TWSBI Aurora

Nuovi modelli in arrivo o appena presentati.
paki
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Messaggio da paki » lunedì 18 marzo 2019, 23:52

Scusate eh, ma io non vedo questa penna molto diversa dalla Optima: forme di fusto e sezione sono praticamente quelle, l'unica differenza significativa è la posizione della filettatura rispetto alla finestrella d'ispezione. Il tappo è l'unica parte che si distingue sensibilmente.
I colori sono diversi (ci mancherebbe fossero uguali, altrimenti sarebbe quasi un clone).
Le diversità di alcuni particolari all'occhio di un appassionato è evidentissima, come allo stesso modo noi appassionati distinguiamo immediatamente e senza esitazione una 51 da una 88, una Doric da una Extra, una 1911 da una Meisterstück...
Insomma, come nel caso degli esempi precedenti, secondo me non si può negare che questa TWSBI sia quantomeno "ispirata" alla Optima.
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Messaggio da Stormwolfie » martedì 19 marzo 2019, 0:18

“Ispirata” mi sembra il termine adeguato😁
STEFANO

Ogni penna corre con inchiostri diversi su altrettante innumerevoli carte. Alcune scivolano rapide, altre con piena lentezza, altre grattano ritmi piacevoli. Ognuna esprime un suo carattere che lo scrittore dolcemente doma.

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Messaggio da rolex hunter » martedì 19 marzo 2019, 9:11

Stormwolfie ha scritto:
martedì 19 marzo 2019, 0:18
“Ispirata” mi sembra il termine adeguato😁
In un forum di orologi avrebbero proposto "hommage". :mrgreen:


OT:
Mi aspettavo che qualcuno degli esperti di informatica qui presenti in buon numero citasse (anche di striscio) il fatto che "Aurora" è stata anche una distro (prima Ubuntu, poi Debian), ormai definitivamente defunta, che era stata studiata per i netbook.
Non era poi male, all'epoca.
Giorgio

la penna perfetta non esiste, quindi per essere felici bisogna avere tante penne (cit.)

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Messaggio da HoodedNib » martedì 19 marzo 2019, 10:05

rolex hunter ha scritto:
martedì 19 marzo 2019, 9:11
Stormwolfie ha scritto:
martedì 19 marzo 2019, 0:18
“Ispirata” mi sembra il termine adeguato😁
In un forum di orologi avrebbero proposto "hommage". :mrgreen:


OT:
Mi aspettavo che qualcuno degli esperti di informatica qui presenti in buon numero citasse (anche di striscio) il fatto che "Aurora" è stata anche una distro (prima Ubuntu, poi Debian), ormai definitivamente defunta, che era stata studiata per i netbook.
Non era poi male, all'epoca.
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Messaggio da Normie » martedì 19 marzo 2019, 11:33

analogico ha scritto:
lunedì 18 marzo 2019, 23:00


Per il resto, per rispetto di chi legge evito di ribadire quanto già espresso da Zoniale, visto che corrisponde a ciò che penso, e poi lo stridore delle unghie sugli specchi mi da un po' noia.....
boh vabbè

avete un bias negativo a causa del nome del modello. I vecchi modelli della wancher si ispiravano alla Lamy2000 e alla Dolcevita, non credo che gli esempi di paki siano corretti perchè l'88 penso sia stata la risposta stilistica alla 51 così come la extra si è ispirata alla Doric o le williamson alle Vacumatic


aspetto azioni legali da parte dell' Aurora :thumbup:

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Messaggio da zoniale » martedì 19 marzo 2019, 12:08

Normie ha scritto:
martedì 19 marzo 2019, 11:33
avete un bias negativo a causa del nome del modello. I vecchi modelli della wancher si ispiravano alla Lamy2000 e alla Dolcevita, non credo che gli esempi di paki siano corretti perchè l'88 penso sia stata la risposta stilistica alla 51 così come la extra si è ispirata alla Doric o le williamson alle Vacumatic
Scusa Normie, mi ero ripromesso di non intervenire più in questa discussione, ma non te la posso lasciare passare.

Torno ai miei esempi di ieri. Negli anni '60 il costruttore di trattori bolognese Ferruccio Lamborghini si ispirò alle vetture prodotte da Ferrari a Maranello e ne volle mettere in produzione una ancora più veloce e potente. Nacque la Lamborghini Miura.
Infranse brevetti di Ferrari? A me non risulta. Infranse marchi protetti di Ferrari? Non credo. La vettura, come detto si chiamava "Lamborghini Miura" e come simbolo aveva un toro da corrida nero, non un cavallo rampante.

Ispirarsi va bene.

Sono due le cose che non vanno bene:
1. La violazione di brevetti
2. La violazione di marchi registrati (o altrimenti protetti)

Se chiami una cosa con un nome protetto di un oggetto simile (stilo per stilo) e per giunta ti "ispiri" pure ad esso, l'ispirazione non costituisce la violazione, ma ne è la prova.

Nota a margine: ce l'avressimo un avvocato esperto in IP in questo forum? Che magari dica una parola definitiva, senza lasciare la discussione in mano ad ingegneri nucleari?
Michele

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Messaggio da Normie » martedì 19 marzo 2019, 12:35

zoniale ha scritto:
martedì 19 marzo 2019, 12:08
Normie ha scritto:
martedì 19 marzo 2019, 11:33
avete un bias negativo a causa del nome del modello. I vecchi modelli della wancher si ispiravano alla Lamy2000 e alla Dolcevita, non credo che gli esempi di paki siano corretti perchè l'88 penso sia stata la risposta stilistica alla 51 così come la extra si è ispirata alla Doric o le williamson alle Vacumatic
Scusa Normie, mi ero ripromesso di non intervenire più in questa discussione, ma non te la posso lasciare passare.
ma figurati, la discussione civile e costruttiva ben venga

per me il punto è questo: da quello che mi ricordo dal mio Campobasso non ci sono gli estremi per parlare di concorrenza sleale perchè la twsbi non sta cercando di confondere il suo prodotto con quello Aurora. Non so dove vedete l'ispirazione: lo schema di colori è diverso, il pennino è diverso (vado a memoria ma non ricordo una optima col pennino placcato in rutenio) la clip è diversa.

un caso analogo che ho trovato sono la Ford F-150 e la Ferrari F-150. Se succedesse una cosa del genere e la Aurora potrebbe effettivamente sentirsi danneggiata dal nome del modello la Twsbi potrebbe semplicemente e spontaneamente, confermando la sua buona fede, chiamare la penna Aurora Borealis o Aurorae o Auroras o Aurora Northern Lights o Green Aurora e saremmo tutti contenti +

Ripeto: per me la Twsbi sta agendo assolutamente in buona fede. Non dimentichiamo che per quanto possa essere storica ed importante l'Aurora la Twsbi è almeno, se non più, altrettanto conosciuta soprattutto fra gli appassionati che hanno una fascia di età più bassa (basta guardare la differenza di follower su instragram come metro di giudizio sommario) e non ha bisogno, alla stregua di una fabbrichetta cinese, di imitare il design di altre marche.

oltre a ciò credo che essendo le due aziende una italiana e l'altra taiwanese non valgono nè le norme italiane nè quelle europee quindi ben venga qualcuno che mi corregga.

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Messaggio da paki » martedì 19 marzo 2019, 13:12

Normie ha scritto:
martedì 19 marzo 2019, 12:35
Non so dove vedete l'ispirazione
L'ho scritto prima, e gli esempi li ho fatti per parlare appunto di "ispirazione" dal momento che le penne citate sono addirittura considerate "copie" nonostante abbiano particolari diversi, quasi come in questo caso, per chiarire che non intendevo copia esatta ma appunto "ispirata", termine che non avrebbe un'accezione negativa. Non penso affatto che TWSBI stia spacciando questa penna (che tra l'altro mi piace) per una Aurora.

Non ricordo benissimo, ma nel caso di Wancher-Delta mi pare che la cosa non sia passata liscia.

Per il nome non mi pronuncio, fino a prova contraria credo nella buona fede di TWSBI, che magari ha la licenza di utilizzare il nome.
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Messaggio da Bons » martedì 19 marzo 2019, 13:47

So da fonti certissime che, in realtà, volevano chiamarla Tuisbi Aurora Ramazzotti ma era troppo lungo, non ci stava tutto sulla veretta e, conseguentemente, hanno optato per il solo nome di battesimo. E, già che c'erano, hanno eliminato pure la veretta.

Per citare Umberto Eco (che lo faceva dichiarare a Guglielmo da Baskerwille): "I libri parlano di altri libri".
Le penne non mi sembrano facciano poi diversamente.
Angelo


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Messaggio da analogico » martedì 19 marzo 2019, 13:55

Normie ha scritto:
martedì 19 marzo 2019, 12:35
zoniale ha scritto:
martedì 19 marzo 2019, 12:08


Scusa Normie, mi ero ripromesso di non intervenire più in questa discussione, ma non te la posso lasciare passare.
ma figurati, la discussione civile e costruttiva ben venga

per me il punto è questo: da quello che mi ricordo dal mio Campobasso non ci sono gli estremi per parlare di concorrenza sleale perchè la twsbi non sta cercando di confondere il suo prodotto con quello Aurora. Non so dove vedete l'ispirazione: lo schema di colori è diverso, il pennino è diverso (vado a memoria ma non ricordo una optima col pennino placcato in rutenio) la clip è diversa.

un caso analogo che ho trovato sono la Ford F-150 e la Ferrari F-150. Se succedesse una cosa del genere e la Aurora potrebbe effettivamente sentirsi danneggiata dal nome del modello la Twsbi potrebbe semplicemente e spontaneamente, confermando la sua buona fede, chiamare la penna Aurora Borealis o Aurorae o Auroras o Aurora Northern Lights o Green Aurora e saremmo tutti contenti +

Ripeto: per me la Twsbi sta agendo assolutamente in buona fede. Non dimentichiamo che per quanto possa essere storica ed importante l'Aurora la Twsbi è almeno, se non più, altrettanto conosciuta soprattutto fra gli appassionati che hanno una fascia di età più bassa (basta guardare la differenza di follower su instragram come metro di giudizio sommario) e non ha bisogno, alla stregua di una fabbrichetta cinese, di imitare il design di altre marche.

oltre a ciò credo che essendo le due aziende una italiana e l'altra taiwanese non valgono nè le norme italiane nè quelle europee quindi ben venga qualcuno che mi corregga.
Anche io mi ero ripromesso di non intervenire piú, ma di fronte a tanta confusione.....
Qui non si tratta di concorrenza sleale, ma caso mai di utilizzo non consentito di un marchio registrato, che é cosa diversa.
Inoltre continui a confondere il nome del modello con il marchio.
Un conto é che la Ford produca una vettura e la chiami Ford F150 diverso é che la stessa Ford produca una vettura e la chiami Ferrari F150, o ti pare sia la stessa cosa??
Poi, va bene tutto, va bene la via della seta, va bene anche il tuo trasporto per i Taiwanesi ma paragonarli ad Aurora mi pare francamente eccessivo con buona pace di tutti i followers e di tutti i social del mondo.
Il fatto che le due aziende siano allocate in continenti diversi vuol dire poco, se attuata, la tutela del marchio vige a livello globale.
Un caso di scuola é stato quello della Ferrero che ha avuto ragione su degli altri cinesi che producevano e commercializzavano prodotti scopiazzati.
Poi se valga la pena o meno adire le vie legali é una scelta che va valutata alla luce di tante variabili che sfuggono a chiunque non abbia direttamente i piedi dentro la faccenda. Molto spesso gli abusi a quelle latitudini vengono commessi proprio confidando sul fatto che i proprietari dei marchi da questa parte del mondo potrebbero non considerare vantaggiosa una azione a tutela dei propri diritti.
Senza contare che le istituzioni locali tendono a proteggere le aziende locali al contrario di ciò che accade da noi.
Comunque come tu dai per scontata la buona fede dei cinesi, io al contrario proverei a tutelare il marchio almeno in Europa e America, visto che in Asia la tutela dei marchi, soprattutto se occidentali, per loro ovvie ragioni di convenienza é un concetto poco applicato, come abbiamo visto in innumerevoli casi.
__________________________________________
Nota a margine: secondo me gli avvocati nel forum ci sono, ma stanno, come amano dire, studiando le carte... :D :D
Antonio

"L'unico uomo felice è il collezionista."
( J.W. Goethe )

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Messaggio da zoniale » martedì 19 marzo 2019, 14:27

Antonio, concordo con il tuo intervento e mi levo lo sfizio di correggerti per una volta:
analogico ha scritto:
martedì 19 marzo 2019, 13:55
Il fatto che le due aziende siano allocate in continenti diversi vuol dire poco, se attuata, la tutela del marchio vige a livello globale.
Non è corretto: i marchi sono tutelati a livello di mercato, ovvero a livello nazionale (così come si registra un marchio paese per paese). C'è una unica eccezione per quanto ne so ed è costituita dall'Unione Europea dove, come per i brevetti, con una sola registrazione si è tutelati in tutto il mercato unico. Ma forse poi occorre fare causa in ogni paese (?)
analogico ha scritto:
martedì 19 marzo 2019, 13:55
Secondo me gli avvocati nel forum ci sono, ma stanno, come amano dire, studiando le carte... :D :D
No: gli avvocati del forum, prima di aprire bocca, cercano di capire a chi spedire la parcella. :roll:
Michele

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Messaggio da Normie » martedì 19 marzo 2019, 14:55

Parlo per quanto mi ricordi di un esame che ho fatto quasi un anno fa. La fattispecie, dato che parlate di scopiazzatura etc etc, mi sembra sia quella della concorrenza sleale confusoria, sia che si parli di marca che di nome del modello o imitazione del logo.

I vostri esempi hanno una malizia di fondo da parte del produttore che nel caso in esame è assolutamente assente.

Analogico, hai i paraocchi da italiano. La Twsbi ha avuto un successo più che discreto da quando è nata, i prodotti della Aurora sono sicuramente una spanna più in su come fascia di mercato, ma questo non nega che la notorietà che la Twsbi ha sui i social è 5-6 volte maggiore di quella di Aurora. Non sto dicendo che è più nota fra tutti gli appassionati, ma che fra chi utilizza i social (id est i più giovani, diciamo forse under 35-under30), la Twsbi è più conosciuta e questo lo dicono i numeri.

Il caso Ferrero ho letto essere basato sul packaging del prodotto
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Ultima modifica di Normie il martedì 19 marzo 2019, 22:27, modificato 4 volte in totale.

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Messaggio da alfredop » martedì 19 marzo 2019, 16:05

Scusate, ma secondo me state trascurando un particolare che taglia la testa al toro. La penna è una edizione limitata che viene venduta esclusivamente sul sito che è basato a Taiwan (almeno credo di ricordare), quindi non essendo commercializzata qui da noi, il problema non sussiste (se poi Aurora ha registrato il marchio anche a Taiwan, il discorso cambia).

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Messaggio da Lele15120 » martedì 19 marzo 2019, 16:53

Quando ho visto il post su facebook ho pensato fosse una collaborazione tra twsbi e aurora come aziende, come per commemorare qualche cosa che non so. E invece no :lol:

Comunque a me la penna piace, vista così.
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Messaggio da Stormwolfie » martedì 19 marzo 2019, 17:23

alfredop ha scritto:
martedì 19 marzo 2019, 16:05
Scusate, ma secondo me state trascurando un particolare che taglia la testa al toro. La penna è una edizione limitata che viene venduta esclusivamente sul sito che è basato a Taiwan (almeno credo di ricordare), quindi non essendo commercializzata qui da noi, il problema non sussiste (se poi Aurora ha registrato il marchio anche a Taiwan, il discorso cambia).

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Infatti. Se dovesse essere venduta da un rivenditore la faccenda cambierebbe aspetto.
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