Insegnare ai bambini a scrivere in corsivo: è ancora il caso?

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Syrok
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Insegnare ai bambini a scrivere in corsivo: è ancora il caso?

Messaggio da Syrok » venerdì 11 maggio 2018, 4:18

Buongiorno a tutto il forum, girando in internet per cercare informazioni su postura corretta da tenere mentre si scrive mi è venuto fuori questo articolo di cui vi lascio il link http://www.mamme24.it/insegnare-ai-bamb ... -caso_8842
Dal 2016 nelle scuole della Finlandia gli alunni non dovranno più seguire lezioni di calligrafia, poiché in quest’epoca dove computer, tablet e smartphone regnano sovrani essa è considerata una materia inutile.
Questo è l'inizio quasi scioccante dell'articolo in cui si evince che secondo i Paesi nordici la grafia fatta a mano è cosa obsoleta ed è molto più importante oggi saper scrivere velocemente su una tastiera di computer che scrivere in corsivo su un foglio di carta.

Premesso che, secondo me, l'apprendimento dei bambini deve passare per più cose possibili in modo da prepararli al meglio per il futuro non vedo perché la calligrafia sia una cosa superata, già oggi i bambini imparano a usare un tablet prima ancora di imparare a scrivere se poi gli insegnano solo a scrivere su una tastiera e non "alla vecchia maniera" qualora dovessero scrivere un biglietto d'auguri come faranno? Forse lo scriveranno sul tablet e lo stamperanno.

Secondo me insegnare a scrivere in stampatello è un modo per far ragionare il bambino su cosa scrive e come lo scrive unendo ragionamento a movimento una cosa sola, non dico che devono fare corsi di bella grafia come magari si faceva a inizio 900, quello in futuro se piacerà lo farà ma almeno la scrittura base del corsivo la vedo utile.

Voi che ne pensate?
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Messaggio da Silemar » venerdì 11 maggio 2018, 7:29

Buongiorno Syrok. Se ne era parlato qui:
https://forum.fountainpen.it/viewtopic. ... =Finlandia

E, come leggerai, non se ne era parlato bene!
:wave:
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Messaggio da HoodedNib » venerdì 11 maggio 2018, 7:53

Ovvio che e' utile che i bambini imparino ad usare il computer, una tastiera, il mouse, il tablet e quant'altro, non ci piove visto che l'useranno. Ma e' anche abbastanza normale che imparino questo "naturalmente" visto che ci vivranno a contatto.

PERO' e' necessario imparare a scrivere a mano, con la penna e la matita, a fare scarabocchi se necessario e un minimo di bella grafia (minimo eh, giusto come scrivere il corsivo base), per una serie di motivi, non ultimo il fatto che e' stato dimostrato scientificamente che si impara di piu' e meglio se il concetto lo scrivi, possibilmente a parole tue,usando la penna. Se ho capito bene questo e' probabilmente dovuto al fatto che il cervello umano e' piu' improntato al "fare" e fare materialmente qualcosa come via per imparare. Ora anche scrivere in maniera "automatica" (sia esso maccchina, tastiera o tablet) e' "fare le cose" ma pare non sia abbastanza e scrivere, anche scrivere male, aiuta a mantenere piu' saldo il concetto studiato, azzardo a dire che questo sia dovuto al fatto che devi figurarti il concetto prima di scrivere, poi scriverlo, rileggerlo mentre scrivi e rileggerlo dopo che l'hai scritto e farlo in modo piu' lento rispetto a scrivere per tastiera.

Tralaltro la Finlandia e' una nazione di sperimentatori, provano tante cose e come tutti quelli che provano tanto spesso falliscono (e' normale) ma quando ci prendono ci prendono alla grande.
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Messaggio da XFer » venerdì 11 maggio 2018, 9:25

Anche in questo simposio

http://news.unipv.it/?p=30029

si è sottolineato il legame tra scrittura manuale e migliore memorizzazione.

Aggiungerei che imparare a scrivere a mano, a parte gli ovvi usi pratici, è anche un importante veicolo di autodisciplina: richiede concentrazione, applicazione, esercizio, precisione.

E allena molto presto ad eseguire lavori ripetitivi e magari noiosi (almeno, io da bambino mi annoiavo a riempire pagine di lettere), ma importanti. Cose che nella vita prima o poi si incontrano: tanto vale allenarsi presto.

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Messaggio da Irishtales » venerdì 11 maggio 2018, 10:43

Sembra che si sia trattato di un errore di traduzione...insomma, una notizia falsa o comunque distorta.
http://www.bufale.net/home/disinformazi ... a-manuale/
Magari bisognerebbe chiedere a qualche docente finlandese cosa concretamente si insegni nelle scuole primarie oggi, a due anni dalla riforma ;)
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Messaggio da zoniale » venerdì 11 maggio 2018, 10:54

Io ho la vaga sensazione che l'accumularsi di bufale finlandesi sia legato alla difficoltà dell'utente italico di andare a verificare la notizia, considerata la distanza tra la loro lingua e quelle normalmente conosciute da noialtri.
Paljon terveisiä kaikille!
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Messaggio da Syrok » venerdì 11 maggio 2018, 11:57

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Messaggio da HoodedNib » venerdì 11 maggio 2018, 12:23

Per curiosita', che vi siete detti?

E come mai c'e' tanta gente che sa il Finlandese qui? :)
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Messaggio da Rodelinda » venerdì 11 maggio 2018, 12:24

Allora, su questo argomento mi sento pronta ad esprimere la mia opinione perché ho dei ricordi distinti del periodo alle Elementari nel quale ho imparato a scrivere in corsivo, non solo perché cronologicamente forse un po' più vicino rispetto a quanto non sia per alcuni utenti, ma in quanto legato a una specie di trauma che - e ne sono sicura - ha avuto delle conseguenze a lungo termine per almeno un mio amico (che ho da qualche anno, purtroppo, perso di vista). Siccome sono in coda in cancelleria e ho dinanzi a me una fila di almeno cinquanta numeri, mi lancerò quindi in questa piccola narrazione :lol:
La mia prima maestra elementare non fu la mia insegnante definitiva, che purtroppo proprio a due settimane neanche dall'inizio della scuola dovette mettersi in malattia per un male gravissimo per quasi tutto l'anno scolastico. Venne sostituita da una tizia ultrasettantenne reperita sul momento, ormai prossima al pensionamento, che non si era mai ripresa dal tramonto dei tempi di pennino e calamaio, né dall'avvento di teorie educative più evolute delle sberle.
Passati i primi mesi di aste a matita, quindi, ci costrinse tutti a scrivere con la silografica. Visto che questo periodo di passaggio coincideva con il mio compleanno, mio nonno pensò bene di regalarmi una stilo in argento leggera con il mio nome inciso sul fermaglio. Il primo giorno di ritorno dalle vacanze di Natale, fui sottoposta a un'umiliazione pubblica che ricordo ancora, in quanto la vecchia megera al vedere quella penna fu colta da un raptus e urlando in modo tale da far accorrere persino la bidella, mi accusò di "snobismo borghese" e di altre ed assortite nefandezze, circa le quali io ovviamente non capivo un'acca (se non che erano cose molto brutte, evidentemente). La sfuriata mi terrorizzò talmente che non usai mai più quella penna, né la volli rivedere: la cosa fu così subitanea che non avevo nemmeno fatto a tempo a inserire la cartuccia, per cui mio nonno cambio il fermaglio e la rivendette. Ricordo anche che, per la prima e ultima volta per l'intero periodo scolastico dell'obbligo, qualcuno prese le mie difese, in quanto dopo il fatto mio nonno si presentò a prendermi a scuola appositamente per parlare con la maestra. Fu un fatto particolare, perché - tanto per dimostrare di non avere problemi di snobismo borghese - si presentò con la medaglia al valore vinta per la Resistenza appuntata alla giacca. Assicuro che mio nonno arrabbiato era qualcosa di piuttosto spaventoso a vedersi, essendo un individuo enorme che per di più "grondava cazzimma a secchioni" (per citare il secondo protagonista di questo aneddoto, che comparirà tra poco): vi dico solo che era in grado di farsi obbedire dai suoi cani da caccia solo guardandoli in un certo modo, per cui l'insegnante non osò più fare la prepotente con me.
A rendere le cose ancora peggiori per tutti i bambini della mia classe, inoltre, fu che il mio compagno di banco Niccolò (autore della definizione di cui sopra) era mancino: per quanto si sforzasse, l'accoppiata "bambino delle elementari+stilografica+mancinismo" rendeva i suoi quaderni un incubo di macchie blu stazzonate. A peggiorare le cose, come si è potuto evincere dalla colorita espressione con cui definì mio nonno, Niccolò era di origini casertane: la cosa già di suo lo faceva vedere di cattivissimo occhio dalla Squallida Veneroautarchica (l'unico bambino trattato peggio nella mia classe era un ragazzino di colore, che aveva il padre bianco e la madre ivoriana). Il mancinismo fu la goccia che fece traboccare il vaso dello squilibrio mentale della maestra: in un delirio degno di "Cuore" (anche se in questo romanzo il maestro Perboni era una persona nettamente migliore), invece di autorizzare Niccolò a usare la biro, o quantomeno un inchiostro ad asciugatura rapida invece del Pelikan Royal Blue, l'ignobile aviopriva cercò di costringerlo a usare la destra. Prima con urla, strepiti, note e minacce, poi legandogli l'avambraccio sinistro al banco.
Ora: erano tempi, quelli, in cui la difesa dell'infante dagli abusi - che, spesso, oggi sono semplici tentativi di imporre un minimo di disciplina a un branco di furie - era una cosa eccezionale, quando non assurda. I maestri ti picchiavano, ed era normale: se provavi a tornare a casa a lamentarti, i tuoi ti davano il resto.
Per cui Niccolò dovette rassegnarsi a cercare di arrangiarsi con la destra, finché in maggio finalmente tornò la maestra di ruolo che, come la cavalleria, ci salvò tutti quanti da un destino infausto, ci impose di usare la biro - anche perché nel frattempo avevamo iniziato a usare la stilo per farci simpatici scherzi come punzecchiarci a vicenda nelle chiappe, e da lì alla perdita dell'occhio il passo è breve.
Ora: io non mi sono mai abituata ad avere una grafia decente con la biro, perché evidentemente l'imprinting che avevo ricevuto nei primi mesi di alfabetizzazione era ineludibile. Ho avuto una grafia obbrobriosa finché non mi hanno regalato l'Hastil - al liceo.
Niccolò non riuscì mai più a scrivere con la sinistra... ma neanche con la destra.
Sviluppò un problema, e divenne un dislessico certificato.
Questo per dire che i metodi educativi incentrati più sulla forma che sul contenuto, secondo me, non giovano a nessuno.

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Messaggio da Syrok » venerdì 11 maggio 2018, 13:11

HoodedNib ha scritto:
venerdì 11 maggio 2018, 12:23
Per curiosita', che vi siete detti?

E come mai c'e' tanta gente che sa il Finlandese qui? :)
Ciao, hai ragione scusa nessuno credo sappia il finlandese è tutto merito del traduttore di Google almeno nel mio caso e io ho detto:
Che ci vuole solo un buon traduttore e Zoniale ha detto, grazie mille a tutti.
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Messaggio da Syrok » venerdì 11 maggio 2018, 13:27

Ridelinda te lo hanno mai detto che devi scrivere? Beh secondo me si è troppo bello il tuo racconto complimenti
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