Scrivere bene significa pensare bene?

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Scrivere bene significa pensare bene?

Messaggio da MrkLch » martedì 30 gennaio 2018, 23:36

Un noto aforisma di Thomas Mann recita così : Scrivere bene significa quasi pensare bene, e di qui ci vuole poco per arrivare ad agire bene. Ogni costumatezza, ogni perfezionamento morale proviene dallo spirito della letteratura.

L'autore parlando di "scrivere bene" si riferisce alla capacità di espressione, allo spessore letterario della scrittura e non certo alla calligrafia. Eppure più volte mi vien fatto di pensare che la tecnica calligrafica non sia indifferente al pensiero. La capacità di scrivere velocemente e con un dinamismo fluente, senza retromarcia, senza svolte improvvise, senza affaticamenti e inciampi (con legature immediate e limpide) aiuta tanto a pensare bene, a focalizzare la propria attenzione sulla scelta della prossima parola senza dover tornare indietro a completare quella già scritta.

Che ne pensate? Avete mai imprecato contro quella parola già scritta cui mancava il trattino sulla "t", che aveva la lettera con l'occhiello da fare più largo altrimenti la "a" sembrava una "e", e tanti altri inciampi di scrittura che spezzano il corso delle proprie riflessioni su carta?
:crazy:

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Scrivere bene significa pensare bene?

Messaggio da Musashi » lunedì 30 aprile 2018, 16:17

Non sono un esperto di calligrafia ma ho sempre pensato che l'ordine nella scrittura è ordine mentale. In tal senso la stilografica è strumento di una disciplina mentale per il modo accurato e fluente in cui ti spinge a scrivere, a differenza della sfera che è compatibile con qualunque sgraziatezza.
L'ordine mentale è lo stesso che riguarda i pensieri e le azioni. In me ho più volte notato che se sono 'fuori fase', agitato o stanco, o per contro esaltato, la scrittura cambia e peggiora. Se sono sereno, è perfettamente armoniosa, e segue un ritmo.
Negli altri, ho notato la stessa corrispondenza tra scrittura chiara e ordine mentale, e viceversa. Da avvocato, ho notato spesso scrittura chiara nei colleghi che avevano chiaro cosa verbalizzare in udienza; scrittura incomprensibile quando doveva nascondere l'assenza di un contenuto.

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Scrivere bene significa pensare bene?

Messaggio da SirVaco » lunedì 30 aprile 2018, 18:15

Si.

L'argomento da te proposto, apre uno spazio di pensiero e filosofia che non avrebbe confini, da qui la mia risposta così decisa in antitesi.

Scrivere bene, in qualunque senso lo si voglia intendere è una base che porta alla creazione di una struttura per il pensiero stesso, e di conseguenza un pensiero ben strutturato è una pensiero migliore, più chiaro, più lucido, che avrà maggiori probabilità di portare ad una azione di successo!
In questo il mondo della stilografica, a mio giudizio, ha un affinità particolarmente appropriata con la concentrazione e la scrittura; l'istante in cui si prendere in mano la penna, si toglie il cappuccio, si prepara il foglio, ebbene esso è come un rito propiziatorio al pensiero, che magari vaga confuso in noi e che senza una struttura che l'inchiostro scorrendo fluentemente sulla carta può donargli, non potrebbe mai prendere forma di azione.
"Lo dirà il tempo cosa siamo, saremo quel che meritiamo...ma se c'è un sogno per sognare, ci sarà un ballo da ballare"

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