SWAN SELF-FILLER “Snakeskin” – 1942

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SWAN SELF-FILLER “Snakeskin” – 1942

Messaggio da Musicus » mercoledì 15 novembre 2017, 21:32

Me ne andavo tranquillo per un mercatino di città
quando da un banchetto ho distintamente udito provenire…

IL RICHIAMO DELLA GIUNGLA !
1. SMSF. posted.jpg

La penna
SWAN SELF-FILLER [media, forse misura unica?] in celluloide “pelle di serpente” grigia con venature rosse, parti metalliche a vista cromate, pennino Swan in oro 14 carati, caricamento a levetta, produzione Inghilterra anno 1942.
2. SMSF. capped 1.jpg

Le misure
Chiusa: cm. 12,3
Cappuccio: cm. 5,5
Fusto: cm. 11,3 (con pennino esposto di cm.1,6)
2. SMSF. open1.jpg
Con cappuccio calzato: cm. 15,5 (con pennino esposto di cm.1,6)
Diametro massimo (al cappuccio): mm. 11,9
Diametro fusto all’iscrizione: mm. 10,8
Diametro medio all'impugnatura: mm. 9
4. SMSF. barrel.jpg
Peso (a vuoto): gr. 14
Fusto: gr. 10
5. SMSF. capped 2.jpg

Marca e Modello (solo per pignoli e curiosi: non c’è trippa per gatti!)
Chi volesse conoscere l'interessante storia di questo grande Produttore, nato negli U.S.A. nell’Ottocento e poi divenuto l’orgoglio dell’Impero Britannico fra le due guerre, potrà fare riferimento al nostro formidabile Wiki: http://www.fountainpen.it/Swan
Per il modello, purtroppo, molto scarse sono le informazioni che ho potuto reperire in rete, tutte su FPN.
La penna dovrebbe risalire ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, e sarebbe l’evoluzione di un modello siglato “SM” (“Swan Minor”?!) in celluloide pelle di serpente [nei colori blu (SM83), verde scuro (SM84), rosso malva (SM85), grigio argento (SM86)], ancora in stile flat-top con estremità nere in celluloide a contrasto e levetta in ebanite, della fine degli anni Trenta (1938-1940).
Poteva presentarsi con anellino sul cappuccio e avere finiture dorate, o senza anellino con finiture cromate. Il codice del modello era segnato sul fusto ma poteva anche mancare (e questo sembra capitare abbastanza spesso anche con altri modelli Swan: penne identiche, a volte siglate, altre volte no).
La seconda serie, cui appartiene la penna oggetto della recensione, sarebbe databile ai primissimi anni Quaranta, avrebbe le estremità coniche e la levetta metallica. Si presenterebbe solo in due colori, il grigio argento con venature rosse (oggi anche virato) e il verde chiaro con venature verdi. Sul cappuccio potevano essere presenti una fascia (finiture dorate), un anellino (finiture cromate sulla mia) ovvero nessun anellino (finiture cromate). Non sembra che vi fosse il codice del modello sul fusto.

Altro dirvi non so...


Osservazioni
La prima cosa che balza all’occhio in una penna come questa, di medio/piccole dimensioni, è senza dubbio la particolare celluloide animalier a pelle di serpente”, di un grigio cangiante, perlescente, con linee di demarcazione delle “squame” di colore rosso…
6. SMSF. celluloid pattern collage.jpg
Osservata in trasparenza (sul cappuccio), oltre alla struttura elicoidale tipica della celluloide avvolta in fogli (e non tornita da barra piena), si palesano deliziose reminiscenze pittoriche…
7. SMSF. cap lip and celluloid pattern .jpg
Il materiale pare vivo, le spire mobili, e il serpente pronto a fare di noi un sol boccone…
GNAM !
8. SMSF. inner cap.jpg
:mrgreen:


Continua
Ultima modifica di Musicus il mercoledì 15 novembre 2017, 22:22, modificato 6 volte in totale.

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Messaggio da Musicus » mercoledì 15 novembre 2017, 21:47

Il cappuccio, di impianto cilindrico nella metà inferiore, tende a rastremarsi verso la sommità (linea streamlined)
9. SMSF. cap.jpg
dove termina in forma conica, ospitando un gioiello realizzato con un intarsio a contrasto in celluloide nera, decorato con l’incisione del trade mark della Casa, il cigno.
Per dare ulteriore slancio ad un fusto leggermente bombato (slanciato e sottile, elegantemente sinuoso, oserei definirlo), alla testina del cappuccio fa da contraltare all’altra estremità della penna un cono di uguali dimensioni,
10. SMSF. cap top and blind cap.jpg
inserito nel fondello cieco, di cui va ad occupare la maggior parte della circonferenza di base. Entrambi i coni sono ben visibili solo da una corretta prospettiva laterale.
11. SMSF. open 2.jpg
Da una fessura al di sotto della testina si diparte con slancio la caratteristica clip, adottata dalla Casa in una delle evoluzioni del modello Leverless nel corso degli anni Trenta. La clip, in cromo-nickel (sicuramente non ferrosa), di cm.3 di lunghezza, mostra un impianto triangolare discendente: subito oltre l'aggetto si individua un pentagono con il vertice verso il basso, sorta di scudetto nel quale campeggia l'incisione stilizzata del cigno; dal vertice del pentagono si dipartono con inclinazione opposta due triangoli che puntano verso il basso, rastremandosi per terminare in una sferetta, liscia all'esterno e "a spicchi" verso l'interno. Il fermaglio è ancora perfettamente elastico.
L’anellino decorativo è cromato come la clip mentre la levetta (che usufruisce di un invito concavo quasi circolare a contenere una terminazione a paletta anch’essa tonda) è costruita in materiale ferroso, ora parzialmente arrugginito (ma la patina adesso richiama le venature rosse delle scaglie ;) ).
12. SMSF. lever filler.jpg
Quando si parla di conservatorismo: noterò en passant come la levetta ed il suo alloggiamento così sagomati fossero rimasti pressoché immutati dall’uscita della prima lever filler della Casa oltre un ventennio prima…

Le iscrizioni del Produttore
E’ sempre una divertente “caccia al tesoro” il ritrovare tutte le iscrizioni di un Produttore inglese, e questa piccola Swan non fa eccezione: eccone l’elenco, per chi non fosse avvezzo alle manie di Albione…
Prima le incisioni con il cigno (trade mark):
- sulla testina in una tarsia, l’incisione riempita di vernice bianca:
13. SMSF. cap top trade mark.jpg
in un uccelletto di poco più di mezzo centimetro di larghezza si è trovato il tempo e la voglia di ricavare anche l’occhiolino: “Big Swan is watching you!:geek: ;
- sulla clip è inciso un cigno di diversa concezione, maggiormente stilizzato (ma parimenti occhiuto), più verticaleggiante, per dare slancio al fermaglio;
14. SMSF. clip detail trade mark.jpg
- sul fusto, come TRADE MARK alla sinistra dell’iscrizione principale, in una raffigurazione quasi “naturalistica”, comprensiva di flutti d’acqua…
15. SMLF. barrel inscription.jpg
Passiamo dunque alle “semplici” scritte:
- oltre all’iscrizione principale mostrata qui sopra
“SWAN” SELF-FILLER
MABIE, TODD & CO LTD
MADE IN ENGLAND

troviamo incisioni anche su:
- sezione,
16. SMSF. section.jpg
- alimentatore (sulla faccia piatta inferiore),
- pennino
che andremo subito ad esaminare.

Continua
Ultima modifica di Musicus il mercoledì 15 novembre 2017, 23:41, modificato 7 volte in totale.

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Messaggio da Musicus » mercoledì 15 novembre 2017, 22:00

Il gruppo scrittura
La sezione in celluloide nera con caratteristica terminazione a bicchierino (anch’essa stilisticamente risalente agli anni Venti) porta inseriti a frizione l’alimentatore scalettato in ebanite ed il pennino in oro 14Ct con grande foro circolare.
17. SMLF. nib and feeder.jpg
L'iscrizione recita:
SWAN
1
14 CT
MABIE, TODD

e all’interno…
& CO LTD
MADE IN
ENGLAND


Il pennino che aveva destato la mia curiosità (e come spesso accade mi aveva fatto decidere per l’acquisto immediato al mercatino) è uno stub estremamente flessibile.
Pronti per la prova di scrittura?!
18. SMSF. stub nib point detail.jpg
“Sssssss-ì!/Yessssss - sssibila il ssserpente con la sssua…lingua biforcuta! :mrgreen:
19. SMSF. writing sample 1.jpg
Il generoso apporto di iridio sulla punta permette quello che ho personalmente battezzato come “effetto Swan lake” (da “Il lago dei cigni” di ciaikovskijana memoria): la penna, infatti, può scrivere tranquillamente anche stando ritta…“sulle punte” 8-) [Vertical writing nella prova].
Allego un altro campione di scrittura, sempre su carta giapponese L!fe (Symphony 80 gr./m2), ma con il favore della quadrettatura da mezzo centimetro di lato che permette di apprezzare al meglio la notevole escursione del tratto consentita dalla flessibilità del pennino.
20. SMSF. writing sample 2.jpg
Le prestazioni, trattandosi di uno stub, sono a mio avviso eccellenti… :thumbup:

Disclaimer: anche questa volta nessun animale è stato maltrattato per la realizzazione di questa recensione. Infatti, il pitone che compare nelle foto era già morto, e ora me lo cingo in vita per sostenere i pantaloni…


Bonus track
Carta da lettere
SMYTHSON OF BOND STREET

Da accostare alla penna inglese “pelle di serpente”, vorrei proporre al lettore più curioso e paziente un passo tratto dal finale della tragedia elisabettiana “The Tragical History of Doctor Faustus” di Christopher Marlowe (1564-1593), che contiene un verso che mi aveva folgorato da studente/spettatore al Festival di Edimburgo, verso pronunciato, o meglio urlato, dal protagonista nell’istante in cui sta per essere trascinato dai demoni nell’abisso infernale:
Adders and serpents let me breathe a while!
[“Vipere e serpenti lasciate ch’io respiri per un istante ancora!”].
Per puro spirito goliardico mi sono permesso di alterare due parole del testo originale, immaginando un Faust amante oltre che della somma Conoscenza anche…della stilografica! :ugeek:
21.jpg
Il tutto solo per fornire ai lettori del Forum una mini-recensione di una straordinaria carta da lettere inglese che mi sento di consigliare caldamente.
Acquistata in loco in scatole di cartoncino, con fogli in formato cm.16x20,5 e relative buste da cm.16,5x11,
22.jpg
ne faccio buon uso da un paio d’anni, ma solo per le missive speciali: la carta è una vergata filigranata bianca di qualità superiore, con il retro liscio.
23.jpg
Eccellente il comportamento con tutti i pennini (anche flessibili, che depositano grandi quantità di liquido) e tutti gli inchiostri da me provati (gli stessi della mia recensione sul note-book MB146):
- spiumaggio assente,
- trasparenza (see-through) minima (da primato),
- trapassamento/sanguinamento semplicemente impensabile…
Accludo foto anche del verso (il retro).
24.jpg
Sul sito del Produttore https://it.smythson.com/eur/carta-da-sc ... l?___SID=U
troverete anche il numero esatto dei fogli e delle buste per scatola (io non le avevo contate, ed ora, come per Faustus, è troppo tardi...per verificarlo), mentre per la grammatura è indicato un consistente valore di 115 gr./m2.
Per gli autarchici, pare che il prestigioso marchio sia oggi di proprietà italiana…

Altro dirvi non vo’…

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SWAN SELF-FILLER “Snakeskin” – 1942

Messaggio da domenico98 » giovedì 16 novembre 2017, 8:36

Complimenti! Non ho parole!
Penna stupenda e altrettanto stupenda la recensione. Seguo sempre con interesse le tue accurate reviews , e questa non è assolutamente a meno! La penna è davvero particolare e la celluloide è veramente meravigliosa. Un vero pezzo di storia stilografica anglosassone, in turto il splendore e stile! Incredibili i ritrovamenti che si possono scoprire nei mercatini. Ancora complimenti e continua a stupirci con le tue recensioni!

Domenico
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Messaggio da lucre » giovedì 16 novembre 2017, 13:13

Complimenti Giorgio. Anche stavolta una bellissima presentazione corredata da magnifiche foto.
Luigi

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Messaggio da piccardi » giovedì 16 novembre 2017, 23:32

Complimenti per l'ennesimo interessantissimo ritrovamento, su tratta di una penna che, soprattutto per il colore, che è davvero notevole. Io ho la versione verde, ma la "scontornatura delle scaglie" è solo di un verde più scuro, il contrasto rosso grigio di questa è tutta un'altra cosa.

Ho notato però delle differenze, (presenti anche su un secondo esemplare di un assai più banale verde marmorizzato). Entrambe, pur avendo esattamente le stesse misure di questa, la stessa fattura, stesse iscrizioni, loghi, ecc. (e purtroppo nessuna numerazione) sono senza anellino sul cappuccio e montano un pennino N.2 invece che N.1.

Nessuno dei due però si avvicina neanche lontanamente a quel livello di flessibilità...

Simone
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e per aiutare chi non trova un termine:
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Messaggio da efreddi » venerdì 17 novembre 2017, 7:38

Vinco il mio odio profondo ed istintivo per i serpenti solo per riportare il mio apprezzamento per l'incredibile prestazione del pennino :o Da giorni sto dragando il solito sito d'aste: prima o poi avro' anche io una penna simile, ma non rettiliforme.

Ciao, grazie per la bella recensione e complimenti per lo stato incredibilmente buono del ritrovamento.
Elia
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Messaggio da Cex71 » lunedì 20 novembre 2017, 22:49

Grazie Musicus per la bella, come al solito, presentazione.
E, da parte mia, grazie ancor di più per la segnalazione della carta che è, assieme a penna e inchiostro, il terzo protagonista della nostra passione. Non conoscevo Smythson ed è stata - per ora solo online - una bella scoperta!
Cesare

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Messaggio da Silemar » lunedì 20 novembre 2017, 23:31

Come Cex71, anch'io ti ringrazio Musicus per la presentazione e per la segnalazione della carta. Stasera, mentre guardavo i biglietti natalizi Smythson, sognavo ad occhi aperti! :thumbup: :wave:
Laura

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