Bilanci Omas 2006-2015

I problemi che incontriamo nel mondo delle Penne, oltre quelli generali. Parliamone.
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Andrea_R
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Bilanci Omas 2006-2015

Messaggio da Andrea_R » venerdì 28 aprile 2017, 0:00

Mi ero ripromesso di fare una piccola analisi almeno degli indici di Bilancio della Omas nel periodo suddetto, purtroppo il tamtam delle vacanze mi ha tenuto ben lontano dal pc, lascio comunque fruibile l'Excel che ho trovato, spero che qualche utente che ha una formazione tecnica e magari più tempo di me voglia darci una sguardo e commentare per tutti (Ciro, Th3Mask, Phormula, RossoCorsa se ci siete battete un colpo), gli indici di redditività sono a dir poco pietosi.
https://www.dropbox.com/s/lj9vpu8sj91rq ... e.xls?dl=0

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ciro
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Bilanci Omas 2006-2015

Messaggio da ciro » venerdì 28 aprile 2017, 2:00

Ciao Andrea,
sono lusingatissimo di essere menzionato fra gli "studiati" (per primo poi!) ma devo ammettere che di economia e finanza so proprio nulla. Tuttavia ho passato un periodo piuttosto lungo a prepararmi per il colloquio per il lavoro attuale e ho capito che, piuttosto che non dire niente è meglio dare un'opinione quando richiesta.

Di tutti i dati che ci sono nel foglio che hai condiviso ce ne uno che mi è facile comprendere e che mi permette anche di fare un parallelo col mio ambiente lavorativo, il numero di dipendenti.

La OMAS passa dai 48 dipendenti nel 2005 a 13 dipendenti 10 anni dopo. È chiaro che se i responsabili e/o direttori (non so bene come sia stato l'organigramma di OMAS) hanno preso la decisione di licenziare piuttosto che assumere come mi hanno chiesto di fare i miei dirigenti un motivo c'è ed è probabilmente da ricercare nell'andamento aziendale.
L'andamento dell'investimento in ricerca e pubblicità a me pure sembra particolare, c'è un dato nel 2005 che parla di quasi 43.000€ spesi in questo settore che scende insieme al numero di dipendenti fino ad un disarmante 0 del 2009, dove sembra sia addirittura fatta una assunzione, per poi impennare drasticamente fino ai 250.000€ circa spesi nel 2014 dove il personale si era più che dimezzato.
Vorrei sapere perché poi pubblicità e ricerca vanno sotto la stessa voce, averle separate mi aiuterebbe a capire se quell'assunto nel 2009 ha sprecato tantissimi soldi in ricerche di mercato inutili o ha esagerato con l'investimento in pubblicità.

Nello stesso 2009 poi c'è stato un grande calo nella disponibilità di liquidità dell'azienda che mi rende perplesso.
È affascinante poi vedere come siano riusciti a limare 4,6 milioni di debito a circa 600.000€. Vorrei però vedere come una azienda con 1/6 dei nostri dipendenti è riuscita ad accumulare molto più del debito che abbiamo noi.

Insomma dati interessantissimi dai quali si capisce l'andazzo degli ultimi anni ma che parte da una situazione già particolare senza presentarci un preludio che pure sarebbe gustoso.

Grazie mille delle informazioni.

A presto,
Ciro
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Messaggio da Sumit » sabato 29 aprile 2017, 10:40

Il costo del lavoro di omas erano fuori dal mondo...
una azienda del lusso non può avere un rapporto cosi elevato tra costo del lavoro e fatturato...
e costi per acquisto materie prime fatturato cosi elevato
mica è una metalmeccanica...

la redditività sul prodotto venduto era troppo bassa
avevano i prezzi di vendita troppo bassi...
le produzioni richiedevano troppa mano d'opera, essendo artigianale, ma il prezzo di vendita non copre i costi...
ma come hanno fatto a non accorgersi che erano diretti nel burrone??

in genenere nei costi di pubblicità si mettono tutte quelle belle consulenze per distogliere utile...

la riduzione dell'indebitamento deve essere figlia della cessione ai cinesi... non c'è margine per ridurre 4ml di debiti... in un anno!

io mi occupo di finanziamenti e vedo 200 bilanci all'anno
le aziende del lusso non hanno un bilancio cosi "sbilanciato"...
hanno dei margini inimmaginabili...
lavoro e merci non sono neanche la metà del fatturato...

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Messaggio da Ottorino » sabato 29 aprile 2017, 14:17

Di mestiere non faccio altro che osservare, girare e orgsnizzare numeri. Ma di bilanci non ci capisco nulla. Continuate vi prego.
C'è rimedio ? Perché preoccuparsi ? Non c'è rimedio ? Perché preoccuparsi ?

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Messaggio da jabbahulk » domenica 30 aprile 2017, 8:34

Lungi da pontificare oltre ai commenti espressi precedentemente, non occupandomi di bilanci come lavoro mi diletto di questo solo nel tempo libero :)

Il problema di Omas è di "operations", o meglio di produzione. Ad una prima occhiata si è visto che i bilanci sono tuti in rosso dal 2005, e nel 2007 (Ottobre è la data di acquisizione da parte dell'azionista cinese) sembra che qualcuno ci abbia provato a sistemare le cose iniettando risorse fresche e riducendo costi (e dipendenti :cry: ). MA anche qui mi stupisco vedere più di 30 dipendenti per produrre fatturati così bassi.
Sarebbe interessante vedere i bilanci pre-cessione x capire l'evoluzione sotto la precedente proprietà.

Questo qualcuno però sembra che abbia trascurato completamente il resto, le immobilizzazioni (Marchi soprattutto) sono rimasti al palo e non valorizzati: se il marchio Omas valeva qualcosa chi si è comprato l'azienda non ha fatto altro che tentare di risollevarla solo lavorando sull'efficienza del processo e basta, e anche qui fino ad un certo punto, visto che non ci sono investimenti per la produzione.

Nel 2011 sembra abbiano fatto un investimento sbagliato di prodotto: oltre ai ben evidenti problemi di produzione iniziano a insorgere problemi di prodotto e il suo posizionamento=non vende. E qui non risultano solo problemi ma anche mancate opportunità: sono mancati gli investimenti di marketing che non hanno incrementato il valore del marchio.

La gestione finanziaria mi è sembrata in ogni caso elementare...e non la prima causa di responsabilità.

Nonostante tutto l'azionista di riferimento sembra persistere buttando al vento ulteriori risorse finanziarie ma senza un chiaro obiettivo strategico fino al collasso.

In sostanza:
1) OMAS aveva un problema di produzione, poi trasformatori in prodotto
2) l'acquirente cinese sembra l'abbia comprata per assorbirne il know how e non il valore del marchio non riposizionandola etc, sembra l'abbiano usata come terzista!
3) l'ultima gestione ha cercato di spingere l'azienda a innovare in prodotto e lanciare cose nuove (qui sarebbe interessante capire cosa, come, con quale piano strategico, con quale posizionamento, etc...
4) i numeri poi hanno decretato la morte lenta, inarrestabile e passiva senza troppo interesse da parte della proprietà, c'è da stupirsi di quanto sia durata tale agonia

Omas è stata acquistata come una società di produzione di materiale di cartoleria e trattata come tale; mi stupisco che l'agonia sia stata così lunga e sofferente e il mio pensiero corre ai dipendenti ai quali auguro abbiano trovato una soluzione alternativa

a noi appassionati non restano che i ricordi

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Messaggio da Orlandoemme » domenica 30 aprile 2017, 10:04

Sarebbe molto utile vedere i bilanci precedenti.
Questi sono tutti in perdita e quindi è difficile capire cosa sia accaduto.
Una cosa che mi sembra piuttosto strana è la apparente mancata reazione in termini di costi a fronte di una consistente perdita di fatturato.
Posto che è normale la riduzione dei costi variabili quali ad esempio gli acquisti per materie prime quando c'è un calo della produzione.
Andava forse fatta qualche azione più invasiva sui costi fissi, ma dal di fuori e con il senno del poi è semplice.
Triste vedere un'azienda così importante andare alla deriva a per tutti quegli anni.
Se trovo un po' di tempo devo di reperire qualche altro dato.
Orlando
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P.P.Pasolini

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Messaggio da Andrea_R » domenica 30 aprile 2017, 11:40

Sul database cui ho accesso i bilanci più vecchi sono quelli del 2006, può essere interessante anche un confronto con le altre aziende italiane, soprattutto Visconti ed Aurora

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Messaggio da sciumbasci » domenica 30 aprile 2017, 12:42

Nel 2007 è iniziata la crisi in Italia, mentre già dall'anno prima all'estero le spese erano in frenata.

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Messaggio da Maruska » domenica 30 aprile 2017, 14:15

Al contrario di Sumit, io vedo solo un bilancio all'anno.
La crisi che sembra non finire mai è devastante; hanno dovuto licenziare per ridurre i costi, hanno venduto immobili per recuperare liquidità e l'hanno usata, hanno ridotto le rimanenze usando il materiale che avevano in casa per non comprarne altro, hanno usato le riserve di capitale per tirare avanti, hanno ridotto gli acquisti e poi anche le vendite, e in effetti le perdite sono diminuite negli anni, ma a quanto pare tutto questo non è bastato.
Non sono un'analista di bilanci, ma mi sembra che abbiano fatto il possibile per stare a galla, ma non ce l'hanno fatta... le penne Omas costano care, non è che loro le vendono ad un prezzo "giusto" e i rivenditori ci ricaricano troppo sopra e quindi le vendite crollano?
Correggetemi se sbaglio, non sono un'esperta.
Maruska
L’egoismo non consiste nel vivere come ci pare ma nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi.
(Oscar Wilde)

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