Testo definitivo per cancelleresca

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ipparcos
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Testo definitivo per cancelleresca

Messaggio da ipparcos » sabato 4 marzo 2017, 11:57

Salve a tutti. Parto da zero e vorrei imparare la cancelleresca. In giro si trovano i quaderni della Kossowska ma da quanto ho capito questi lavori hanno qualche lacuna (c'è in merito un post nel forum). Vorrei pertanto partire con il piede giusto senza dover dopo rimodulare il tutto.
Potete pertanto consigliarmi un testo definitivo per la cancelleresca?
Grazie.

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Messaggio da Mightyspank » sabato 4 marzo 2017, 13:27

Premesso che per me di "defintivo" non c'è nulla, però ho trovato simpatico e interessante l'Eric Hebborn

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courthand
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Messaggio da courthand » sabato 4 marzo 2017, 16:07

Puntualizzando che le critiche che ho personalmente avanzato ai lavori della Kossowska riguardano solo il gotico e che non avendo letto il quaderno di cancelleresca non ne posso parlare, non credo sia possibile rispondere alla tua domanda.
Esistono numerosi modelli di grafia cancelleresca che, pur rispettando i principi fondamentali della scrittura, spesso differiscono tra loro: questo sin dagli inizi, basta guardare i manuali dell'Arrighi e del Tagliente, poi quello del Cresci (con quello che pensava della scrittura dei primi due) per arrivare ai tempi moderni con le interpretazioni di Anderson e del Reynolds.
Buoni test ce ne sono tanti, spesso citati nel forum, ma quale adottare come riferimento é questione di gusti.
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Messaggio da ipparcos » domenica 5 marzo 2017, 0:02

Purtroppo Italico per italiani non si trova più da nessuna parte.

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Messaggio da efreddi » domenica 5 marzo 2017, 7:41

Mi esercito con la Cancelleresca da pochi mesi, posso solo riportarti la mia esperienza. Dopo aver cercato in internet ho iniziato a notare le piccole differenze tra le varie risorse disponibili, piccole variazioni dello stile che ritengo dovute all'interpretazione personale. Ho quindi deciso di prendere un riferimento cartaceo e ho acquistato il testo del Hebborn (probabilmente una delle ultime copie diponibili?). Poi mi sono reso conto che mancava ancora qualcosa: la calligrafia e' dinamica, per quanto un testo sia ben scritto non puo' riprodurre i tempi e i movimenti, si puo' vedere solo il risultato finale. In questa direzione mi sta aiutando parecchio guardare la serie di video di Lloyd Reynolds (peccato per l'audio indecente) e immagino che una lezione dal vivo con un maestro (per esempio ad un workshop) sia ancor meglio. Poi resta il fatto che anche nella calligrafia affiora sempre lo stile e il gusto personale, altrimenti saremmo tutti computer e stampanti laser...

Ciao



Elia

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Messaggio da ipparcos » domenica 5 marzo 2017, 13:01

Si in effetti video tutorial valgono più di un testo. Vedrò cosa trovo su YouTube. Grazie.

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Messaggio da jabbahulk » domenica 5 marzo 2017, 13:31

ciao,

io proverei anche " Scrivere meglio Copertina flessibile – 1 mag 1998 di Francesco Ascoli (Autore), Giovanni De Faccio (Autore) "
oppure
collana Leonardo "la calligrafia" la vinciana editore

entrambi non sono solo di "cancelleresca, ma trattano anche altro... testi consigliati dalla associazione italiana calligrafici...

se invece si vuole scrivere meglio, il mio testo di riferimento

Improve Your Handwriting: Teach Yourself (English Edition) di Rosemary

Certo, l'Hebborn è altra cosa anche se a detta degli esperti non "purissimo", ma in attesa che lo ristampino...

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Messaggio da courthand » domenica 5 marzo 2017, 18:19

Sarei veramente interessato a conoscere gli aspetti giudicati "non purissimi" dagli esperti.
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Messaggio da isos77 » mercoledì 7 febbraio 2018, 17:13

riprendo questo post, per una domanda sulle numerose declinazioni della scrittura cancelleresca.

ho visto diversi testi, a partire dall'ottima dispensa in pdf "calligrafica facile" fatta da alcuni utenti del forum, passando per "scrivere meglio", il testo della Kossowska e quello di Eric Hebborn. Buttando anche un'occhio all' Operetta di Arrighi

Tra questi ho trovato il testo di Hebborn quello più completo in termini di "didattica", però ho anche visto differenze piuttosto marcate nella forma delle lettere (e anche nel "ductum").

Prima di buttarmi su un certo tipo di cancelleresca, mi chiedevo se ce n'è uno più diffuso di altri. Oppure uno più filologicamente corretto.
Ce n'è uno più consigliato per iniziare? magari facendolo evolvere con l'esperienza?

e... ultima cosa. Secondo voi, per imparare è più importante "copiare" nel modo più preciso le singole lettere, oppure cercare un'interpretazione personale? Intendo dire. Magari conviene dare più importanza ad aspetti come la regolarità della scrittura nel suo complesso, piuttosto che alla singola lettera perfettamente uguale al modello?

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Messaggio da Irishtales » mercoledì 7 febbraio 2018, 17:36

Per "interpretare" uno stile, prima bisogna conoscerlo. Il passo più importante è affidarsi ad un buon libro o ad un buon corso ed imparare bene. Senza troppe distrazioni, che tanto già "imparando" è del tutto intrinseco e naturale maturare una connotazione stilistica propria.

Come è stato già suggerito da Alessandro, il testo più adatto per ciascuno di noi dipende sostanzialmente dai gusti personali.
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Messaggio da isos77 » giovedì 22 marzo 2018, 14:47

é vero che si dice non ci sono domande stupide solo risposte stupide... ma sono stato troppo generico nella mia domanda.

Il problema non è nell'interpretare uno stile (non me lo sogno neanche), ma di capire quale strada seguire quando non ci sono indicazioni precise. Da questo punto di vista ho trovato l'Hebborn il testo con più indicazioni, ma anche qua qualche dubbio senza risposta c'è. Da qui la mia domanda

Per essere più preciso, qua un mio esercizio:
Cancelleresca.jpg
Ci sono tanti piccoli aspetti su cui devo lavorare, ma per cui ho indicazioni chiare su come migliorare (è solo questione di esercizio)

Ci sono altre cose che non mi convincono, ma su cui non trovo indicazioni precise. Sono aspetti che trascendono dalla forma della singola lettera, ma che si vedono nelle parole. Per fare qualche esempio, la larghezza delle lettere e la loro distanza. Poi non mi convincono le sequenze di lettere che prevedono un cambio di ritmo perchè le lettere non vengono fatte con movimenti simili/uguali (ad esempio, la parola "nobiltasti"). In particolare non mi piace come la S si inserisce nelle parole (al di là del fatto che è una lettera su cui devo ancora lavorare)

Ecco, cercavo indicazioni su come migliorare cose di questo genere.

Poi c'è la questione delle legature... ma qua mi par di capire che è questione di scegliere se scrivere in corsivo o no. Con le legature mi pare che il testo diventi più pesante e mi piace meno (ma forse sto erroneamente interpretando?)

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Messaggio da Irishtales » giovedì 22 marzo 2018, 15:11

Sei proprio sicuro che l'altezza del corpo delle lettere sia di cinque gradi calligrafici? Il foglio a quadretti non ti distrae? Al posto tuo opterei per la classica falsariga, adatta alla larghezza del tratto del pennino.
Prima delle legature, cercherei di fossilizzarmi sugli esercizi di ritmo e sulle singole lettere e gruppi di lettere simili, altrimenti c'è il rischio concreto di cronicizzare gli errori e portarseli dietro sine die.
Inoltre farei attenzione all'inclinazione del pennino.

Non avere fretta di scrivere intere parole o frasi. La calligrafia richiede tempo e costanza, ma ripaga ampiamente degli sforzi fatti.
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Messaggio da courthand » venerdì 23 marzo 2018, 10:24

Spaziatura tra le lettere: se hai letto Calligrafia Facile avrai notato che cerca di dare una risposta alla tua domanda un po' meno generica dei termini "massimo spazio" e "minimo spazio" pur ribadendo che niente può sostituire quella sensibilità dell'occhio che si acquisisce solo con l'esperienza.
Larghezza delle lettere: fatto salvo il concetto che i caratteri della cancelleresca devono essere più alti che larghi, il rapporto tra queste due misure può risultare un po' differente a seconda del modello scelto ed è facilmente ricavabile prendendo un righello e misurando...
Lettere come s e z sono senz'altro un po' delicate da spaziare ma il problema principale nella parola da te citata "nobiltasti" mi sembra il fatto che gli assi della a e della t precedente e susseguente sono sostanzialmente verticali mentre quello della s é inclinato verso destra e questo da una sensazione di disarmonia.
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Messaggio da isos77 » lunedì 26 marzo 2018, 23:54

Irishtales ha scritto:
giovedì 22 marzo 2018, 15:11
Sei proprio sicuro che l'altezza del corpo delle lettere sia di cinque gradi calligrafici? Il foglio a quadretti non ti distrae? Al posto tuo opterei per la classica falsariga, adatta alla larghezza del tratto del pennino.
a me sembrava di si..
g.jpg
anche se il flusso della Lamy non è proprio sempre lo stesso... il pennino a intizione mi sembra più costante e per questo ho anche la falsariga (già fatta, così sono sicuro di non sbagliarmi). Purtroppo non sempre ho modo e tempo di usare il pennino e la Lamy ha il vantaggio di essere sempre pronta quando e dove serve..

Diciamo che dopo un po' di mesi di esercizi di ritmo e di sequenze di lettere simili, mi sembrava accettabile (e anche un po' necessario) provare ANCHE con qualche testo.
Soprattutto non vorrei cronicizzare neanche errori di spaziatura, larghezza ecc...
courthand ha scritto:
venerdì 23 marzo 2018, 10:24
Spaziatura tra le lettere: ...
Larghezza delle lettere: ...
il problema principale nella parola da te citata "nobiltasti"...
Grazie per queste dritte. Calligrafia facile l'avevo letto, ma poi mi ero concentrato sull' Hebborn..In effetti rileggendo adesso la parte della spaziatura da indicazioni utili. Resta che devo ancora fare l'occhio.

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