Jinhao Addicted

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Messaggio da Saphur » venerdì 27 luglio 2018, 18:09

Lo so che è un'eresia.
Che posso farci, ho preso la prima per fare delle prove, una penna da battaglia, una Jinhao 599 (colore giallo) che copia la lamy safari.
Sul foglio va che è una bellezza, trovato l'inchiostro adatto è un piacere sentire il pennino rigare la carta!
Tanto che mi era piaciuta che ne ho presa altra, uguale ma di colore nero così da abbinarla ai colori dell'inchiostro (nera col nero CampoMarzio e gialla con il seppia della stessa marca). Anche questa va che è una bellezza...
Ho provato così a prendere quella di "categoria supeririore" giusto perchè tutta in metallo, bellissima nel suo blu elettrico ed argento. Ovviamente caricata con il mitico pelikan 4001 fa il suo dovere e viene utilizzata quotidianamente nelle mie giornate.
Così ho preso anche la 992, sembra imitazione della Pelikan quella tutta in verde. Arrivata stamattina ancora devo testarla.
Tutte poi fornite di converter!
Poco fa sono andato nuovamente a fare un giro per cercarne un nuovo modello da aggiungere alla collezione....
Secondo voi è grave e sto male? O.o

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Stilo80
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Messaggio da Stilo80 » venerdì 27 luglio 2018, 19:07

Primo: dove c'è gusto non c'è perdenza.

Le Jinhao hanno il notevole vantaggio di poter essere portate in giro senza troppi timori dato il costo contenuto.
Se a questo aggiungiamo che per la mia novella esperienza con una X750 (in metallo bella consistente) non ho problemi di flusso, setting del pennino che mi danno penne pagate ben di più direi proprio che non hai nulla da rimproverarti.

Per chi non è del ramo fanno pure bella figura. Uomo allo sportello in banca e ortopedico erano affascinati. Gliel'ho potuta far provare in serenità.

Citazione di Tyler Durden: "le da piacere? Continui pure"

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Messaggio da ASTROLUX » venerdì 27 luglio 2018, 19:25

Nella mia piccola esperienza ho preso qualche penna cinese, con ottimi risultati.
Le ultime, due Wing Sung 3003 pennino EF vanno molto bene, le uso al lavoro senza patemi.
:thumbup:

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Messaggio da sciumbasci » venerdì 27 luglio 2018, 21:26

Io ho trovato la mia serendipity nelle penne Pakistane tipo ORO 612 e Dollar 717, quindi ti posso garantire che c'è chi è messo peggio di te :D

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Messaggio da ASTROLUX » venerdì 27 luglio 2018, 21:44

sciumbasci ha scritto:
venerdì 27 luglio 2018, 21:26
Io ho trovato la mia serendipity nelle penne Pakistane tipo ORO 612 e Dollar 717, quindi ti posso garantire che c'è chi è messo peggio di te :D
Viva il proletariato stilografico.
:mrgreen:

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Messaggio da Saphur » venerdì 27 luglio 2018, 22:06

Grazie mi sento meno...solo :D

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Messaggio da Monet63 » venerdì 27 luglio 2018, 22:23

Molte penne economiche insospettabili sono costruite da Jinhao e compagnia cantante.

Ad esempio, dato che è stata citata, Jinhao produce nella stessa linea della 992 anche la Monteverde Monza, cambiando la serigrafia sulla veretta del cappuccio. Per il resto l'intercambiabilità delle componenti è ovviamente totale.

Prezzo Jinhao 992: circa 1,50 euro converter e spedizione inclusi.
Prezzo Monteverde Monza: circa 20 euro converter incluso.

Ognuno tragga le conclusioni che crede.
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Messaggio da Placo » venerdì 27 luglio 2018, 23:33

Se fossimo tutti uguali, se avessimo tutti gli stessi gusti, non ci sarebbe altro che monotonia. Ama pure queste penne e non pensarci! :thumbup:
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Messaggio da shinken » sabato 28 luglio 2018, 8:18

Monet63 ha scritto:
venerdì 27 luglio 2018, 22:23
Molte penne economiche insospettabili sono costruite da Jinhao e compagnia cantante.

Ad esempio, dato che è stata citata, Jinhao produce nella stessa linea della 992 anche la Monteverde Monza, cambiando la serigrafia sulla veretta del cappuccio. Per il resto l'intercambiabilità delle componenti è ovviamente totale.

Prezzo Jinhao 992: circa 1,50 euro converter e spedizione inclusi.
Prezzo Monteverde Monza: circa 20 euro converter incluso.

Ognuno tragga le conclusioni che crede.
:wave:
Il fatto che le penne Jinhao 992 e Monteverde Monza probabilmente siano fatte sulle stesse linee di produzione non ci dice nulla riguardo ai parametri del controllo di qualità a cui i due prodotti vengono sottopposti.
Non mi stupirebbe scoprire che i lotti destinati a Monteverde siano soggetti a verifiche più restrittive.
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Messaggio da Monet63 » sabato 28 luglio 2018, 11:38

shinken ha scritto:
sabato 28 luglio 2018, 8:18
Monet63 ha scritto:
venerdì 27 luglio 2018, 22:23
Molte penne economiche insospettabili sono costruite da Jinhao e compagnia cantante.

Ad esempio, dato che è stata citata, Jinhao produce nella stessa linea della 992 anche la Monteverde Monza, cambiando la serigrafia sulla veretta del cappuccio. Per il resto l'intercambiabilità delle componenti è ovviamente totale.

Prezzo Jinhao 992: circa 1,50 euro converter e spedizione inclusi.
Prezzo Monteverde Monza: circa 20 euro converter incluso.

Ognuno tragga le conclusioni che crede.
:wave:
Il fatto che le penne Jinhao 992 e Monteverde Monza probabilmente siano fatte sulle stesse linee di produzione non ci dice nulla riguardo ai parametri del controllo di qualità a cui i due prodotti vengono sottopposti.
Non mi stupirebbe scoprire che i lotti destinati a Monteverde siano soggetti a verifiche più restrittive.
Vuoi dire che il sovrapprezzo del 1300% è dovuto a un controllo qualità sul prodotto finale? Seriamente? Con quei numeri? Io sono dispostissimo (l'ho fatto) a pagare un prezzo ben diverso per una Sailor Procolor (Jinhao con la 992 ha clonato quel preciso modello), perché la qualità di scrittura è di ben altro livello, in particolare il pennino.

Ho una Monteverde Monza, che ha scritto bene solo dopo averci armeggiato un pò (pennino troppo serrato e conduttore difettoso con bava), e ben 6 Jinhao 992 che prima di esser regalate sono state provate: erano tutte perfette senza essere toccate, in particolare il pennino/conduttore. Direi che l'ipotetico controllo qualità ha fallito. La conclusione a cui sono arrivato è che se devo spendere lo faccio preferendo determinate produzioni anziché altre. Non parlo necessariamente di grosse cifre. Se proprio voglio una penna come la Monteverde Monza, compro una Jinhao 992, eliminando l'intermediario (ché tanto di quello si tratta). Se voglio un mulo economico, compro una tedesca scolastica (Schneider e compari). Se voglio una penna come la Lamy Safari, compro una Lamy Safari (non trovo il vantaggio di risparmiare 10 euro). Se vado su col prezzo, compro da chi con certezza produce in proprio.
Ovviamente (non serve manco precisarlo) questa è solo la mia idea, che vale uno; ho il massimo rispetto verso chi agisce in altro modo.

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Messaggio da shinken » sabato 28 luglio 2018, 14:13

Monet63 ha scritto:
sabato 28 luglio 2018, 11:38
Vuoi dire che il sovrapprezzo del 1300% è dovuto a un controllo qualità sul prodotto finale? Seriamente?
Temo di sì
Gran parte dei prodotti griffati sono fatti in questo modo.
Sul mercato trovi lo stesso prodotto ,fatto nello stesso stabilimento, ma ci caratteristiche uguali o inferiori , può essere una seconda scelta come una produzione extra venduta parallelamente.
Il prezzo griffati può essere anche 100 volte superiore,nessuna stranezza del resto il marchio crea il traino per la vendita.
Nel mio precedente lavoro mi occupavo di qualità e questo era quello che succedeva normalmente.
Ora non posso dire nulla nello specifico sulle penne,non avendo mai lavorato nel settore, ma immagino che in certe cose tutti i settori seguano logiche simili
Ultima modifica di shinken il sabato 28 luglio 2018, 15:26, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da Monet63 » sabato 28 luglio 2018, 15:04

Ho capito. Resta il fatto curioso che, se hai ragione, la mia Monteverde è "sfuggita" al controllo; le Jinhao no. Inoltre parliamo veramente di prodotti di base, di una semplicità disarmante (un pennino, un conduttore molto diffuso su decine di modelli nel mondo, un corpo). Di certo non vengono testate come fa, ad esempio, Lamy. Potrei capire su qualcosa di appena più complesso, ma non credo che su una stilografica di quella fascia Monteverde chieda chissà quale controllo qualità. Io credo, invece, che ci marcino.
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Messaggio da shinken » sabato 28 luglio 2018, 15:36

Monet63 ha scritto:
sabato 28 luglio 2018, 15:04
Ho capito. Resta il fatto curioso che, se hai ragione, la mia Monteverde è "sfuggita" al controllo; le Jinhao no. Inoltre parliamo veramente di prodotti di base, di una semplicità disarmante (un pennino, un conduttore molto diffuso su decine di modelli nel mondo, un corpo). Di certo non vengono testate come fa, ad esempio, Lamy. Potrei capire su qualcosa di appena più complesso, ma non credo che su una stilografica di quella fascia Monteverde chieda chissà quale controllo qualità. Io credo, invece, che ci marcino.
I controlli del 100% di un lotto hanno dei costi, quindi su prodotti poveri viene fatto un controllo a campione e una piccola parte di difetti passa.
A volte madama Fortuna è maliziosa.
In una produzione parallela comunque possono entrare in gioco anche altri fattori come la scelta delle materie prime di qualità magari inferiore.
La mia Jinhao 599A si è spezzata come un biscotto, la Lamy di mia moglie è fresca come appena uscita dalla scatola. Rimane il dubbio se il problema sia nel manico o nella mano che lo impugna, o magari non è fatta in Cina questo lo ignoro.
Poi pure io faccio largo uso di cinesi con gli inchiostri un po' meno sicuri, o semplicemente per avere a disposizione quel colore di inchiosrto senza pulire la penna ogni volta.
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Messaggio da Monet63 » sabato 28 luglio 2018, 15:47

shinken ha scritto:
sabato 28 luglio 2018, 15:36
I controlli del 100% di un lotto hanno dei costi, quindi su prodotti poveri viene fatto un controllo a campione e una piccola parte di difetti passa.
Ciò che "passa" con certezza, a primo impatto, è che Monteverde ha in catalogo un clone spudorato (non un modello simile, un vero e proprio clone), prodotto in Cina, di un'ottima penna giapponese (Sailor). Non il massimo per un'azienda seria.
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Messaggio da shinken » sabato 28 luglio 2018, 16:37

Monet63 ha scritto:
sabato 28 luglio 2018, 15:47
shinken ha scritto:
sabato 28 luglio 2018, 15:36
I controlli del 100% di un lotto hanno dei costi, quindi su prodotti poveri viene fatto un controllo a campione e una piccola parte di difetti passa.
Ciò che "passa" con certezza, a primo impatto, è che Monteverde ha in catalogo un clone spudorato (non un modello simile, un vero e proprio clone), prodotto in Cina, di un'ottima penna giapponese (Sailor). Non il massimo per un'azienda seria.
Questa mi mancava!
Credo che la Sailor i pennini se li faccia in casa, e penso che siano prorpio i pennini il punto di forza della Sailor.
Anche se ammetto che le due Sailor che posseggo semplicemente sono belle, secondo me.
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