Un libro è per sempre...

Per fare due chiacchiere insieme su argomenti vari
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Irishtales
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Messaggio da Irishtales » lunedì 10 dicembre 2012, 15:42

Apro questo nuovo Argomento perchè in barba a chi dice che non si legge più, per fortuna ho notato che fra noi ci sono dei buoni lettori. E il mondo mi è subito sembrato più bello, non che non lo fosse fino a qualche minuto fa, ma è comunque migliorato. :)
Ho cominciato presto, e la dipendenza è aumentata in modo esponenziale con i miei anni e con gli interessi che crescevano a dismisura.
Il primo "amore" è stato Oscar Wilde. Il primo libro "da grande" che ho letto, dopo gli Stevenson e i Verne e quegli scrittori a volte messi in mano ai ragazzi, ma che da ragazzi non sono (Dikens, fra tutti).
L'estetismo, i paradossi, l'intelligenza di Wilde e il suo sottile, sarcastico cinismo, mi hanno conquistata. Non riuscivo a vedere "il Male" nel suo Ritratto di Dorian Gray, a quindici anni appena compiuti. Ero al Liceo e il mio insegnante di religione mi disse che non avrei dovuto leggere "quella roba", forse più per un pregiudizio nei confronti del pur romanticissimo e tenero scrittore de "Il principe Felice" e "Una casa di melograni" che per il Ritratto in sé...
Ecco, Wilde è stato il mio passepartout nel mondo della Letteratura.
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Messaggio da Andrea_R » lunedì 10 dicembre 2012, 15:57

Il mio personale percorso letterario è iniziato la scorsa estate con l'abbandono dei libri fantasy popolati do orchi, elfi e streghe con "Se questo un uomo" libro che avrebbe dovuto leggere mia sorella tredicenne durnte l'anno scolastico :| , un libro sui generis, che mi è piaciuto ma non consiglierei a nessuno.Questa estate, sotto l'influenza quasi paterna ed empatica di un dipendente di mio padre con cui ho lavorato (nonchè spalla su cui piangere dopo una delusione amorosa :cry: ) c'è stato: l'exploit Fight Club, 1984, La Fattoria degli Animali, ora avrei in programma La Metamorfosi, Irish da lettrice ben più esperta che mi consigli? :D

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Messaggio da Rogozin » lunedì 10 dicembre 2012, 16:04

Ti dirò, io invece mi sono avvicinato alla lett(erat)ura proprio alla fine del liceo, una volta finito l' "obbligo". Obbligare a leggere un libro è come obbligare a fare l'amore con una persona: passa la voglia. Ma immagino la scuola serva anche a questo (non a fare l'amore, intendevo a leggere).
Wilde l'ho solo sfiorato, incontrato forse quando ero troppo ragazzo, venivo letteralmente rimbambito dai paradossi e dagli ossimori, mi sentivo quasi preso in giro :)
Visto che citi Dickens, invece è un altro fra i miei autori preferiti. Con "David Copperfield" ho riso, pianto e cercato di coinvolgere parenti e amici "oh, senti qua cosa dice, senti cosa scrive qua" etc...rappresenta secondo me quello che c'era in nuce in Oliver Twist ma che era ancora troppo acerbo. Mi piace tantissimo, e questo è generico, il sapere affrontare certe tematiche con (auto)ironia e stoicità. Infatti, escludendo qualche deriva forse un po' buonista, fra gli eredi di Dickens ci vedo anche Nick Hornby ("Alta Fedeltà", che gioiello, piccoli rogozini crescono).
Forse il mio passe-partout è stato proprio Dickens, retrospettivamente parlando. E quando scrivo, un pochino forse prendo anche da lui.

Visto invece che citavi Bulgakov, "Il maestro e Margherita" è nella mia Top Ten ("cuore di cane" meno, ma solo perchè è troppo "manifesto"). Sai che di tutta l'opera, quello che più mi è rimasto nel cuore è il rapporto di Pilato col suo cane? La lettura è proprio soggettiva...

Per ora mi limito a questi spunti(ni)... rimetto la palla in gioco.

Prima di chiudere il mio interventino però, Irishtales, ti suggerisco se già non l'avessi letto, la raccolta di racconti di Ray Bradbury (morto solo pochi mesi fa tra l'altro) "Verdi ombre, balena bianca". Bradbury ha scritto la sceneggiatura dell'adattamento cinematografico di Moby Dick, e ha passato non so quanto tempo in Irlanda a contatto col regista. Il libro secondo me è l'Irlanda messa su carta.

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Messaggio da Irishtales » lunedì 10 dicembre 2012, 16:39

Rogozin ha scritto:... quello che più mi è rimasto nel cuore è il rapporto di Pilato col suo cane? La lettura è proprio soggettiva...
Caspita, anche a me! Pilato è una figura chiave, forse perchè con le sue continue emicranie, l'insofferenza per il clima e il cane, è quello più "umano" di tutto il romanzo!
Non ho ancora letto Bradbury, ma provvederò. L'irlandese che finora preferisco, a parte Wilde, è Joyce. Ho amato il lavoro che egli stesso amava di meno, "Gente di Dublino". "Ulysses", invece (quello sì, da mettere nella categoria "mattoni ed altri materiali edili più o meno fittizi"...) l'ho dovuto leggere per forza al Liceo e come dicevi tu all'inizio, gli obblighi possono portare alla noia. Per fortuna seguo il consiglio di "zio" Oscar (Wilde): "la sola cosa da fuggire nella vita, è la noia" e quindi ho cercato di sorbirmelo a piccole dosi e alla fine l'ho letto. Pochi fra i miei amici ex compagni di scuola, ce l'hanno fatta. Una palla al piede incommensurabile, a quell'età. Peggio dei "Promessi Sposi" (beeep beeep).
Wilde: leggilo in lingua originale. Con i suoi paradossi e i continui giochi di parole e di assonanze, succede che la traduzione manda in fumo il 70% del valore intrinseco delle opere. Un esempio? "The importance of being Earnest".

Andrea, per me il "fantasy" inizia e finisce con Tolkien. Lo adoro, se non altro perchè vivo niente di meno che nella...Terra di Mezzo...se mi affaccio vedo praticamente lo stesso panorama che si scorge nella locandina del nuovo film - il primo della trilogia de "Lo Hobbit"- intorno a Gandalf il Grigio. Insomma, leggo e mi sembra che tutto si svolga intorno a me...magia delle parole. Evocano, più che raccontare.
Kafka prendilo a piccole dosi. Sei ottimista? Vai tranquillo. Tendi alla malinconia? Lascia stare "il Processo", ma "la Metamorfosi" può andare. Divertente, dissacrante, fa riflettere, scuote un po'. Guai sentimentali? Alla larga da Goethe. Molto alla larga.
Fra le prime letture - non mi sparate, lo amo perdutamente, lo ammetto - non dovrebbe mai mancare Richard Bach (Il gabbiano Jonathan Livingston e anche tutti tutti tutti i libri sul volo, e ovviamente Illusioni)
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Messaggio da Milton4 » lunedì 10 dicembre 2012, 16:46

Mi fiondo subito su questa discussione, perché gran parte del mio tempo libero è dedicato ai libri, e il negozio che frequento di più è proprio la libreria. E conoscere le preferenze letterarie degli altri è una cosa che potrà farmi solo bene!
Mutuando da Irishtales il termine, il mio passepartout (questo termine mi piace un sacco, perché io l'ho fatto e ne porto ancora i segni... Scherzi a parte, di recente li ho ripresi e non posso che apprezzare la capacità di Primo Levi di dare testimonianze oggettive, anziché giudizi.
Il successivo momento è stato caratterizzato da libri fantasy come se piovesse (Brooks, Paolini, Troisi e compagnia bella, anche se Tolkien devo ancora leggerlo, e penso lo farò quanto prima...), ma di cui oggi apprezzo ancora solo quelli della saga "I Guardiani della Notte" di Sergej Luk'janenko (che fatica scriverlo tutto...), e quel poco che ho letto delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, che non ho continuato perché ho deciso di darmi un po' ai classici. Il primo che ho letto è stato "Le notti bianche", che mi è piaciuto moltissimo, ma di cui non credo di aver colto tutte le sfumature, e quindi conto di riprenderlo quando sarò maturato un altro po'. Successivamente, ho avuto anch'io il "momento Wilde", su cui non so esprimere una preferenza; ho amato la sua capacità di capovolgere i luoghi comuni (chi ha detto "The importance of being Earnest"? :mrgreen: ), ma ho come l'impressione che sia ancora troppo in alto, per un nanetto come me. Poi ci sono stati Goethe con "Le affinità elettive", Stendhal con "La Certosa di Parma" e altri autori. Il periodo "classici" è stato bruscamente interrotto da quello "saggi": quando il mio "mentore" mi ha portato un libro su Alessandro Magno non ho resistito e l'ho letto, abbandonando sulla sua zattera il povero Huck Finn... Ne ho letti altri, principalmente sulla storia della Sicilia e su Federico II (un altro dei miei personaggi storici preferiti) ma anche sul Medioevo in generale. La storia è sempre stata la mia materia preferita, e devo dire che questi testi mi stanno aiutando moltissimo, oggi.
Attualmente, invece, sto leggendo Paradise Lost di John Milton (ed ecco svelato il mistero del nome utente, ma lo scriverò comunque sul topic), perché consigliatomi dal mio professore di lettere del ginnasio (che vede Omero ovunque, anche nelle vicende di Renzo e Lucia!), che lo vede come un proseguimento dei poemi del cantore cieco e di Virgilio. È una lettura piuttosto difficile per me, che sta procedendo a rilento in un pantano di versioni e di analisi del testo, ma non posso dire che non mi stia piacendo, anzi!
Sul mio comodino riposano già "Delitto e castigo" e "Papà Goriot". Chi nominate? :mrgreen:
Andrea_R ha scritto: ora avrei in programma La Metamorfosi
Visto che più o meno siamo coetanei (perché non fondiamo il club degli sbarbatelli? :lol: ), mi permetto di risponderti. Io l'ho letto, perché lo sentivo nominare spesso ma non l'avevo mai avuto sotto mano. È stata una lettura che ho fatto volentieri, anche se a volte assume tratti un po' grotteschi. Se non avessi letto il saggio introduttivo, forse non sarei andato oltre il livello "Gregor Samsa è diventato uno scarafaggio! E quindi?" Quindi considera questo aspetto, e se il libro ti attrae leggilo senza indugio. Mal che vada, non avrai sacrificato molto tempo, visto che si può anche finire in fretta.

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Messaggio da Rogozin » lunedì 10 dicembre 2012, 16:56

"Il processo" è la versione ottimistica della realtà giudiziaria italiana :D Il pivello Kafka credeva di spaventarci ma non sapeva che qualche tempo dopo avrebbero creato il Palazzo di Giustizia di Firenze, a Novoli. A volte mi imbatto in scheletri di sventurati in cerca del miserrimo degli uffici del giudice di pace, ascensori che partono pieni di persone e arrivano vuoti, controparti che stufe di aspettare si sfidano in singolar tenzone nei corridoi :D

Colgo il suggerimento di Joyce (ahimè, l'Ulysses me ne ha allontanato al liceo, dovetti comprare un compendio) che magari letto adesso e in libertà può avere un altro significato. Anche perchè non mi dispiace lo stream of consciousness che raccolgo e faccio mio, anche se poi la gente si lamenta che non è facile seguirmi :) Menomale qui sul forum c'è bisogno di essere telegrafici.

Sulla lettura in lingua originale, concordo: ho sentito tradurre The importance of being Earnest con "l'importanza di chiamarsi Ernesto" o "l'importanza di essere onesti". Entrambe le traduzioni,così come sono, non hanno senso.
Ha senso invece lo sceneggiato a puntate che uscì su Topolino tempo fa: "L'importanza di chiamarsi Papernesto". Ma sto deviando..

Su Tolkien: pure io ho amato le sue produzioni, anche se paradossalmente quelle che mi hanno lasciato di più non sono "Il signore degli anelli" o "lo hobbit", bensì il Silmarillion come cosmogonia plausibile del mondo e "i figli di Hurin", alla fine mi ha anche commosso.

Invece, vedo il gabbiano johnathan livingston e rilancio col piccolo principe: entrambi letti da piccino e capiti da grande. Combinazione, proprio poco fa parlavo con un appassionato di aviazione il quale a un certo punto si è messo a citare proprio De Saint-Exupery. Che stolto, pensa che sia morto. Io invece lo so dov'è, è qua:

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In fondo non ci vuole tanto a raggiungere l'asteroide B612, basta liberarsi di qualche peso e volare in direzione dei sonagli :)

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Messaggio da Irishtales » lunedì 10 dicembre 2012, 16:57

Giovanni!!!!
"Le affinità elettive" va letto solo dopo aver letto "I dolori del giovane Werther"!!!
E comunque sei troppo giovane per queste letture (...ora sono io a parlare come il mio insegnante di religione del Liceo... :o )
Vedo che anche tu sei appassionato di Storia Medievale. Molto molto bene... ;)
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Messaggio da Irishtales » lunedì 10 dicembre 2012, 17:00

Rogozin ha scritto: In fondo non ci vuole tanto a raggiungere l'asteroide B612, basta liberarsi di qualche peso e volare in direzione dei sonagli :)
...quando si dice "aver capito tutto della vita"!!! ;)
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Messaggio da Milton4 » lunedì 10 dicembre 2012, 17:50

Irishtales ha scritto:Giovanni!!!!
"Le affinità elettive" va letto solo dopo aver letto "I dolori del giovane Werther"!!!
E comunque sei troppo giovane per queste letture (...ora sono io a parlare come il mio insegnante di religione del Liceo... :o )
Me l'avevano regalato, non avevo mai letto nulla di Goethe e in quel periodo non avevo altro da leggere... La tentazione è stata troppo forte! Comunque, questo spiegherebbe perché sentivo che mi mancava qualcosa, anche se sono ancora convinto che il problema fossi principalmente io.
Quanto all'età, ti do pienamente ragione; l'ho detto chiaramente per Wilde, ma lo penso in generale: di fronte ai grandi mi sento un "nanetto", e forse questo ha anche inficiato la lettura, un paio di volte. È solo che, essendo io uno di quelli che va riprendere i libri, voglio farmi già da ora un'idea sugli autori, così da vedere come questa si evolverà nel tempo.
Irishtales ha scritto:Vedo che anche tu sei appassionato di Storia Medievale. Molto molto bene...
Prima non l'ho detto, ma ora posso anche farlo: quelli di storia sono i libri che ho letto più volentieri. È una passione tanto forte che praticamente mi "illumino" quando si tocca l'argomento, al punto che quest'anno la professoressa mi ha fatto tenere un paio di lezioni al posto suo (cosa che mi preoccupa, visto che io rimango comunque uno studente...). Ed è anche una di quelle passioni che mi rendono lo "strano" della compagnia, alle volte ("Ma che te ne frega? Tanto son tutti morti!" è una frase che mi sono sentito dire spesso, e che mi lascia sempre così -> :evil: )

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Messaggio da Andrea_R » lunedì 10 dicembre 2012, 18:11

Visto che più o meno siamo coetanei (perché non fondiamo il club degli sbarbatelli? )
è un invito a nozze 8-)
Beh è un periodo decisamente melanconico l'empatia con un personaggio letterario è proprio quello che ci vuole, prossima lettura decisa ;) per quanto riguarda il fantasy per me ha un nome ed un cognome Terry Brooks ma anche Cornelia Funke non l'ho disdegnata.
Messeri annuntio vobis gaudum magnum che avete trovato il terzo appassionato di storia, trasmessa attramesso i videogiochi, se avete la passione dei romanzi storici il mio consiglio è solo uno scordatevi quel fellone di Manfredi ha tanto di romanzo e poco di storico(giudizio personalissimo ci tengo a sottolinearlo).
Visto che più o meno siamo coetanei (perché non fondiamo il club degli sbarbatelli? ),
Sensazione a volte provata, ma poveri loro non sanno quel che si perdono, la storia non è solo elucubrazione mnemorica di morti e battaglie, se poi parliamo del passato normanno del Sud...

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Messaggio da piccardi » lunedì 10 dicembre 2012, 18:17

Vedo una netta predominanza di autori esteri. Non sono nazionalista per nulla, anzi il contrario, ma quando si tratta di Calvino lo divento subito, al limite del fanatico.

Simone
Questo è un forum in italiano, per pietà evitiamo certi obbrobri linguistici:
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e per aiutare chi non trova un termine:
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Messaggio da Irishtales » lunedì 10 dicembre 2012, 18:37

(Simone hai posta!!! Me la sto cavando grazie al supporto di Ottorino ma urge un supervisore. Scusate l'OT...)

Io divento nazionalista quando si parla di Buzzati! ;) I suoi Sessanta Racconti li ho letti un milione di volte, ognuno è un surreale scrigno di grandi verità sui Massimi Sistemi.
Del grandioso Dino, ho adorato anche l'ormai introvabile "Bestiario" che dovrebbe essere obbligatorio nelle scuole; invece, non ho apprezzato "Un amore" il suo unico romanzo; mi sembra palese che sia stato quasi "obbligato" dall'editore a scrivere un romanzo. I racconti sono tutta un'altra cosa e per chi ama il fantasy, leggere per favore "Il segreto del bosco vecchio" e attenti a quel dispettoso del vento Matteo!!!
Storia Medievale...bene, altri adepti di Jaques Le Goff!!!
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Messaggio da Rogozin » lunedì 10 dicembre 2012, 18:41

Irishtales ha scritto:(Simone hai posta!!! Me la sto cavando grazie al supporto di Ottorino ma urge un supervisore. Scusate l'OT...)

Io divento nazionalista quando si parla di Buzzati! ;) I suoi Sessanta Racconti li ho letti un milione di volte, ognuno è un surreale scrigno di grandi verità sui Massimi Sistemi.
Del grandioso Dino, ho adorato anche l'ormai introvabile "Bestiario" che dovrebbe essere obbligatorio nelle scuole; invece, non ho apprezzato "Un amore" il suo unico romanzo; mi sembra palese che sia stato quasi "obbligato" dall'editore a scrivere un romanzo. I racconti sono tutta un'altra cosa e per chi ama il fantasy, leggere per favore "Il segreto del bosco vecchio" e attenti a quel dispettoso del vento Matteo!!!
Storia Medievale...bene, altri adepti di Jaques Le Goff!!!
Telepatia: quando ho letto l'intervento di Simone, la mente è corsa proprio a Buzzati. Altro che Kafka :) Ne parlavo alcuni giorni fa... i sette piani, l'ascensore che continua a scendere etc etc... :)

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Messaggio da Irishtales » lunedì 10 dicembre 2012, 18:49

E non mi dire che Racconto di Natale non ...tocca l'anima! ;)
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Messaggio da Milton4 » lunedì 10 dicembre 2012, 18:53

Adoro questo genere di discussion,i perché alla fine riesco sempre a imparare qualcosa di nuovo. Dino Buzzati è un autore che non conosco affatto, credo di non aver mai visto un suo libro. Ora che ne parlate così mi fate venire voglia di andare subito a comprare un suo libro, magari adagiando Paradise Lost su uno scaffale, in attesa di un clima più mite...
Andrea_R ha scritto:Sensazione a volte provata, ma poveri loro non sanno quel che si perdono, la storia non è solo elucubrazione mnemorica di morti e battaglie, se poi parliamo del passato normanno del Sud...
Io penso più che altro al Liber Augustalis... Comunque sia, ora possiamo passare al livello successivo "Il Club degli sbarbatelli appassionati di storia, con il patrocinio di Irishtales" :lol:

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