Recensione "Left-handed calligraphy" di Vance Studley

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Recensione "Left-handed calligraphy" di Vance Studley

Messaggio da Niceforo » sabato 15 febbraio 2014, 9:37

Titolo: Left-handed calligraphy
Autore: Vance Studley
Anno: 1991
Lingua: inglese
Editore: Dover Publications, Inc. New York
Formato e pagine: A5, 64 pp.
Prezzo: poco meno di 5€ su internet


Un sinistro stradale, un tiro mancino, un presagio sinistro... il sostantivo utilizzato per indicare le persone che usano la "mano del demonio" (guarda caso) è impiegato (anche come aggettivo) per indicare eventi infausti, sfavorevoli, avversi.

Sarà così anche la calligrafia di un mancino? Un sinistro tentativo di lettere strusciate su una pagina non più immacolata?

Vance Studley ritiene di no e ce lo spiega in questo libretto. L'inglese è piuttosto semplice da capire e non serve troppa concentrazione o uso di vocabolario per comprendere i concetti seminati nelle 64 pagine, corredate anche di disegni esplicativi.
Dopo una breve introduzione, l'autore cerca di incoraggiare i lettori mancini rassicurandoli che sono recuperabili a patto di impegnarsi con qualche ora alla settimana di esercizi. Segue poi un approfondimento paleografico, che parte dalle lettere impiegate nell'epigrafia romana e arriva alla scrittura italiana di XVI secolo.
Dopo aver consigliato i materiali per iniziare (non so se sono ancora in commercio, il libro è del 1991), passa ad analizzare la postura e il modo ideale di tenere la penna tra le dita. Avendo visto dei filmati su questo tema, pare infatti che i mancini siano piuttosto fantasiosi in tal senso.
Illustra poi due posizioni che si possono adottare nello scrivere ed entrambe prevedono la mano sotto la linea di scrittura. Stili diversi quindi per quella minoranza (secondo l'autore) che scrive con impugnatura ad uncino (hooked angle), a "imitazione", sempre per Studley, dell'angolo impiegato dai destrimani. Una "cattiva abitudine" presa da bambini, perché in realtà la posizione del pennino ruota di 180° in senso orario rispetto ai destrimani e innesca anche altre varianti relative all'inclinazione della scrittura, dovute al diverso modo di tenere la penna (un disegno renderebbe comprensibili queste parole).
A questo punto il libro offre consigli che tornano utili indipendentemente dall'essere mancini: spazi tra le lettere, guide linea, distanza tra una linea e l'altra, spessore del pennino e grandezza delle lettere, angolo di scrittura e dimensione delle linee...
Esaurite queste nozioni l'autore passa a illustrare quattro stili: Uncial hand, Foundation hand, Italic hand e Chancery coursive.
Sono tutti corredati da tavole in cui vengono mostrati i movimenti per realizzare le lettere.
L'ultima parte del libercolo è destinata all'impaginazione (layout) e alla scrittura creativa.

In conclusione, riesce Studley a colmare quel vuoto che percepiscono i mancini nella bibliografia relativa al bello scrivere?

Sì e no. In realtà vedo questo libro come un bignami, utile per tutti gli apprendisti calligrafi, indipendentemente dalla mano usata, e nel 1991 doveva essere una manna vista l'assenza di forum su cui trovare questo tipo di informazioni. Alcune pagine del libro sono davvero interessanti, mentre avrei da questionare su un paio di disegni esemplificativi in cui il pennino sembra tenuto da una mano destra. Forse sono io poco sciolto, ma il polso mi si spezzerebbe se provassi certe posizioni di scrittura. Visto il prezzo direi che è un buon acquisto, ma credo che il miglior aiuto per i mancini aspiranti calligrafi sia rappresentato da tre punti (e via con la fiera delle ovvietà):
- provare, provare, provare: inclinando le penne, i fogli, la mano. Anche adottando posture "esotiche", come mi pare di aver letto nel libro
- confrontarsi tra mancini per condividere espedienti ed esperienze
- video, davvero penso che questi potrebbero risolvere un bel po' di problemi.
Soprattutto mi piacerebbe capire se gli scrittori ribelli "ad uncino" devono essere domati o possono continuare ad esprimersi come dei contorsionisti.

Detto questo, un caro saluto a tutti,
Michele

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Recensione "Left-handed calligraphy" di Vance Studley

Messaggio da Irishtales » sabato 15 febbraio 2014, 10:35

Grazie Michele per la bella recensione :P
Non conosco il libro, ma mi incuriosisce moltissimo perché sono ambidestra e un libro appositamente studiato per i mancini è da prendere seriamente in considerazione.
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