vi è un senso?

I problemi che incontriamo nel mondo delle Penne, oltre quelli generali. Parliamone.
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Messaggio da Lotus56 » lunedì 19 dicembre 2016, 13:33

Scusatemi ma non so se vi è già una discussione del genere, ma mi domando e magari vorrei qualche parere in merito, vi è un senso alla politica di questi prezzi per penne che a parte qualcunaiimpreziosita da diamanti, oro, rubini, e le maki dove vi è un lavoro artigianale alle spalle , la maggior parte sono in plastica o simil plastica bisogna sborsare centinaia di euro solo perché vi è un mnome alle spalle.Posso capire le innovazioni si pagano perché vi è un lavoro di ricerca che può influire , ma cambiare solo il colore o qualcye piccolo dettaglio in una lavorazione ormai fatta da macchine non mi sembra giustificato e credo che influsca sulla acquisto.
Luigi

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Messaggio da Maruska » lunedì 19 dicembre 2016, 16:11

ciao Lotus, secondo me non c'è senso, a parte il voler far soldi sempre e in qualche modo, avevo scritto qualcosa di simile tempo fa e ci sono tante risposte in merito alla questione:
viewtopic.php?f=18&t=10971
Maruska
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Messaggio da Lotus56 » martedì 20 dicembre 2016, 0:13

Maruska ho letto qualcosa dal tuo topic io però mi riferisco non tanto al funzionamento in fase di scrittura tra le penne economiche e quelle di lusso che a volte hanno più problemi di quelle meno blasobate, il mio pensiero è rivolto al perché devono costare tanto a volte tantissimo solo cambiando qualche veretta in più o in meno, una clip leggermente modificata , un colore diverso restando più o meno il modello di sempre e quindi senza nessuna innovazione tecnologica da giustificare eventuali costi di progettazione campando come si dice di rendita. Non so se ho reso l'idea! Ripeto il costo di una lavorazione maki può essere giustificata dal lavoro magari artigianale di un progetto di un artista ma la lavorazione in serie di penne di plastica o resina non lo comprendo.
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Messaggio da Ottorino » martedì 20 dicembre 2016, 1:20

Dovresti fare un giro in una fabbrica per renderti conto di quante lavorazioni ci sono per avere quella plastica lucida in quel modo e di quanto costano le macchine per fare quelle lavorazioni e il tempo e le persone che ci vogliono. La pensavo come te fino a quando una visita alla Visconti non mi ha fatto rendere conto di quanto mi sbagliavo.
C'è rimedio ? Perché preoccuparsi ? Non c'è rimedio ? Perché preoccuparsi ?

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Messaggio da ciro » martedì 20 dicembre 2016, 10:26

In questo caso direi che sia essenziale fare nomi.
Ad esempio posso giustificarti Pelikan con le serie limitate della M1000, sono convinto che quei materiali con quegli effetti visivi siano la maggior parte del sovrapprezzo.
Posso giustificare MontBlanc perché solo guardando come hanno fatto i dettagli metallici goticheggianti sul cappuccio della mia William Shakespire in versione speciale (la rossa) rabbrividisco: da pazzi.
Non so ancora giustificare Visconti per la Homo Sapiens London fog, probabilmente in giro in fabbrica, come diceva Ottorino, mi giustificherebbe come mai un corpo in acrilico mi costa più di quello in pietra lavica, per ora però sono un pelo titubante.

Per il resto parliamone, insomma.
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Messaggio da Lotus56 » martedì 20 dicembre 2016, 20:53

Ciro io a questo mi riferivo , se le edizioni limitate hanmo un senso posso pure capirlo , magari si lavora più di fino ma le normali che non aggiungono niente di nuovo in termini di progettazione o innovazione che comportano investimenti da parte delle varie case, questi prezzi non hanno senso, magari all'inizio quando esce una penna innovativa può andare ma col passare del tempo aggiungere o togliere che so un piccolo particolare o cambiare il colore ad una clip solo per mantenere il prezzo non mi sembra avere del buon senso
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Messaggio da analogico » mercoledì 21 dicembre 2016, 0:09

Lotus56 ha scritto: aggiungere o togliere che so un piccolo particolare o cambiare il colore ad una clip solo per mantenere il prezzo non mi sembra avere del buon senso
Nel mondo degli affari e del commercio se un'operazione ha senso o non ne ha lo stabilisce solo il successo o il fallimento dell'operazione stessa.
Se un pubblico numericamente rilevante apprezza l'operazione al punto da sborsare il proprio denaro, l'operazione ha senso.
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Messaggio da MaPe » mercoledì 21 dicembre 2016, 1:44

Ogni volta mi pongo fondamentalmente tre domande:
Me la posso permettere?
Ne vale la pena?
Scrive meglio della mia Lamy Safari/AL-star?
Se ottengo questi tre sì, questa penna è una forte candidata per essere acquistata. Non sono un collezionista, le penne che compero le uso, le "maltrattato", se poi hanno certo valore economico non escono di casa (perchè per alcuni il concetto di proprietà privata non è ben chiaro...oppure perchè per sbadataggine mia me ne dimentico o le perdo).
I commenti di @Ottorino e di @analogico rispondono meglio al tuo messaggio. Aggiungo solo che nessun marchio di penne sono Opere Pie: i dipendenti, i fornitori, la pubblicità, le Tasse, le bollette, le spese di gestione dell'Azienda, ecc, ecc, ecc da pagare
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Messaggio da efreddi » mercoledì 21 dicembre 2016, 9:16

Ogni azienda ha come scopo della sua esistenza quello di generare profitto attraverso una qualche strategia. Il prezzo finale dei prodotti e' spesso solo in parte dettato dai costi di produzione. Le edizioni speciali sono prodotti di nicchia che le aziende usano per fare cassa solleticando l'interesse di clienti disposti a pagare. Ci sono aziende che vivono sulle edizioni speciali, spesso compensando i margini ridotti di altre linee di prodotti in cui comanda il prezzo basso.
Ovviamente nessuno e' obbligato a comperare e poi, per fare un esempio, una Lamy Safari scrive altrettanto bene di una Lamy LX pur constando un terzo.

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Messaggio da Ottorino » mercoledì 21 dicembre 2016, 10:52

Come dico spesso: per scrivere basta una BIC.
C'è rimedio ? Perché preoccuparsi ? Non c'è rimedio ? Perché preoccuparsi ?

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Messaggio da shinken » mercoledì 21 dicembre 2016, 13:47

efreddi ha scritto: ...
Il prezzo finale dei prodotti e' spesso solo in parte dettato dai costi di produzione.
...
A volte il prezzo al pubblico si determina più in base a quanto l' utente sia disposto a pagare che in base ai costi.
Per i generi di prima necessità funziona solo per prezzi piccoli e conodi : 1 euro invece che 72 cent per esempio,(questo lo faccio pure io nel mio piccolo da commerciante) per le penne blasonate, o altri oggetti di lusso il cliente vuole spendere tanti soldi, ha bisogno di spenderli, il prezzo elevato rende l' oggetto intrigante, ecc.
IMHO
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Messaggio da Andrea_R » mercoledì 21 dicembre 2016, 14:14

shinken ha scritto:
efreddi ha scritto: ...
Il prezzo finale dei prodotti e' spesso solo in parte dettato dai costi di produzione.
...
A volte il prezzo al pubblico si determina più in base a quanto l' utente sia disposto a pagare che in base ai costi.
Per i generi di prima necessità funziona solo per prezzi piccoli e conodi : 1 euro invece che 72 cent per esempio,(questo lo faccio pure io nel mio piccolo da commerciante) per le penne blasonate, o altri oggetti di lusso il cliente vuole spendere tanti soldi, ha bisogno di spenderli, il prezzo elevato rende l' oggetto intrigante, ecc.
IMHO
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Messaggio da analogico » mercoledì 21 dicembre 2016, 18:03

Ottorino ha scritto:Come dico spesso: per scrivere basta una BIC.
Questa frase andrebbe scritta a caratteri cubitali sull'uscio del forum.
Aggiungerei che per guardare l'ora basterebbe uno orologino cinese da pochi euro, per rinfrescarsi un bel ventaglio, e poi si potrebbe tutti andare in vacanza alla pensione Maria Rosa di Gatteo Mare e così via.
Se tendessimo a ridurre tutto ai bisogni primari, il mondo così come lo conosciamo muterebbe radicalmente, c'è chi sostiene, in meglio, ma di sicuro l'effetto immediato sarebbe quello di vedere una marea di persone, forse anche qualcuno tra i presenti, girare per la strada in cerca di qualcosa da fare per ingannnare il tempo, molto probabilmente a stomaco vuoto. :D
Antonio

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Messaggio da Mightyspank » mercoledì 21 dicembre 2016, 22:18

Concordo con le sagge parole dei forumisti che mi hanno preceduto. Anche se, meglio una Dollar di una Bic! ;)
Aggiungo che è vero che una Jinhao clone Safari assomiglia molto esteticamente all'originale e magari scrive pure bene ma, come mi diceva un grossista, le plastiche usate da Lamy sono enormemente più costose e sono tali da consentire una lunga durata del materiale, che mantiene intatte le sue caratteristiche negli anni (lucentezza, resistenza, colore, ecc.), mentre in un recente messaggio abbiamo tutti letto di una "cinese" che si è rotta da sola per la fragilità della plastica.
Oggi produrre celluloide (come fa Visconti ad esempio) significa trovare uno dei pochi produttori che fornisce il materiale giusto, invecchiato nel modo corretto in modo che non si infragilisca.
Tutto questo ha un costo!
Poi è normale che ci sia ricarico. Nessuno obbliga a spendere 700 euro per un modello di alta gamma quando una penna a sfera consente di scrivere senza alcun problema.
Però ci sono le leggi del mercato e, soprattutto i deisderi delle persone.
Creare l'impulso all'acquisto. E' questa la vera legge! (Guardate The Wolf of Wall Street di Scorsese, che sull'argomento ha molto da insegnare).
D'altronde se ci pensate, al ristorante siamo disposti a pagare un vino con ricarichi (usuali) del 100%, senza lamentarci troppo, anche in assenza di un sommelier, perchè il contesto in cui ci si muove è quello di trascorrere una serata piacevole togliendosi qualche sfizio.
La mia mente mi dice che una nuova penna è inutile e che gli inchiostri che accumulo mi sopravviveranno ma, allo stesso tempo, se posso permetterla, senza esagerare, perché no?

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