TIBALDI INFRANGIBILE a leva #20 – F.S193 – 1930

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TIBALDI INFRANGIBILE a leva #20 – F.S193 – 1930

Messaggio da Musicus » giovedì 22 dicembre 2016, 21:02

Preludio strappalacrime…
L’anno 2016 che ormai volge al termine è stato per me, sotto il profilo della nostra comune passione stilografica, del tutto straordinario: per alcuni entusiasmanti ritrovamenti, certamente, ma anche per le ben 35 (trentacinque) recensioni da me compilate (di penne più o meno comuni, più o meno belle, più o meno ben conservate), oltre che per le decine di pubblicità d’epoca commentate e conferite al nostro Wiki…
Un anno forse irripetibile, iniziato il 1° Gennaio con una penna che pubblicizzava un’automobile (AURORA RA2 per “ISOTTA FRASCHINI”), che voglio degnamente concludere oggi con la recensione di una penna (altrettanto blasonata) che pubblicizza un treno, o meglio una locomotiva: TIBALDI Infrangibile per “FERROVIE DELLO STATO 193”.
Bene, asciughiamoci le lacrime e andiamo a festegg…ehm a incominciare!!

Firenze-Tibaldi, 22 Dicembre 1930
Alla Stazione Tibaldi di Firenze fervono i preparativi per la partenza dell’Infrangibile 20.F.S193 per Bolzano-Vienna che porterà alcuni fortunati viaggiatori a trascorrere Natale e Capodanno nella capitale austriaca…
1.TIV.jpg
I bagagli da caricare sono molti, e tutti di gran lusso (ah, la pelletteria fiorentina!)…
2.TIV.jpg
Bisogna fare presto…
3.TIV.jpg
Finalmente, tutto è pronto: si accendono i fuochi, la pressione del vapore sale…
4.TIV.jpg
Una volta liberato, il rostro della locomotiva è pronto a fendere l’aria…
5.TIV.jpg
Fiiiiiiiiiiiiiiii......Partenza!!!
Il convoglio si stacca lentamente dalla banchina…
6.TIV.jpg
Buon Viaggio, Infrangibile!!!

- FINE –



L'iscrizione personalizzata
7. TIV. F.S193.jpg
Dopo approfondite, logoranti ricerche (ed anche una consulenza del Gran Maestro, cortesissimo nell’escludere l’origine militaresca della sigla :thumbup:), sono giunto alla conclusione che la meno improbabile delle possibili spiegazioni della sigla
- F . S -
193
riportata in modo poco consueto tanto sul cappuccio che sul fusto della mia Infrangibile, possa individuare una classe di locomotive delle Ferrovie dello Stato.
Di seguito allego l’evoluzione del logo delle Ferrovie (informazioni tratte dal sito museodelmarchioitaliano.it) dal 1907 (anno in cui furono accentrate tutte le tratte locali indipendenti) al 1922 al 1929 (il cambio successivo avverrà dopo la II Guerra nel 1946).
8.marchio-ferrovie-dello-stato-1907, 1922 e 1929.jpg
Come si può vedere, solo nel 1929 compaiono i puntini (e l’effetto in rilievo).
Le locomotive a vapore F.S.193 sono ben conosciute come “locomotive preda bellica”, poiché furono consegnate all’Italia dall’Austria alla fine della I Guerra Mondiale come parte del risarcimento dovuto per il conflitto.
Cito letteralmente da Wikipedia: “Le locomotive gruppo 193 erano locomotive a vapore per treni merci, di rodiggio 0-3-0, pervenute dopo il 1918 alle Ferrovie dello Stato in seguito allo smembramento del parco rotabili della rete austriaca della Südbahn.
Le locomotive provenivano dal parco rotabili della Südbahn che le aveva ordinate, soprattutto per la trazione dei treni merci, alla fabbrica di locomotive di stato austriaca StEG e successivamente dopo il 1860 anche alla Neustädter Lokomotivfabrik di Vienna e alla Maschinenfabrik di Esslingen raggiungendo la quantità complessiva di 205 locomotive entro il 1872. La serie inizialmente inquadrata nel gruppo 23, dopo il 1864 fu inserita nel nuovo gruppo 29. Le locomotive furono divise per ripagare i danni di guerra dopo la prima guerra mondiale. L'Italia ne ebbe assegnate 26 unità, quasi tutte di fabbricazione StEG, che vennero immatricolate nel gruppo 193 con numeri progressivi da 001 a 026.

Secondo i registri che ho potuto consultare, 8 di queste locomotive su 26 furono demolite nel 1928: delle restanti 18 mi è stato detto che molte erano state vendute alle Ferrovie di paesi africani o sudamericani dove ricominciarono una nuova vita di lavoro…
Ma come questo possa essere divenuto motivo per un'iscrizione su una stilografica Tibaldi del 1930 (anno di produzione della penna, ma anche in un momento successivo), beh questo resta per me un vero mistero… :problem:

Ma eccola (“e finalmente!” dirà il lettore impaziente ;) ), una delle ultime sopravvissute (non tra le italiane, però), l’unica locomotiva prodotta negli anni 1860 ad essere ancora occasionalmente utilizzata (sembra si tratti addirittura della più antica locomotiva a vapore con tender separato funzionante esistente nel mondo), ovviamente in Austria, dalla Graz-Köflach Bahn (GKB)!
9. Eisenbahn-671-httpscommons.wikimedia.orgwikiFileEisenbahn-671.JPG.JPG
Le locomotive del gruppo ricalcavano un tipico progetto del tempo sviluppato sul modello delle locomotive francesi conosciute come "Bourbonnais" che si era rivelato costruttivamente affidabile e di grande semplicità.

Che faccio: lo vado a scomodare il Carducci che probabilmente ad uno di questi destrieri fumanti si ispirò nel 1863 per il suo inno “A Satana”?!?
Ma sì, dai, se è solo per questa volta… :angel:

Un bello e orribile
Mostro si sferra,
Corre gli oceani,
Corre la terra:

Corusco e fumido
Come i vulcani,
I monti supera,
Divora i piani;

Sorvola i baratri;
Poi si nasconde
Per antri incogniti,
Per vie profonde;

Ed esce; e indomito
Di lido in lido
Come di turbine
Manda il suo grido,

Come di turbine
L'alito spande:
Ei passa, o popoli,
Satana il grande.

Passa benefico
Di loco in loco
Su l'infrenabile
Carro del foco.
...


Beh, scomodato il Carducci per ragioni tematiche, scomoderò anche il Boccioni, per ragioni cromatiche…
10. BOCCIONI - Addii.jpg
Umberto BOCCIONI (1882-1916): Gli addii, Stati d’animo II (1911) New York, The Museum of Modern Art (dono Rockefeller), particolare.

No, mi dispiace, non è previsto alcun premio per chi ha individuato la locomotiva a vapore al centro del dipinto… :mrgreen:

Ma ora ricomponiamoci, e rimettiamo la recensione sui binari consueti…

Continua ….
Ultima modifica di Musicus il giovedì 22 dicembre 2016, 23:01, modificato 5 volte in totale.

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TIBALDI INFRANGIBILE a leva #20 – F.S193 – 1930

Messaggio da Musicus » giovedì 22 dicembre 2016, 21:10

La penna
TIBALDI INFRANGIBILE misura media [#20] in celluloide “verde lapislazzolo” [sic] tornita da barra piena, parti metalliche a vista laminate oro, pennino Tibaldi Extra 14 Carati, caricamento a leva, produzione Italia anno 1930.
11. TIV The Pen.jpg
Le misure
Chiusa: cm.12,2
12. TIV. capped 1.jpg
Cappuccio: cm.5,5
13. TIV. open 1.jpg
Fusto: cm.11,9 (con pennino esposto di cm.1,8)
14. TIV. open 2.jpg
Con cappuccio calzato: cm.15 (con pennino esposto di cm.1,8)
15. TIV. posted 1.jpg
Diametro massimo (al cappuccio): mm. 12,7
Diametro fusto all’iscrizione: mm. 11,6
Diametro medio all'impugnatura: mm. 10,3
Peso a vuoto: gr. 15
Fusto: gr. 10

Storia e stile
Chi volesse conoscere l'interessante storia di questo blasonatissimo Produttore, il primo assolutamente “italiano” (come negli anni ‘20 del secolo scorso era orgogliosamente riportato sulle belle scatoline azzurre che contenevano le rientranti della Casa fiorentina), potrà fare riferimento al nostro formidabile Wiki: https://www.fountainpen.it/Tibaldi/it
Ulteriori preziose informazioni si possono rinvenire nella bibbia del collezionismo stilografico italiano, l’imprescindibile “La Storia della Stilografica in Italia 1900-1950” di Letizia Jacopini, e nel volume “TIBALDI”, AA.vv., Ed. Mondadori Electa, 2007.

Per parte mia, penso giovi ricordare al lettore che “In principio era Duofold, e dopo fu… Duofold streamline”. :angel:
Il primo modello bicolore rosso&nero in ebanite della gloriosa penna fu lanciato nel 1921, aggiornato alla celluloide nel 1926, ristilizzato per ottenere una più fluida aerodinamicità nel 1929.
Di seguito vediamo il modello tradizionale (1) e il nuovo modello “streamline” (2, nella taglia più piccola) in una delle primissime pubblicità nelle quali le penne ormai solo più in celluloide vengono presentate insieme al pubblico italiano (1930), ed in una pubblicità successiva che mostra l’evoluzione streamlined in taglia grande (1931).
16. PARKER DUOFOLD. 1930-11 e 1931-04.jpg
Come tutti gli altri Produttori italiani, anche Tibaldi dalla metà degli anni 1920 non potè esimersi dal copiare la rivoluzionaria Parker: era ciò che il mercato richiedeva. Ma Tibaldi, a differenza degli altri, seppe farlo da par suo, potendo contare su un team creativo/tecnico di prim’ordine. La basilare differenza con una Parker Duofold originale è nel sistema di caricamento: la scelta del caricamento a leva su un corpo tipo-Duofold (quindi nato per il pulsante di fondo “nascosto” da un fondello...
17. TIV. lever filler.jpg
...rientra a mio personale giudizio in quella predilezione per i “meccanismi a vista” che la squadra vincente Benelli/Tibaldi aveva dimostrato nella realizzazione delle sue ambiziose creazioni precedenti, Perfecta con caricamento twist filler sopra tutte…
La levetta mostra una insolita palettina circolare e si avvale di un comodo ed elegante invito ellissoidale scavato nella celluloide.
18. TIV. lever filler.jpg
La caratteristica straordinaria dell’esemplare in presentazione (non osservata nei testi da me consultati) e che proprio da questa differenza nel sistema di caricamento discende, è la colorazione nera del fondello, che appare un deliberato virtuosismo stilistico non essendoci alcun fondello da svitare! 8-)
La barra di celluloide cambia semplicemente colore, dal “verde lapislazzolo” al nero, senza alcuna soluzione di continuità evidente…
19. TIV. false black blind cap.jpg
La ragione di questa curioso “trompe-l’œil”, realizzato a regola d’arte, potrebbe a mio avviso risiedere nel desiderio di mantenere comunque riconoscibile quella cifra stilistica tanto amata dal pubblico: come proclamava orgogliosamente la pubblicità della Parker a proposito della prima Duofold, infatti: “…i colori smaglianti in contrasto colle estremità nere, ne fanno un oggetto di rara bellezza”.
Il “falso” fondello riproduce in lunghezza la testina del cappuccio, questa sì in ebanite nera: cm.0,5 di lunghezza per entrambi (esclusa la leggerissima bombatura del cap top).
20. TIV. cap top and false blind cap.jpg
Continua ….
Ultima modifica di Musicus il giovedì 22 dicembre 2016, 22:54, modificato 4 volte in totale.

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TIBALDI INFRANGIBILE a leva #20 – F.S193 – 1930

Messaggio da Musicus » giovedì 22 dicembre 2016, 21:19

Ma torniamo all’evoluzione storica.
Dopo la copia del classico modello cilindrico in ebanite, seguendo le orme dell’evoluzione della Parker, anche la prima penna in celluloide prodotta da Tibaldi fu ancora la stessa penna, che venne commercializzata (secondo quanto risulta da una pubblicità su rivista riportata a pag.66 del secondo testo citato) come “Modello 20 colorata infrangibile”. Si trattava di una stilografica tipo-Duofold tornita da barra piena di celluloide tinta unita, con cappuccio a vite privo di anellini, testina cilindrica piatta in ebanite (flat top), clip laminata oro con la scritta TIBALDI in verticale, sezione con terminazione cilindrica, pennino in oro 14 Carati (marchiato TIBALDI /14 CT/ 1° QUALITA’), con il fusto riportante l’iscrizione “Mod.20” in orizzontale sotto la levetta di caricamento.
Il secondo modello in celluloide prodotto dalla Tibaldi (la penna oggetto della presente recensione) fu come abbiamo visto la versione che Parker aveva definito “Duofold streamline” con testina, fondello, cappuccio e fusto non più d’impianto perfettamente cilindrico bensì nella più filante forma tronco-conica, che comparve sul mercato americano solo nella seconda metà del 1929: in questo caso, però, a differenza della Parker, Tibaldi immise sul mercato anche una versione in ebanite (variegata, dagli straordinari colori giallo-verde e giallo-blu oltre che nera).
La versione in celluloide fu denominata INFRANGIBILE,
21. TIV. main inscriptions.jpg
rendendo così nome proprio (di modello) quel semplice aggettivo che Parker aveva da subito scelto per connotare anche nelle pubblicità italiane la celluloide (permanite), essendo la robustezza insieme al colore la principale caratteristica tecnica di questo innovativo materiale plastico.
Siccome non si può copiare ciò che non è ancora stato visto, dobbiamo attendere almeno tutto il 1930 per vedere nascere la TIBALDI INFRANGIBILE che sfrutta la forma particolarmente elegante del modello d’oltre oceano.
A quanto ho potuto capire, le due tipo-Duofold di Tibaldi (quella “tradizionale” cilindrica tipo 1 in celluloide, e quella “nuova” coi terminali filanti tipo 2 in celluloide ed anche in ebanite) continuarono a convivere, entrambe con e senza anellini sul cappuccio, fino a tutto il 1931, quando la Casa abbandonò il caricamento a leva in favore di quello a pulsante di fondo.
Eccovi di seguito un confronto tra l’Infrangibile #20 con due anellini (qui davo conto del ritrovamento, ugualmente avvenuto in un mercatino!!) e la penna in presentazione (senza alcun dubbio una #20 anch’essa, la misura media fra la 26 grande e la 18 piccola, ma priva del numero sotto il fondello): penne accomunate da un medesimo destino di radicale (quanto affascinante) viraggio del colore…
22. TIBALDI INFRANGIBILE 20 e 20 capped.jpg
La differenza che balza subito all’occhio è l’assenza di anellini a decoro della parte inferiore del cappuccio.
Il fermaglio, una reinterpretazione della clip Parker fissata ad anello, di impianto triangolare con terminazione a pallina e scritta TIBALDI in verticale, si differenzia dal modello americano grazie ad un significativo dettaglio aggiunto a Firenze: una sorta di goccia capovolta, ben rilevata, che si staglia subito al di sotto della testina.
23. TIV. clip.jpg
Sul cappuccio, che si avvita al fusto compiendo un giro e mezzo sulla filettatura, vi sono due fori di aerazione, ricavati a mezza altezza e tra loro speculari.
Il labbro si richiude su se stesso impercettibilmente e mostra controluce le venature della celluloide “verde lapislazzolo” che purtroppo, come è stato anche per la sua più ricca compagna variegata, non mostra di aver superato indenne le insidie del tempo…
24. TIV. celluloid detail.jpg
L’unica altra differenza di rilievo tra le due numero 20 è nella sezione porta pennino:
25. TIBALDI INFRANGIBILE 20 e 20 posted.jpg
entrambe in ebanite nera, la prima richiama il modello cilindrico tradizionale mentre nella penna in presentazione la sezione corrisponde a quella montata sul modello streamlined della Duofold, a cui la penna più direttamente si ispira: questa sezione senza scalino cilindrico ma solo leggermente concava caratterizzerà le versioni/evoluzioni successive dell’Infrangibile per tutti gli anni 1930.
L’alimentatore, anch’esso in ebanite è del tipo scalettato; il pennino è in oro 14 Carati con foro circolare, provvisto di inusuali “alette” che si richiudono ad avvolgere l’alimentatore, e reca inciso:
26. TIV. nib and feeder.jpg
TIBALDI (su un arco)
EXTRA
14 CTI
7 (in un cerchio raccordato a T.....I)
Si tratta del pennino originariamente montato sulla penna nel 1930? Questo non potrei affermarlo con sicurezza: i testi di riferimento citati non riportano una cronologia di impiego. Quello che si può senz’altro affermare, tuttavia, è che il pennino montato sulla mia Infrangibile è sicuramente antecedente al 1934, non riportando il punzone del titolo dell’oro espresso in millesimi (585 in un rombo) reso obbligatorio dalla legge italiana a partire da quell’anno: quindi assolutamente corretto per l’epoca... ;)
Ma vediamo come scrive!
27. TIV. writing sample.jpg
Una punta M- piacevolissima, sebbene per nulla flessibile, rodata alla perfezione così da risultare perfettamente scorrevole in ogni direzione, capace di lasciare sulla carta un bel segno nitido del suo passaggio su questa terra…

Commiato
La Tibaldi Infrangibile 20 ha l’impugnabilità di una media di razza: uno strumento slanciato ed elegante che sa ispirare pensieri precisi e ponderati, eppure assolutamente pronto a prendere rapidamente velocità per assecondare un flusso di coscienza debordante o un’invettiva infuocata…
Cosa si può volere di più da un tren… pardon, da una stilografica?!? :mrgreen:

Come a volte capita di vedere nei DVD, ecco una “bonus track” del “making of” (scusa, Simone :D ) del servizio fotografico alla trafficatissima Stazione Tibaldi di Firenze…
28. BONUS TRACK FILE - Error.jpg
Mi dicono che il bigliettaio stia ora molto meglio… :angel:

Grazie per l'attenzione e tanti, tanti Auguri a tutti!!! :thumbup:

Giorgio
Ultima modifica di Musicus il giovedì 22 dicembre 2016, 22:57, modificato 6 volte in totale.

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TIBALDI INFRANGIBILE a leva #20 – F.S193 – 1930

Messaggio da efreddi » giovedì 22 dicembre 2016, 21:30

:clap:
Bellissima recensione, grazie!




Elia

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Messaggio da Mightyspank » giovedì 22 dicembre 2016, 23:51

Tutto molto bello, come sempre d'altronde.
Grazie per averci fatto trascorrere un anno in compagnia di tante cose fantastiche che ci hanno distratto dal grigiore di certi momenti, regalandoci tanti colori.
Auguri di cuore anche a te.

p.s.

Se ci fosse la colonna sonora proporrei Pacific 231 di Arthur Honegger ;)

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Messaggio da piccardi » venerdì 23 dicembre 2016, 1:00

Caro Giorgio,

grazie per il bellissimo regalo di Natale, un ritrovamento davvero interessante, con una presentazione superlativa (ancor più avvincente del solito).

Però devo trovare lo scambio e bloccare quella linea che dalla stazione di Firenze fa arrivare tutte le Tibaldi a Bolzano, qui non ce ne resta neanche una...

Simone
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Messaggio da nacanco » venerdì 23 dicembre 2016, 8:00

Caro Giorgio, in pratica hai già anticipato i fuochi d'artificio: pezzo superbo, splendido!
Grazie per la leggerezza (che si raggiunge solo dopo profondo impegno) con la quale proponi i tuoi interventi: li affronto ogni volta con grandissima attenzione cercando di cogliere gli innumerevoli piani di lettura (e di visione, belle belle illustrazioni e foto).
In questo caso non mi sono fatto sfuggire, per fortuna, neanche il tuo link al ritrovamento di un paio d'anni fa di una delle tue Tibaldi: anche quello molto divertente.
Un caro saluto.
Michele

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Messaggio da lucre » venerdì 23 dicembre 2016, 9:38

Grazie Giorgio, un penna bellissima e che fa onore alla produzione italiana. Non ne avevo mai vista una con il "falso" fondello , che mi ha molto incuriosito . Come di consueto presentazione di grandissimo interesse. Grazie ed Auguri.
Luigi
Ultima modifica di lucre il venerdì 23 dicembre 2016, 9:39, modificato 1 volta in totale.

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Messaggio da Musicus » venerdì 23 dicembre 2016, 9:39

efreddi ha scritto: :clap:
Bellissima recensione, grazie!
Grazie a te per l'apprezzamento, Elia! :thumbup:
Mightyspank ha scritto:p.s.
Se ci fosse la colonna sonora proporrei Pacific 231 di Arthur Honegger...
...che è sempre lussureggiante nella sua magnificenza!! :thumbup:
Ma visto il taglio surreale della presentazione, avrebbe funzionato forse ancora meglio "Un petit train de plaisir" di Rossini.... :lol:
Grazie di cuore e tanti Auguri a te!! :wave:

Giorgio

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Messaggio da Musicus » venerdì 23 dicembre 2016, 11:02

Grazie di cuore per l'apprezzamento, Simone!! :thumbup:
piccardi ha scritto:Caro Giorgio,
grazie per il bellissimo regalo di Natale...
E a chi non piacerebbe ricevere un bel trenino?!? ;)
piccardi ha scritto:..Però devo trovare lo scambio e bloccare quella linea che dalla stazione di Firenze fa arrivare tutte le Tibaldi a Bolzano, qui non ce ne resta neanche una...
:lol:
Beh, Simone, tanto questa l'ho trovata a MIlano... :mrgreen:
Un caro saluto!!! :wave:

Giorgio

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Messaggio da Musicus » venerdì 23 dicembre 2016, 11:11

nacanco ha scritto:Caro Giorgio, in pratica hai già anticipato i fuochi d'artificio: pezzo superbo, splendido!
Grazie per la leggerezza (che si raggiunge solo dopo profondo impegno) con la quale proponi i tuoi interventi: li affronto ogni volta con grandissima attenzione cercando di cogliere gli innumerevoli piani di lettura (e di visione, belle belle illustrazioni e foto).
In questo caso non mi sono fatto sfuggire, per fortuna, neanche il tuo link al ritrovamento di un paio d'anni fa di una delle tue Tibaldi: anche quello molto divertente.
Un caro saluto.
Ti ringrazio, caro Michele, per le belle parole di apprezzamento, e per la lettura attenta e partecipe che riservi ogni volta alle mie relazioni! :thumbup:
Un caro saluto e i miei migliori Auguri!! :wave:
lucre ha scritto:Grazie Giorgio, un penna bellissima e che fa onore alla produzione italiana. Non ne avevo mai vista una con il "falso" fondello , che mi ha molto incuriosito . Come di consueto presentazione di grandissimo interesse. Grazie ed Auguri.

Grazie Luigi, dell'attenzione e della competenza che sempre dimostri! :thumbup:
Un caro Augurio di Buone Feste a te!!

Giorgio

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Messaggio da kircher » venerdì 23 dicembre 2016, 11:15

La penna mi lascia freddo. L'ho vista partire dalla stazione SMN appena inaugurata senza una lacrima, né un rimpianto. Non ho neppure sventolato il fazzoletto. Ma la recensione, o meglio la rapsodia su spunto Tibaldi, è davvero bella! Grazie di condividere con noi i tuoi divertimenti.

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Messaggio da maxpop 55 » venerdì 23 dicembre 2016, 11:18

Come al solito una recensione impeccabile piena di cenni storici, di ottime foto ed un grazie per queste meravigliose perle che ci proponi, :thumbup:
Complimenti per il 2016 pieno di grandi ritrovamenti :clap:
Il valore di una stilografica non dipende dal costo, ma dal valore che noi le diamo.

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Messaggio da Musicus » venerdì 23 dicembre 2016, 12:12

maxpop 55 ha scritto:Come al solito una recensione impeccabile piena di cenni storici, di ottime foto ed un grazie per queste meravigliose perle che ci proponi...Complimenti per il 2016 pieno di grandi ritrovamenti :clap:
Grazie di cuore Massimo per le parole gentili e per i tuoi complimenti che mi fanno davvero molto piacere!! :thumbup:
kircher ha scritto:La penna mi lascia freddo. L'ho vista partire dalla stazione SMN appena inaugurata senza una lacrima, né un rimpianto. Non ho neppure sventolato il fazzoletto...
Beh Kircher, c'è chi alla Stazione non gradiva la penna come te, ma ha poi fatto ben di peggio (come da tradizione fiorentina)...
amicimieiin stazione.jpg
:shock:

:lol: :lol:

Grazie per l'apprezzamento e Auguri!

Giorgio

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TIBALDI INFRANGIBILE a leva #20 – F.S193 – 1930

Messaggio da Medicus » venerdì 23 dicembre 2016, 19:32

Fossero brutte le penne, fossero comuni anche, fossero brutte le recensioni, fossero brutte le fotografie e financo ( :D ) le storie che sai inventare, ci sarebbe qualcosa da dire, ma così che cosa dico ? Ogni volta devo inventare qualcosa e siccome la mia fantasia non è vasta, dico solo :

Bravo, bravissimo!
Bravo! La la la la la la la LA!
Fortunatissimo per verita!
Bravo!
La la la la la la la LA!
Fortunatissimo per verita!
Fortunatissimo per verita!
La la la la, la la la la, la la la la la la la LA!

:clap:
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