I quaderni di calligrafia di Agnieszka Kossowska (medievale, cancelleresca e corsivo inglese)

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I quaderni di calligrafia di Agnieszka Kossowska (medievale, cancelleresca e corsivo inglese)

Messaggio da Kioko » martedì 10 gennaio 2017, 14:54

Approfitto di questo spazio per parlarvi brevemente dei “quaderni di calligrafia” di Agnieszka Kossowska. L’autrice ha redatto tre differenti “quaderni”, uno dedicato alla calligrafia medievale onciale e gotica, uno alla cancelleresca ed infine uno al corsivo inglese.

I libri si presentano tutti e tre con la medesima struttura. Rappresentano graficamente proprio il classico quaderno di scuola scritto a mano, sono di piccole dimensioni e quindi facili da trasportare. In tutti e tre i volumi è presente una breve introduzione storica delle grafie e degli strumenti utilizzati, seguito da indicazioni illustrate sul corretto uso dell’attrezzatura e dei materiali necessari (vengono date indicazioni precise circa la spaziatura, inclinazione di lettere e pennino, ritmo, terminologia).
La parte successiva è dedicata all'esercizio vero e proprio, pertanto l’autrice presenta le varie lettere illustrando i diversi passaggi per la loro corretta costruzione e lasciando lo spazio per esercitarsi direttamente sul quaderno. Nello spazio dedicato agli esercizi, all'inizio di ogni riga dedicata alla lettera da studiare, vi è una rappresentazione grafica del pennino posto alla giusta inclinazione, rappresentata anch'essa con il disegno dell'angolo e della sua ampiezza, per capirci meglio vi lascio qui sotto una pagina tratta dal libro di calligrafia medievale. Io, per non rovinare i libri, ho preferito fotocopiare le pagine degli esercizi.
esempio onciale.jpg
I vari volumi consentono lo studio sia dei caratteri minuscoli che maiuscoli oltre che i numeri.
Particolarità di ogni libro:
Il quaderno di calligrafia medievale onciale e gotica riporta anche una ricetta per la preparazione dell’inchiostro.
Nel quaderno di calligrafia cancelleresca è presente un capitolo relativo alla cancelleresca ornata, nel quale l’autrice insegna dove e come inserire i vari ornamenti.

I tre volumi sono facilmente acquistabili online (ad es. su amazon) ad un costo di circa 7 euro l’uno. http://www.agakossowska.com/pubblicazioni.html questo è il link al sito dell'autrice con la presentazione dei suoi libri.

In conclusione credo siano una buona base di partenza e, soprattutto ritengo abbiano un buon rapporto qualità-prezzo. Credo questo punto non sia da sottovalutare in particolar modo per chi si approccia per la prima volta allo studio della calligrafia e vuole avere una panoramica su più stili calligrafici.
Sicuramente esistono materiali più approfonditi, ma io da assoluta principiante con una certa inclinazione a voler andare subito al sodo, ho apprezzato molto il taglio pratico dato al volume e mi sento di consigliare assolutamente tutti e tre i "quaderni" a chiunque voglia addentrarsi nel modo della calligrafia.
cancelleresca.jpg
corsivo.jpg
medievale.jpg

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I quaderni di calligrafia di Agnieszka Kossowska (medievale, cancelleresca e corsivo inglese)

Messaggio da Irishtales » martedì 10 gennaio 2017, 16:28

Che bella recensione! Grazie per avre condiviso immagini ed impressioni sui tre volumi.
Conosco solo quello sugli stili Onciale e Gotico, e concordo con il fatto che sia un valido supporto per il principiante.
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I quaderni di calligrafia di Agnieszka Kossowska (medievale, cancelleresca e corsivo inglese)

Messaggio da Silemar » martedì 10 gennaio 2017, 17:27

Grazie anche da parte mia. Una recensione gradevole e utile!! :thumbup:
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I quaderni di calligrafia di Agnieszka Kossowska (medievale, cancelleresca e corsivo inglese)

Messaggio da Miata » martedì 10 gennaio 2017, 17:48

Splendida recensione, chiara, semplice ed esaustiva. Io ho il quaderno del cancelleresca (che non ho ancora avuto modo di usare :( ) e devo dire che mi è piaciuto molto il fatto che sembri esattamente un quaderno, cosa per la quale apprezzo la scelta del nome assolutamente sensato.

p.s. una curiosità: il quaderno entra perfettamente nella scatolta del mio set Manuscript :lol:
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I quaderni di calligrafia di Agnieszka Kossowska (medievale, cancelleresca e corsivo inglese)

Messaggio da marilua » martedì 10 gennaio 2017, 18:18

Appena avuti in regalo tutti e tre da un noto venditore di penne milanese, sono molto ben fatti ed è accattivante la forma a quaderno di una volta :thumbup:

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I quaderni di calligrafia di Agnieszka Kossowska (medievale, cancelleresca e corsivo inglese)

Messaggio da courthand » mercoledì 11 gennaio 2017, 20:14

Possiedo solo quello di calligrafia medievale, quindi di questo posso parlare.
Tutto vero quanto detto sopra; agile, di immediata comprensione, accattivante realizzazione grafica, azzeccata scelta del formato che lo rende di gradevole consultazione.
Ha però alcuni limiti, il più evidente dei quali è l'impostazione del ductus del gotico textura: nel modello proposto i tratti obliqui sono sempre paralleli tra loro, come accade per quelli verticali. In realtà non dovrebbe essere così. Mi spiego meglio con un'immagine:
textura.jpg
e vi assicuro, per esperienza personale, che imparare a scrivere in un modo e poi doversi correggere non è cosa facile.
Altra cosa che mi lascia perplesso è il proporre una "a" con l'occhiello grande mentre usualmente viene proposta con l'occhiello piccolo, indubbiamente di più difficile realizzazione.
Infine l'inclinazione del pennino rispetto alla linea di scrittura: la Kossowska propone un'inclinazione costante di 40 gradi mentre illustri calligrafi suggeriscono 45 gradi per i tratti obliqui e 35 gradi per i tratti verticali, in modo da rendere uniforme lo spessore dei tratti che, mantenendo un'inclinazione costante, risulterebbe invece differente.
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Messaggio da Kioko » giovedì 12 gennaio 2017, 14:58

Ti ringrazio per la precisazione. Io prima di questi quaderni avevo sbirciato solamente il "corso di calligrafia" di Barbara Calzolari che avevo trovato in biblioteca, ma non l'ho utilizzato più di tanto, per questo mi sono affidata a quanto riportato nei libri in mio possesso, che tra l'altro ho comprato perchè recensiti bene in internet.
Effettivamente esercitarsi su dei modelli non corretti non è il massimo della vita, anche perché sistemare gli errori di gesti ormai assimilati è un po' come dover ricominciare tutto il lavoro da capo.
Io sono un'assoluta principiante, purtroppo ancora abbastanza ignorante in materia, quindi non vorrei dire una cavolata, ma mi pareva di aver capito che la questione dell'inclinazione e dei gradi calligrafici potesse subire variazioni in base al modello proposto.

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Messaggio da Irishtales » venerdì 13 gennaio 2017, 9:16

Kioko ha scritto:mi pareva di aver capito che la questione dell'inclinazione e dei gradi calligrafici potesse subire variazioni in base al modello proposto.
Ciò vale ad esempio - con minime variazioni, beninteso - per l'inclinazione del Copperplate. Il celeberrimo corsivo, fin dalle sue origini, ha avuto interpretazioni lievemente diverse, proposte dagli stessi maestri calligrafi che ne hanno decretato la diffusione ed il successo.
Ciò vale anche per la Cancelleresca, se pensiamo ai tanti autori che ne hanno canonizzato le forme con i loro trattati fin dal XVI secolo.
Oggi buona parte dei calligrafi che scrivono libri riproponendo uno stile o l'altro, tendono a semplificarne la struttura per renderlo accessibile ai principianti. E qualcosa finisce per "perdersi per strada" o per essere reinterpretato dall'autore di turno. Niente di scandaloso, ma per ciò che attiene l'esempio mostrato da Alessandro, la questione è più complessa perchè non si tratta soltanto di ridurre alla struttura base la forma di uno stile per facilitarne l'assimilazione, e al termine del percorso dedicarsi a testi più approfonditi per apprendere anche variazioni e abbellimenti.
La rivisitazione dell'autrice è proprio "stutturale" e va ad agire sulla forma base, per renderla di più facilmente assimilabile. Lo scotto da pagare è proprio il dover correggere l'impostazione ormai acquisita, per chi desideri continuare e perfezionare l'apprendimento, la qual cosa però non è detto che accada. Il libro ha la finalità di proporre una versione semplificata che non faccia desistere dall'apprendimento il principiante che, magari, alla fine del suo percorso deciderà di fermarsi lì. In questo caso funziona senza dubbio e l'opera raggiunge senz'altro il suo scopo. Ma chi dopo il libro della Kossowska voglia perfezionarsi, qualche ostacolo lo incontrerà senza dubbio.

A mio avviso sono testi adatti a chi si cimenta per la prima volta con uno stile. Tuttavia ho notato che sono libretti accattivanti, affascinano il principiante e lo invogliano a cimentarsi nell'apprendimento e ciò è un'ottima cosa. Parimenti, si finisce spesso per malsopportarne i limiti e desiderare di approfondire su testi più specialistici. Può sembrare un paradosso, ma a mio avviso è anche questo un "successo" dell'autrice, invogliare il lettore a continuare il percorso iniziato, superandolo.
Personalmente - lo so, è una notazione un po' ridicola - non sopporto il fatto che i libri siano scritti in un corsivo scolastico bruttarello, avrei mille volte preferito fossero scritti in caratteri di stampa, ma l'idea probabilmente è nata pensando ad un pubblico di piccoli e piccolissimi lettori in età scolare.
Ed è probabilmente questo il motivo per cui ci sono semplificazioni che possono risultare davvero eccessive a chi si approccia in maniera più compiuta e seria alla materia.
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Messaggio da courthand » venerdì 13 gennaio 2017, 11:16

Premesso che non ho la verità in tasca, vado ad esporre alcune valutazioni strettamente personali.

Variazione dei gradi calligrafici
E' un espediente spesso usato per variare la consistenza di uno scritto, per renderlo più o meno "bold". Con alcuni stili funziona (con la Cancelleresca ad esempio si possono ottenere interessanti effetti) con altri a mio avviso no; il gotico textura penso appartenga a quest'ultima categoria. Texture significa simile alla trama di un tessuto: aumentando i gradi calligrafici mi da l'impressione di un trama troppo rada, diminuendoli si finisce per avere un'indistinta macchia nera. Del resto se gli scriba del tempo si erano attestati sui cinque gradi ci sarà stato pure un perché.

Inclinazione
Sarà forse bene specificare che con questo termine volevo indicare l'angolo che la punta (squadrata) del pennino deve fare con la linea di scrittura; è essenziale al fine di realizzare correttamente l'alternanza di tratti fini e spessi tipici di ciascun stile. Proprio per questo è difficilmente modificabile senza alterare struttura. Nella cancelleresca, ad esempio, i tratti orizzontali e verticali hanno lo stesso spessore e questo si ottiene tenendo un'angolazione di 45 gradi. Nel textura sono i tratti verticali e quelli obliqui a avere lo stesso spessore e questo si può ottenere solo cambiando l'angolo con cui vengono tracciati: il mantenere un angolo costante intermedio tra i due canonici (sfinando qui e ingrossando la) è un espediente comodo, con tutti i limiti degli espedienti; ma finché si scrivono caratteri piccoli non si nota.....
Fa caso a se l'onciale: negli esempi classici si ritrovano due tipi di onciale, uno, più diffuso, eseguito con un'angolazione di 30 gradi e un altro, forse di più difficile realizzazione specialmente nell'esecuzione delle grazie, tracciato con un'angolazione di zero gradi (punta del pennino parallela alla linea di scrittura: è però in linea col proposito divulgativo della sua opera che la Kossowska non ne faccia giustamente menzione.
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