Una penna e un inchiostro da....medico

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stanzarichi
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Una penna e un inchiostro da....medico

Messaggio da stanzarichi » venerdì 17 marzo 2017, 7:15

Ho scoperto che il kiwa guro, oltre che all'acqua, resiste anche ai gel disinfettanti per le mani. Ciò può essere una manna per chi di noi scrive le terapie cartacee in ospedale :)
Riccardo

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Messaggio da stanzarichi » sabato 10 marzo 2018, 17:51

rolex hunter ha scritto:
venerdì 17 luglio 2015, 15:09
solido ha scritto:Io, nel tuo caso, comprerei una capless Pilot. Non costa molto e, per l'utilizzo quotidiano, considerando di portarla in giro, è l'ideale. Non hai problemi di perdere o rompere il cappuccio e con lo scatto hai la praticità di una ballpen.
esattamente l'idea che mi è venuta in testa mentre leggevo il post di apertura; concordo in pieno. :thumbup: :thumbup:
Poi, per andare "oltre", suggerisco (se si trova) la versione "vecchia", venduta fino alla metà dello scorso decennio; è più sottole nel corpo (o se si preferisce, meno tondeggiante) ed a mio avviso sta meglio in mano; trovare la versione "matte black" sarebbe la ciliegina sulla torta :wave:
Un po’ in ritardo, ma alla fine ho seguito anche il vostro consiglio :thumbup: sperando che arrivi presto dal giappone :twisted:
Allegati
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Riccardo

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jebstuart
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Una penna e un inchiostro da....medico

Messaggio da jebstuart » sabato 10 marzo 2018, 23:13

stanzarichi ha scritto:
domenica 19 luglio 2015, 12:20
... la qualità della carta che rischio di incontrare ...
Sulle cartelle cliniche io uso gli indelebili Sailor ai nanopigmenti o i Noodler's.
Concordo assolutamente sulla sempre maggiore tendenza ad impiegare per le cartelle carta ecologica porosissima.
Ne deriva che i pennini dal tratto largo provocano un sanguinamento sul retro del foglio. Per questo motivo io uso ormai esclusivamente pennini EF.
Per le ricette, quando le stampo da me, uso una carta liscia da 100 gr, potendo così impiegare anche gli F o (più raramente, perché non mi piacciono) gli M, soprattutto per qualche vintage in cui non ho potuto o voluto cambiare il pennino.
Colore rigidamente blu scuro, con qualche capatina nei verdi-neri. Più raramente nei neri Noodler’s. Rarissimamente nei blu chiari Iroshizuku, che pur essendo bellissimi, sono meno resistenti e come tali “proibiti”...
Piacciono però moltissimo ai pazienti, forse perchè sono una nota allegra in un contesto serio, quando non triste.

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Messaggio da stanzarichi » domenica 11 marzo 2018, 9:31

jebstuart ha scritto:
sabato 10 marzo 2018, 23:13
Sulle cartelle cliniche io uso gli indelebili Sailor ai nanopigmenti o i Noodler's.
Concordo assolutamente sulla sempre maggiore tendenza ad impiegare per le cartelle carta ecologica porosissima.
Ne deriva che i pennini dal tratto largo provocano un sanguinamento sul retro del foglio. Per questo motivo io uso ormai esclusivamente pennini EF.
Per le ricette, quando le stampo da me, uso una carta liscia da 100 gr, potendo così impiegare anche gli F o (più raramente, perché non mi piacciono) gli M, soprattutto per qualche vintage in cui non ho potuto o voluto cambiare il pennino.
Colore rigidamente blu scuro, con qualche capatina nei verdi-neri. Più raramente nei neri Noodler’s. Rarissimamente nei blu chiari Iroshizuku, che pur essendo bellissimi, sono meno resistenti e come tali “proibiti”...
Piacciono però moltissimo ai pazienti, forse perchè sono una nota allegra in un contesto serio, quando non triste.
Anche io uso i sailor a nanopigmenti e devo dire che vanno bene su qualsiasi tipo di carta. Per quanto riguarda la scelta del colore persiste, almeno in ambito ospedaliero, l’obbligo di utilizzare inchiostri nero/blu/blunero. Tale obbligo è legato alla fotocopiabilità dei documenti che, in passato, era difficoltosa se gli stessi erano scritti con inchiostro di tonalità troppo chiara. Questo è un problema ormai superato con le moderne fotocopiatrici, ma l’obbligo è rimasto; d’altronde solo noi malati possiamo pensare di usare il verde o il viola quotidianamente :mrgreen:
Riccardo

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