Corrispondenza dall'altra parte del mondo

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Messaggio da HoodedNib » giovedì 10 maggio 2018, 7:33

Stamattina mi sono messo a leggere le notizie dall'AGI (Agenzia Giornalistica Italiana) come faccio spesso perche' spesso ci sono approfondimenti interessanti, tutto relativamente poco interessante per noi di questo forum fin quando non leggo questo https://www.agi.it/cultura/lettera_giap ... 018-05-09/

In pratica una signora Giapponese ha scritto ad alcune testate giornalistiche Italiane (e mi pare di aver capito di un paio di altri paesi) una specie di appello per la ricerca di amici di penna nel nostro paese, nell'articolo c'e' scritto di piu' e c'e' una fotografia della lettera arrivata in redazione.

Beh... era troppo carina e a tema la cosa per non riportarla qui :)
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Rodelinda
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Messaggio da Rodelinda » giovedì 10 maggio 2018, 12:29

HoodedNib ha scritto:
giovedì 10 maggio 2018, 7:33
Stamattina mi sono messo a leggere le notizie dall'AGI (Agenzia Giornalistica Italiana) come faccio spesso perche' spesso ci sono approfondimenti interessanti, tutto relativamente poco interessante per noi di questo forum fin quando non leggo questo https://www.agi.it/cultura/lettera_giap ... 018-05-09/

In pratica una signora Giapponese ha scritto ad alcune testate giornalistiche Italiane (e mi pare di aver capito di un paio di altri paesi) una specie di appello per la ricerca di amici di penna nel nostro paese, nell'articolo c'e' scritto di piu' e c'e' una fotografia della lettera arrivata in redazione.

Beh... era troppo carina e a tema la cosa per non riportarla qui :)
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Quasi quasi io una letterina a questa simpatica signora la scrivo: sarebbe una buona occasione per ripassare un po' di inglese e per avere un'amica di penna internazionale, anche se le barriere culturali tra noi e i giapponesi sono una cosa spesso allucinante, che in particolare alle ragazze di oggi lascia una sensazione di abnorme perplessità :roll:
Ad esempio, non è infrequente vedere un uomo di trent'anni zittire in pubblico e in modo brusco la moglie solo perché ha parlato con qualcun altro a cena mentre lui stava chiacchierando con qualche altro commensale, e inoltre una donna di venticinque anni non sposata è considerata spesso alla stregua di una zitella nei romanzi di Jane Austen...

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Messaggio da HoodedNib » giovedì 10 maggio 2018, 13:00

Rodelinda ha scritto:
giovedì 10 maggio 2018, 12:29
HoodedNib ha scritto:
giovedì 10 maggio 2018, 7:33
Stamattina mi sono messo a leggere le notizie dall'AGI (Agenzia Giornalistica Italiana) come faccio spesso perche' spesso ci sono approfondimenti interessanti, tutto relativamente poco interessante per noi di questo forum fin quando non leggo questo https://www.agi.it/cultura/lettera_giap ... 018-05-09/

In pratica una signora Giapponese ha scritto ad alcune testate giornalistiche Italiane (e mi pare di aver capito di un paio di altri paesi) una specie di appello per la ricerca di amici di penna nel nostro paese, nell'articolo c'e' scritto di piu' e c'e' una fotografia della lettera arrivata in redazione.

Beh... era troppo carina e a tema la cosa per non riportarla qui :)
Per Zeus!
Quasi quasi io una letterina a questa simpatica signora la scrivo: sarebbe una buona occasione per ripassare un po' di inglese e per avere un'amica di penna internazionale, anche se le barriere culturali tra noi e i giapponesi sono una cosa spesso allucinante, che in particolare alle ragazze di oggi lascia una sensazione di abnorme perplessità :roll:
Ad esempio, non è infrequente vedere un uomo di trent'anni zittire in pubblico e in modo brusco la moglie solo perché ha parlato con qualcun altro a cena mentre lui stava chiacchierando con qualche altro commensale, e inoltre una donna di venticinque anni non sposata è considerata spesso alla stregua di una zitella nei romanzi di Jane Austen...
Ora non escludo che da qualche parte in Giappone questo succeda ma ho amici li e amici sposati con locali e no, queste cose che racconti raramente succedono oggidi' e molta poca discriminazione, almeno nelle grandi citta'. Le differenze culturali ci sono ma non credo che influiscano in questo caso, dalle esperienze che ho io se un Giapponese "ti viene a cercare" e' molto aperto rispetto ai comportamenti che puo' trovare, sempre se si resta nei limiti di cortesia (anche se s'intende cortesia in modo vagamente diverso).
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Messaggio da Silemar » giovedì 10 maggio 2018, 13:34

Rodelinda ha scritto:
giovedì 10 maggio 2018, 12:29
Quasi quasi io una letterina a questa simpatica signora la scrivo: sarebbe una buona occasione per ripassare un po' di inglese e per avere un'amica di penna internazionale, anche se le barriere culturali tra noi e i giapponesi sono una cosa spesso allucinante, che in particolare alle ragazze di oggi lascia una sensazione di abnorme perplessità :roll
Le diversità culturali ci sono, è innegabile. Ad esempio un disabile dalla nascita (scrive Bebe Vio) veniva (viene?) considerato una persona che si è comportata male in una vita precedente. La sua condizione di disabilità è, insomma, una specie di punizione. E le persone che diventano disabili per un incidente, vengono comunque trattate come le precedenti. Le famiglie si vergognano dei loro cari (soprattutto nei paesi e nelle cittadine) e non le fanno vedere in pubblico. La legge sulle sterilizzazioni forzate dei disabili è stata abrogata nel 1996 (ora si parla di risarcire il danno commesso). C'è quindi volontà di cambiamento. Le Paralimpiadi di Tokyo 2020 saranno un'occasione per dimostrarlo ed io spero, con tutto il cuore, che ciò avvenga. Ma anche una lettera sincera, cara Rodelinda, che permetta un confronto tra realtà diverse può rappresentare un bene prezioso. :thumbup:
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Messaggio da HoodedNib » giovedì 10 maggio 2018, 14:10

E sopratutto, se proprio qualcuno di noi (o piu' d'uno) decide di scriverle, non mettetela su quei termini, state scrivendo ad una persona che potrebbe essere una vostra amica, trattatela (lei e la sua cultura) come trattereste me. Insomma e' una penpal, un'amica di penna, non fate dietrologie sulla cultura, non ci pensate, scrivetele e basta, se volete. Lo dico solo perche' mi sembra che si stiano facendo discorsi "prevenuti" partendo dal fatto che abita dall'altra parte del mondo...
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Messaggio da Silemar » giovedì 10 maggio 2018, 14:48

HoodedNib ha scritto:
giovedì 10 maggio 2018, 14:10
E sopratutto, se proprio qualcuno di noi (o piu' d'uno) decide di scriverle, non mettetela su quei termini, state scrivendo ad una persona che potrebbe essere una vostra amica, trattatela (lei e la sua cultura) come trattereste me. Insomma e' una penpal, un'amica di penna, non fate dietrologie sulla cultura, non ci pensate, scrivetele e basta, se volete. Lo dico solo perche' mi sembra che si stiano facendo discorsi "prevenuti" partendo dal fatto che abita dall'altra parte del mondo...
Sì, scusate tutti. Sono andata anche OT.
Laura

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Messaggio da Rodelinda » giovedì 10 maggio 2018, 15:12

HoodedNib ha scritto:
giovedì 10 maggio 2018, 13:00
Ora non escludo che da qualche parte in Giappone questo succeda ma ho amici li e amici sposati con locali e no, queste cose che racconti raramente succedono oggidi' e molta poca discriminazione, almeno nelle grandi citta'. Le differenze culturali ci sono ma non credo che influiscano in questo caso, dalle esperienze che ho io se un Giapponese "ti viene a cercare" e' molto aperto rispetto ai comportamenti che puo' trovare, sempre se si resta nei limiti di cortesia (anche se s'intende cortesia in modo vagamente diverso).
Guarda, prima di avere dei rapporti di amicizia con dei giapponesi personalmente anche io credevo che questo tipo di atteggiamenti sessisti fosse superato, ma ho avuto modo di constatare di persona che non è così; certamente non lo fanno trasparire e non te lo dicono in faccia, almeno in condizioni normali (ed è questo che rende il sessismo nipponico piuttosto difficile da distinguere rispetto a quello occidentale, che è molto più esplicito), ma se hai modo di passare TANTO tempo con dei giapponesi, specie maschi e sui venticinque-trenta, soprattutto per lavoro, è una cosa che prima o poi vien fuori.
Il mio maestro accompagnatore di canto è una persona squisita, e tutti noi gli vogliamo un gran bene, ma quest'anno è scoppiata una lite enorme per la messa in scena della Bohéme unicamente perché lui non voleva nel modo più assoluto sottostare alle decisioni della direttrice artistica, che oltre ad essere italiana è anche una donna, e ha messo in scena un ostruzionismo passivo così spropositato che la rappresentazione ha rischiato di saltare.
Ha litigato - in termini che per un nipponico corrispondono alla lite furiosa per un occidentale - con il primo tenore perché originariamente questi doveva essere un giapponese: purtroppo all'ultimo lo abbiamo dovuto sostituire con un coreano, e non ha preso bene la decisione (pur fondata su motivi assolutamente artistici e non legati in nessun modo alla nazionalità o altro).
Ho accompagnato in giro per il comitato di accoglienza dell'Università un gruppo di giapponesi, e con alcune ragazze sono tutt'ora in contatto. Sono stati gentilissimi (a un certo punto ho preso il morbillo e mi hanno mandato a casa un cesto di fiori enorme con un biglietto di auguri, addirittura): ma quando siamo usciti per l'aperitivo, hanno alzato il gomito e hanno iniziato a farmi delle domande che mi hanno fatto cascare la mascella, buttando lì allusioni sul fatto che a venticinque anni fossi nubile, e vivessi con i miei genitori (una cosa tipo l'orologio biologico di Bridget Jones). E questo non l'hanno fatto i ragazzi, ma alcune ragazze, sui ventitré anni, il tutto circa due anni fa non negli anni '60.
Io non mi sono offesa: ho semplicemente pensato che per certi versi la loro società sia così tradizionalista e conservatrice da essere rimasta "indietro", e che prima o poi supereranno certi atteggiamenti, anche perché non se ne rendono conto e non intendono assolutamente offenderti o ferirti, anzi (prova ne è che, almeno nel caso delle ragazze di cui sopra, se ne escono con certe osservazioni imbarazzanti quando hanno bevuto o hanno altri motivi per venire meno al loro autocontrollo, che assicuro essere qualcosa di prodigioso per i nostri standard). Però è qualcosa che oggettivamente deve essere tenuto in conto.
Chiedo scusa per l'OT :D ! E' ovvio poi che se uno comincia una corrispondenza con un'altra persona le diversità sociali e culturali non devono entrare in gioco (o, come nel caso del mio amico Takara, devono essere uno dei fattori che rendono la corrispondenza o l'amicizia interessante...)

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