Sheaffer Snorkel Sentinel

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Sheaffer Snorkel Sentinel

Messaggio da Rosso Corsa » venerdì 11 agosto 2017, 16:53

Essendo in vacanza in montagna, al fine di trascorrere il tempo nelle rare (speriamo che rimangano tali...) giornate di maltempo proseguo la mia sequenza di pseudo-recensioni stilografiche.
Cercate di essere comprensivi, e sperate in uno stabile bel tempo sulle Alpi....

Questa volta riporto qualche informazione su una stilografica di gran successo degli anni 50, caratterizzata da uno dei meccanismi di caricamento più complessi mai prodotti: La Sheaffer Snorkel.

Non ho dovuto raccogliere troppe notizie in giro per il web, essendomi imbattuto in un articolo estremamente dettagliato ed interessante che trovate nel bel sito PenHero.com: Sheaffer Snorkel 1952 - 1959.

La Sheaffer lanciò nel 1950 il nuovo sistema di caricamento Snorkel, il cui obiettivo era quello di evitare di intingere pennino e sezione nella boccetta d'inchiostro. A tale scopo, svitando la parte terminale del fusto un cilindretto cavo di metallo fuoriusciva da sotto il pennino, attraverso una cavità nell'alimentatore. A questo punto si poteva intingere solo questa specie di grosso ago di siringa nella boccetta, e quindi utilizzare il meccanismo Touchdown (anch'esso introdotto anni prima dalla Sheaffer) per aspirare l'inchiostro.
In pratica, si trattava di una ulteriore complicazione del già non semplicissimo sistema Touchdown. Il quale, tra l'altro, non assicurava una grande capacità di ricarica, specie su stilografiche di dimensioni piuttosto ridotte.

Ecco alcune immagini, di pessima qualità (scusate...):
SheafferSnorkelSentinel_01.JPG
SheafferSnorkelSentinel_02.JPG
SheafferSnorkelSentinel_03.JPG
SheafferSnorkelSentinel_09.JPG
Personalmente non reputo molto razionale complicare così tanto il meccanismo di caricamento al solo scopo di evitare di intingere il pennino nell'inchiostro, tuttavia a giudicare dal buon successo commerciale di questa famiglia di stilografiche il grande pubblico negli anni 50 non la pensava come me, forse anche influenzato da una serie di campagne pubblicitarie in cui La Sheaffer investì notevoli risorse.

A partire dal 1950 la Sheaffer scelse un formato abbastanza sottile per le stilografiche Snorkel, la Thin Model (TM) line.
Ma pur mantenendo le stesse forme, dimensioni e proporzioni adottò questo sistema di caricamento su molti modelli, sia dotati di "White dot" che senza.
Special, Admiral, Saratoga, Sovereign, Statesman, Clipper, Valiant, Sentinel, Crest, Signature, Autograph, Triumph e Masterpiece sono i nomi di tutti i modelli "Thin Model line" commercializzati nel corso degli anni 50. Non molto diversi tra loro, e per la maggior parte senza caratteristiche di gran lusso, anche se ci furono alcune interessanti eccezioni.
Sulla pagina di PenHero.com sopra menzionata si fa cenno anche a un modello demonstrator, non destinato alla vendita, totalmente in plastica trasparente per evidenziare il complesso meccanismo di caricamento.
Il meccanismo Snorkel fu in seguito adottato anche sulla prestigiosa PFM (Pen For Men), ma in questa pseudo recensione rimango su primi modelli sottili.

La stilografica in mio possesso, sempre spacciata dal solito losco figuro Fabrizio ( :mrgreen: ), é una Sentinel che credo sia stata
prodotta tra il 1952 e il 1959.
Ecco alcune immagini, sempre di pessima qualità (ri-scusate...):
SheafferSnorkelSentinel_04.JPG
SheafferSnorkelSentinel_05.JPG
SheafferSnorkelSentinel_06.JPG
SheafferSnorkelSentinel_07.JPG
SheafferSnorkelSentinel_08.JPG
Si tratta di una variante "White dot", non certo una stilografica di lusso ma comunque di buon livello, equipaggiata con pennino 14 ct. e con cappuccio in acciaio con anello e clip placcati oro.
La buona qualità della penna si desume anche da qualche dettaglio, come ad esempio il sistema di avvitamento del cappuccio al fusto, in cui entrambe le spirali che guidano l'avvitamento sono in metallo (é stato appositamente inserito il pezzo metallico sulla sezione).

Il colore della plastica é un abbastanza vivace azzurro pastello (così sostiene mia moglie, io sono un poco daltonico...), uno dei più comuni su questo modello.
Il materiale plastico ha conservato una buona lucentezza, il fusto é privo di graffi o segni di rilievo tanto da farmi decidere di rinunciare alla solita lucidatura di rito. Anche il cappuccio in acciaio inossidabile lucido é in buono stato, come la placcatura dell'anello alla sua base. Anche qui, quindi, nessuna lucidatura: pasta Iosso risparmiata e naturale pigrizia assecondata.... :D
I colori vivaci delle plastiche, in aggiunta al classico nero, sono un'altra caratteristica della gran parte delle varianti della TM line: azzurro, verde, anche dei toni vivaci di rosso e molto altro. Credo che anche questa varietà di colori abbia contribuito al grande successo di queste stilografiche.

Peso e dimensioni riflettono la strategia della Sheaffer di quel periodo: penne sottili adatte anche alle mani affusolate delle gentili signore. Forse l'incredibile Hulk avrebbe apprezzato una penna un poco più massiccia, ma per il resto degli scrittori credo che le sue dimensioni fossero accettabili. Approssimativamente:
lunghezza chiusa: 142 mm;
lunghezza senza cappuccio: 126 mm;
diametro alla base del cappuccio: 10,5 mm

Il peso é adeguato alle dimensioni, direi non eccessivamente ridotto: 18 g scarsi (serbatoio vuoto) di cui circa 6 g di cappuccio.
Non avendo mani particolarmente grandi trovo l'impugnatura abbastanza comoda ed il peso adeguato.
Non chiedetemi se l'equilibrio rimanga buono inserendo il cappuccio sulla parte superiore del fusto, poichè come sempre mi rifiuto di adottare questa configurazione.

La Sentinel come la maggioranza dei modelli della TM line utilizza un pennino Sheaffer tipo Triumph, in questo caso un 14 ct. a due colori.
Esteticamente apprezzo moltissimo la forma di questo pennino, uno dei simboli della Sheaffer (e anche della Pen.Co, l'azienda italiana che, diciamo, si ispirò alle Sheaffer per la sua produzione... :mrgreen: ).
Ma per quanto riguarda l'esperienza di scrittura, devo dire che spesso il Triumph, anche nella sua versione oro 14 ct.,presenta una rigidità davvero marcata. Nel caso di questo esemplare, poi, siamo ai livelli di pennino - chiodo. Credo che ciò sia anche dovuto alla misura del suo tratto che, anche se non indicata da nessuna parte, é sicuramente un F sottile. Direi un EF, che da questo punto di vista non ha nulla da invidiare agli spessori filiformi dei famosi pennini Giapponesi.

Non ho da mostrarvi prove di scrittura non disponendo qui in montagna di inchiostri validi, comunque ho fatto in passato qualche breve esperienza con un paio di tipi di inchiostro e l'impressione é stata sempre la stessa: un chiodo ultra rigido.
Ammesso che sia possibile eseguire una messa a punto di questo tipo di pennino, il nostro mitico Nib Master Ugo forse potrà fare l'ennesimo miracolo ad uno dei prossimi Pen Show, chi lo sa... :D

Diciamo quindi che l'esperienza di scrittura non é il punto di forza di questa mia Sheaffer Snorkel, che comunque apprezzo sia per gli aspetti costruttivi originali che la caratterizzano, sia per la sua importanza e rappresentatività negli anni 50, il periodo in cui é stata prodotta ed utilizzata.


Ciao :wave:
Mauro

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Messaggio da Musicus » venerdì 11 agosto 2017, 17:54

Di nuovo complimenti, Mauro: recensione brillante ed esaustiva! :thumbup:
Foto decisamente buone a corredo ;) e citazioni correttamente inserite ed opportune.
Per quanto riguarda gli inchiostri, sappi che in montagna ci arrivano anche quelli... :lol:
Per quanto riguarda il cappuccio calzato,
1599px-1954-Sheaffer-SnorkelPen-Brochure-Int.jpg
dato per scontato da tutti (ma proprio tutti) i Produttori storici, forse ti accadrà quello che è capitato a me: dopo averlo provato relativamente tardi, ora non riuscirei più a scrivere senza...
Sempre avanti così, a parte il maltempo!! :D
:wave:

Giorgio

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Messaggio da Andrea_R » venerdì 11 agosto 2017, 19:14

Mauro ricordati che in caso volessi sbarazzartene ci sono sempre io :D ti saluto e buone vacanze

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Messaggio da Rosso Corsa » venerdì 11 agosto 2017, 19:50

Musicus ha scritto:
venerdì 11 agosto 2017, 17:54
Di nuovo complimenti, Mauro: recensione brillante ed esaustiva .....
Grazie Sergio per gli apprezzamenti, troppo generosi. In realtà in questo caso tutte le informazioni erano già raccolte in quel bellissimo articolo su penHero.com. Le foto poi sono scarse assai, ma la luce a disposizione era quella di una giornata uggiosa nel mio paesino montano... :)

Per quanto riguarda il fatto di scrivere con il cappuccio infilato sul fusto, non credo che cambierò mai idea.
Il mio problema é che tratto le mie stilo con cura maniacale (a parte in qualche occasione, per fortuna rarissima, in cui per ignoranza ho combinato guai terrificanti...) e solo l'idea che il cappuccio possa causare dei micrograffi sul fusto mi impedisce di adottare questa configurazione... :D


Ciao :wave:
Andrea_R ha scritto:
venerdì 11 agosto 2017, 19:14
Mauro ricordati che in caso volessi sbarazzartene ci sono sempre io ti saluto e buone vacanze
Andrea, ci avrei giurato che avrei destato il tuo interesse di fanatico per i tratti filiformi! :D

La prossima volta che ci vediamo te la faccio provare, ma vedrai che rimarrai deluso: trattasi davvero di un nail-nib. Credo proprio che solo il mitico Ugo potrebbe porre rimedio...


Ciao :wave:
Mauro

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Messaggio da zoniale » venerdì 11 agosto 2017, 20:53

Insieme alle coeve Parker 51, le Sheaffer Snorkel sono penne sviluppate per essere massimamente pratiche e, come le 51, hanno pennini rigidi e talvolta dal tratto molto sottile.
Ho però imparato che spesso i pennini vanno "aggiustati" non solo allineando tra loro i rebbi, ma anche correggendo la tipica curva all'insù e allargendo il canale tra i rebbi per ottenere una buona qualità di scrittura.
Per fare questo consiglio di smontare del tutto il pennino: operazione non difficile, se si sa come fare.


Io so come si fa :twisted:
Michele

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Messaggio da fab66 » venerdì 11 agosto 2017, 21:29

Io conosco un losco figuro che tempo fa ha accattato la rarissima versione demonstrator :o
Lo tengo sotto ricatto perchè potrei dire alla di lui signora quanto ha sborsato :mrgreen:

PS.... si fà per ruzzà...... FORSE....... :twisted:

Bravo Mauro, vedo che stai studiando anche se sei in vacanza :thumbup:
Fabrizio

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Messaggio da zoniale » venerdì 11 agosto 2017, 23:59

Rosso Corsa ha scritto:
venerdì 11 agosto 2017, 21:28
Come si smonta il pennino Triumph, semza combinare disastri!?? :o
  • Sviti la parte anteriore dell sezione (pennino + pezzetto in plastica nera liscia) dal resto della sezione (plastica nera zigrinata). Fai attenzione, che questo libera la guarnizione in gomma in cui scorre lo snorkel)
  • Sviti il pennino dalla parte anteriore della sezione.
  • Regoli il pennino
  • Riavviti il pennino, che - invariabilmente - risulterà disallineato rispetto all'alimentatore.
  • Ruoti l'alimentatore, così da allinearlo correttamente con il pennino, usando un cacciavite inserito nell'intaglio posteriore dello stesso.
  • Rimonti il tutto senza dimenticare la guarnizione dello snorkel.
  • Ti godi una gran penna.
Michele

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Messaggio da tavazzi » domenica 13 agosto 2017, 16:55

Salve, ne posseggo una identica, anche come colore e come pennino EF. Il quale anche nel mio caso e' assolutamente rigido, come deve essere, ed e' anche scorrevolissimo, una piuma che non ha nulla da invidiare ad una Sapporo per es. , od altra Sailor contemporanea con pennino fine. Naturalmente sto' parlando della mia. Saluti
Sergio
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Messaggio da Rosso Corsa » domenica 13 agosto 2017, 19:56

A questo punto mi pare evidente che la mia Sentinel vada sistemata, e che i pennini Trimph delle Snorkel, anche EF, sono rigidi ma scrivono in modo egregio.
Seguirò le preziose indicazioni di Michele, e sperando di non combinare disastri sistemerò anche la mia stilo....

Ciao :wave:
Mauro

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Messaggio da piccardi » domenica 13 agosto 2017, 23:45

Rosso Corsa ha scritto:
domenica 13 agosto 2017, 19:56
... i pennini Trimph delle Snorkel, anche EF, sono rigidi ma scrivono in modo egregio.
Non vorrei contribuire a far salire la febbre da Snorkel Pen, ma devo precisare che se la seconda affermazione è vera sempre (a meno di danneggiamenti, ovvio) la prima no.

Ci sono, anche se piuttosto rari, pure pennini delle Snorkel flessibili. Non al livello di un pennino aperto degli anni '20 o precedenti, ma comunque senz'altro molto gradevoli.

Per un rarissimo caso di ipertrofia dei glutei il secolo scorso, quando mi è capitato di frequentare gli States, ne ho trovato uno, recensito qui:

https://www.penciclopedia.it/1694/recen ... orkel-pen/

Simone
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