Lamy 27e

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Lamy 27e

Messaggio da zoniale » lunedì 1 gennaio 2018, 18:25

Arrivata l'altro giorno insieme alla Vacumatic, di cui ad un altro mio post, questa Lamy 27. L'ho presa per curiosità: è la mia prima Lamy non contemporanea e volevo vedere se anche quelle più vecchie univano linee essenziali a praticità d'uso e solidità costruttiva.
lamy27 - 002.jpg
lamy 27 - Garantie.jpg
La prima notizia piacevole è che oltra alla scatola, la penna ha ancora in dotazione il foglietto di istruzioni e la garanzia venticinquennale. E' stata venduta a Magonza nell'ottobre del 1959 (evviva: è più vecchia di me).

Tra tutte le Lamy 27 sono la designazione "27e" si riferisce a quelle dotate di questo specifico modello di cappuccio in plastica.
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Il pennino è un OM (obliquo medio):
lamy27 - 013.JPG
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La penna è di forma piacevole e scrive molto bene. Però non regge il confronto con altre penne coeve tedesche per quanto riguarda la qualità percepita. Sia le Silvexa che le MB 12 e 22 sembrano di una classe superiore. Solo la più povera delle Montblanc dell'epoca, la "32" pare essere al suo livello.

Nello smontare la penna non sono andato oltre la separazione di sezione e fusto per una pulizia approfondita ed una lubrificazione. Uno spunto interessante sta nel considerare come la penna è costruita:
lamy 27 - Anatomy.jpg
credit: i cugini del fountain pen network
Lo schema è identico a quello della Lamy 2000 dei nostri giorni. Addirittura mi sembra che le parti dello stantuffo siano proprio le stesse.
Michele

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