Stilografica Italiana Olimpic

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Stilografica Italiana Olimpic

Messaggio da analogico » sabato 16 aprile 2016, 17:31

L'ultimo ritrovamento al mercatino non si può certo definire prestigioso, ma ho deciso di farvelo vedere ugualmente trattandosi di un marchio Italiano che non avevo mai conosciuto e del quale non ho trovato riscontro alcuno in rete.
Ad uno sguardo superficiale il nome Olimpic mi aveva richiamato alla mente un marchio di Settimo Torinese, ma poi la lettura del foglietto di garanzia accluso mi ha subito deviato verso Est in particolare a Vicenza, e in tutti casi il marchio di Settimo è Olimpica e non Olimpic.
CRW_0984.JPG
La stilografica è inserita in un "trio" con la matita meccanica e la penna a sfera le cui linee richiamano smaccatamente la svedese Ballograf Epoca, penna di grandissimo successo ai tempi.
I tre oggetti, probabilmente risalenti agli anni '60, sono in ottime condizioni, quasi certamente mai usati, solo i fermagli dorati appaiono segnati dalle ingiurie degli anni, ma sono fiducioso di recuperarli con un pò di pasta Iosso.
CRW_0976.JPG
La stilografica ,sicuramente mai inchiostrata, ha il sistema di ricarica a stantuffo ed il pennino EF in acciaio dorato marchiato con il logo Bock , quindi di ottima qualità, ed infatti ha scritto davvero magnificamente sin dal primissimo istante, senza esitazioni o problemi di flusso e senza grattare.
CRW_0982.JPG
In questi casi penso sempre ai fogli di carta riempiti di ghirigori per fare il lungo e noioso rodaggio a penne moderne dai marchi prestigiosi, che costano piccole fortune, senza riuscire a volte a farle scrivere bene come queste vecchie e semplici penne che oggi costano meno di una pizza margherita.
Ma questa è un'altra storia di cui si è già detto tanto.
Oltre alla scrittura ottima ciò che più mi piace di questa penna è il colore, un turchese, o teal come lo chiamano gli anglofoni, vivace ma non chiassoso.
La linea della penna è abbastanza semplice, forse un pò anonima, simile a tante altre coeve di tanti altri marchi.
CRW_091289.jpg
Misura 132mm chiusa, 125mm senza cappuccio (penn. incl.) e 145mm con cappuccio calzato (penn. incl.).
Sarebbe interessante sapere se qualcuno originario di Vicenza avesse memoria di questo marchio della propria città.
CRW_0985.JPG
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Re: Stilografica Italiana Olimpic

Messaggio da maxpop 55 » sabato 16 aprile 2016, 17:38

Ciao Antonio, complimenti bel trio, quello che mi colpisce ed attira maggiormente è il colore, molto gradevole. :thumbup:
ps non preoccuparti se c'è qualche problema hai la garanzia di 6 mesi :D
Il valore di una stilografica non dipende dal costo, ma dal valore che noi le diamo.

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Re: Stilografica Italiana Olimpic

Messaggio da alfredop » domenica 17 aprile 2016, 0:18

Bella penna, ma l'aspetto è più teutonico che italiano, possibile che la Olimpic si limitasse ad importare?

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Re: Stilografica Italiana Olimpic

Messaggio da analogico » domenica 17 aprile 2016, 0:49

maxpop 55 ha scritto:ps non preoccuparti se c'è qualche problema hai la garanzia di 6 mesi :D
C'era chi garantiva a vita e chi 6 mesi.... :)
alfredop ha scritto:Bella penna, ma l'aspetto è più teutonico che italiano, possibile che la Olimpic si limitasse ad importare?
Può anche essere che le penne fossero prodotte in Germania e marchiate Olimpic in Italia, chi lo sa?
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Messaggio da lucaparte » domenica 21 aprile 2019, 18:47

Altra penna Olimpic, della ditta di Vicenza, città del magnifico teatro Olimpico, e altro ritrovamento in casa di penna primi anni '60, ripulita, da rimettere in uso.
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Messaggio da ASTROLUX » domenica 21 aprile 2019, 20:28

Credo proprio che siano Rexpen, prodotte nella ex jugoslavia. Il logo del pennino è quello.

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Messaggio da lucaparte » domenica 21 aprile 2019, 20:37

ASTROLUX ha scritto:
domenica 21 aprile 2019, 20:28
Credo proprio che siano Rexpen, prodotte nella ex jugoslavia. Il logo del pennino è quello.
Quindi non Olimpic di Vicenza? Sul pennino della mia, sicuramente acquistata in Italia negli anni '60, c'è inciso 'signature 4'. Importavano dalla Jugoslavia? Grazie per le spiegazioni che vorrai dare a non esperto.
Luca

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Messaggio da Pettirosso » domenica 21 aprile 2019, 21:21

ASTROLUX ha scritto:
domenica 21 aprile 2019, 20:28
Credo proprio che siano Rexpen, prodotte nella ex jugoslavia. Il logo del pennino è quello.
Il capricorno, se non erro, dovrebbe essere il logo di Bock (come correttamente ha scritto Antonio): io ho delle Reform (sicuramente tedesche) con quei pennini.
La penna di Luca, invece, monta un Signature #4 a punta ripiegata (ma potrebbe anche essere stato sostituito negli anni, chi lo sa).
Rexpen, a sua volta, montava pennini Bock (per quel poco che ne so, ne ho solamente una: pennino in oro che scrive benissimo).
Chiaro l'aspetto teutonico, concordo con Antonio: vediamo se qualche vicentino ricorda se Olimpic producesse in proprio o rimarchiasse una produzione di terze parti.
Comunque, gran bel set!

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Messaggio da ASTROLUX » domenica 21 aprile 2019, 21:21

lucaparte ha scritto:
domenica 21 aprile 2019, 20:37
ASTROLUX ha scritto:
domenica 21 aprile 2019, 20:28
Credo proprio che siano Rexpen, prodotte nella ex jugoslavia. Il logo del pennino è quello.
Quindi non Olimpic di Vicenza? Sul pennino della mia, sicuramente acquistata in Italia negli anni '60, c'è inciso 'signature 4'. Importavano dalla Jugoslavia? Grazie per le spiegazioni che vorrai dare a non esperto.
Luca
Sono meno esperto di quanti pensi...ma se cerchi su ebay le Rexpen, vedrai dei set identici al tuo e anche il logo del pennino è uguale.
Questo mi fa supporre che le importassero la li.
;)

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Messaggio da lucaparte » domenica 21 aprile 2019, 21:42

Permettetemi dei grossi dubbi:
1. Importazioni dalla Yugoslavia le escluderei
2. Il pennino della mia, appartenuta a mia madre, non è mai stato cambiato.
Dunque? :think: :roll:

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Messaggio da lucaparte » domenica 21 aprile 2019, 21:48

Casomai succedeva il contrario. v. le auto: le 600 chiamate Zastava in Yugoslavia, così le R4 prodotte là. Producevano su licenza dell'ovest, credo, o comunque producevano auto occidentali con loro marca, non viceversa

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Messaggio da Ottorino » domenica 21 aprile 2019, 22:43

"Signature 4" potrebbe essere un pennino generico. Una foto ingrandita aiuterebbe
C'è rimedio ? Perché preoccuparsi ? Non c'è rimedio ? Perché preoccuparsi ?

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Messaggio da Ottorino » domenica 21 aprile 2019, 22:49

ASTROLUX ha scritto:
domenica 21 aprile 2019, 21:21
lucaparte ha scritto:
domenica 21 aprile 2019, 20:37


Quindi non Olimpic di Vicenza? Sul pennino della mia, sicuramente acquistata in Italia negli anni '60, c'è inciso 'signature 4'. Importavano dalla Jugoslavia? Grazie per le spiegazioni che vorrai dare a non esperto.
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Messaggio da lucaparte » lunedì 22 aprile 2019, 8:55

Ottorino ha scritto:
domenica 21 aprile 2019, 22:43
"Signature 4" potrebbe essere un pennino generico. Una foto ingrandita aiuterebbe
Ecco gli ingrandimenti del pennino, mai cambiato dagli anni '60. In effetti compare un incisione seminascosta sotto Signature #4, il mistero si infittisce.. anche se è per una penna che è solo una curiosità
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Messaggio da Pettirosso » lunedì 22 aprile 2019, 9:29

Perdonate, e scusatemi se sbaglio (qui ciascuno porta la propria esperienza per cercare di arricchirla), ma, secondo me, Rexpen con Olimpic non ci azzecca proprio.
Sono accomunate dal fatto di montare (entrambe) ANCHE pennini Bock, ma questo fatto accomuna decine di altre Case (buona parte di quelle - cioè quasi tutte - che non producono pennini in proprio).
Dalle foto delle inserzioni Ebay delle Rexpen attualmente in vendita si vedono dei Bock, ma anche molti altri tipi di pennini montati (fra cui un generico Wing Flow): il che ci conduce solamente a dire che ANCHE Rexpen montava A VOLTE pennini Bock.
Per chiarirci, ecco un "tipico" pennino Bock:
il_340x270.1580947906_f19e.jpg
il_340x270.1580947906_f19e.jpg (8.83 KiB) Visto 133 volte
(foto presa dalla rete).
Io tornerei a bomba (ovvero ad Olimpic).
Stesso discorso di Rexpen: anche Olimpic montava A VOLTE pennini Bock (più che normale, visto che non produceva pennini in proprio).
Su quella di Antonio c'è un Bock con punta in iridio, su quella di Luca un Signature con punta ripiegata (giustamente pennino generico, alla pari del Wing Flow, come giustamente ha scritto Ottorino: cosa poi sia scritto sotto non saprei proprio, io ho visto in altri esemplari Made in USA).
Nulla di strano: per rimanere in Italia ed in quegli anni, anche Aurora produceva 88 e Duocart con pennini in oro e Auretta con pennini in acciaio (l'unica differenza era che - almeno credo - li produceva in proprio).
Quella di Antonio ha la carica a pistone, quella di Luca a siringa: anche questo perfettamente coerente (fascia alta / fascia scolastica).
E dopo tutto questo non abbiamo fatto nessun passo avanti sulla domanda principale: chi era Olimpic? Produceva in proprio le penne, o le rimarchiava, o le importava?
Buona Pasquetta a tutti!
P.S.: Quello che ammiro di Ottorino è che lui (al contrario di me) in una riga riesce sempre a dire chiaramente tutto.

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