Montblanc Hemingway al lavoro

Cosa si può fare con la stilografica? Scrivere e... disegnare e ... dipingere!
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fufluns
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Messaggio da fufluns » martedì 30 agosto 2016, 23:20

Lo so, lo so... questo tema non va qui, ché questo é un foro per parlare d'arte. Ma già che il sottotitolo recita "Cosa si può fare con la stilografica? Scrivere e... disegnare e ... dipingere!", posso aggiungere anche questo: "Correggere".

Ed eccola qui, dunque, la penna, in queso caso la mia Hemingway, al prosaico lavoro, correggendo le bozze della rivista pronta per la stampa, e firmando, pagina dopo pagina, il "visto buono" (il che vuol dire solamente che, nel caso rimanessero degli errori, la colpa sarebbe solo mia...).

Spesso leggo di appassionati che si chiedono e domandano quale uso fare di una penna "speciale". Per me, la cosa più speciale di ogni penna é usarla per qualsiasi cosa.

Penna Montblanc Hemingway al lavoro.jpg

Angel91
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Messaggio da Angel91 » mercoledì 31 agosto 2016, 0:42

Ma firmi in spagnolo?

Comunque complimenti . Sono d'accordo che la cosa più bella e usare una penna ogni giorno.

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fufluns
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Messaggio da fufluns » mercoledì 31 agosto 2016, 1:26

Angel91 ha scritto:Ma firmi in spagnolo?

Comunque complimenti . Sono d'accordo che la cosa più bella e usare una penna ogni giorno.
Siccome sono più di 200 pagine, in realtà firmo con una sigla, per accorciare i tempi. E devo usare un tampone per asciugare l'inchiostro, in modo da non dover attendere tra una pagine e l'altra...

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Messaggio da Angel91 » mercoledì 31 agosto 2016, 8:51

Si, scusa, mi riferivo al timbro ;).

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Messaggio da Alverman » mercoledì 31 agosto 2016, 10:07

Buongiorno Fufluns, una curiosità: quale colore usi per correggere le bozze?
Vedo che firmi, mi pare, con il nero; immagino che non verrà usato anche per le correzioni, o mi sbaglio?

Alberto

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Messaggio da ciro » mercoledì 31 agosto 2016, 10:52

Franco,
quanto ti capisco! Io stesso predico l'utilizzo di questi meravigliosi gioielli da scrittura come strumenti da ogni giorno e da lavoro: ti aiutano ad apprezzare quello che fai, danno importanza al momento e ti gratificano dal profondo.

Tu ad esempio stai firmando un lavoro sicuramente molto importante con la tua Hemingway (ti conosco anche dalle pagine di Wikipedia, non fare il modesto con me :) ), io invece non disdegno di scrivere neanche i post-it più banali con la mia Anastasia perché anche se ho scritto solamente "check the LY-023 code in the system" è comunque parte del mio lavoro, della mia vita e per me è giusto che gli dia importanza.

Sci standomi un po' dall'argomento principale, insomma sei anche tu uno di quelli che la penna l'abbraccia? :lol:
Mi riferisco alla tua impugnatura, io ho sempre pensato che fosse corretto distendere le dita, però se i risultati sono i tuoi direi che abbraccio pure io questa filosofia! :lol:

Ah, un'ultima cosa, anche alla Hemingway è impossibile calzare il cappuccio?

Un saluto,
Ciro
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Messaggio da Miata » mercoledì 31 agosto 2016, 15:22

Complimenti, per la penna e per il tuo lavoro che mi sembra particolarmente interessante. Usandola, onori la tua Hemingway nel modo migliore, se non il solo, possibile per una stilografica. :clap:

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Messaggio da fufluns » mercoledì 31 agosto 2016, 16:28

Alverman ha scritto:Buongiorno Fufluns, una curiosità: quale colore usi per correggere le bozze?
Vedo che firmi, mi pare, con il nero; immagino che non verrà usato anche per le correzioni, o mi sbaglio?

Alberto
La Hemingway é normalmente inchiostrata con una di queste tre tinte: Montblanc Toffee Brown, Montblanc Collodi o Diamine Terracotta. In questo caso, si tratta del Toffee Brown. Faccio anche le correzioni con l'inchiostro che ho nel serbatoio. Ormai, le correzioni su carta e le firme servono solo per il loro significato "probatorio"; quel che conta davvero, sono le correzioni elettroniche fatte sui documenti in formato PDF...
Un saluto.

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Messaggio da fufluns » mercoledì 31 agosto 2016, 16:30

Angel91 ha scritto:Si, scusa, mi riferivo al timbro ;).
Sí,il timbro é in spagnolo. La tipografia che stampa la rivista si trova a San José, in Costa Rica.

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Messaggio da fufluns » mercoledì 31 agosto 2016, 16:39

ciro ha scritto:Franco,
quanto ti capisco! Io stesso predico l'utilizzo di questi meravigliosi gioielli da scrittura come strumenti da ogni giorno e da lavoro: ti aiutano ad apprezzare quello che fai, danno importanza al momento e ti gratificano dal profondo.
Tu ad esempio stai firmando un lavoro sicuramente molto importante con la tua Hemingway (ti conosco anche dalle pagine di Wikipedia, non fare il modesto con me :) ), io invece non disdegno di scrivere neanche i post-it più banali con la mia Anastasia perché anche se ho scritto solamente "check the LY-023 code in the system" è comunque parte del mio lavoro, della mia vita e per me è giusto che gli dia importanza.
Sci standomi un po' dall'argomento principale, insomma sei anche tu uno di quelli che la penna l'abbraccia? :lol:
Mi riferisco alla tua impugnatura, io ho sempre pensato che fosse corretto distendere le dita, però se i risultati sono i tuoi direi che abbraccio pure io questa filosofia! :lol:
Ah, un'ultima cosa, anche alla Hemingway è impossibile calzare il cappuccio?
Un saluto,
D'accordo al cento per cento, caro Ciro. Nelle foto la Hemi sta facendo qualcosa di semi-serio, ma anch'io uso le mie penne per tutto: annoto i numeri di telefono (sono più veloce sulla carta che sul tastierino virtuale del telefono), i giorni in cui fioriscono le mie piante, annoto dove metto quelle cose che ripongo in posti cosí sicuri che poi sicuramente non li ricorderò...
E' proprio come tu dici: sono pezzi della vita, come tutto fuggevoli, e la penna li marca con un segno netto e proprio.

Quanto all'abbraccio: non so bene cosa rispondere, ma sí, la penna la tengo cosí.

E infine: il cappuccio della Hemingway si può calzare, ma io normalmente non calzo le mie penne, per varie ragioni. Mi piace molto la forma del fusto, pensa per esempio a una 149 non calzata. La penna non calzata é in generale, per i miei gusti, più equilibrata alla scrittura. Non calzando il tappo, non segno il fusto. Il labbro del tappo é uno dei punti più delicati di una penna stilografica, e avrai visto anche tu quante penne finiscono per avere il labbro sbeccato o crepato. Credo sia perché venivano calzate, e anche per questa ragione preferisco evitarlo.

Un caro saluto a te.

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Messaggio da fufluns » mercoledì 31 agosto 2016, 16:44

MiataJPS ha scritto:Complimenti, per la penna e per il tuo lavoro che mi sembra particolarmente interessante. Usandola, onori la tua Hemingway nel modo migliore, se non il solo, possibile per una stilografica. :clap:
Grazie MiataJPS. Io capisco anche quelli che hanno con le loro penne un rapporto puramente estetico, e che godono segretamente ogni volta che ne aprono la scatola e le rigirano tra le dita senza inchiostrarle. Le penne sono spesso oggetti molto belli.

Come lei, io sento che é naturale usarle. Naturale significa, qui, che asseconda la loro natura.

E d'altro canto, non saprei giustificarmi l'acquisto di nuove penne se non le usassi. Mi giustifico a mala pena facendone uso...

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Messaggio da rolex hunter » mercoledì 31 agosto 2016, 17:02

fufluns ha scritto: io normalmente non calzo le mie penne,
fufluns ha scritto: La penna non calzata é in generale, per i miei gusti, più equilibrata alla scrittura.
fufluns ha scritto: io sento che é naturale usarle. Naturale significa, qui, che asseconda la loro natura.
E d'altro canto, non saprei giustificarmi l'acquisto di nuove penne se non le usassi. Mi giustifico a mala pena facendone uso
:thumbup: I miei punti di vista (ma anche sentimenti) sono affatto simili ai tuoi, e non saprei come esprimerli meglio :thumbup:
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la penna perfetta non esiste, quindi per essere felici bisogna avere tante penne (cit.)

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Messaggio da maxpop 55 » mercoledì 31 agosto 2016, 17:57

fufluns ha scritto: ..............
...............................
Spesso leggo di appassionati che si chiedono e domandano quale uso fare di una penna "speciale". Per me, la cosa più speciale di ogni penna é usarla per qualsiasi cosa.
:clap: :clap: :clap: peccato che io molto spesso non lo faccio :cry:
Il valore di una stilografica non dipende dal costo, ma dal valore che noi le diamo.

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