Espedienti per usare inchiostro stilografico con intinzione

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Simone
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Espedienti per usare inchiostro stilografico con intinzione

Messaggio da Simone » mercoledì 16 ottobre 2013, 19:56

Oltre ad usare le stilografiche in questo modo (quanto meno poco ortodosso e scomodo, poiché per capillarità l'alimentatore si impregna) , ci sono il buon canotto e pennino. Però spesso si ottiene un inaffiatoio di proporzioni bibliche... Dunque?
Sinceramente non vorrei comprare anche gli inchiostri specifici, avendo già una collezione importante di quelli stilografici e perché questi ultimi sono spesso sia meno costosi, sia con più sfumature (salvo comprare i colori a tempera, diluirli opportunamente e divertirsi a mischiare :D ).

Attendo suggerimenti :D
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courthand
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Messaggio da courthand » mercoledì 16 ottobre 2013, 22:17

Uso spessissimo i Brause Bandzug con serbatoio in accoppiata con il Pelikan 4001 senza problemi ... certo che per ottenere un flusso costante (ma questo vale con tutti gli inchiostri) bisogna capire qual'è il punto giusto di riempitura del serbatoio e questo si può far solo ... provando e riprovando.
Bene qui latuit bene vixit

Simone
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Messaggio da Simone » mercoledì 16 ottobre 2013, 22:22

Hai mai provato con i Diamine? Il 4001 in effetti è semplice da usare, perché denso :)
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raffaele90

Espedienti per usare inchiostro stilografico con intinzione

Messaggio da raffaele90 » giovedì 17 ottobre 2013, 0:38

Non mi occupo di calligrafia ma ho provato alcuni pennini da intinzione constatando l' ovvia impossibilità nell' usare neri come Aurora ed Herbin mentre con l' orribile 4001 black brilliant sono riuscito a scrivere senza problemi. Non mi piace usare il 4001 nelle stilografiche in quanto troppo denso ma in compenso rende piuttosto bene per intinzione.
Per aumentare la densità degli inchiostri non si potrebbe usare della gomma arabica? Qui sul forum leggevo di alcuni inchiostri autoprodotti a cui veniva aggiunta gradualmente gomma arabica per aumentarne la viscosità.
Non vorrei dire una fesseria ma forse è possibile trovare la gomma arabica in erboristeria.
Potresti fare un tentativo usando qualche inchiostro scadente e sacrificabile per vedere come la gomma arabica influenza la viscosità.


Ciao a tutti

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Messaggio da Monet63 » giovedì 17 ottobre 2013, 0:57

La prima soluzione che mi viene in mente è di additivare l'inchiostro con un addensante igroscopico.
Cercherò di essere poco prolisso ed estremamente chiaro; mentre leggi tieni sempre a mente che ciò che mi accingo a scrivere scaturisce dall'esperienza diretta nell'ambito della formulazione/messa a punto/produzione di colori per belle arti, ivi comprese le idropitture reversibili. In altre parole, l'uso di tali sostanze NON è testato con i vari inchiostri stilografici in circolazione, dei quali non conosco la composizione. Partendo dal presupposto che un tipico inchiostro stilografico sia composto esclusivamente da un legante, una sostanza colorante (pigmento, anilina o altro) ed acqua, ne deduco che i test eseguiti negli anni per la messa a punto di colori per belle arti possano valere anche per gli inchiostri da scrittura. Si tratta evidentemente di un assioma, che potrebbe forniti le basi per soddisfare le tue necessità, ma in ogni caso dovrai fare delle prove specifiche, se non altro per determinare le giuste percentuali di additivi, che in genere sono limitatissime.

Le due più comuni ed efficaci sostanze che si usano per addensare le pitture reversibili ad acqua ad uso pittorico o di restauro, sono la bentonite (fillosilicato di alluminio) e la destrina, entrambe sottoforma di polvere idrosolubile. Sono - non sempre facilmente - reperibili nei negozi di belle arti/restauro particolarmente forniti in alcune importanti città; potrai probabilmente trovarle a Firenze dallo Zecchi, a Roma da Poggi oppure a Milano Brera da Crespi.
Il loro utilizzo nei leganti privi di sostanze coloranti è piuttosto semplice: viene messa una certa quantità di polvere in un recipiente contenente acqua (demineralizzata, in caso di durezza dubbia od eccessiva), rimescolando di tanto in tanto, fino ad ottenere un gel idrosolubile (nel caso della bentonite) oppure un addensamento più o meno evidente (nel caso della destrina). La bentonite, infatti, è estremamente attiva, molto più della destrina ed ha la capacità - a seconda della qualità in uso - di assorbire acqua fino al 700% il proprio peso, aumentando di volume. Una volta a riposo, il gel bentonitico diventa più denso, per rifluidificarsi se agitato. Allo scopo di evitare tali fenomeni di tixotropia non sempre desiderati, nella produzione di colori per uso artistico si tende a limitare tantissimo l'uso di questa argilla; in genere non si supera il 2% sul peso totale degli ingredienti.
La destrina è meno critica e scorbutica, quindi meno attiva ma più "comoda".
Se io avessi bisogno di addensare un inchiostro farei dei test empirici aggiungendo al suo volume piccolissime (ma proprio "issime") quantità di destrina, mescolando con cura. Se poi non fossi soddisfatto a causa della scarsa densità passerei all'uso della bentonite, in quantità ancora minori, aumentandole a mano a mano con estrema parsimonia, su un nuovo campione di inchiostro "vergine". Eviterei l'uso di un gel intermedio, indubbiamente più comodo e maneggevole, ma potenzialmente capace di produrre un alleggerimento di tono eccessivo.
In ogni caso dovrai fare qualche prova per aggiustare il tiro, fino a quando non sarai soddisfatto.
Se tu decidessi di usare la bentonite tieni presente che, potere tixotropico a parte, con il passare del tempo l'inchiostro addensato potrebbe sviluppare la tendenza a diventare sempre meno fluido, anche dopo agitazioni energiche. E' superfluo precisarlo in un forum di appassionati come questo ma, a mio avviso, un composto di questo tipo è in grado di devastare con una certa facilità l'alimentazione di qualsiasi penna stilografica; va usato, quindi, esclusivamente con pennini ad intinsione.
Un saluto

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Messaggio da Irishtales » giovedì 17 ottobre 2013, 8:27

Grazie Mimmo per le preziose informazioni che hai condiviso con noi...spero di leggere spesso i tuoi interventi nelle sezioni Calligrafia e Circolo Artistico ;)
Sul Pelikan 4001 vorrei spendere due parole; non mi ha mai dato problemi e proprio perché più denso degli inchiostri stilografici della concorrenza, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Dovrei altrimenti mandare in pensione tutte le mie penne dal flusso eccessivo, che solo con un inchiostro così formulato riescono a scrivere in maniera perfetta. Con i Diamine e i pennini ad intinzione ho avuto invece spesso problemi, soprattutto con alcuni verdi: l'inchiostro sembrava non voler scorrere sulla superficie e si depositava a grosse gocce qua e là, precipitando in grosse macchie ogni volta che indugiavo con la punta sulla carta per costringerlo a "lavorare"...perciò quando voglio coniugare pennini da intinzione e colore mi rivolgo ai Pelikan, alle tempere, alla gouache e ad acquerelli diluiti, agli Standardgraph, oppure, naturalmente, agli inchisotri calligrafici ;)
"Scrittura e pittura sono le due estremità della stessa arte e la loro realizzazione è identica" - Aforisma di Shitao
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Messaggio da courthand » giovedì 17 ottobre 2013, 13:29

Non me ne voglia l’amico Monet (quanta bellezza evoca questo nickname) ma, personalmente, rimango affezionato al componente in uso da secoli per dare la giusta densità agli inchiostri calligrafici, la gomma arabica, per la sua assenza di effetti collaterali e per l’estrema facilità di uso.
Per addensare inchiostri stilografici basta aggiungerne qualche goccia: quante si va per tentativi.
Penso che sia comunque un voler utilizzare un qualcosa che per quell’utilizzo non è stato pensato, con tutti i limiti che ciò comporta.
In merito alla scelta di sfumature di colore bisogna dire che gli inchiostri calligrafici della Herbin, per esempio, sono facilmente miscelabili tra loro ottenendo colori con le stesse qualità di brillantezza e viscosità degli originali, ripetibili con sufficiente approssimazione a patto di usare pipette graduate per i prelievi e di annotarsi l’entità degli stessi.
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Messaggio da Monet63 » giovedì 17 ottobre 2013, 14:18

courthand ha scritto:Non me ne voglia l’amico Monet (quanta bellezza evoca questo nickname) ma, personalmente, rimango affezionato al componente in uso da secoli per dare la giusta densità agli inchiostri calligrafici, la gomma arabica, per la sua assenza di effetti collaterali e per l’estrema facilità di uso.
Nuuuuu, tranquillo, la mia premessa era chiara, nessun problema. :)

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