna Jinhao 1200 di un kitsch che innamora: puntale nero con guarnizioni dorate e un corpo rivestito di un lamierino cesellato tipo "maglia" (per lo più dorato o, nel mio caso, argentato). Il fermaglio, lavorato a mano (così dicono) è a forma di draghetto con gli occhietti rossi. Non è il primo di questo tipo, come si può vedere in una recensione del Forum su una Dikawen
https://forum.fountainpen.it/viewtopic. ... 45#p144294
La penna è arrivata nei tempi giusti (poco più di un mese), così ho potuto provarla subito.
Pennino F tipo occidentale. Nessuna falsa partenza o interruzione durante la scrittura. Dopo essere stata ferma per qualche giorno nella cassettiera, la penna scrive subito.
Ho letto che qualche amico del Forum, che ha acquistato la stessa penna, ha dei problemi. Purtroppo questo è il difetto principale delle penne cinesi: non esiste il controllo della qualità. La stessa penna può capitare a qualcuno scorrevole, a qualche altro un chiodo. Penso però che qualche accorgimento (suggerito dal Forum) possa rimettere in riga la maggior parte delle penne. Per essere collezionisti bisogna essere un po' smanettoni.
Unico difetto della Jinhao 1200: il cappuccio, che si chiude bene a scatto sul pennino, rimane solo appoggiato sul fondo della penna. Chi è abituato a inserire il cappuccio durante la scrittura rischia di vederlo saltare via in qualsiasi momento, con grave danno del drago che può perdere gli occhietti.
Però la penna è molto pesante e scrivere con il cappuccio inserito affatica la mano.
Questi i dati tecnici:
Peso (penna carica): 50 gr
Lunghezza (chiusa): 13,7 cm
Lunghezza (senza cappuccio): 12,8 cm
Lunghezza (cappuccio calzato sul fondo): 16,6 cm
Pennino: F bicolore
Alimentazione: converter

L'acquisto di una penna cinese è stata l'occasione per tornare a rivedere la sezione cinese del Museo Missionario di S. Francesco a Fiesole.
Qui ho potuto rimirare draghi, dragoni e draghetti. Padre Sebasiano Ceccherelli, uno dei fondatori e, per tanti anni, curatore del Museo, scriveva nelle sue memorie, in un capitolo dal titolo "Popolo geniale":
" Un mio cristiano di Ma-Shan, caduto in miseria, per sbarcare il lunario, senza mai aver esercitato il mestiere di fabbro, avuto nelle mani un fucile Mauser lo esaminò, lo studiò attentamente ... e quindi armato di qualche lima portata da un suo zio reduce da Han-Kow e di altri rudimentali utensili propri dei fabbri di quelle montagne, servendosi di vecchio ferraccio, riuscì a rifare perfettamente una serie di detti fucili che rivendeva a moneta sonante."
Padre Ceccherelli oggi si sarebbe stupito dell'abilità de cinesi nel clonare le stilografiche :lol: :lol: :lol:
Marco

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