Impostazione pennino mitchell mis.2

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Stormwolfie
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Impostazione pennino mitchell mis.2

Messaggio da Stormwolfie » mercoledì 14 marzo 2018, 18:56

Ciao a tutti.
Mi sto cimentando nell’uso dei pennini calligrafici dopo aver fatto un po’ di gavetta con parallel e lamy calligrafiche.
Ho provato diversi pennini tra cui un mitchell 2 con serbatoio che mi fa dannare perché gratta , si apre molto e scrive con difficoltà . Vi posto una foto fronte retro del pennino per capire se ho montato bene il serbatoio e se la punta secondo voi va bene o è danneggiata.
Grazie per chi avrà la pazienza di rispondermi
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Silemar
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Messaggio da Silemar » giovedì 15 marzo 2018, 12:14

Ciao Stormwolfie. Penso che il serbatoio vada posizionato a 1-2 mm dalla punta del pennino, quindi quello in foto è collocato troppo in basso. Su you tube trovi dei video su questi pennini e su come posizionare il serbatoio (in questa sezione non posso indicarteli perché contengono il riferimento ad un sito commerciale).
Riguardo al "grattare", i Mitchell sono abbastanza famosi per questo loro caratteristica, soprattutto quelli di maggiori dimensioni. Pensa che per quelli numero 1 e 0, viene consigliata una passata sulla pietra per affilare. Infine la punta, secondo me, non dovrebbe presentare quell'apertura così ampia tra i rebbi.

Ti consoli il fatto che, se fai una ricerca in questo sito, troverai molti utenti che hanno patito con questi pennini (false partenze, danze propiziatorie, ecc.). Ma alcuni hanno anche domato questo pennino che sicuramente ha un'incisività invidiabile!

viewtopic.php?t=5903

https://forum.fountainpen.it/viewtopic.php?t=13673

Felici esercizi! :wave:
Laura

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Messaggio da Stormwolfie » giovedì 15 marzo 2018, 12:59

Grazie mille dei suggerimenti Laura, volevo chiederti secondo te se c'è un pennino piu' facile per iniziare, magari per prendere dimestichezza nell'intinzione e nelle partenze.

Silemar
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Messaggio da Silemar » giovedì 15 marzo 2018, 15:58

Stormwolfie ha scritto:
giovedì 15 marzo 2018, 12:59
Grazie mille dei suggerimenti Laura, volevo chiederti secondo te se c'è un pennino piu' facile per iniziare, magari per prendere dimestichezza nell'intinzione e nelle partenze.
Nella mia (assai limitata :D) esperienza con i pennini da intinzione, ho trovato più semplice l'utilizzo dei Brause Bandzug. Ti riporto sotto le parole che scrissi, a suo tempo, su questo argomento. Come leggerai, è stata anche per me una bella lotta! :lol:


Ciao a tutti, vi descrivo le mie prime esperienze con i pennini da intinzione. Spero che le difficoltà che ho incontrato io non riguardino altri principianti; se mai doveste incontrarle però, la parola d'ordine è: “insistere”! :D

Brause Bandzug: non è stato subito amore, anzi. Non riuscivo a farli funzionare, forse perché non li avevo bruciati abbastanza. Nel frattempo, pensando fosse colpa della posizione dei serbatoi, continuavo a staccare e riattaccare questi ultimi collezionando qualche ferita alle mani. Alla fine li ho nuovamente bruciati e sono partiti. Ma la mia mano, abituata alle penne calligrafiche, non riesce facilmente ad accomodarsi al loro taglio obliquo e per scrivere devo tenere la cannuccia quasi verticale.

Speedball. La punta di questi pennini è tagliata obliqua come i Bandzug e quindi, come quelli, fatico a tenerli aderenti al foglio. Il risultato è quindi un tratto tremolante, reso ancor più evidente dalle grandi dimensioni scelte (C1/C2/C3). Li ho trovati poi troppo lunghi e flessibili per me che ho la mano un po' pesante. Questi pennini hanno il serbatoio già montato sopra che sta lì bello fisso, cosa che ho trovato scomoda al momento della pulizia. Li ho utilizzati senza bruciatura iniziale (pulendoli solo con un po' d'alcool) e sono partiti subito.

Mitchell Rhound Hand: non li ho acquistati subito perché avevo letto che grattavano (soprattutto quelli più grandi) e che avevano il serbatoio mobile posto sotto e ne ero intimorita. Però volevo provare un pennino dalla punta dritta e così mi sono decisa. Sicuramente l'impugnatura risulta per me più agevole (rispetto a quella quasi verticale dei Bandzug) ma li ho trovati meno scorrevoli e artefici di troppe false partenze. Inoltre ho impiegato diverso tempo per riuscire a far funzionare i serbatoi. Li ho bruciati per circa 12 secondi (senza serbatoio) prima dell'uso.

Mitchell rame: questi pennini dal bel colore rossiccio sono più larghi degli altri e sono riuscita ad usarli solo su una cannuccia Mitchell dalla sezione triangolare. Pur apprezzando la scorrevolezza di questi pennini non sono riuscita a farli funzionare con il serbatoio (quello dei Mitchell Rhound Hand adattato allargando le alette). Di fatto li ho per ora abbandonati.

Attualmente penso di preferire i Bandzug nonostante le mie difficoltà.
Laura

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Messaggio da Stormwolfie » domenica 18 marzo 2018, 14:20

Laura, ti aggiorno sui miei esperimenti:
Tra i tanti pennini provati, gli speedball sembran o essere quelli più "facili": partono subito ed hanno una notevole riserva, l'inchiostro in quella lamina piatta scivola meglio e si distribuisce uniformemente.
Al secondo posto metterei i Brause: io ho la versione TAPE, grattano un po' , ma con un po' di pazienza riesco a gestirli.
Con i mitchell sto imparando...sono ostici, però quando iniziano a scrivere sono bellissimi, specialmente i tratti fini sono delicati, molto differenti dagli speedball decisamente più marcati. Se li uso senza serbatoio vanno alla grande, quando metto il serbatoio le cose si complicano. Ho capito che la riserva funziona ma si"scontra" contro il bordo del pennino. Sul mio n.2 ho usato una pietra affilata per coltelli in modo da assottigliare il bordo, ora l'inchiostro sembra scivolare meglio. Sul 1,5 non mi funziona così bene. Ho come la sensazione che siano pennini costruiti un po' rozzamente....o come credo sono io che li uso rozzamente.....

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Messaggio da courthand » lunedì 19 marzo 2018, 10:03

I Mitchell round hand sono ottimi dal punto di vista della qualità del tratto ma piuttosto ostici da domare, specialmente nel posizionamento del serbatoio: Inoltre sono piuttosto "grattosi" .
Condivido l'opinione di silemar sugli speedball, troppo flessibili per la mia mano.
Trovo invece molto comodo il taglio obliquo dei brause bandzug, che mi permette una posizione più naturale del polso: sono i miei preferiti.
Per quanto concerne l'affilatura delle punte temo che una normale pietra per lame abbia una grana troppo grossa che non consente un'adeguata uniformità della superficie: di solito si usa una pietra Arkansas della grana più fine.
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Messaggio da Silemar » lunedì 19 marzo 2018, 11:50

Stormwolfie ha scritto:
domenica 18 marzo 2018, 14:20
Laura, ti aggiorno sui miei esperimenti:
Tra i tanti pennini provati, gli speedball sembran o essere quelli più "facili": partono subito ed hanno una notevole riserva, l'inchiostro in quella lamina piatta scivola meglio e si distribuisce uniformemente.
Al secondo posto metterei i Brause: io ho la versione TAPE, grattano un po' , ma con un po' di pazienza riesco a gestirli.
Con i mitchell sto imparando...sono ostici, però quando iniziano a scrivere sono bellissimi, specialmente i tratti fini sono delicati, molto differenti dagli speedball decisamente più marcati. Se li uso senza serbatoio vanno alla grande, quando metto il serbatoio le cose si complicano. Ho capito che la riserva funziona ma si"scontra" contro il bordo del pennino. Sul mio n.2 ho usato una pietra affilata per coltelli in modo da assottigliare il bordo, ora l'inchiostro sembra scivolare meglio. Sul 1,5 non mi funziona così bene. Ho come la sensazione che siano pennini costruiti un po' rozzamente....o come credo sono io che li uso rozzamente.....
Ciao Stormwolfie, sono contenta che tu continui a sperimentare con i pennini e sono anche lieta che sia intervenuto uno dei bravi Calligrafi del forum a darti il suo prezioso contributo. :thumbup:
Come detto, la mia esperienza con i pennini è stata breve. Essi mi richiedono più tempo, spazio e, diciamo, "respiro" rispetto all'utilizzo di una penna calligrafica, cose che non ho molto a disposizione. Però non c'è paragone tra i due strumenti.
Penso anch'io che gli Speedball siano più facili e i Mitchell più ostici. Come hai evidenziato anche tu, quest'ultimi producono però i tratti fini più belli. Il serbatoio, posizionato a 1,5-2 mm dalla punta del pennino, non dovrebbe però procurarti fastidio. Come avrai notato, questi serbatoi sono "morbidi" e li puoi piegare; controlla sempre che vi sia la giusta aderenza alla superficie interna del pennino.
Riguardo ai Brause, conosco i "Bandzug" mentre la versione TAPE dovrebbe essere dei Leonardt. Mi sembrano comunque pennini simili nella forma.
Come per le penne stilografiche, si tratta infine di trovare la giusta combinazione tra stile, strumento, carta e inchiostro, cosa tutt'altro che semplice! :) Anche l'utilizzo di una tavoletta inclinata potrebbe produrre effetti diversi!

https://forum.fountainpen.it/viewtopic. ... 9&start=15

Ti auguro felici esercizi! :wave:
Laura

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Messaggio da Stormwolfie » lunedì 19 marzo 2018, 18:54

Grazie Alessandro per il feedback e grazie Laura per i suggerimenti,
tutti questi tentativi li faccio a fronte di esercizi che sto eseguendo sul libro di Vivian Lunniss: "Manuale di Calligrafia". Lei suggerisce pennini diversi per stili diversi, ed io mi sto divertendo un pò a comprendere l'uso degli strumenti. Mi piacerebbe molto poter seguire un corso con qualche maestro qui a Roma, ma al momento non ne vedo disponibili. Sono affascinato dall'uso calligrafico con fini artistici, ho notato l'uso degli acquarelli in modo creativo all'interno di tavole che riportano stili tradizionali ed i risultati sono affascinanti. Vi ringrazio ancora, è sempre bello leggervi ed è di grande stimolo a proseguire esercizi ed esperimenti.

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Messaggio da Silemar » martedì 20 marzo 2018, 7:37

Felice di essere d'aiuto, Stormwolfie. E per i corsi, tieni d'occhio l'autunno romano!
https://forum.fountainpen.it/viewtopic.php?t=2535
:wave:
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Messaggio da Massimone » martedì 20 marzo 2018, 12:16

Stormwolfie ha scritto:
lunedì 19 marzo 2018, 18:54
Mi piacerebbe molto poter seguire un corso con qualche maestro qui a Roma, ma al momento non ne vedo disponibili.
Ciao!
Beh qui a Roma ci sono ormai diversi corsi dell'Aci.
Anche io tengo regolarmente dei brevi corsi introduttivi alla Fabriano Boutique di via del Babuino.

Buona scrittura!
Massimo

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