CAMERON SAFETY SELF FILLER - 1919

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CAMERON SAFETY SELF FILLER - 1919

Messaggio da Musicus » mercoledì 2 agosto 2017, 19:29

L’antefatto (Sembra avere attinenza con la penna recensita, sarà grave, dottore?! :? )
Correva l’anno 1793, giusto al principio delle guerre che avevano seguito la Rivoluzione Francese, quando Sir Alan Cameron di Erracht formò in Scozia quello che sarebbe divenuto il “79° Reggimento di Fanteria” dei “Volontari di Cameron”.
La storia del reggimento e dei suoi battaglioni si sviluppò in alcuni dei teatri di guerra più severi in cui l’Impero Britannico si trovò a dover combattere da quel momento in poi: dalle Indie Occidentali ai Paesi Bassi, dalla Spagna alla Francia, fino alla battaglia di Waterloo sotto il comando diretto del Duca di Wellington (dove il suonatore di cornamusa Kenneth MacKay uscì dai ranghi per radunare i compagni per la difesa e per lanciare il risolutivo contrattacco!), dalla Crimea all’India, il Reggimento seppe coprirsi di gloria, fino al meritato ritorno in Patria nel 1870 quando la Regina Vittoria volle insignirlo del titolo di “Queen’s Own Cameron Highlanders”.
Subito dopo, riprese il servizio attivo combattendo dall’Egitto al Sud Africa, fino a trovarsi schierato sul fronte occidentale nella I Guerra Mondiale, in cui meritò ben 57 “battle honours” (riconoscimento del sovrano per comportamento eroico in battaglia) e 3 Victoria Cross, lasciando sul campo 5.930 caduti…
Io credo che fosse proprio a questo Reggimento, temprato da mille battaglie, che pensarono alla Macniven & Cameron Ltd. quando, dopo aver lanciato la loro “penna automatica di sicurezza” ormai in pieno conflitto mondiale, cercarono nella seconda metà del 1917 un efficace testimonial per il loro prodotto: è mia opinione che le pubblicità (che trovate qui https://www.fountainpen.it/File:1917-08 ... Marcia.jpg ed anche qui https://www.fountainpen.it/File:191x-Cameron-3.jpg ) facciano riferimento agli appena conseguiti successi dell’offensiva inglese nella battaglia di Arras dell’Aprile-Maggio 1917, costosissimi in termini di vite umane (160.000 caduti britannici e 130.000 tedeschi), ma che avevano segnato la maggiore avanzata fino a quel momento in quella logorante guerra di trincea, con i tedeschi costretti ad arretrare sensibilmente le loro posizioni.
Come ai tempi di Napoleone, i “Cameron Highlanders” entravano in battaglia al suono delle cornamuse, sulle note della marcia veloce “Pibroch Of Donald Dhu” (brano –pibroch- per bagpipe che costituisce un omaggio al fondatore del Clan Cameron).
1. Cameron prob.1917 - 191x-Cameron.jpg
Lo stemma del Reggimento, che ho inserito nel fotomontaggio qui sopra, rappresentava Sant’Andrea (a lungo patrono di Scozia) che regge la sua croce (obliqua) in una corona di cardi (il fiore nazionale); il motto dei Cameron Highlanders era “Più fieri della Fierezza stessa!” mentre il loro tartan (la particolare combinazione di colori del tessuto del kilt) proprio dei Cameron di Erracht, beh, quello lo vedrete come sfondo in tutte le foto seguenti…

La penna
CAMERON Safety Self Filler in ebanite nera, corretto pennino in oro 14Ct, caricamento squeeze-filler (mancante), prodotta dalla MACNIVEN & CAMERON Ltd. in Gran Bretagna nel 1919.
2. C. The Pen - posted 1.jpg
Le misure
Chiusa: cm. 14
3. C. capped.jpg
Cappuccio: cm. 5,5
4. C. open 1.jpg
Fusto: cm. 13,3 (con pennino sporgente di cm.2 )
5. C. open 2.jpg

Con cappuccio calzato: cm. 17,5 (con pennino sporgente di cm. 2)
6. C. posted 2.jpg
Diametro massimo (cappuccio): mm. 12,5
Diametro del fusto all’iscrizione: mm. 11,1
Diametro medio impugnatura: mm. 9,7
Peso (senza il caricamento): gr. 12
Fusto: gr. 8

Marca e modello (solo per appassionati molto pignoli! 8-) )
Per quanto riguarda la Marca, a questo indirizzo del nostro formidabile Wiki troverete l’introduzione generale: https://www.fountainpen.it/Cameron/it
Per parte mia, mi limiterò ad un sintetico riepilogo delle tappe salienti che portarono al modello oggetto della recensione.

1770 - Nisbet Macniven avvia la produzione di materiale di cancelleria a Balerno (Scozia);
1788 – trasferimento a Edimburgo;
1840 - John e Donald Cameron si associano e viene fondata la Macniven & Cameron Ltd.;
1864 - il terzo fratello Duncan Cameron, associato nel 1850, brevetta il famoso pennino (da intinzione in acciaio) Waverley, prodotto dalla Gillot;
1900 - la sede si trasferisce a Birmingham dove l’azienda ha acquistato una fabbrica per la produzione in proprio di pennini;
1908 – Duncan Cameron deposita il brevetto per un pennino (in oro) da stilografica;
1916 - tra Febbraio ed Agosto Duncan Cameron ottiene il brevetto per una stilografica con un nuovo sistema di caricamento;
1916 – a Settembre è (sicuramente già) sul mercato la “CAMERON Safety Self-Filling”.

Grazie alla straordinaria perizia di Simone Piccardi :clap: che ha raccolto, archiviato e reso disponibili sul nostro formidabile Wiki un buon numero di pubblicità d’epoca della Cameron (non consultabili in altro modo), possiamo tentare di ricostruire l’evoluzione del modello “CAMERON Safety Self Filler” oggi in presentazione.
Secondo la prima delle pubblicità disponibili (Settembre 1916)
7. Cameron Ad n.1 - 1916-09-Cameron.jpg
il logo del Produttore è “Cameron – The Mark Of Quality”, la sede è a Birmingham (presso lo stabilimento della Waverley Pen Works), il nome della penna è “Cameron Safety Self-filling Pen” (e alcune di queste informazioni sono incise sul fusto della penna, come risulta da foto in rete), c’è da premere una sola barretta (sic), la sezione è a tronco di cono ed è disponibile solo il pennino di tipo tradizionale.
Ma già ad Ottobre, la stessa penna era divenuta più semplicemente la “Cameron Safety Self-filler”, le barrette da premere sono due (come già ben si vedeva nel primo disegno! :D ), e con un congruo sovrapprezzo si potevano montare anche i pennini Waverley e Hindoo.
L’evoluzione della stilografica proseguirà quindi con la disponibilità di due ulteriori pennini (quattro "speciali" in totale, almeno dalla metà del 1917), tra minori modifiche del decoro superficiale dovute soprattutto a variazioni e spostamenti delle scritte sul fusto (Produttore e modello), sul fondello (modello e verso di svitamento) e sulla sezione (tipo di pennino): gli ultimi due resteranno perfettamente sgombri nel 1919 nella probabile ultima evoluzione del modello, quella della penna in presentazione.
Un importante cambiamento avvenne poco prima della fine della Grande Guerra (11 Novembre 1918), sicuramente già il 18 Maggio del 1918 (secondo una Ad da me consultata in rete tratta dalla rivista “The Graphic”), quando vi fu il trasferimento della sede della società da Birmingham a Londra, con il nuovo indirizzo:
MACNIVEN & CAMERON Ltd
CAMERON HOUSE
26-28 ST. BRIDE STREET
LONDON, E.C. 4

che troviamo stampigliato sulla penna in presentazione.
8. C. inscription 1 and 2.jpg
Come possiamo apprezzare dal fotomontaggio, sul un lato del fusto troviamo il disegno della penna (!!!) mentre dall’altro l’iscrizione del Produttore con l’indirizzo della società (sì, manca solo il numero di telefono… :lol: ).
Il “disegno della penna sulla penna” è una caratteristica che troviamo nell’ultima pubblicità disponibile in Archivio, senza data ma sicuramente risalente a dopo la fine della Guerra, nel periodo in cui la Macniven & Cameron Ltd. stava cercando di lanciare un nuovo sistema di caricamento (brevettato con il Patent-GB-151844 del Novembre1919/Ottobre 1920):
9. Cameron ads ultima - 192x-Cameron.jpg
la cosa singolare è che la nuova penna con caricamento (che dal brevetto risulta una terribile complicazione del) button filler non ha più neanche la forma della penna disegnata sul suo fusto (non ha più il fondello lungo!), ma il disegno ed il nome del modello precedente erano stati evidentemente “riciclati”…
Non sembra che il nuovo caricamento abbia riscosso un qualche successo, e risulta anzi che il Produttore si sia in seguito dedicato alle penne a leva laterale (come quella già documentata nel Wiki) sfruttando per quanto possibile l’enorme successo del pennino da intinzione lanceolato Waverly, e alle “antiquate” ma poco costose eyedropper (principalmente per il mercato d’oltremare), senza più ripetere però l’exploit produttivo della Cameron “squeeze-filler”…
Tornando al modello oggetto della recensione, come credo anche Simone ipotizzasse, la denominazione di “The Guinea Pen” che compare in alcune pubblicità archiviate non era il nome del modello in esame, bensì il prezzo a cui veniva proposto in vendita: era la penna base (quella in presentazione) con la sola aggiunta di due verette “di rinforzo” rolled gold (laminate oro), mentre quando le verette aggiunte erano d'oro massiccio (sempre 9 Ct all’inglese, però) il modello veniva denominato “Due Ghinee”.
La moneta “Guinea” (ghinea), che prende il nome dalla regione dell’Africa da cui si estraeva il prezioso metallo per la sua coniazione, era una moneta d’oro in uso nell’Impero Britannico dal 1663 al 1814, quando venne sostituita dal “Pound Sterling” (sterlina). Dopo (anche ampissime) oscillazioni del valore dell’oro, quando la ghinea andò fuori corso si fissò il suo rapporto con la valuta corrente in 21 scellini (1 pound e 1 shilling), equivalenti a £1.05 (una sterlina e 5 pence con il sistema decimale). Quindi solo un poco di più. Ma la scelta dell’espressione nella pubblicità aveva una connotazione volutamente aristocratica, poiché fino a quasi tutto il XX secolo si sono indicati snobisticamente in ghinee i prezzi dei terreni, dei cavalli e degli oggetti d’arte…
In questa Ad del 1918
10. 1918-Cameron - detail 2.jpg
c’è il prezzo in scellini dei due modelli con anelli: 21 e 42, rispettivamente. Ma, soprattutto, qui i modelli hanno una sigla, M3 ed M9 (M probabilmente da Macniven, primo cognome nella ragione sociale), che dovrebbe proprio essere il loro codice identificativo!!
Che la penna senza anelli come quella oggetto della presente recensione fosse quindi la M o la M1 ?!?
Ad ulteriori ritrovamenti l’ardua sentenza…

Un’ultima curiosità: il 23 Novembre 1918, a guerra finita da pochi giorni, una pubblicità da me osservata in rete ritrae la Britannia nelle sue vesti di donna guerriera nell'atto di ritirare ai soldati vittoriosi le armi e di consegnare loro una penna Cameron (appena estratta dalla scatolina): ma non ci sono più soldati in kilt né cornamuse: la vittoria premia ora tutti i britannici senza distinzione (anche perché tutti i britannici, comunque, sapevano da dove venivano i Cameron!).

@Simone 1: le Ads con l’indicazione della sede a Birmingham sono tutte precedenti il trasferimento a Londra avvenuto prima del 18 Maggio 1918 (se credi posso pubblicare la foto della Ad reperita in rete).
@Simone 2: purtroppo i due link in calce alla voce della Marca non portano più da nessuna parte.

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Messaggio da Musicus » mercoledì 2 agosto 2017, 19:35

Osservazioni di stile (nuovamente per tutti!)
11. C. exploded.jpg
Partendo dalla penna smontata come la presentava il Costruttore nella citata pubblicità del 18 Maggio 1918 reperita in rete, inserita in una mia fotografia, rimontiamo la penna per valutare la ricerca stilistica del progettista.
L’assoluta originalità della (quadri-)partizione della penna con cappuccio calzato (che, piaccia o meno, è la condizione d’uso promossa da tutti i costruttori d’anteguerra) fece sì che il disegno della penna divenisse parte integrante del logo della Casa nelle pubblicità (inglesi, ma non francesi) dalla metà del 1917,
12. 1917-Cameron-detail.jpg
e venisse addirittura riportato sulla penna stessa (questa, come ho scritto sopra, è la mia ipotesi) dalla seconda metà del 1919.
13. C. logo.jpg
Interessante si è rivelato lo studio delle misure (espresse in centimetri, anche se all’epoca in Gran Bretagna si misurava in pollici, secondo il “Sistema imperiale britannico”) dei segmenti che partiscono il manufatto, che risultano esprimere proporzioni ben precise:
- a penna chiusa (con il cappuccio liscio, l'unica parte banale e scontata del manufatto, che si avvita in due giri completi) si ha un’evidente ricerca di accorciamenti successivi e una contestuale rastremazione dei diametri;
14. C. proprortions 1.jpg
- il solo fusto mostra un’elegante tripartizione simmetrica;
15. C. proprortions 2.jpg
- la penna con cappuccio calzato individua con sicurezza un centro di equilibrio (che si percepisce altrettanto chiaramente quando si impugna la penna per scrivere):
16.  C. proprortions 3.jpg
che questa fosse l’intenzione del designer è confermato indirettamente dal disegno del logo presente sulla penna stessa, che misura cm.2,2 e che vede la linea del fondello posta esattamente sulla mezzeria, a cm.1,1.

Il sistema di caricamento
Squeeze-filling” che tradurrei come “compressione diretta”, ahimè perduto :roll: , volatilizzato forse in Etiopia…[si veda l’argomento https://forum.fountainpen.it/viewtopic.php?t=14580 che mostra nell’ultima immagine della recensione una foto del proprietario di entrambe le penne…].
17. C. filling system.jpg
Fortunatamente possiamo “ricostruirlo” almeno in effige attraverso i brevetti archiviati sul nostro formidabile Wiki! :thumbup:
Il brevetto “principale” [ https://www.fountainpen.it/images/d/d1/ ... 101241.pdf] fu ottenuto in GB tra il Febbraio e l’Agosto del 1916 (poi in Francia il 4 Nov 1916).
18. Pat. 1916 dep.Febbraio-accett.Agosto - Patent-GB-101241.jpg
In seguito, il 15 Dicembre 1917 Duncan Cameron depositò in Inghilterra la richiesta di “brevetto addizionale” [ https://www.fountainpen.it/images/f/fc/ ... 113082.pdf ] per il perfezionamento del meccanismo di compressione (ottenendo l’accettazione il 7 Febbraio 1918), come risulta anche dalle successive integrazioni ai brevetti francese (Maggio 1918/Luglio 1919, qui riprodotto perché più nitido) e americano (Maggio/Settembre1918).
19. C. FR. Patent-FR-20859E.jpg
Con la modifica le due barrette di pressione si presentavano di lunghezza diversa, una molto più corta dell’altra, per un’azione “asimmetrica” (in teoria) senz’altro più efficace.
Schiacciando le barrette una contro l’altra si doveva abbassare contestualmente il tutto in direzione della barretta più lunga, in modo che questa facesse da fulcro per comprimere il sacchetto lungo tutta la sua lunghezza, così da sfruttare al massimo la capienza del medesimo quando (terminata la compressione delle dita e la pressione verso il basso della barra più lunga) il sacchetto veniva lasciato libero di riacquistare la sua forma, risucchiando al suo interno l’inchiostro.
Dall’esame del secondo brevetto mi pare di capire che il sacchetto fosse di quelli comuni (per lever- e button-filling) e che quindi venisse agganciato alla sezione in modo tradizionale, mentre le barrette sembrano essere state entrambe concave (con quella inferiore più lunga e quella superiore almeno parzialmente “avvolgente”) e che le due, una volta inserite all’interno del fusto principale, potessero restare in posizione grazie all’attrito con le pareti della penna e con il sacchetto stesso.
E’ molto probabile che la penna in presentazione (risalente all’ultimo periodo del modello stando ai testi ed alla disposizione delle iscrizioni) montasse proprio questa variante/miglioramento.

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Messaggio da Musicus » mercoledì 2 agosto 2017, 19:53

Il gruppo scrittura
Molto particolare, e per questo riconoscibile tra mille, la sezione (che ha mantenuto il colore nero brillante originario): è avvitata (in 6 giri completi) alla parte del fusto vicina alla filettatura per il cappuccio e insieme ad essa dà vita ad un ricercato gioco di alternanze tra volumi differenti (da destra a sinistra: tronco di cono, filettatura, cilindro, concavità!),
20. C. section.jpg
che dona un ritmo imprevedibile e sicuramente raffinato alla zona dell’impugnatura.
La parte inferiore visibile dell'alimentatore in ebanite è liscia e non sagomata, secondo la tradizione più che ventennale all’epoca del modello spoon-feeder Waterman…
21. C. nib and feed 1.jpg
Verifichiamo dall’ingrandimento seguente (dove possiamo apprezzare anche un’applicazione di iridio straordinariamente abbondante!) quanto la punta dell’alimentatore sia particolarmente arretrata rispetto alla norma.
22. C. nib and feed 2.jpg
Così l’aveva voluta Duncan Cameron (come si apprende da Patent-US-940509 (https://www.fountainpen.it/File:Patent-US-940509.pdf ), che aveva depositato nel 1908/1909 il progetto di un pennino che potesse garantire sempre l’erogazione di inchiostro anche quando sottoposto a forti sollecitazioni di flessibilità. Queste le pecche che inficiavano i due sistemi in uso all’epoca secondo il progettista: il sistema con un solo alimentatore inferiore (tipo Waterman o Parker) non garantiva sempre il flusso d’inchiostro quando la punta del pennino se ne distaccava (muovendosi verso l’alto) a causa della pressione sul foglio, mentre il sistema con due alimentatori non era in grado di garantire sempre (a causa della relativa rigidità dell’ebanite dell’alimentatore superiore) la flessibilità voluta…
Cameron aveva dunque pensato che accorciando l’alimentatore inferiore ed applicando contestualmente una barretta d’oro (flessibile) nella parte superiore avrebbe ottenuto il massimo della flessibilità con la massima costanza possibile nell’alimentazione dell’inchiostro.
Queste le immagini del brevetto citato:
23. C. nib patent 1908.jpg
La barretta overfeed d’oro è fissata al corpo del pennino per mezzo di due alette richiudibili che penetrano in due aperture ricavate nella parte posteriore del pennino stesso.
Come abbiamo visto, dopo avere messo in commercio la prima stilografica della Casa, la Macniven&Cameron arrivò nel tempo a proporre ben 4 pennini dotati di questo “alimentatore d’oro superiore”, le cui caratteristiche salienti sono ben descritte dalla seguente pubblicità del 1918 archiviata sul Wiki:
24. 1918-Cameron - detail 1.jpg
Ed ecco le immagini ravvicinate del Bankers nib (il pennino del banchiere, o del bancario? :D ) in presentazione, che ha una lunghezza fuori dalla sezione di mm.20, una larghezza massima di ca. mm.6, con il suo “overfeed” d’oro.
25. C. nib couple.jpg
Al foro di aerazione (non a cuore o circolare bensì) nella foggia di un sottile triangolo isoscele, con vertice stondato, della lunghezza di mm.4 corrisponde il medesimo foro sul pennino sottostante.
A questo indirizzo potete verificare la circostanza su un pennino estratto dalla sezione e senza alimentatore: https://vintagefountainpens.co.uk/produ ... road-n365/ , mentre in rete se ne vedono altri che hanno perduto l’overfeed (così da poter osservare la parte superiore del pennino coperta solitamente dalla barretta).
[Il mio, visto che funziona perfettamente dopo 100 anni, per rispetto non lo smonto :angel: …]

Il modello di pennino è impresso in stampatello, in verticale sulle due ali del pennino:
BANKERS
Sulla barretta d’oro overfeed
PAT
14
CT

Ancora sul pennino ma nella parte nascosta all’interno della sezione:
- un NUMERO di 7 cifre
poi
MACNIVEN &
CAMERON
LONDON
14 CT
26. C. nib collage.jpg
Non si può proprio dire che sia un pennino che passi inosservato, con i suoi lunghi rebbi che rivaleggiano con i “long tines” (rebbi lunghi) di una Waterman 14 del 1910…
27. Cameron safety Self Filler and Waterman's 14 1912.jpg
Deireadh*
La prova di scrittura mi ha riservato una graditissima (ma non certo inaspettata) conferma: il pennino è un F (non meno) preciso e scorrevolissimo (parrebbe quasi inusato a vedere l’iridio), ed il rapporto con l’alimentatore è risultato assolutamente ideale quanto a regolarità di erogazione, anche quando sottoposto alle sollecitazioni più estreme, permesse se non addirittura incoraggiate dalla notevolissima flessibilità disponibile.
Quando si preme per allargare il tratto si affronta una resistenza solo un poco accentuata rispetto alla norma di un buon flessibile d'epoca: è al "rientro" verso la posizione di riposo che si percepisce la spinta della barretta overfeed, che aggiunge la sua elasticità a quella già propria del pennino.
Nelle pubblicità inglesi era definito “stretto, allungato e flessibile, per una scrittura fine e nitida”, in quelle francesi “lungo e flessuoso”: bene, questa la prova su carta, che non ha per nulla deluso le mie aspettative!!
28. C. writing sample.jpg
Taing airson do sheòrsa aire!!** :thumbup:

Giorgio

*"Conclusione" in gaelico scozzese
** “Grazie per la cortese attenzione!!” in gaelico scozzese
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Messaggio da Lorenzo79 » mercoledì 2 agosto 2017, 20:14

Giorgio, grazie mille per aver condiviso questa perla di penna, con una storia affascinante :clap: Recensione come sempre eccezionale

Il pennino poi è un vero capolavoro di tecnica :shock: Deve essere una goduria scriverci

Toooop :thumbup:

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Messaggio da kircher » mercoledì 2 agosto 2017, 21:17

Adesso devo assolutamente procurarmi un pennino di questo genere!
Per il resto, queste presentazioni sono sempre di un tale livello che esito a riprodurre i soliti complimenti per paura che suonino stucchevoli.

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Messaggio da piccardi » giovedì 3 agosto 2017, 0:33

Ciao Giorgio,

complimenti per la solita bellissima recensione, anche se ormai sono fin troppo banali e scontati, e complimenti anche per la penna, nonostante la mancanza del sistema di riempimento, hai trovato comunque un esemplare straordinario, uno dei più bei pennini in circolazione...

Corro a caricare le foto sul wiki, e a correggere il primo dei link (per fortuna archive.org aveva una copia), purtroppo il secondo è definitivamente perso...

Simone
PS dimenticavo, per la foto che dicevi, se hai un link meglio pubblicare quello, probabilmente il copyright è scaduto, ma non si sa mai...
Questo è un forum in italiano, per pietà evitiamo certi obbrobri linguistici:
viewtopic.php?f=19&t=3123
e per aiutare chi non trova un termine:
viewtopic.php?f=19&t=1758

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Messaggio da Musicus » giovedì 3 agosto 2017, 10:33

piccardi ha scritto:Ciao Giorgio,
complimenti per la solita bellissima recensione, anche se ormai sono fin troppo banali e scontati, e complimenti anche per la penna, nonostante la mancanza del sistema di riempimento, hai trovato comunque un esemplare straordinario, uno dei più bei pennini in circolazione...
Grazie Simone!! :thumbup:
Questa l'avevi vista "di persona personalmente" da me insieme alla Commando. ;)
A conti fatti, mancherebbero solo le due barrette - con il loro funzionamento che tu chiami simpaticamente "a molletta"-: per il resto mi sembrerebbe proprio una pompetta normalissima e quindi si potrebbe rimettere in pista in qualsiasi momento con un semplice sacchetto tipo "bulb filler semplice": proverò a vedere se qualcuno vende le barrette...
piccardi ha scritto:...PS dimenticavo, per la foto che dicevi, se hai un link meglio pubblicare quello, probabilmente il copyright è scaduto, ma non si sa mai...
Il trasferimento della sede a Londra deve essere avvenuto prima del 18 Maggio 1918 stando a questa Ad in vendita su ebay.
Cameron 1918-05-18 cambio sede a Londra.JPG
Vedo che anche il link relativo al pennino estratto dalla sezione ma privo di alimentatore (venduto sfuso su ebay) è da ieri inattivo, quindi inserisco la foto del venditore.
N365_thm - Cameron Bankers nib da ebay.JPG
N365_thm - Cameron Bankers nib da ebay.JPG (9.28 KiB) Visto 1067 volte
:thumbup:

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Messaggio da maxpop 55 » giovedì 3 agosto 2017, 10:44

Ciao Giorgio, se ti riferisci alla pinzetta che serve per azionare la pompetta (Pressure Bars) forse potrei avere qualcosa per te, devo controllare quando torno a casa.
Il valore di una stilografica non dipende dal costo, ma dal valore che noi le diamo.

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Messaggio da Musicus » giovedì 3 agosto 2017, 10:49

Lorenzo79 ha scritto:Giorgio, grazie mille per aver condiviso questa perla di penna, con una storia affascinante :clap: Recensione come sempre eccezionale
Il pennino poi è un vero capolavoro di tecnica... Deve essere una goduria scriverci
Grazie Lorenzo! :thumbup:
Quanto al pennino, sì, fa benissimo il suo lavoro, e anche qualcosina di più... :D
kircher ha scritto:Adesso devo assolutamente procurarmi un pennino di questo genere!
Per il resto, queste presentazioni sono sempre di un tale livello che esito a riprodurre i soliti complimenti per paura che suonino stucchevoli.
Grazie per l'apprezzamento e per la gentilezza, Kircher... :oops:
Hanno appena venduto una splendida Cameron S.S.F. con pennino Waverly andata via in asta a nemmeno 200 Euro [Vintage Super MACNIVEN & CAMERON "WAVERLEY" Bulb Fill Fountain Pen - C1918 - UK]
;)

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Messaggio da Musicus » giovedì 3 agosto 2017, 10:51

maxpop 55 ha scritto:Ciao Giorgio, se ti riferisci alla pinzetta che serve per azionare la pompetta (Pressure Bars) forse potrei avere qualcosa per te, devo controllare quando torno a casa.
Grazie, Massimo, ma avrei bisogno delle due lamelle marchiate Cameron (in metallo) originali, descritte nel brevetto citato nella recensione.

Giorgio

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Messaggio da maxpop 55 » giovedì 3 agosto 2017, 10:55

Purtroppo se ho qualcosa non è marchiato, capisco che sei un perfezionista, nel caso fammi sapere.
Il valore di una stilografica non dipende dal costo, ma dal valore che noi le diamo.

kircher
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Messaggio da kircher » giovedì 3 agosto 2017, 11:00

che poi essenzialmente, mi sembra che il meccanismo di caricamento sia solo l'erede dell'aeromatic

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Messaggio da Musicus » giovedì 3 agosto 2017, 11:06

maxpop 55 ha scritto:Purtroppo se ho qualcosa non è marchiato, capisco che sei un perfezionista, nel caso fammi sapere.
Se non ho capito male, tu mi vorresti fornire una "pressure bar" tradizionale: ciò vorrebbe dire che non hai letto la recensione (e ci risiamo!), ma sei intervenuto lo stesso nel discorso.
Apprezzo la generosità, ma non ritengo il tuo un comportamento rispettoso del (lungo?, troppo lungo?, troppo noioso?) lavoro altrui...

Giorgio

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Messaggio da Musicus » giovedì 3 agosto 2017, 11:07

kircher ha scritto:che poi essenzialmente, mi sembra che il meccanismo di caricamento sia solo l'erede dell'aeromatic
...o il precursore dell'aerometric?! :crazy:
:lol:
;)

Giorgio

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Messaggio da kircher » giovedì 3 agosto 2017, 11:12

Musicus ha scritto:
kircher ha scritto:che poi essenzialmente, mi sembra che il meccanismo di caricamento sia solo l'erede dell'aeromatic
...o il precursore dell'aerometric?! :crazy:
:lol:
;)

Giorgio
è il caldo. si fa sentire anche sulle alpi svizzere
Ultima modifica di kircher il giovedì 3 agosto 2017, 11:18, modificato 1 volta in totale.

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