Sua maestà il gotico Textura

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poimandres
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Sua maestà il gotico Textura

Messaggio da poimandres » venerdì 6 aprile 2018, 16:38

E' chiaro che questa investitura è del tutto soggettiva ed opinabile. Ho iniziato da poco a scrivere in cancelleresca e ho tanta voglia di continuare perché ho tanto da imparare ancora. Sono stato però, nel frattempo, fulminato sulla strada di Damasco dallo stile che Kossowska definisce sic et simpliciter Scrittura Gotica e Drogin, più spiccatamente, Gothic Textura quadrata. Vorrei capire di più, perché noto scarsa omogeneità tra calligrafi. Mi si potrà obiettare che è sempre stato così, ed in parte è vero, ma ho l'impressione che in epoca moderna-recente questa forbice si sia allargata a dismisura.Pongo una domanda: Non è che questo sia dovuto all'inflazione di una moda "corsista" nella quale, i docenti, ognuno pro domo sua, cerca di fare il galletto del pollaio? Mi piacerebbe che in calligrafia ci fosse, visto che la maggioranza la pratica per diletto, una maggiore disponibilità da parte dei docenti o di quanti la fanno per professione, a dibattere, dialogare, spiegare, e questo straordinario forum ne è un' agorà eccellente . Sono un ex bibliotecario ora in pensione, che ha sempre svolto la sua professione, mettendo a disposizione di tutti, le sue conoscenze, senza egoismi da prima donna. Ci terrei a conoscere in particolare il pensiero di Alessandro che stimo per le sue risposte in diversi argomenti. Scaricai da tempo il suo ottimo "Calligrafia facile" e da poco "Note storiche sulla bella scrittura" che leggerò con avidità. Conosco il pensiero di Daniela che ringrazio pubblicamente perché mi ha tenuto a battesimo in questo forum dimostrandomi tutta la sua disponibilità, cortesia e competenza per le raffiche di domande che le ho fatto e continuo a farle nei messaggi privati. Sono solito accostarmi ad argomenti che conosco poco con prudenza e voglio partire con il piede giusto.

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SUA MAESTA IL GOTICO TEXTURA

Messaggio da courthand » venerdì 6 aprile 2018, 20:05

Prima di tutto ti ringrazio per l'apprezzamento: poi ti dico che questo post, visto il tenore delle tue domande, starebbe forse meglio tra gli "Argomenti" che non nella sezione "Stili calligrafici" che sarebbe dedicata alle descrizioni tecniche dele varie grafie ma intervenire eventualmente in tal senso è compito degli amministratori e quindi lasciamo che se ne occupino loro. :thumbup:
Tornando a noi prima di tutto devo dire che, pur non amando particolarmente il textura, trovo migliore la proposta del Drogin rispetto a quella della Kossowska.
Riguardo poi alle diversità tra i vari modelli direi che è naturale: ogni calligrafo, pur mantenendo i principi basilari di un determinato stile, finisce col personalizzarlo, è un processo inevitabile.
Quanto poi allo sfruttare tale personalizzazione a fini commerciali devo dire che oggigiorno mi sembra un vezzo molto meno marcato che in passato.
Attualmente la calligrafia è essenzialmente un divertissement, un passatempo creativo per il quale la gente non è disposta ad investire grosse somme. Anche gli insegnanti professionisti non sono molti e di solito l'insegnamento è solo una parte della loro attività e che si facciano pagare i loro corsi mi sembra più che lecito.
In passato (quando si scriveva tutto a mano) l'avere una bella grafia era requisito indispensabile per ottenere un buon impiego di concetto quindi la platea dei potenziali allievi era vasta e motivata economicamente: è ovvio che, per un insegnante, essere considerato "il meglio fico del paniere" poteva fare la differenza tra vivere decorosamente e fare la fame. Sono passate alla storia le diatribe tra calligrafi in Inghilterra e in Francia, in America il sig. Palmer, inventore dell'omonimo metodo, fu molto criticato dai colleghi che contestavano la validità dei suoi insegnamenti: il fatto che Palmer si sia arricchito con la sua invenzione non credo sia stato estraneo a tali contestazioni.
Anche in Italia non sono mancate le contrapposizioni, in special modo dopo l'unità del regno, quando nelle scuole si doveva scegliere un metodo di insegnamento unificato su tutto il territorio nazionale al posto dei vari metodi che ogni precedente stato indipendente proponeva nelle sue scuole: fu una vera lotta al coltello (c'erano in ballo anche i posti di professore di calligrafia) che il Prof. Ascoli ha mirabilmente descritto in un suo libro.
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