La valutazione di una penna (nuova)

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La valutazione di una penna (nuova)

Messaggio da piccardi » lunedì 5 settembre 2011, 21:35

Visto che la domanda ricorre spesso, ho provato scrivere un paio di articoli sulla valutazione delle penne, anzi per il momento uno, limitandomi alle nuove. L'ho pubblicato anche sul blog e lo ripropongo qui, ovviamente si tratta di considerazioni soggettive ma mi piacerebbe uno scambio di opinioni.


Un primo punto da chiarire, e che spesso le persone non hanno assolutamente in mente, è capire che tipo di valutazione si vuole. Interessa sapere quale è il prezzo che ha quella penna se la si dovesse comprare sul mercato o quello che si può ottenere cercando di venderla? Perché il secondo è sempre più basso, e talvolta anche molto più basso.

Infatti un conto è il prezzo che le persone possono essere disposte a pagare ad un negozio ed un altro quello per un acquisto su Ebay o su Internet. Ed ovviamente quello che si può pagare ad un semi-sconosciuto, che non può dare garanzie a lungo termine è ancora più basso, dato che l’acquirente deve assumersi un rischio maggiore. Ed ancora più basso è comunque quello che vi farebbe un rivenditore, che ci deve fare il suo margine.

Una seconda distinzione da fare è se la penna è antica o semplicemente usata (o anche nuova e non usata). Il nuovo e l’antico sono infatti casi totalmente diversi, ed anche abbastanza difficili da definire anche perché, come detto in un precedente articolo, sono collegati da quella zona grigia di quelle penne che sono semplicemente più o meno vecchie. In questa prima parte parleremo soltanto del “nuovo”, vale a dire di produzione recente ancora in corso.

In questo caso si deve dire subito che non solo non ci può aspettare di riprendere il prezzo di listino, ma che si dovranno cedere parecchie decine di punti percentuali. Si tenga presente infatti che a seconda delle marche e del volume di vendita i negozi hanno sul nuovo un margine sul prezzo di listino che varia fra 40 ed il 50% per la gran parte dei produttori, con l’eccezione di Montblanc, che forte della sua posizione dominante, si permette di scendere al 30%. Per cui per restituirla ad un venditore dovrete scendere molto, sicuramente al di sotto della metà.

Una possibile alternativa potrebbe essere quella di cercare di rivenderla direttamente tramite Ebay o altro mezzo analogo su internet, ma di nuovo non si può certo pretendere il prezzo di listino, cosa che comunque non potrebbe fare neanche un rivenditore affermato su Ebay con una solida reputazione. A maggior ragione poi se la cessione viene eseguita da un privato non professionista (e venditore occasionale) che da ancora minori garanzia all’acquirente, che chiaramente per questo si aspetta, a ragione, un prezzo nettamente inferiore.

Infatti anche se questa non è mai usata, l’acquisto di una penna da un privato dà molte garanzie in meno rispetto a quelle che si possono avere in negozio. E il discorso vale anche se la garanzia della casa è ancora valida, dato che comunque in caso di acquisto da un negozio un acquirente può sempre rivolgersi direttamente al venditore che ha un obbligo nei suoi confronti, mentre in caso di acquisto da un privato gli toccherebbe comunque assumersi in prima persona l’onere, il rischio e gli eventuali costi del rimandare la penna alla casa.

Questo significa che a spanne, anche per penne mai usate, il valore è sostanzialmente dimezzato e può scendere ancora di più se il modello è uscito di produzione o è stato di scarso successo, dato che probabilmente verrà messo in vendita nuovo dai negozi che ancora ce l’hanno con forti sconti per toglierselo dal magazzino. Il che significa che per essere competitivi occorrerà tagliare ulteriormente i propri margini, che e nel caso di Ebay verrebbero ulteriormente ridotti dalle commissioni.

Un discorso a parte sono poi le edizioni limitate, nel cui caso il prezzo di listino è molto spesso uno specchietto per le allodole ed anche nuove vengono vendute con sconti molto elevati. Il loro prezzo infatti è reso artificialmente alto dalla produzione limitata ma quando si tratta di parecchie migliaia di esemplari viene da chiedersi quanto la si possa considerare davvero limitata, tanto più che spesso non vengono prodotti subito, per non avere invenduti, tutti gli esemplari dichiarati, per cui capita spesso che sia possibile ottenere le vecchie edizioni direttamente dalla casa madre essendo i modelli tutt’altro che esauriti.

Questo significa che finita la novità si ritrovano le penne in edizione limitata ad un prezzo comparabile con quelle delle analoghe della stessa fascia in produzione non limitata, se non anche meno nei casi più disperati, in caso di produzioni di oggetti pacchiani di dubbio gusto, rimasti sostanzialmente invenduti, (in breve la classica “sola”), caso meno raro di quanto si pensi.

Sull’usato poi, più o meno in buone condizioni, si può essere certi che il compratore cercherà ed evidenzierà anche i difetti più insignificanti, come ottima ragione per tirare sul prezzo, cosa che del resto farebbe qualunque acquirente. Per cui non si potranno che ottenere prezzi molto bassi. D’altronde ci deve esser un sufficiente incentivo economico per distogliere dall’acquisto del nuovo e ad esempio metà prezzo secondo me non lo è affatto (nel senso che ad esempio io non prenderei neanche in considerazione prezzi superiori al 30% del listino).
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