PELIKAN 100 - Un esemplare particolare

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PELIKAN 100 - Un esemplare particolare

Messaggio da Musicus » sabato 9 aprile 2016, 18:50

Preludio
La penna oggetto di questo mio intervento è una classica Pelikan100, prodotta nel 1934 direi, fatte le dovute considerazioni: non una stilografica rara, certamente, eppure sempre portatrice di quel fascino irresistibile che ne fa una vera "penna-feticcio", un trofeo ambìto dai pennofili più colti, sensibili alla storia dello strumento, ai canoni estetici, al rigore della progettazione tecnica e ai piaceri del bello scrivere.
Perciò, se già non la possedete, non esitate a procurarvene una!
Come rammentavo tempo fa commentando l'opportunità di un problematico restauro, la Pelikan100 fu una penna alla quale arrise da subito (1929) un meritatissimo successo cosicché, nei quasi quindici anni di produzione, ne furono venduti davvero moltissimi esemplari, un buon numero dei quali è ancora in grado di scrivere perfettamente, digerendo senza problemi qualunque inchiostro sia rispettoso delle sue inconfondibili, e all'epoca rivoluzionarie, pareti trasparenti...

Nonostante abbia in passato già recensito una Pelikan100 con la stessa livrea (ma in una versione successiva, con dettagli differenti, prodotta a ridosso della Guerra: viewtopic.php?t=9341), ho deciso di presentarvi questo esemplare perchè... ha una piccola storia da raccontarci.
Quindi, chi ha dimostrato in passato di guardare solo le figure (perchè, mirabile dictu!, in un Forum dedicato alla penna stilografica, la regina degli strumenti da scrittura, c'è anche chi non ama la lettura), chi va sempre di corsa, per così dire, scorra pure verso il basso e troverà delle inquadrature insolite e stuzzicanti, e poi se ne torni ai suoi affari, facendo a tutti gli altri utenti (anche quelli futuri) la grazia di non lasciare alcun commento. Per costoro ho in serbo una presentazione tradizionale, così ci togliamo il pensiero.
Tutti gli altri, cortesemente, portino un pò di pazienza... :angel:

Atto Primo
La penna
PELIKAN 100 misura unica, in ebanite nera e celluloide (trasparente e striata verde), pennino Pelikan in oro 14 Karat, parti metalliche a vista laminate oro, caricamento a stantuffo, produzione Germania anno 1934.
1. P100TB. The Pen.jpg
Le misure
Chiusa: cm.11,8
2. P100TB. capped.jpg
Cappuccio: cm.6
3. P100TB. open 1.jpg
Fusto: cm.11,5 (con pennino esposto di cm.2)
4. P100TB. open 2.jpg
Con cappuccio calzato: cm.16 (con pennino esposto di cm.2)
5. P100TB. posted.jpg
Diametro massimo (agli anellini): cm. 1,29
Diametro minimo (al fondello): cm. 1,10
Diametro medio del fusto (alla binde): cm. 1,18
Diametro medio all'impugnatura: cm. 0,9
6. P100TB.  4sides.jpg
Peso (carica): gr. 16
Cappuccio: gr. 5,5
Fusto: gr. 10,5

Capacità: ml. 1,2

Sul nostro formidabile Wiki, questo è lo straordinario capitolo dedicato da Simone Piccardi al modello:
http://www.fountainpen.it/Pelikan_100


Intervallo
Dettagli in libertà
Logo ridisegnato nel 1938 (con due pulcini) e logo originale del 1929 (con quattro pulcini, sulla testina della penna in presentazione) a confronto.
7. P100TB. cap top 1929 3e 1938.jpg
L'iscrizione, una delle tre conosciute, riempita di colore verde e ripetuta due volte sulla testina:
Pelikan PATENT Pelikan PATENT
8. P100TB. PelikanPATENT.jpg
La finestra d'ispezione in celluloide trasparente, con stantuffo a riposo.
9. P100TB. ink window.jpg
Fondello completamente svitato/estratto, con stantuffo pronto a caricare.
10. P100TB. blind cap - piston filler.jpg
Continua...
Ultima modifica di Musicus il sabato 9 aprile 2016, 19:22, modificato 1 volta in totale.

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Messaggio da Musicus » sabato 9 aprile 2016, 19:05

Atto Secondo
Bene, dopo il dovere, il piacere!!
A coloro che amano ascoltare delle storie, ne racconterò una che spero potrà interessare...

Madam Therese Behr
E' abbastanza raro incappare in una stilografica che fu acquistata da (o più probabilmente donata a) un personaggio famoso: più raro ancora è che il personaggio sia famoso nell'ambito di attività che più interessa a colui che casualmente ritrova la penna... Orbene, questa rara coincidenza si è per me verificata all'ultimo mercatino di Merano, il sabato di Pasqua, nella prima settimana di Primavera...
11. P100TB. Madam Therese Behr.jpg
"M." anteposto al nome sta per Madam (germanizzazione del francese madame, signora, appellativo riservato in teatro alle grandi artiste), ma anche Meisterin (femminile di Meister, maestro, cultore insigne di un'arte).
Therese Behr nacque a Stoccarda nel 1876...
12. Therese Behr, Berlin 1908. Schnabel Music Foundation.jpg
Therese Behr, Berlin, 1908 [Schnabel Music Foundation]

...e studiò musica con i migliori maestri di area tedesca dell'epoca. Si impose sulla scena musicale per la splendida voce naturale di contralto lirico e per una musicalità non comune. Oltre alle esibizioni con orchestra nel repertorio sinfonico ed oratoriale, Therese Behr eccelse nel repertorio cameristico del lied tedesco. Prodotto precipuo della cultura tedesca del Romanticismo, il lied (letteralmente "canto", "canzone") incarna l'ideale unione di due arti: Poesia e Musica. Grandi Poeti pensano, scrivono e pubblicano; in un altro luogo, in un altro tempo, un Musicista li legge, li medita e sente una profonda affinità con il testo poetico, una corrispondenza, una speciale consonanza con quella poesia: allora fa suoi quei versi, esprimendo quelle stesse parole con la sua musica. Così nasce il lied per canto e pianoforte. La produzione liederistica costituisce una nuova forma d'arte, che nei suoi esiti più elevati ha il privilegio, per la sua immediatezza, concisione, concentrazione, di attingere, per un istante almeno, l'essenza delle cose...
13. Therese Behr, 1904. Schnabel Music Foundation.jpg
Therese Behr, 1904. [Schnabel Music Foundation]

Nel 1900, già all'apice di una carriera internazionale di successo (a lei avevano dedicato composizioni alcuni grandi maestri dell'epoca, tra i quali il sommo Richard Strauss), Therese Behr conobbe l'allora sconosciuto pianista Artur Schnabel, che prese ad accompagnare i suoi prestigiosi recital per canto e pianoforte nelle capitali d'Europa, e che grazie a lei ebbe la possibilità di affermarsi nel mondo concertistico anche come solista, imponendosi dagli anni seguenti come uno dei maggiori pianisti del secolo XX. I due si sposarono nel 1905.
14. Therese Behr e Artur Schnabel, Berlin 1910. Schnabel Music Foundation.jpg
Therese Behr e Artur Schnabel, Berlino 1910. [Schnabel Music Foundation]

Austriaco di origine ebraica, raffinatissimo interprete lontano da ogni sterile virtuosismo, Artur Schnabel fu il primo ad incidere tutte le 32 Sonate per pianoforte di Beethoven (Fiocchetti! ;) ).
Nel 1933, con l'ascesa al potere del nazismo, la famiglia Schnabel-Behr, che viveva con i due figli in una sontuosa dimora di dodici stanze a Berlino,
15. Therese Behr e Artur Schnabel, Karl e Stefan, Berlin 1913. Schnabel Music Foundation.jpg
Therese Behr e Artur Schnabel coi figli Karl e Stefan, Berlino 1913. [Schnabel Music Foundation]

prevedendo la tragedia incombente abbandonò per sempre la Germania, e si trasferì a Londra, dove risiedeva nei mesi invernali, ed in Italia nella bella stagione. A Tremezzo, sul Lago di Como, marito e moglie tennero anche delle rinomatissime accademie estive: così Madam Behr potè continuare a trasmettere come insegnante la sua eccezionale sapienza musicale.
16. Therese Behr, Schnabel Music Foundation.jpg
Therese Behr, metà anni 1930 [Schnabel Music Foundation]

Dopo una parentesi negli Stati Uniti (dove la famiglia risiedette dallo scoppio della Guerra alla fine delle ostilità), alla morte del marito nel 1951 Therese Behr si stabilì definitivamente a Tremezzo, dove continuò ad insegnare. Ed è a questa sua attività di didatta instancabile che colleghiamo la storia successiva della penna: dai primissimi anni 1930, quando con gioia e deferenza fu acquistata per farne gradito dono a Madam Behr, la Pelikan100 della nostra recensione fu conservata per poi essere donata con affetto ad un'allieva prediletta prima della morte, avvenuta nel 1959.

Erlkönig
Ovvero, Il Re degli Elfi: una ballata composta da Johann Wolfgang Goethe nel 1782, traendo ispirazione da una leggenda danese (qui nell'interpretazione grafica di Frank Kirchbach, 1859-1912).
17. Erlkoenig -Frank Kirchbach.jpg
17. Erlkoenig -Frank Kirchbach.jpg (104.51 KiB) Visto 1717 volte
Il testo, ambientato in una oscura foresta, narra della folle cavalcata notturna di un padre che stringe tra le braccia il proprio figlioletto: il bambino, sempre più spaventato e delirante, è oggetto delle brame del Re degli Elfi che, invisibile allo sguardo del genitore, rapisce l'anima del fanciullo, causandone la tragica morte.
Ludwig van Beethoven prese qualche appunto per mettere in musica la visionaria ballata, ma rinunciò (Medicus! :mrgreen: ). Franz Schubert, invece, ne fece ben tre stesure e orgogliosamente pubblicò la composizione per canto e pianoforte come Op.1 nel 1815: la breve opera è davvero impressionante ancora oggi, e sicuramente inusitata e dirompente per la musica da camera dell'epoca, e il grande Goethe rifiutò di accettare la dedica offertagli devotamente dal giovane genio austriaco... :(
Il brano si rivela arduo per il cantante-interprete, che deve rendere credibilmente ben quattro personaggi: il narratore, il padre, il bambino, il Re degli Elfi. Anche per il pianista l'impegno è notevole, al limite del virtuosismo, poichè deve interpretare il quinto personaggio... il cavallo al galoppo... :mrgreen:
18. P100TB. posted 2.jpg
Come accennavamo nelle note biografiche, Therese Behr fu una grandissima interprete di musica da camera, e questo lied, in particolare, era il suo... cavallo di battaglia. In Autunno con mia moglie porteremo (anche) l'Erlkönig a Londra, e lei lo eseguirà successivamente nella splendida versione con Orchestra sinfonica di Hector Berlioz: che la penna di Therese Behr ci porti fortuna! :angel:
Una interpretazione straordinaria di questo lied (nella versione per voce e Orchestra di Max Reger) ci è donata dal baritono Thomas Quasthoff, per la direzione di Claudio Abbado: https://www.youtube.com/watch?v=jwfWtlrFkDU
Per chi volesse seguire il testo ascoltando la musica, aggiungo la mia traduzione completa della ballata.

Il Re degli Elfi
Chi galoppa come il vento nel cuore della notte?
E' un padre con il suo bambino:
lo stringe fra le braccia,
lo tiene al caldo, lo tiene al sicuro.

« Figlio mio, perchè nascondi angosciato il tuo volto? »
« Non vedi, padre, il Re degli Elfi?
il Re degli Elfi con corona e mantello? »
« Figliolo, non è che una lingua di nebbia. »

« Tu, bel bambino, su vieni con me!
Vedrai che bei giochi giocheremo insieme;
sulla riva del fiume vi sono mille fiori colorati
e mia madre ha tante vesti ricamate d'oro fino! »

« Padre, padre mio, non senti forse anche tu
le promesse che mi sussurra il Re degli Elfi? »
« Stai tranquillo e non temere, figlio mio:
è solo il fruscìo del vento fra le vecchie foglie. »

« Bel fanciullo, verrai dunque con me?
Le mie figlie si prenderanno cura di te:
loro guidano la danza notturna,
e ti culleranno e balleranno e canteranno per te! »

« Padre, padre mio, e non vedi laggiù
le figlie del Re degli Elfi in quel luogo tenebroso? »
« Figlio, figlio mio, ben lo distinguo:
i vecchi alberi di salice gettano ombre oscure. »

« Ti amo! Mi attrae la tua bella figura;
se tu rifiuti, ti avrò con la forza! »
« O padre, padre mio, ecco che mi rapisce!
Il Re degli Elfi mi ha fatto del male! »

Inorridito, il padre cavalca furiosamente
stringendo a sè il figlioletto che geme;
raggiunge il palazzo con pena e fatica:
fra le sue braccia il bambino era morto.


(Johann Wolfgang Goethe: "Erlkönig" -
Versione italiana di G.F.)


Allego come prova di scrittura il solo finale del testo goethiano, vergato con la Pelikan100 di Therese Behr sfruttando le caratteristiche del pennino kugelspitz che, come vedremo, può/deve essere usato anche dal "lato secco"...
19. P100TB. writing sample.jpg
Prova di scrittura condotta su carta APICA (made in Japan) "Note Book CD 15", 81,4g/m2 con inchiostro Pelikan Königsblau 4001.

Continua...
Ultima modifica di Musicus il sabato 9 aprile 2016, 19:24, modificato 2 volte in totale.

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Messaggio da Musicus » sabato 9 aprile 2016, 19:17

Atto Terzo
Il pennino
La penna monta un splendido pennino in oro 14 carati con grande foro circolare che reca inciso:
Pelikan
14
KARAT.
20. P100TB. nib.jpg
Si noti l'artigianalità dell'incisione, rifinita a mano con sottili lineette a riempire le lettere e i numeri: ciò farebbe pensare al primo periodo di produzione della 100, quando ancora Pelikan commissionava all'esterno (a MontBlanc!) i propri pennini.
Qui un dettaglio del minuscolo punzone circolare che segue la parola KARAT
21. P100TB. Karat..jpg
Come abbiamo accennato, il pennino montato sulla Pelikan100 in presentazione è un K=kugelspitz (da Kugel= pallina, Spitze=punta), ovvero "ball-pointed nib" o "pennino rotondo", a proposito del quale nel Wiki troviamo un'esauriente scheda:
http://www.fountainpen.it/Kugel_nib
Come possiamo verificare dalle primissime pubblicità del 1929, il pennino "K" era disponibile sin dagli esordi della penna, che subito volle distinguersi per un'amplissima scelta di punte differenti ("Pelikan/ per ogni mano" era il motto della pubblicità). In un catalogo disponibile sul nostro Wiki che riporto qui sotto, la gradazione K=kugelspitz è ben riconoscibile dalla caratteristica lavorazione della punta...
22. 193x-Pelikan-100-Booklet-p03 - K=Kugelspitz.jpg
...che potrebbe far credere (ad un neofita ma non solo) di trovarsi di fronte ad un pennino rovinato mentre, al contrario, si tratta di una delle punte più interessanti, gratificanti e meno comuni...
La misura "K" è chiaramente leggibile sul fianco destro dell'alimentatore,
23. P100TB. nib k star 1.jpg
mentre sul fianco sinistro sono incisi
una stella ed il numero 1
dei quali, nonostante le ricerche, no so dare conto: per favore Tom, se ci sei batti un colpo!
In rete non ci sono foto delle iscrizioni poste sui fianchi degli alimentatori della Pelikan100 (prima che la sigla della punta venisse indicata o sul pennino stesso o anche sul bordo del fondello), o almeno io non ne ho trovate: dunque, controllate anche le vostre!
Caratteristica principale del pennino "K" è la forma sferica della punta e, quindi, la particolare levigatezza della superficie di iridio che viene a contatto con la carta: ciò consente di scrivere con un tratto sempre costante ed uniforme, anche ad inclinazioni differenti; ovviamente, visto che è l'uguaglianza del segno che si ricerca, non è prevista flessibilità alcuna;
24. P100TB. K nib collage.jpg
il "lato secco" del pennino (con l'asse della penna ruotato di 180°) inoltre, è parimenti dolce e smussato, e permette una scrittura fluida e morbida con un tratto più sottile, come si può vedere dalla prova di scrittura che ho allegato più sopra. Quello che non credevo possibile, invece, è che si possa scrivere addirittura con il pennino ruotato di soli 90° ( :o )...
Da entrambi i lati (i più intuitivi!), la scrittura è un piacere continuo, senza che mai sia possibile alcuna impuntatura: esperienza di galleggiamento quasi mistica... :angel:
Ed anche in questo caso, altro che penna a sfera!!

Bis (Gran Finale)
Pelikan100 verde e Futurismo
Visto che non credo potrò/vorrò mai più recensire una Pelikan100 verde in vita mia ( :mrgreen: ), vi metto a parte di un'ultima curiosa suggestione...
Una delle radici principali, più forti e profonde dell'Art Déco fu il Futurismo (italiano, soprattutto), un movimento di ricerca e sperimentazione permanente nato nel 1909, al quale collaborarono artisti straordinari spesso sottovalutati (in Italia, soprattutto)...
Fortunato Depero (1892-1960), futurista già dal 1914, partecipò con la delegazione italiana all'"Esposizione Internazionale delle Arti decorative e industriali moderne" tenutasi a Parigi nel 1925 che consacrò lo stile "Art Déco" a livello internazionale. Dal successo personale riportato, derivarono per Depero i fruttuosi contatti che gli consentirono di allestire mostre a New York, a Milano, nuovamente a Parigi... Nel contempo, il grande Artista metteva la sua genialità a frutto anche nella pubblicità, collaborando con un approccio arditamente sperimentale alle campagne di alcuni marchi di primaria importanza a livello internazionale (fra i più conosciuti, Vogue America e Campari). Ho trovato delle forti affinità tra uno dei capolavori del grande Artista trentino e la nostra bella icona tedesca, la Pelikan100, il cui primo progetto risale al 1927...
25. Fortunato DEPERO - Treno partorito dal sole con P100TB capped.jpg
In "Treno partorito dal sole" del 1924, sono già preconizzati con visionaria lucidità il Pellicano (!!) e tutti i cilindri e gli stantuffi che costituiscono la penna, tanto in una percezione statica quanto nell'uso in movimento, in una autentica fusione panteistica di forme e di colori tra Macchina e Natura...
26. P100TB. Hommage a Depero.jpg
Pelikan100: Hommage à Depero

Grazie per l'attenzione!! :thumbup:

Giorgio

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Re: PELIKAN 100 - Un esemplare particolare

Messaggio da Mightyspank » sabato 9 aprile 2016, 22:31

Che dire...Bellissima recensione! Complimenti per averla condivisa con noi.
Erlkoenig poi è uno dei vertici assoluti della musica da camera.
è una forte emozione poter stringere una penna appartenuta a un persona, una artista, del calibro della Signora Behr, che poi è venuta in Italia.
Per queste cose sono contento di essere iscritto al forum :) .

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Re: PELIKAN 100 - Un esemplare particolare

Messaggio da Irishtales » domenica 10 aprile 2016, 8:58

Sono sempre ammaliata dalle superbe recensioni di Musicus. Ci ha fatto conoscere penne importanti, rare e bellissime. Questa volta è riuscito a superare sé stesso, raccontandoci una penna più comune che però ha egualmente dell'eccezionale nella sua stessa storia.
Sono sempre stata convinta che certi oggetti giungano a noi semplicemente perché così dev'essere, e che rimangano nascosti in un cassetto finché non incontrano gli occhi della sola persona cui possono appartenere. E la Pelikan di Therese Behr non poteva che incontrare Giorgio.

Complimenti per l'ennesimo capolavoro e soprattutto per il concerto di Londra, l'unico rammarico è non potervi assistere.
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Re: PELIKAN 100 - Un esemplare particolare

Messaggio da asso580 » domenica 10 aprile 2016, 9:11

Recensione semplicemente stupenda.
Stefano

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Re: PELIKAN 100 - Un esemplare particolare

Messaggio da DerAlte » domenica 10 aprile 2016, 11:55

Ciao Giorgio e buona domenica, di tutte le recensioni, questa sicuramente è una delle più belle che mi è capitata di leggere, grazie del tempo che dedichi nell'arricchire sempre di più il forum.
Complimenti per il fortuito ritrovamento ed un in bocca al lupo per il concerto di Londra.
Nicolò
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Re: PELIKAN 100 - Un esemplare particolare

Messaggio da analogico » domenica 10 aprile 2016, 15:40

Grazie Giorgio per la mirabile recensione che arricchisce e trasmette emozioni.
Antonio

Tutte le persone conoscono il prezzo delle cose ma soltanto alcune ne conoscono il valore.
(O.Wilde)

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Re: PELIKAN 100 - Un esemplare particolare

Messaggio da Musicus » domenica 10 aprile 2016, 17:05

Mightyspank ha scritto:Che dire...Bellissima recensione! Complimenti per averla condivisa con noi.
Erlkoenig poi è uno dei vertici assoluti della musica da camera.
è una forte emozione poter stringere una penna appartenuta a un persona, una artista, del calibro della Signora Behr, che poi è venuta in Italia.
Per queste cose sono contento di essere iscritto al forum :) .
Grazie, Mightyspank! Sono davvero contento che anche tu apprezzi gli aspetti che mi stavano più a cuore! :thumbup:
:wave:

Giorgio
Ultima modifica di Musicus il domenica 10 aprile 2016, 17:19, modificato 1 volta in totale.

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Re: PELIKAN 100 - Un esemplare particolare

Messaggio da Musicus » domenica 10 aprile 2016, 17:17

Irishtales ha scritto:Sono sempre ammaliata dalle superbe recensioni di Musicus. Ci ha fatto conoscere penne importanti, rare e bellissime. Questa volta è riuscito a superare sé stesso, raccontandoci una penna più comune che però ha egualmente dell'eccezionale nella sua stessa storia.
Sono sempre stata convinta che certi oggetti giungano a noi semplicemente perché così dev'essere, e che rimangano nascosti in un cassetto finché non incontrano gli occhi della sola persona cui possono appartenere. E la Pelikan di Therese Behr non poteva che incontrare Giorgio.

Complimenti per l'ennesimo capolavoro e soprattutto per il concerto di Londra, l'unico rammarico è non potervi assistere.
:oops: :oops: :oops:
Solo Grazie!!!, cara Daniela. :P

Giorgio

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Re: PELIKAN 100 - Un esemplare particolare

Messaggio da Musicus » domenica 10 aprile 2016, 17:20

asso580 ha scritto:Recensione semplicemente stupenda.
Stefano
Ti ringrazio sinceramente dell'apprezzamento, Stefano!! :thumbup:

Giorgio

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Re: PELIKAN 100 - Un esemplare particolare

Messaggio da Musicus » domenica 10 aprile 2016, 17:34

DerAlte ha scritto:Ciao Giorgio e buona domenica, di tutte le recensioni, questa sicuramente è una delle più belle che mi è capitata di leggere, grazie del tempo che dedichi nell'arricchire sempre di più il forum.
Complimenti per il fortuito ritrovamento ed un in bocca al lupo per il concerto di Londra.
Nicolò
Grazie Nicolò: anche questa recensione, come già era successo per l'altra Pelikan100, ha portato alla Musica: qui i motivi erano più che evidenti, ma ci deve essere comunque qualcosa in questo modello... :angel:
Guarda che la penna è davvero "strana": se pensi a cosa si poteva acquistare nel 1929, Waterman Patrician ad esempio...
Ma la Pelikan 100 è davvero perfetta!
:wave:

Giorgio

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Re: PELIKAN 100 - Un esemplare particolare

Messaggio da Musicus » domenica 10 aprile 2016, 17:39

analogico ha scritto:Grazie Giorgio per la mirabile recensione che arricchisce e trasmette emozioni.
Grazie Antonio: mi è davvero piaciuto molto fare le ricerche necessarie alla relazione e poi scriverla coniugando due centri di interesse così diversi: se sono riuscito a trasmettere la mia passione per entrambi, sono contento!! :thumbup:

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Re: PELIKAN 100 - Un esemplare particolare

Messaggio da lucre » domenica 10 aprile 2016, 18:49

Grazie Giorgio, una penna sempre bellissima e dalle linee che non stancano mai, resa ancor più importante nel tuo esemplare dal riferimento all'antica
proprietaria ( capisco che emozioni possa averti dato ritrovarla ...)-. La tua presentazione poi è come sempre affascinante, ancor più delle promesse del re degli elfi.
Grazie anche per avermi riportato indietro negli anni, a quando, studente di tedesco al liceo dante alighieri studiai la ballata a memoria in lingua originale :
"Wer reitet so spaet durch nacht und Wind - Es ist der Vater mit seinem Kind ... "
Grazie ancora

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Località: Londra, UK
Sesso:

Re: PELIKAN 100 - Un esemplare particolare

Messaggio da ciro » domenica 10 aprile 2016, 19:45

La musica è un campo che, devo ammettere a gran voce, mi trova del tutto ignorante.
Anzi, meglio: DI MUSICA NON NE SO NIENTE!

Quindi, a parte la penna in questione che se non fosse per il suo interesse particolare e per il pennino che non conoscevo - ho imparato ancora una cosa nuova - sarebbe uguale a tante altre che ho visto, a me piace molto la biografia di Madam Behr - personaggio a me del tutto sconosciuto - intrecciata con la storia della sua penna.

Fosse per me avrei spostato in "Chiacchiere in libertà" perché la presentazione della penna l'ho appena guardata, fortuna che non spetta a me decidere queste cose.

Che è tutto molto bello l'ho già scritto?
Lo dico perché, sul serio, persino lo standard al quale ci ha abituati Giorgio qui deve togliersi il cappello e applaudire.

I miei complimenti. :)
Ciro
(Io sono per le firme a colori, sapevatelo!)
“La vita è come una fresella, s'è troppo dura sponzala.”
- Nonna
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