Hölderliniana

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fufluns
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Hölderliniana

Messaggio da fufluns » sabato 4 febbraio 2017, 4:53

A diecimila chilometri di distanza, non sempre é facile mantenere il filo d’oro degli affetti perché non si sciolga. Con i figli, si fa sottile e quasi trasparente quella consuetudine del fare comune, quotidiano, del dire diario, del banale e dei riti d’ogni giorno. Per fortuna abbiamo Internet e tutti le socialità facilitate che ne derivano, e possiamo scriverci, parlarci a voce, vederci… A me, che infine sono un sentimentale, manca il rito.

Quand’ero ragazzo di vent’anni ero un grande appassionato di poesia. I miei autori preferiti erano i tedeschi: ne sentivo un’assolutezza della parola, un’esattezza nel disegnare una via diretta all’anima. Tra tutti, i miei due preferiti erano Friedrich Hölderlin e Rainer Maria Rilke. Del primo, acquistai una edizione delle Liriche che pubblicó Adelphi, in due volumi, nel 1977–1978, nella sua collana “I Classici”, curata da Enzo Mandruzzato. I libri della collana dei Classici di Adelphi sono forse i miei preferiti in assoluto: in un ottavo non grande, rilegati ma non “rigidi”, con un sacco di spazio bianco intorno al testo, stampati su una carta leggera ma non troppo, di un bellissimo color avorio chiaro, e con la spaziatura delle parole che, all’epoca, non era fatta a macchina, ma a mano, irregolare, straordinaria.

Hölderlin era per me cosí essenziale che quando, a 21 anni, dipinsi il mio autoritratto, volli che la mia mano destra appoggiasse su un volume di liriche hölderliniane.

Autoritratto 1981 (2).jpg

Ed ecco qui il dettaglio del libro:

Dettaglio.jpg
L’autoritratto é poi rimasto a casa di mamma e papá, che gli si sono affezionati e preferiscono tenerlo appeso su una parete di casa loro. In Costa Rica ne ho una copia a grandezza naturale, stampata su tela da un negativo Hasselblad e poi verniciata con vernice per pittura ad olio, che é davvero difficile da distinguere dall’originale, se non fosse che la stampante lo ha reso con toni leggermente più rossastri. Quanto ai due volumi di Adelphi, finirono come mille altri dentro scatoloni di cartone destinati alla biblioteca delle figlie e alla loro futura erudizione. So, perché l’ho chiesto in varie circostanze, che non sono ancora “saltati fuori”. Nel frattempo, Adelphi ha completamente esaurito la edizione in due volumi, e nel 1989 ne ha fatta una ristampa, sempre nella collana “I Classici”, in un solo volume, anch’esso più che esaurito.

L’anno scorso, però, poco prima del mio tradizionale “viaggio in Italia”, un miracolo ha fatto comparire un volume delle Liriche di Hölderlin, edizione Adelphi 1989, collana “I Classici”, in una vendita di Ebay, e me ne sono impossessato. Il bel volume, che in origine aveva un costo di 85.000 Lire, é racchiuso in un cofanetto di cartone sul quale é riprodotta la “silhouette” di un nespolo del Giappone, opera del pittore tedesco Philipp Otto Runge (1777-1810), che a parte essere uno straordinario pittore romantico della taglia di un Caspar David Friedrich, fu un grande creatore di minuscoli découpages a motivi floreali, animali, e con scene di vita quotidiana, molto tipici dell’epoca romantica.

decoupage.jpg
decoupage.jpg (92.28 KiB) Visto 1502 volte
Il superbo libro, sempre curato da Mandruzzato, con testo tedesco a fronte e stampato su una sottile carta avoriata, é finito a ingrandire le fila della piccola biblioteca italo-costaricense di casa nostra.

E’ stato fantastico rileggere le perfette traduzioni di Madruzzato, riassaporare il testo tedesco (che appena capisco, ma mi piace leggere), passare tra le dita le belle pagine pubblicate da Adelphi. E poiché i due volumi originali non son più “saltati fuori”, ho deciso do copiare qualcuna delle traduzioni, degli stralci, per le mie figlie. E poiché le traduzioni di Madruzzato sono a loro volta poesie proprie, che a volte si discostano sensibilmente dalla lettera hölderliniana, ne ho copiato anche l’originale in tedesco.

Su un quaderno Moleskine, di quelli che si vendono di due in due con la cucitura ribattuta sul dorso, ho fatto il mio lavoro quotidiano (o quasi quotidiano) di copista. Il telefono intelligente ha ripreso le immagini, e per qualche mese, tutti i giorni (o quasi) WhatsApp ha fatto da postino: qualche verso al giorno, come un buon giorno da lontano, come una carezza di papá.

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Io, come sempre, ne ho approfittato non solo per rileggere Hölderlin, ma anche per dare libero sfogo a tutte le mie penne, per cambiare i colori degli inchiostri, per scegliere i passi che mi sono sembrati i più essenziali.

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Quando, ormai impazzito, Hölderlin fu rinchiuso in una torre nella città di Tübingen, continuó a scrivere versi straordinari, firmando i fogli con il nome fantastico di "Scardanelli":

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Ora che “Hölderliniana” é terminato, ora che tutti gli stralci sono stati consegnati, mi piace pensare che Margherita e Carlotta abbiano avuto una luce di poesia ogni giorno, in mezzo al frastuono delle cose da fare, e che abbiano conosciuto Hölderlin e i suoi versi assoluti.

41.jpg
E mi piace credere che abbiano sentito come da lontano, giorno dopo giorno, é arrivato loro un pensiero di papá.



P.S. Per chi volesse avere una scusa per vedere un po’ di penne e intanto leggere un po’ di Hölderlin, e magari per trovare un po’ di errori nella mia copia della versione originale in tedesco, ho creato un documento in PDF di tutto il quaderno di “Hölderliniana”, con le pagine riprese insieme alle penne che le hanno scritte. Si può scaricare da qui:

https://www.dropbox.com/s/tywmxcu68qywz ... f.zip?dl=0
Allegati
00bis.jpg

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Messaggio da blaustern » sabato 4 febbraio 2017, 9:33

Einfach wunderbar!
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Messaggio da efreddi » sabato 4 febbraio 2017, 10:19

Grazie per la piacevole lettura e le belle pagine che hai presentato, m'hanno fatto scoprire Hölderlin.

Ciao



Elia

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Messaggio da ciro » sabato 4 febbraio 2017, 11:09

Caro Franco,
stamattina mi hai commosso. Non conosco più sincero apprezzamento nel linguaggio umano per cui ti ringrazio infinitamente.

Custodiró gelosamente una copia digitale del tuo quaderno.

Sinceramente,
Ciro
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Messaggio da Irishtales » sabato 4 febbraio 2017, 12:09

Franco, complimenti: anche come pittore sei sorprendente, bravissimo!
Figlie lontane, le tue, ma anche, lasciatelo dire, figlie fortunate.
Grazie per il bel dono che ci hai fatto.
"Scrittura e pittura sono le due estremità della stessa arte e la loro realizzazione è identica" - Aforisma di Shitao
Daniela

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Messaggio da Silemar » sabato 4 febbraio 2017, 16:31

fufluns ha scritto:Su un quaderno Moleskine, di quelli che si vendono di due in due con la cucitura ribattuta sul dorso, ho fatto il mio lavoro quotidiano (o quasi quotidiano) di copista. Il telefono intelligente ha ripreso le immagini, e per qualche mese, tutti i giorni (o quasi) WhatsApp ha fatto da postino: qualche verso al giorno, come un buon giorno da lontano, come una carezza di papá.
Tutto bello in questo messaggio ma nel leggere queste righe non ho trattenuto le lacrime. Immagino quanto deve essere stato meraviglioso per le tue figlie sentirsi coccolate così.
Ho scaricato il prezioso quaderno. Grazie.
Laura

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Messaggio da Nicodemo » mercoledì 8 febbraio 2017, 11:47

Un racconto emozionante e un lavoro pregevole.

Complimenti! :clap:

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Messaggio da gionni » mercoledì 8 febbraio 2017, 12:05

Grazie per quello che hai scritto, mi ha fatto venire voglia di leggere Holderlin!
Sei un vero artista, si deduce dal quadro che hai dipinto e dalla calligrafia perfetta nelle pagine del tuo quadernetto.
E mi sembri anche un pò poeta e amante delle cose belle della vita.
Sicuramente le tue figlie devono sentirsi orgogliose di avere un padre così.

Con sincero apprezzamento. :thumbup:
Gionni

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Messaggio da silentwing » mercoledì 15 febbraio 2017, 18:36

Un quaderno di poesie che è solo lui un'opera d'arte.

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Messaggio da Miata » domenica 5 marzo 2017, 17:46

Vedo una Peterson 308 con bocchino palatale e innesto flock, il più classico dei classici.

Ho scaricato il tuo diario, e tra lui e il ritratto, non mi sono ancora ripresa da tanta bellezza. Mi riserverò di commentare questi aspetti un secondo momento. Sono seria.
Florinda


"Non abbiate nelle vostre case nulla che non sapete essere utile o che non ritenete essere bello" William Morris

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