Quello che ho capito

I problemi che incontriamo nel mondo delle Penne, oltre quelli generali. Parliamone.
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valterg58
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Messaggio da valterg58 » martedì 31 maggio 2016, 10:54

Buongiorno a tutti, per prima cosa grazie a tutti voi, dopo un anno che ho ripreso a frequentare il mondo della penna tutto quello che ho imparato è merito vostro. Mi sono fatto però delle idee che non sempre collimano con il senso comune degli altri appassionati e quindi visto che intervengo molto poco vorrei aprire un dibattito su questo mio sentire. Ovviamente sono considerazioni personali espresse proprio per essere confutate.

La penna:
la penna è uno strumento da scrittura e al pari di altri ha senso nel luogo e nel momento in cui se ne ha bisogno. Una celluloide a bordo piscina può avere reazioni sgradevoli, una penna metallica può tornare utile in un giro in moto o in montagna, una penna grande su di una scrivania e via così. Si lo so che è banale ma se non se ne tiene conto quando si fanno le recensioni (peraltro spesso veri e propri capolavori) si rischia di creare dei preconcetti. Posso parlare solo delle mie penne non avendo come premesso grande esperienza, ma la mia dialog 3, ha una praticità d'uso che è da primato, ovvio che pesando 50 grammi non ci faccio una sessione di scrittura di ore. Per ore potrei scrivere con una paragon ma poi oggi quante corrispondenze epistolari intrattengo? Nessuna...mi è molto più frequente prendere un appunto al volo o compilare la lista della spesa. Per la mia teorica corrispondenza epistolare un pennino flessibile ante guerra è il massimo, mi permette di riflettere, di interiorizzare, di regalare a chi mi legge, attraverso il tratto ed il colore delle sensazioni più definite. Certo che se debbo segnarmi al volo un indirizzo o un appunto, un pennino sottile e rigido mi è più rapido. Quindi quali sono i pennini migliori? Se parliamo di piacere di scrivere i flessibili antichi ma se mi trovo ad usare una agendina da tasca sicuramente un EF rigido mi fa scrivere di più. Ci sono penne nate per scrivere, altre per fare vetrina, altre, vedi la MB149, per firmare documenti. Non credo che la mancanza di pennini flessibili come una volta sia solo una moderna abitudine alla penna a sfera. Mi sembra strano immaginare che pur avendo davanti un campione di tali pennini non si riesca a copiarlo alla perfezione. Da molti anni esistono i roller che scorrono bene senza spingere. Il nostro stesso forum con 3000 iscritti non mi sembra un posto di spacca pennini. La realtà, secondo me, è nella nevrosi che scandisce le nostre vite. Tutto ormai va fatto in fretta. Siamo robotizzati e quindi anche gli strumenti di scrittura si adeguano a questi ritmi. Debbono essere rapidi, l'inchiostro non si deve seccare mai, Il converter è meglio perché è più veloce pulire la penna, la Pilot capless è migliore perché il pennino fuoriesce con una sola mano. I produttori ne hanno coscienza e si adeguano, noi forse meno.

Pennini : Posseggo pennini flessibili, semi rigidi e rigidi. Non mi sento di fare una classifica. A parità di scorrevolezza, regalano sensazioni diverse. E' come paragonare una smart, una berlina ed un fuoristrada. Quale è meglio ? Ritengo ci debbano essere tutti nel panorama di un appassionato proprio come gli inchiostri che compriamo per le suggestioni che ci regalano. Un ultima considerazione così la frittata è completa. Tra una Omas del 1995 pennino Omas ed una del 2002 pennino Boch a parità di tratto non noto nessuna differenza.

Attendo fulmini e saette ....Un abbraccio a tutti !

paki
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Messaggio da paki » martedì 31 maggio 2016, 13:44

Una mia professoressa di biologia mi disse che la prima cosa che le fu insegnata ad un corso per sommelier è che il vino buono è quello che ti piace. Questo concetto secondo me può essere applicato a tutti gli oggetti esistenti. L'oggetto migliore è quello più adatto al nostro scopo o quello che incontra il nostro gusto; detto ciò una vintage non è migliore di una moderna, un pennino flessibile non è migliore di uno rigido, lo stantuffo non è migliore della catuccia o del converter ecc...

Tutto è soggettivo.
Ultima modifica di paki il martedì 31 maggio 2016, 15:29, modificato 1 volta in totale.
Pasquale
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ciro
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Messaggio da ciro » martedì 31 maggio 2016, 14:02

Io ho capito soltanto che uno può fare quello che gli pare.

Io non sono chissà che esperto o collezionista ma visto che hai citato la 149 ti parlo del mio rapporto con Anastasia.

Anastasia è una penna e al di la delle dimensioni, del peso e delle altre caratteristiche tecniche serve per scrivere.
Se è carica e devo andare a lavoro in moto per quale assurdo motivo non dovrei portarmela in tasca? Perché è grossa e pesante?
Se è perché è fragile non è un problema, basta tenere a mente che non devo tirarla in un occhio a quel cretino che mi taglierà la strada oggi ed è fatta.

Oggi mi va di tenerla carica, devo solo tenere a mente che ha un bel flusso abbondante quindi non è il caso di scrivere su quella carta economica li, meglio se i colleghi usano la risma di Fabriano copy che ho fatto comprare se vogliono le mie firme sui loro progetti.

Che poi gli appunti vengono bene pure con la pennona, basta abituarsi e farci la mano, chi l'ha detto che servono penne snelle e agili?

Mai provato a firmare con quella fantastica superflex della eversharp skyline? Se impari ad armonizzare i tratti delle lettere viene fuori quel chiaroscuro che quando guardano cosa hai scritto ti si aprono tutte le porte!
Ah, che divertimento disegnarci i diagrammi di flusso! Se allarghi il tratto puoi evidenziare i tratti principali dello schema rispetto ai vari controlli di sicurezza. Fantastico!

Ma poi se scrivo una lettera come faccio a farlo sempre con una sola penna? C'è Dino che cambia una penna a settimana, io dovrei stargli dietro? :roll:
No, proviamo tutte le combinazioni.

Siamo stilomaniaci, chi l'ha detto che quando scriviamo dobbiamo avere sempre lo strumento adatto? Se ci va di sperimentare perché non dovremmo inventarci ed adattare?
Ciro
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Messaggio da Siberia » martedì 31 maggio 2016, 14:20

la penna è uno strumento da scrittura e al pari di altri ha senso nel luogo e nel momento in cui se ne ha bisogno.
Sono totalmente d'accordo con te
Luca (renitente alla sfera, sempre)

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Messaggio da XFer » martedì 31 maggio 2016, 15:53

Io da un po' di tempo mi sono fatto l'opinione che esiste la praticità ed esiste il piacere.
Le rarissime volte che le due cose coincidono è una goduria; in tutti gli altri casi, bisogna scegliere volta per volta.

Per andare in giro dentro Roma dal punto A al punto B, il mezzo più pratico è lo scooter.
Io però voglio trarre un minimo di piacere anche dagli spostamenti, per cui uso una moto sportiva, anche se non è pratica.

Per fotografare le stazioni abbandonate (uno dei miei soggetti preferiti), il mezzo più pratico è una compatta digitale, per tanti motivi (tra cui: non dà nell'occhio e puoi rapidamente metterla in tasca e toglierti di mezzo se la situazione lo consiglia).
Per me però fotografare è un piacere, quindi pur avendo N corredi digitali uso una macchina a pellicola a pozzetto.

Idem per la scrittura; per cui mi porto appresso penne che scrivono bene sì, ma che sono anche belle; penne che mi danno soddisfazione quando scrivo, quando le impugno o anche semplicemente quando le guardo. Ho molte stilo che scrivono benissimo, ma non mi danno soddisfazione; e rimangono nel cassetto (ultimamente le sto regalando per "contagiare" ignare vittime affinché contraggano la stilografite!!! :lol: ).

Però appunto, ognuno ha le sue prorità e fa le sue scelte, razionali e non. :P

Fernando

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Messaggio da valterg58 » martedì 31 maggio 2016, 16:22

Piccolo O.T. Attenzione alle foto nelle stazioni, potresti finire nei guai, a tutt'oggi sono considerati punti strategici

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Messaggio da XFer » martedì 31 maggio 2016, 16:29

Appunto dicevo...

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Messaggio da netosaf » martedì 31 maggio 2016, 23:50

L'essenza di tutto il ragionamento è che noi godiamo a scrivere, anzi nel mio caso, più che a scrivere ad usare la penna e ad avere gli alibi per farlo.
Anch'io concordo con xfer che nelle cose di tutti i giorni ci deve essere una componente di piccole soddisfazioni.
E il piacere di scrivere stilo mitiga la pallosità del lavoro ed è una gran consolazione.
Certo che di filosofia se ne fa, eh?

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Messaggio da enny82 » mercoledì 1 giugno 2016, 1:31

Da quando mi sono ammalato di stilografite, o meglio, a seguito di una ricaduta, ho riscoperto il piacere di scrivere, adoro gli italici 0.8/1.1 e ci scrivo anche sull'agenda (su cui usavo F ed EF).
Ogni scusa è buona per scrivere, nella scelta dei modelli (economici) prediligo quelli con cappuccio a vite, perché mi piace perder tempo per "aprire" la penna, chi ha fretta impari a rallentare...
Ho scoperto il piacere dei colori e del tempo dedicato alle penne (carica, pulizia, manutenzione...).
OT. Nel marsupio (leggasi borsa a tracolla :lol: ), oltre all'agenda, ho con me 5/6 penne, nei portapenne della scrivania son sparite le biro (non le uso più), un mio collega doveva firmare dei documenti sula mia scrivaia... Mi guardo in torno ed esclamo: "non ho qui neanche una penna!" sottotitolo: da dare in mano a te che mi vui stappare la reform 1745 come una bic :evil: ... Fine OT

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